La chiesa di San Fortunato si trova nel centro storico della città umbra di Todi, in provincia di Perugia, nei pressi di piazza del Popolo.

Storia

Un primo edificio romanico venne eretto in questo luogo nel 1192"Umbria". Ed. TCI, 2004, pag. 151. Le notizie sulla costruzione di tale chiesa risultano infatti antecedenti al 1198, anno in cui Innocenzo III vi consacrò un altare a san Cassiano. Restano di quest'edificio i due leoni provenienti dal portale d'ingresso, chiamati pulvini, che poi furono trasformati in acquasantiere.

Nel giugno del 1292 il Comune decise la ricostruzione della chiesa in stile gotico. I lavori, alacri, vennero interrotti solamente dalla peste del 1348 fino alla Riformanza comunale del 1405 che imponeva una tassa del 2% di tutti gli ingressi e transiti viari interni alla città allo scopo di finanziare di nuovo ulteriori interventi sulla ristrutturazione e ricostruzione della chiesa di San Fortunato.

I nuovi incaricati ai lavori furono gli architetti Giovanni Santuccio di Firenzuola (1415-58) col nipote Bartolo. Tuttavia il cantiere proseguì soltanto fino alla prima metà del '400, lasciando la facciata incompiuta nella parte superiore.

Descrizione

La chiesa si prospetta in cima a una scalinata che sale sul piazzale con declivio e giardino ricavati sul fianco degradante della collina. Presenta una vasta facciata a capanna, incompiuta. La parte inferiore, rivestita in pietra bianca, è divisa da paraste in cinque sezioni, a ricalcare la suddivisione interna delle tre navate con cappelle laterali. Le tre sezioni centrali sono aperte da portali. Quello maggiore, gotico a sesto acuto, è il più ricco. Una cornice a rilievi con motivi florerali e personaggi mitologici inquadra la porta. Tutta la profonda strombatura è rivestita da bassorilievi istoriati che raffigurano Santi e Profeti biblici, simboli, personaggi e fogliami (la Vite a rappresentare il Bene, il Fico a rappresentare il Male); intervallati da colonnine tortili e ornamenti floreali.

L'interno, a sala con coro absidato, è diviso in tre navate da esili pilastri a fascio che sorreggono volte a crociera ogivali. Sui fianchi delle due navate laterali si susseguono tredici cappelle aperte da possenti arconi ogivali e ornate di affreschi e statue.

Le prime due cappelle a sinistra si presentano oggi vuote (la seconda è dedicata ai caduti). La prima cappella a sinistra era stata decorata per volontà del nobiluomo tuderte Francesco Maria Ridolfi nel secondo decennio del Settecento. L'importante decorazione, che era composta di scultura e pittura, è stata smantellata per ritrovare l'aspetto 'originario' gotico della cappella. Sopravvive solo la tela con lEstasi di San Francesco di Paola di Giacinto Boccanera, firmata e datata 1712, oggi nella Pinacoteca Comunale.Francesco Campagnani, Note sulla pittura del Settecento a Todi: il caso di Giacinto Boccanera da Leonessa, in Colligite Fragmenta'. Bollettino di storia, arte e cultura della Diocesi di Orvieto-Todi, X (2018), pagg. 321 - 323.

La seconda cappella sinistra era la Cappella Leonij, dedicata ai Santi Gaetano e Lucia, che era decorata da una pala di Ferraù Fenzoni con Cristo, la Vergine e Santi oggi alla Pinacoteca Comunale.Giovanna Sapori, Ferraù Fenzoni, Cristo, la Vergine, i Santi Giovanni Battista e Lucia e le Anime del Purgatorio, in Liliana Barroero, Vittorio Casale, Giorgio Falcidia, Fiorella Pansecchi, Giovanna Sapori e Bruno Toscano (a cura di), Pittura del Seicento. Ricerche in Umbria, catalogo di mostra, Venezia, 1989, pagg. 94 - 98.

La terza è la Cappella dell'Assunta, uno dei complessi decorativi più importanti a Todi nel primo Seicento, fu eretta da Mercurio Accursi nel 1617 ed interamente decorata da stucchi, affreschi e tele del tuderte Andrea Polinori, contraddistinti da un naturalismo semplice, pacato e luminoso, memore dei fatti artistici romani del tempo, eseguiti entro il 1620. La pala d'altare con l'''Assunta e Santi è opera coeva del fratello Giovanni Antonio.Liliana Barroero, Andrea Polinori, Presentazione di Maria al tempio, in Liliana Barroero, Vittorio Casale, Giorgio Falcidia, Fiorella Pansecchi, Giovanna Sapori e Bruno Toscano (a cura di), Pittura del Seicento. Ricerche in Umbria, catalogo di mostra, Venezia, 1989, pag. 195.

Il coro absidato è aperto da tre bifore ed accoglie begli stalli lignei intagliati nel 1590 da Antonio Maffei da Gubbio. Nella cripta, sita sotto al presbiterio, è conservato un mausoleo con le spoglie di Jacopone da Todi, San Cassiano e altri santi patroni. Successivamente, il Ferraù da Faenza, detto il Faenzone, fece un affresco su un muro della cripta raffigurante il volto di Jacopone ispirandosi ad una pittura antecedente.

A destra dell'abside si apre la grande Cappella Gregoriana, con imponente altare barocco nero e oro recante la pala dellIncoronazione della Vergine, opera del 1618 di Andrea PolinoriSito Medioevoinumbria.it. Nella quarta cappella destra è visibile un affresco con la Madonna con Bambino e Angeli eseguito nel 1432 da Masolino da Panicale e nella quinta Madonna col Bambino e San Sebastiano, quattrocenteschiSito Todi.org

La settima cappella destra, l'ultima, dedicata allaSantissima Annunziata'', presenta una fastosa decorazione seicentesca con stucchi ad altorilievo di un seguace romano dell’AlgardiSito Medioevoinumbria.it.

Note

Bibliografia

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