Frangipane o FrangipaniPer lo stemma originario de Frangipani romani si veda Per lo stemma dei Frangipani si veda anche Per lo stemma dei Frangipani romani, dei Frangipani-Frankopanovich di Dalmazia-Croazia, dei Frangipani di Venezia si veda ... è il nome gentilizio di una nobile e potente famiglia romana, citata almeno dall'XI secolo. Una leggenda vuole che la famiglia discenda dalla romana gens Anicia..
Mario Frangipane, ultimo discendente della casata romana deceduto nel 1654 senza eredi, designò con fidecommesso, quali propri successori legittimi, i membri sia della nobile famiglia Frangipani di Dalmazia, in seguito nota con il cognome Frankopan, dedotta da una relazione di parentela fondata su una concessione loro fatta da papa Martino V con bolla pontificia del 1425, sia i membri della nobile famiglia Frangipani del Friuli.. Sebbene i Frangipani croati si ritenessero imparentati coi Frangipane romani, all'epoca era comune il tentativo delle famiglie nobili europee di pretendere ascendenti della Roma imperiale. I Frangipani croati si estinsero, in linea maschile, nel 1671 con la morte di Fran Krsto Frankopan (in italiano chiamato anche Francesco Cristoforo Frangipani), decapitato nella città della bassa Austria di Wiener Neustadt per ordine dell'imperatore d'Austria Leopoldo I, in quanto scoperto insieme ai conti Zrinski e ad altri nobili a capo di una cospirazione volta a trasferire la sovranità del Regno d'Ungheria in favore del Sultano Turco.Si vedano al riguardo ; ; ; ; ; ; ; ; ; . Ai Frankopan subentrò, per linea femminile, il ramo dei Conti Frangipani (Frankopan) Gliubavaz Detrico, in seguito estintosi nella famiglia dei Conti di Vergada ovvero Conti Damiani di Vergada Gliubavaz Frangipani (Frankopan) Detrico.; ; ; ; ; ; ; . Il 12 luglio 1805 vennero definiti infine con bolla papale, quali successori legittimi di Mario Frangipane, i membri della famiglia Frangipane del Friuli.; È presente altresì in Italia un ramo detto dei Frangipani-Allegretti Duchi di MirabelloSi veda al riguardo , i quali furono riconosciuti consanguinei dei Frangipani di Dalmazia da una sentenza della Camera Apostolica del 1652Archivio di Stato di Roma, Fondo: Tribunale dell'Auditor Camerae / Vol. 2105 - Registro di sentenze (1651-1654) / carte 75r-76r.. I fratelli Francesco Maria e Carlo nello stesso anno furono ascritti al Patriziato Romano con decreto del Senato RomanoArchivio Storico Capitolino, Fondo: Camera Capitolina / Credenzone I / Tomo 34 / Catena 34 / carte 137r e 137v..
Origini Ricostruzioni leggendarie citano come primo Frangipane un tale Flavio Anicia. Fu un ricco mercante che, nel 717, durante una carestia che colpì Roma in seguito ad un'alluvione del Tevere, passando per le vie dell'Urbe con una barca, distribuì pane ai bisognosi. Questi gridavano, "Frange nobis panem" (Spezza il pane per noi): da qui "frangere / panem" (spezzare il pane), grida che avrebbe dato origine al cognome....
Suddivisione in tre rami principali La famiglia probabilmente continuò con Petrus Frajapane de Imperato o Imperator, che, a metà del X secolo, venne descritto ex plebe, padre di Giovanni Sardo de Imperato e nonno di Cencio, nato intorno al quarto decennio del XI secolo, console romano.Dizionario Biografico degli Italiani, v. alla voce. La famiglia poi si divise nei rami principali dei de Septizonius, dei de Chartularia e dei de Gradellis di Trastevere.
Primo ramo, i De Septizonius Il primo ramo, i De Septizonius si insediarono a Roma nell'area del Circo Massimo, nel Settizonio, antico ninfeo monumentale eretto al tempo di Settimio Severo, arricchendolo di una torre che tuttora si eleva al lato del circo. Nel 1241 questo edificio fu il luogo dove si tenne il primo conclave per l'elezione pontificia, ma fu rasa al suolo nel XVI secolo. Il ramo del Settizonio si estinse nel 1266, con Pietro e Filippa, dando origine ad una controversia per il possesso dell'eredità dei Frangipane.
Secondo ramo, i De Chartularia Il secondo ramo, i De Chartularia, si stanziarono nei pressi della Torre Chartularia presso l'Arco di Tito, così chiamata perché situata ove si trovava il Chartularium, o Archivio dell'Impero.
Terzo ramo, i De Gradellis Infine, il terzo ramo, i De Gradellis, si insediarono presso il rione Trastevere in Roma.
Opere Durante questo periodo i Frangipane fortificarono il Colosseo trasformandolo in una loro postazione militare, tanto che il Papa li infeudò.. Tra gli altri luoghi noti in Roma appartenenti alla famiglia Frangipane, si annoverano "la Torre Chartularia", oggi non più esistente, antica fortificazione originariamente utilizzata come archivio, nonché la Torre dei Frangipane, detta anche della Scimmia, sita a Roma in via dei Portoghesi. Secondo un'antica leggenda, in questa torre viveva una scimmia di nome Hilda. Un giorno Hilda rapì, passando dalla finestra, il figlio neonato del padrone di casa e lo condusse alla sommità della torre; il padre allora, dopo essersi raccomandato alla Vergine, fece il consueto fischio di richiamo all'animale che, calandosi lungo il pluviale e stringendo a sé il bambino, lo riportò incolume a casa. Da allora il padrone di casa volle che dinnanzi alla statua della Vergine posta sulla sommità della torre sempre ardesse una lampada..
La famiglia infine era proprietaria di un'importante villa, conosciuta poi come Villa Strozzi, situata sul Viminale e rasa al suolo in occasione della costruzione del Teatro Costanzi, ora Teatro dell'Opera, dopo essere stata acquistata per scopi speculativi da monsignor Francesco Saverio de Mérode.
Le Croniche Sublacensi dell'abbazia di Subiaco testimoniano che i Frangipane ampliarono i loro domini imparentandosi con i Conti di Tuscolo, ma gli storici dubitano della veridicità dei passi delle Croniche e ipotizzano che i Frangipane abbiano esteso almeno parte del loro dominio, come nell'area di Marino, occupando terre e possedimenti ecclesiastici. Storica è la rivalità dei Frangipani con la famiglia Pierleoni risalente al XII secolo, considerata tra le cause principali che condussero allo scisma nella doppia elezione pontificia del 1130.
I Frangipane e il papato Nel corso di tutto il Medioevo, importante fu il ruolo e l'influenza della famiglia Frangipane nell'elezione dei papi in Roma e persino scandalosa fu la condotta di alcuni suoi membri in occasione dell'elezione dei pontefici sostenuta da fazioni concorrenti. In particolare durante la notte di Natale del 1075, mentre in Santa Maria Maggiore papa Gregorio VII (1073-1085) celebrava la santa Messa, Cencio Frangipane, probabilmente istigato da Guiberto arcivescovo di Ravenna aspirante al papato, irruppe in chiesa con un manipolo dei suoi e afferrato e malmenato il Papa lo rinchiuse in una delle sue torri. Il giorno seguente i sostenitori del Pontefice, sollevando il popolo, corsero alla torre di Cencio Frangipane, e, se non fosse stato per il papa a salvargli la vita, la furia popolare lo avrebbe fatto a pezzi. Liberato, Gregorio VII tornò in chiesa e lì dove l'aveva interrotta riprese la santa Messa..
Tale condotta si ripeté, quasi un secolo dopo nel 1119, quando Cencio II Frangipane, parteggiando per un altro candidato al Soglio pontificio e venuto a conoscenza dell'elezione di Giovanni di Gaeta, monaco cassinese a pontefice con il nome di Gelasio II, corse in Laterano con le sue milizie e, afferrato il vecchio papa sull'altare, lo trasse a pugni fuori dalla chiesa e lo gettò malconcio in prigione. Alla notizia di quanto accaduto i rioni di Roma si sollevarono ancora una volta e in armi costrinsero Cencio Frangipane a rilasciare il pontefice, il quale generosamente gli accordò il perdono. Gelasio, tratto trionfalmente in Laterano dalla folla acclamante, fu consacrato pontefice massimo..
I Frangipane romani non assunsero sempre un atteggiamento ostile nei confronti del papato romano, poiché nelle lotte che videro contrapporsi l'imperatore Federico Barbarossa alla Chiesa essi sostennero quest'ultima. Infatti, quando il Conclave del 1159 si concluse con una doppia elezione (il 7 settembre 1159 i cardinali elessero il senese Rolando Bandinelli con il nome di Alessandro III, ma una minoranza che parteggiava per l'imperatore elesse il cardinale Ottaviano dei Crescenzi Ottaviani che divenne l'antipapa Vittore IV), i Frangipane si schierarono in difesa del papa legittimo contro l'Imperatore. In quel frangente, rimanendo Alessandro III prigioniero dei senatori romani asserviti ad Ottone, conte palatino e il vicario del Barbarossa nell'Urbe, il popolo romano si sollevò in tumulto chiedendo che Papa Alessandro III venisse liberato. Ettore Frangipane, insieme ad altri maggiorenti della città, messosi a capo della fazione sostenitrice di Alessandro, lo liberò dalle mani dei senatori e lo fece allontanare da Roma assicurandogli la salvezza e il definitivo governo della Chiesa.. Altra esponente della famiglia che si contrappose a Federico Barbarossa fu Aldruda Frangipane, contessa di Bertinoro, figura eccezionale nel panorama dell'aristocrazia italiana del XII secolo, protagonista, nel 1173, della liberazione di Ancona dall'assedio condotto dall'esercito imperiale agli ordini di Cristiano di Magonza..
Ma i Frangipane si macchiarono anche d'ignominia in seguito ad azioni riprovevoli, allorché nel 1268, Giovanni Frangipane signore di Astura, tradì Corradino di Svevia, il quale, sconfitto nella Battaglia di Tagliacozzo, gli chiese riparo e protezione per tornare sano e salvo in Germania e preparare una nuova offensiva contro gli Angiò. Il Frangipane, sperando di ottenere onori e privilegi da Carlo I nuovo re di Sicilia, consegnò Corradino in mano ai suoi nemici che lo fecero decapitare a Napoli in piazza del Mercato. In seguito la flotta siciliana, al comando di Bernardo Sarriano, fedele agli Svevi, per vendicare il tradimento del 1268, occupò il castello di Astura distruggendolo e uccidendo Michele figlio di Giovanni Frangipane., titolo originale Geschichte der Stadt Rom im Mittelalter I resti di un castello dei Frangipane sono ancora oggi visibili, anche se in stato di abbandono, in località Fossignano.
I Frangipani e Dante Alighieri Il Boccaccio fa discendere Dante Alighieri dalla famiglia romana dei Frangipani; così infatti nel Trattatello in laude di Dante è narrata la presunta riedificazione di Firenze ai tempi di Carlo Magno: «infra gli altri novelli abitatori, forse ordinatore della riedificazione, partitore delle abitazioni e delle strade e datore al nuovo popolo delle leggi opportune ([...]) venne da Roma uno nobilissimo giovane per ischiatta de' Frangiapani e nominato da tutti Eliseo; il quale per avventura (...) in quella divenne perpetuo cittadino, e dietro a sé di figliuoli e di discendenti lasciò non picciola né poco laudevole schiatta: li quali (...) per soprannome presero il nome di colui che quivi loro aveva dato cominciamento, e tutti insieme si chiamar gli Elisei. De' quali di tempo in tempo, e d'uno in altro discendendo, tra gli altri nacque e visse uno cavaliere per arme e per senno ragguardevole e valoroso, il cui nome fu Cacciaguida (...)». La critica moderna espresse un giudizio in merito a tale racconto; tuttavia considera che, se non mancano nell'operetta notizie autentiche, è innegabile l'impulso encomiastico, sì che la figura di Dante Alighieri appare circonfusa da un alone di leggenda; inoltre la tendenza ad attribuire illustri antenati doveva essere ben radicata nel Boccaccio, se è vero che anche Fiammetta viene fatta discendere dai "Fresapane" o dagli "Annibali". Tuttavia Dante Alighieri stesso rivendica attraverso le parole di Brunetto Latini un'ascendenza romana (Divina Commedia, Inferno, XV 73-78); sarebbe stato infatti il rampollo di una di quelle famiglie romane che, insieme ad altre famiglie fiesolane, fondarono Firenze dopo la distruzione di Fiesole da parte di Giulio Cesare «...ma questa è cosa molto incerta, e secondo mio parere niente altro è che indovinare», come si esprimeva il Bruni nella sua Vita di Dante.