L'industria farmaceutica è il settore economico che riunisce le attività di ricerca e sviluppo, produzione e commercializzazione dei farmaci per la medicina umana o veterinaria, nonché di prodotti terzi rispetto ai medicinali, come cosmetici e integratori alimentari.

Descrizione Leader del mercato in termini di vendite Le 10 società farmaceutiche per fatturato nel 2021 sono: +Nome aziendaFatturato 2021Johnson & Johnson93,77 miliardi USDPfizer 81,29 miliardi USDRoche68,70 miliardi USDAbbvie 56,20 miliardi USDNovartis51,63 miliardi USDMerck48,7 miliardi USDBristol Myers Squibb46,4 miliardi USDGlaxoSmithKline45,98 miliardi USDSanofi44,67 miliardi USDAstrazeneca37,42 miliardi USD

In Europa Secondo rapporto della federazione Europea delle Industrie dell'associazione farmaceutiche giornata 2025, l'industria farmaceutiche è quella col più alto tasso di reinvestimento dei ricavi in ricerca e sviluppo, che nel 2024 hanno raggiunto la cifra di 55 miliardi di euro. Al 2024, il settore occupa 980.000 addetti diretti e 2.8 milioni nell'indotto.

Allo stesso tempo, risente fortemente dalla concorrenza cinese che nel 2024 ha prodotto il maggior numero di nuove molecole immesse nel mercato sostituendosi al primato che l'Europa deteneva nel 2000.

Nel dicembre 2025 le istituzioni europee hanno raggiunto un'intesa per una nuova direttiva e regolamento quadro per l'industria farmaceutica. La nuova legislazione conferma un periodo di 8 anni di protezione della proprietà intellettuale e di diritto esclusivo all'accesso ai dati relativi agli studi clinici e alle sperimentazioni dei farmaci messi in commercio. Tale periodo è estendibile fino a un massimo di 11 anni a determinate condizioni.

Secondo un rapporto del Pharmaceutical Group of the European Union (PGEU) del 2026, in tutta l'Unione Europea esiste un problema di carenza di circa 600 farmaci essenziali. Ciò è dovuto alla forte dipendenza dalle importazioni da India e Cina (interruzioni della produzione, ritiro di lotti non conformi alle norme di sicurezza), ma anche arbitraggio con l'acquisto dei farmaci nei mercati più convenienti come l'Italia per rivenderli all'estero a prezzi maggiorati.

In Italia L'Italia è il primo Paese al mondo per crescita in valore dell’export dell’industria farmaceutica nel periodo 2021-2023, con un incremento di 13,6 miliardi di dollari.

Secondo il rapporto della Fondazione Symbola, il comparto nel 2023 ha registrato una produzione di 52 miliardi di euro, di cui oltre 49 di export, malgrado un rincaro dei costi del 30% rispetto al 2021.

Con 7.8 mld di euro di valore, al 2024, quello farmaceutico rappresenta il primo settore manifatturiero per export negli Stati Uniti.

Secondo il rapporto Osmed dell'Agenzia italiana del farmaco, la spesa farmaceutica italiana nel 2024 è stata pari a 37.2 miliardi di euro di cui 72% è stato rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale.

Al 2025, sebbene il tempo di accesso ai farmaci sia tra i più alti in Europa (pari a 439 giorni dopo l'approvazione), l'Italia è seconda fra i membri dell'UE per numero di farmaci innovativi disponibili.

Gli studi clinici no profit, vale a dire non sponsorizzati dalle aziende private e beneficiari di finanziamenti pubblici, sono passati dal 40 per cento del 2009 al 17% del 2024. il definanziamento della ricerca di base ha portato a un incremento dei guadagni dai brevetti e della spesa farmaceutica correlata.

Negli Stati Uniti Nel 2025 Trump ha firmato un ordine esecutivo che impone alle case farmaceutiche di allineare i prezzi dei farmaci a quelli degli altri Paesi.

Alcune aziende, tra cui Roche, Bristol Myers e Pfizer, hanno iniziato a distribuire direttamente ai pazienti i farmaci a piccola molecola, senza l'intermediazione dei pharmacy benefit manager. Tra questi farmaci vi sono: trattamenti per diabete, patologie cardiovascolari o malattie respiratorie.

In Cina Beigene, Akeso e CSPC sono alcuni dei colossi del Biotech cinese.

Secondo il The New York Times, almeno 700 farmaci in uso in Occidente contengono un principio attivo prodotto in Cina. Tra questi vi è l'amoxicillina, l'antibiotico più prescritto al mondo.

Controversie

In alcuni contesti per riferirsi all'insieme delle case farmaceutiche o quanto meno alle più grandi viene utilizzato l'appellativo "Big Pharma", di norma con accezione negativa, specie in relazione alle teorie del complotto sulle case farmaceutiche.

Il termine "Big Pharma" viene abitualmente utilizzato nella stampa e in vari blog per indicare, seppur in modo generico, una forma di cartello esercitato da varie compagnie farmaceutiche (di solito le più grandi, come Pfizer, GSK, Bayer e Novartis); il termine assume quindi una connotazione negativa (sebbene a volte si intenda semplicemente il gruppo delle grandi multinazionali dei farmaci).

Le compagnie farmaceutiche in questo contesto vengono accusate (anche singolarmente) di attuare comportamenti illeciti o moralmente ignobili come speculazione sui farmaci (come nel caso del farmaco antitumorale Glivec prodotto dalla Novartis), di impedire la diffusione di cure alternative alla farmacologia ufficiale, anche attraverso presunte pressioni ad enti istituzionali come l'americana Food and Drug Administration (come sostenuto dallo scrittore e attivista americano Kevin Trudeau). Vengono inoltre accusate di bloccare lo sviluppo di importanti terapie a mero scopo speculativo (ad esempio, di impedire la ricerca sul vaccino contro l'HIV per poter continuare a vendere farmaci antiretrovirali, o la depenalizzazione del consumo di marijuana e la diffusione di farmaci contenenti THC per la terapia del dolore, per poter mantenere alte le vendite dei classici antidolorifici), di indurre l'Organizzazione mondiale della sanità ad abbassare continuamente i valori limite di colesterolemia totale e di glicemia per aumentare artificialmente il numero di malati di tutto il mondo, di alterare i dati statistici durante le ricerche sui farmaci e di comparaggio.

Note

Voci correlate Farmacista Disease mongering Innovazione farmaceutica Teorie del complotto sulle case farmaceutiche

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