Il Košarkaški Klub Cibona (conosciuto anche come Cibona Zagreb) è una squadra di pallacanestro con sede a Zagabria. Compete nella Premijer liga croata ed è una dei membri fondatori della ABA Liga, dove ha militato fino alla stagione 2024-2025; inoltre è stata una partecipante abituale dell'eurolega. I suoi colori sono il bianco e il blu. Gioca le sue partite casalinghe alla Dražen Petrović Basketball Hall.
Il Cibona è la squadra più importante della Croazia, fondato nel 1946 ha più volte cambiato denominazione, nato come Sloboda nel tempo ha preso i nomi di SD Zagabria, Vihor, Polet e Lokomotiva, nel 1976 ha assunto il nome attuale. Quell'anno, quattro industrie alimentari (Kraš, Franck, Badel e Voće) supportarono la nuova squadra che assunse il nome di Cibona proprio in onore degli sponsor: infatti deriva dal latino cibus bonus, cioè cibo buono.
Storia Fondazione e primi successi (1946-1975) La storia del KK Cibona affonda le sue radici nel secondo dopoguerra, nel contesto della ricostruzione sportiva della neonata Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia. Nell’autunno del 1945 fu fondata a Zagabria la società polisportiva Sloboda (“Libertà”), che riuniva impiegati statali, commercianti, artigiani e lavoratori del settore bancario. Il 24 aprile 1946, grazie all’iniziativa dell’appassionato di pallacanestro Branimir Volfer insieme a Ljubo Prosen e Joso Miloš, nacque la sezione cestistica della società, considerata il nucleo originario dell’attuale club. La prima partita ufficiale fu disputata il 7 maggio 1946 contro i rivali cittadini dello Slavija.
Nei primi anni di attività, caratterizzati da risorse limitate e da una struttura ancora amatoriale tipica del periodo di ricostruzione postbellica, il club subì numerosi cambi di denominazione, riflesso delle trasformazioni amministrative e del sistema sportivo jugoslavo. Dopo la fusione, nel novembre 1946, con Tekstilac, Amater e Grafičar, la società assunse il nome di Sportsko društvo Zagreb. Successivamente, tra la fine degli anni Quaranta e l’inizio degli anni Cinquanta, fu conosciuta come Vihor Zagabria (“Vortice”) e Polet Zagabria (“Slancio”), fino a quando nel giugno 1950 adottò definitivamente il nome K.K. Lokomotiva Zagabria, legandosi simbolicamente alla comunità dei ferrovieri locali. Questa denominazione rimase in uso per circa venticinque anni.
Nel frattempo, la squadra iniziò a competere nei campionati jugoslavi, muovendosi inizialmente tra le divisioni inferiori e i tornei regionali durante gli anni Cinquanta. Nel 1951 ottenne la promozione nella massima serie, la YUBA liga, segnando il suo ingresso nell’élite nazionale, anche se negli anni successivi alternò promozioni e retrocessioni, con due discese in seconda divisione nel 1952 e nel 1960 e un ritorno nella massima divisione nel 1961. Le prime partite venivano disputate su campi all’aperto e in palazzetti modesti di Zagabria, a testimonianza delle difficoltà infrastrutturali dell’epoca, fino al trasferimento, nei primi anni Sessanta, nel moderno Dom Sportova, che offrì una sede adeguata per competizioni di livello superiore.
Un decisivo salto di qualità avvenne alla fine degli anni Sessanta con l’arrivo in panchina di Mirko Novosel nel 1967, che introdusse un approccio più disciplinato e una forte attenzione allo sviluppo dei giovani talenti locali. I progressi culminarono nella prima finale nazionale, raggiunta nella Coppa di Jugoslavia del 1968, e soprattutto nella storica vittoria dell'edizione 1969, quando la Lokomotiva sconfisse l’Olimpija Lubiana per 78-77 in una combattuta finale casalinga, conquistando il primo grande trofeo della sua storia.
Nel 1972, ancora come Lokomotiva Zagabria, conquistò il suo primo trofeo europeo vincendo la prima edizione della Coppa Korać. In finale affrontò l’: dopo la sconfitta per 83-71 nella gara d’andata in trasferta, ribaltò il risultato vincendo 94-73 al ritorno, grazie soprattutto alla straordinaria prestazione di Nikola Plećaš, autore di 40 punti, e imponendosi con un punteggio complessivo di 165-156.
Successi nell’era jugoslava (1975–1991) Nel 1975 il club, ormai affermato nel panorama cestistico jugoslavo, intraprese una svolta decisiva sia sul piano organizzativo sia su quello identitario. Dopo essersi progressivamente consolidato negli anni precedenti con la denominazione di Lokomotiva, nel novembre di quell’anno la sezione cestistica si separò dalla società polisportiva originaria e passò sotto il controllo diretto delle autorità municipali della città di Zagabria. Figure politiche influenti, come Slavko Šajber, favorirono l’ingresso di importanti sponsor statali legati all’industria alimentare croata, tra cui Kraš, Franck, Badel 1862 e Voće. Da questa nuova configurazione nacque il nome Cibona Zagabria, derivato dal latino cibus bonus (“buon cibo”), simbolo della nuova identità e della maggiore stabilità finanziaria che avrebbe permesso al club di professionalizzarsi.
Sul piano nazionale, tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, la squadra si affermò stabilmente nella YUBA liga, raggiungendo più volte le posizioni di vertice, pur restando inizialmente nell’ombra delle grandi potenze di Belgrado e Spalato. Il primo grande successo con la nuova denominazione arrivò nel 1980, quando il Cibona vinse la Coppa di Jugoslavia battendo in finale il per 68-62 nella città di Borovo, guidata in campo da Andro Knego e superando una squadra di altissimo livello allenata da Bogdan Tanjević e trascinata da Mirza Delibašić.
Questo trionfo segnò l’inizio della cosiddetta “età dell’oro” del club, favorita anche dall’influenza di due figure fondamentali del basket europeo, entrambe membri della Naismith Memorial Basketball Hall of Fame: Krešimir Ćosić e soprattutto Dražen Petrović. Negli anni Ottanta, sotto la guida tecnica di Mirko Novosel, il Cibona dominò la scena nazionale e internazionale, conquistando tra il 1980 e il 1988 ben 14 trofei principali: tre campionati jugoslavi (1982, 1984, 1985), sette Coppe di Jugoslavia (1980, 1981, 1982, 1983, 1985, 1986, 1988), due Coppe dei Campioni (1985 e 1986) e due Coppe delle Coppe (1982 e 1987).
L’arrivo di Dražen Petrović nel 1984 rappresentò il punto di svolta definitivo: il fuoriclasse croato, proveniente dal Šibenik, si impose immediatamente come leader assoluto della squadra, con medie superiori ai 30 punti a partita già nella prima stagione. Con lui, il Cibona raggiunse l’apice del basket europeo, vincendo consecutivamente la Coppe dei Campioni nella stagione 1984-1985, superando il per 87-78 nella finale di Atene, e in quella 1985-1986, battendo lo Žalgiris Kaunas per 94-82 nella finale di Budapest.
Le straordinarie prestazioni di Petrović, tra cui una partita da 49 punti contro il , contribuirono a consolidare la reputazione internazionale del club e dell’intero movimento cestistico jugoslavo. In quegli anni si intensificarono anche le rivalità con le grandi squadre di Belgrado, in particolare il e la , con cui il Cibona si contendeva frequentemente i titoli nazionali in sfide molto sentite, caratterizzate da grande partecipazione di pubblico e da un forte significato sportivo e simbolico.
Nonostante le crescenti tensioni politiche e sociali che segnarono la fine degli anni Ottanta, il club rimase ai vertici del campionato jugoslavo, raggiungendo le semifinali nella stagione 1990-91, l'ultima in cui parteciparono le squadre croate e slovene. Tuttavia, con lo scoppio delle guerre jugoslave e il conseguente processo di dissoluzione della Yugoslavia, anche l’attività sportiva subì profonde trasformazioni. All’inizio del conflitto, nel 1991, la squadra fu costretta a trasferirsi all’estero per disputare le proprie partite internazionali in condizioni di sicurezza adeguate e conformi ai requisiti della FIBA, giocando per due stagioni (1991-92 e 1992-93) in Spagna, in particolare nella città di Puerto Real, nella provincia di Cadice.
Indipendenza croata e dominio nazionale (1992–2009)
In seguito alla dichiarazione d’indipendenza della Croazia nel 1991 e alla conseguente dissoluzione della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, la KK Cibona affrontò una fase di transizione complessa, riuscendo tuttavia a mantenere una struttura relativamente stabile nonostante il trasferimento di numerosi giocatori all’estero e le difficoltà economiche legate alla Guerra d'indipendenza croata. Tali condizioni colpirono in modo particolare le storiche rivali dalmate, come KK Split, KK Zadar e KK Šibenik, indebolite da danni alle infrastrutture e dalla perdita di talento, creando così un contesto favorevole all’ascesa del club di Zagabria.
In questo scenario, la Cibona conquistò il primo titolo del nuovo campionato croato, la Premijer liga, nella stagione 1991-92, avviando un periodo di dominio assoluto a livello nazionale. Tra il 1992 e il 2002 la squadra vinse infatti undici campionati consecutivi, stabilendo un primato senza precedenti e consolidando la propria posizione di principale potenza cestistica del paese. Parallelamente, ottenne anche numerosi successi nella Coppa di Croazia “Krešimir Ćosić”, aggiudicandosi la vittorie nelle edizioni 1995, 1996, 1999, 2001 e 2002, spesso proprio contro le rivali tradizionali come KK Split e KK Zadar.
Nel frattempo, con la riorganizzazione del basket nell’area ex jugoslava, la Cibona divenne nel 2001 uno dei membri fondatori della ABA League, competizione regionale che riuniva le principali squadre dei nuovi stati balcanici. Dopo alcune stagioni iniziali poco brillanti, il club riuscì a raggiungere la finale della stagione 2003-04, disputata davanti al pubblico di casa, ma venne sconfitto dal FMP Reflex che, grazie a due tiri liberi allo scadere segnati da Saša Stefanović, si impose per 71-70.
A livello europeo, il Cibona partecipò con continuità alle competizioni continentali, in particolare all’EuroLeague (già Coppa dei Campioni FIBA), raggiungendo più volte le fasi avanzate. Tra i risultati più significativi si segnalano i quarti di finale nella stagione 1994-95 e nella stagione 1999-2000. Negli anni successivi, il club prese parte anche alla Euroleague Basketball 2000-2001, la prima edizione della moderna Euroleague, chiudendo la fase a gironi con 3 vittorie e 7 sconfitte, risultato che però permise lo stesso la qualifcazione alle Top 16. Tuttavia la Cibona venne poi eliminata dalla Fortitudo Bologna, che negli ottavi si impose per 2-0 nella serie.
A partire dai primi anni Duemila, il dominio nazionale iniziò progressivamente ad attenuarsi con l’emergere di nuove realtà competitive. Il primo segnale arrivò nella stagione 2002-2003, quando lo KK Split, guidato dall’allenatore Petar Skansi e trascinato da Dino Rađa e Josip Sesar, interruppe la lunga egemonia del Cibona conquistando il titolo della Premijer liga. Negli anni successivi, anche lo KK Zadar tornò competitivo, vincendo i campionati 2004-05 e 2007-08. Nonostante ciò, la Cibona riuscì a riconquistare il titolo nazionale nel 2003-04 e a imporsi nuovamente nelle stagioni 2005-06, 2006-07, 2008-09 e 2009-10, dimostrando una notevole capacità di rimanere ai vertici.
Durante questo periodo, il club continuò a essere una delle principali forze del basket croato, vincendo anche la Coppa di Croazia nel 2009 e raggiunsero le finali dell’ABA League per due anni consecutivi, nella stagione 2008-09 e in quella 2009-2010. Tuttavia la Cibona venne sconfitta in entrambi le occasioni per mano del Partizan Belgrado. Nella finale del 2010, disputata a Zagabria, dopo un partita molto tirata, si arrivò ai supplementari con la Cibona avanti per 74-72, con 0.6 secondi ancora da giocare; tuttavia un tiro da centro campo prima della sirena da parte di Dušan Kecman, garantì il successo finale nuovamente alla squadra di Belgrado.
Crisi finanziaria e ricostruzione (anni 2010–presente)