Il padrino - Parte II (The Godfather Part II) è un film del 1974 co-scritto, diretto e prodotto da Francis Ford Coppola.
Interpretato da Al Pacino, Robert De Niro, Robert Duvall, Diane Keaton e John Cazale. La pellicola è il sequel de Il padrino (1972) ed è vincitrice di sei Oscar, oltre a vantare anche sei candidature ai Golden Globe. Nel 1990, verrà a sua volta seguito da Il padrino - Parte III.
È stato il primo sequel della storia del cinema a vincere l'Oscar al miglior film, impresa in seguito riuscita anche a Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re (2003). Tuttavia, la saga de Il padrino è l'unica nella storia ad aver vinto più di un premio Oscar come miglior film.
Questa seconda pellicola dedicata alla famiglia Corleone trionfò agli Oscar 1975, con undici candidature aggiudicandosi sei statuette: miglior film e miglior regia a Francis Ford Coppola, miglior attore non protagonista a Robert De Niro, Migliore sceneggiatura non originale a Coppola e Mario Puzo, miglior scenografia e miglior colonna sonora. L'American Film Institute, sia nella lista del 1998 che in quella aggiornata nel 2007, lo posiziona al 32º posto nella classifica dei cento migliori film statunitensi. Sempre lo stesso istituto lo colloca al 3º posto nella categoria dei miglior film di gangster. Il personaggio di Michael Corleone si trova invece all'11º posto nella classifica dei migliori 50 cattivi di tutti i tempi.
Marlon Brando e Robert De Niro furono i primi attori ad aver vinto l'Oscar interpretando lo stesso personaggio.
Trama Corleone, 1901. Il piccolo Vito Andolini assiste alla morte del fratello Paolo durante il corteo funebre del padre Antonio, fatto uccidere da Don Ciccio, il capomafia locale. La madre di Vito in seguito prova a far perdonare la famiglia dal boss, ma davanti alla sua freddezza e indisponibilità minaccia di ucciderlo con un coltello alla gola, finendo trucidata davanti agli occhi del figlio per permettergli di fuggire. Per essere salvato Vito viene fatto emigrare in America, dove, per una svista anagrafica, il suo cognome diventa ''Corleone''. A causa del vaiolo viene mandato in quarantena a Ellis Island, per poi iniziare a lavorare onestamente nel negozio di alimentari del signor Abbandando.
1958. Il figlio di Vito, Michael Corleone, guida l'omonima cosca mafiosa nel Nevada. Da molti anni è immerso in affari assai vantaggiosi nel campo del gioco d'azzardo del Nevada e nella Cuba corrotta del dittatore Batista, insieme ad altri malavitosi e a uomini d'affari prevalentemente statunitensi. Il ricco e potente capitalista ebreo Hyman Roth, che guida il lucroso business a Cuba e si finge un fidato amico, trama tuttavia per eliminare subdolamente Michael: egli riesce quasi nel suo intento mandando alcuni sicari nella villa del boss sul lago Tahoe, i quali però falliscono e vengono uccisi da un misterioso complice prima di poter essere catturati dagli uomini dei Corleone.
1917. A un anno dal suo matrimonio con Carmela e dalla nascita del suo primogenito Sonny, Vito viene licenziato in favore del nipote di Don Fanucci, piccolo ma feroce boss di quartiere. Successivamente si imbatte nei malavitosi Peter Clemenza e Salvatore Tessio, che divengono suoi amici e con cui inizia alcune attività criminali. Don Fanucci li ricatta a fine di estorsione, imponendo un alto tributo finanziario, ma il giovane Vito, fingendo di assecondarlo, lo assassina in un agguato a colpi di pistola. Inizia così la sua ascesa nella criminalità e in pochi anni diviene uno dei più importanti boss mafiosi di New York: egli controlla i racket del contrabbando di tabacchi e alcolici, la corruzione, la prostituzione e il gioco d'azzardo. Divenuto un potente e temuto signore del crimine, Don Vito ritorna a Corleone per vendicare i genitori e il fratello uccidendo barbaramente l'ormai anziano Don Ciccio con una pugnalata all'addome.
1958. Michael sospetta proprio di Hyman Roth e lo va a trovare a Miami facendogli credere di dubitare del proprio ex caporegime, il boss di New York Frankie Pentangeli, che da lungo tempo preme per avere il permesso di assassinare i fratelli Rosato, suoi rivali protetti da Roth. Successivamente Michael chiede a Pentangeli di fare la pace con i Rosato con l'intento di avvicinarsi a Roth e smascherare il traditore all'interno della propria famiglia: Frankie accetta di aiutarlo, ma durante l'incontro con i Rosato viene aggredito e quasi ucciso dagli uomini di Roth che gli fanno credere che sia una mossa di Michael.
Intanto Tom Hagen assume temporaneamente il comando della Famiglia Corleone e a nome di Michael organizza un piano per controllare Pat Geary, senatore del Nevada che ha osato ricattare i Corleone: il fido sicario Al Neri viene mandato nella casa di tolleranza di loro proprietà di Las Vegas dove il senatore è a letto con una giovane prostituta e dopo aver tramortito l'uomo uccide la ragazza. In questo modo Geary si sveglia in stato confusionale e teme di essere stato lui il carnefice della ragazza, ma Tom Hagen si reca sul posto di persona e gli promette di risolvere la situazione: in cambio il senatore dovrà recarsi nella villa di Tahoe e proclamare il suo rispetto per i Corleone, unico mezzo per salvarsi la reputazione.
Nel frattempo Michael si reca a Cuba per architettare l'omicidio di Roth: qui tuttavia scopre per caso che il traditore è il fratello Fredo, il quale ha venduto a Johnny Ola, braccio destro di Roth, alcune importanti informazioni sulle divisioni della famiglia e ha introdotto i sicari nella villa. Michael rinnega completamente il fratello, ma ordina che non gli sia fatto nulla finché la loro madre è ancora in vita.
Fallito il tentativo di eliminare Roth a Cuba, Michael torna negli Stati Uniti a seguito della presa del potere di Fidel Castro. Dopo aver appreso da Hagen che sua moglie Kay ha perduto il bambino che aspettava, il boss deve affrontare una commissione d'inchiesta senatoriale pilotata da Roth che lo accusa avvalendosi delle delazioni del pentito Pentangeli, entrato a far parte del programma testimoni per proteggersi da un altro eventuale tentativo di omicidio: il boss di New York tuttavia viene indotto a tacere al momento dell'interrogatorio dall'imprevista e inquietante presenza in aula del fratello, Vincenzo Pentangeli, che fa scattare in lui la legge dell'omertà basata sul timore per la vita del fratello.
Assolto dalle accuse di associazione criminale, Michael trama la propria vendetta contro Roth e lo fa uccidere dal caporegime Rocco Lampone all'aeroporto di Miami: contemporaneamente il riluttante Hagen spinge Frankie Pentangeli al suicidio in cella per aver testimoniato contro i Corleone, con la promessa di risparmiare la sua famiglia. Nello stesso periodo la madre di Michael viene a mancare e per l'occasione la sorella Connie gli si riavvicina, affermando che vuole rientrare nella famiglia dopo il suo allontanamento poiché ha finalmente perdonato Michael per aver assassinato suo marito Carlo. Ella lo supplica di perdonare Fredo allo stesso modo e apparentemente Michael decide di riabbracciare suo fratello, perdonando la sua condotta. Si tratta tuttavia di una finzione e il boss fa uccidere suo fratello da Al Neri durante una gita sul lago Tahoe. Fredo, nonostante abbia probabilmente intuito quale sarebbe stato il suo destino, non si oppone e recita unAve Maria prima di morire.
Michael ha dunque trionfato sui suoi nemici, ma Kay, stanca della vita piena di violenza e menzogne che fa con lui, gli rivela di aver abortito di proposito per non mettere al mondo un altro figlio che sarebbe diventato un mafioso assassino come il padre. Michael è sconvolto a tal punto da aggredirla fisicamente e Kay lascia così per sempre la famiglia, nonostante i suoi due figli restino con Michael per volere di quest'ultimo.
Ormai solo, Michael si ritrova nella villa sul lago e ripensa con rimpianto ai ricordi della sua famiglia, quando, il giorno dell'entrata in guerra degli Stati Uniti nel 1941, stavano festeggiando tutti insieme per il compleanno di loro padre Vito e lui rivelò la sua decisione di partire volontario per il conflitto al fine di emanciparsi dalla loro condotta criminale, venendo supportato nella sua scelta solamente da Fredo.
Personaggi
Produzione Sviluppo
In seguito al successo internazionale ottenuto dal film Il padrino (1972), la Paramount Pictures pensò subito a un sequel, affidando nuovamente la regia a Coppola, che però chiese di cedere l'incarico a Martin Scorsese, reduce dal successo di Mean Streets - Domenica in chiesa, lunedì all'inferno (1973), per via dei problemi avuti dai produttori durante la lavorazione del primo film.Antonio Nicaso, Rosario G. Scalia, Il mito di Cosa Nostra, Milano, Solferino, 2022, ISBN 978-88-282-0885-3. Charles Bluhdorn, proprietario della Paramount, riuscì a convincere Coppola ad accettare la regia con un assegno da un milione di dollari e con una frase lapidaria: «Quando ottieni la licenza per fare la Coca-Cola, devi fare la Coca-Cola». Il regista accettò solo a condizione che avrebbe girato il sequel mostrando anche il passato di Vito Corleone, il personaggio cardine del primo film, che cammina parallelamente alla vita del figlio Michael, il protagonista della nuova pellicola. Infatti le origini di Vito erano raccontate nel romanzo di Mario Puzo ma non furono inserite nella narrazione del primo film. L'idea di Coppola era quindi quella di non girare un semplice sequel ma quella più grandiosa di "giustapporre l'ascesa della famiglia sotto Vito Corleone al declino della famiglia sotto suo figlio Michael". Come da lui stesso affermato: «Ho sempre desiderato scrivere una sceneggiatura che raccontasse la storia di un padre e di un figlio alla stessa età. Erano entrambi sulla trentina, e avrei integrato le due storie... Per non rifare semplicemente Il Padrino I, ho dato al Padrino II questa doppia struttura estendendo la storia sia al passato che al presente». Tra le condizioni che Coppola riuscì a imporre alla casa di produzione fu la sua idea di aggiungere al titolo la dicitura "Parte II", fortemente osteggiata dai produttori in quanto ritenevano che il pubblico, pensando erroneamente che si trattasse del secondo tempo del primo film, non sarebbe ritornato al cinema avendolo già visto.
Sceneggiatura
Secondo la stesura originale della sceneggiatura di Coppola e Puzo, il film doveva concludersi con una scena ambientata nel 1968 nella villa sul lago Tahoe in cui un diabetico Michael Corleone di mezz'età parla con il figlio Anthony, ormai diciottenne, che gli dice che non seguirà le sue orme. Però Coppola non riuscì a terminare le riprese di questa scena e decise di eliminarla dalla sceneggiatura, usandola anni dopo come base per scrivere la storia de Il padrino - Parte III.
La produzione, tuttavia, rischiò di concludersi prima ancora di iniziare, quando gli avvocati di Al Pacino dissero a Coppola che aveva seri dubbi sulla sceneggiatura e che non avrebbe partecipato. Coppola trascorse un'intera notte a riscriverla prima di consegnarla a Pacino per la sua revisione. Pacino la approvò e la produzione andò avanti.
Anche Marta Fernàndez Miranda de Batista, vedova del dittatore cubano Fulgencio Batista, scrisse una lettera alla Paramount in cui chiedeva la cancellazione del nome del marito dalla sceneggiatura ed infatti, all'interno del film, Batista compare in una sola scena, interpretato dall'attore panamense Tito Alba, e non viene mai chiamato per nome.
Il budget originale del film era di 6 milioni di dollari, ma i costi aumentarono a oltre 11 milioni, mentre la rivista Variety scrisse che sforò i 15 milioni.
Cast
Al Pacino venne riconfermato nel ruolo di Michael Corleone che stavolta sarebbe stato il protagonista della pellicola. Insieme a lui vennero riconfermati anche gli altri personaggi principali della storia, ossia Robert Duvall, Diane Keaton, Talia Shire e John Cazale, il quale ebbe un ruolo molto più consistente di quello del primo film.