Nati a Besançon, figli di Jeanne Joséphine Costille e del fotografo e pittore Antoine Lumière, poco dopo si trasferirono a Lione, dove il padre fondò un piccolo laboratorio fotografico. Prima di iniziare a lavorare nell'officina paterna, entrambi si diplomarono alla più prestigiosa scuola tecnica di Lione: La Martinière. Nel 1881, ancora prima di terminare gli studi, Louis migliorò la lastra secca e brevettò lEtiquette Bleue, una lastra fotografica in grado di catturare un'immagine con un'esposizione di soli sessanta secondi. Questa loro nuova invenzione ebbe sin da subito un grandissimo successo e la libertà economica che gli diede, gli permise di dedicarsi allo studio della cinematografia.
Quella che era iniziata come una semplice passione, ben presto si trasformò in ciò che li renderà più famosi. Il 13 febbraio 1895 brevettarono il Cinématographe Lumière. Con questa loro nuova invenzione registrano dieci film, che il 28 dicembre successivo proiettarono di fronte a un pubblico pagante, al Salon indien du Grand Café di Parigi. Per una semplicistica convenzione storica si fa coincidere questa data con la nascita del cinema e il primo film a farne parte è L'uscita dalle officine Lumière.
In seguito a un periodo di grande successo, i fratelli decisero di abbandonare il cinematografo e iniziarono a dedicarsi allo studio della fotografia a colori. Le loro ricerche culminarono il 17 dicembre 1903 quando brevettarono lAutochrome Lumière, una lastra fotografica in grado di scattare fotografie a colori. L'autocromia è stato, fino agli anni 30' del novecento, l'unico metodo per catturare la realtà a colori. Dopo questo brevetto i due presero strade diverse: Auguste si specializzò nell'ambito medico, studiando come curare la tubercolosi e il cancro, mentre Louis proseguì i suoi studi su come migliorare la tecnica fotografica, continuando a brevettare numerosi apparecchi.
Entrambi ebbero rapporti con il regime di Vichy e con l'Italia fascista: perciò le loro figure sono anche considerate molto controverse.
Biografia
Giovinezza
Nacquero a Besançon, figli dell'imprenditore e fotografo Antoine Lumière e della lavandaia Jeanne Joséphine Costille Lumière, sposatisi nel 1862. Per sfuggire ai pericoli della guerra franco-prussiana, la famiglia decide di lasciare Besançon per insediarsi nell'entroterra, a Lione. Qui il padre aprì, nel centro della città, un piccolo studio fotografico che in poco tempo si trasformò in un laboratorio. Auguste e Louis imparano a leggere fin da piccoli con i Viaggi straordinari di Jules Verne. Il padre decise di inscriverli alla migliore scuola tecnica di Lione: La Martinière. Entrambi avevano una spiccato interesse per le materie scientifiche, in particolare Auguste per la medicina e la biologia e Louis per la fisica e la chimica, ma apprezzava molto anche suonare il piano. I due, prima di dedicarsi alla ricerca nel laboratorio del padre, si diplomano: Auguste in chimica e Louis in fisica.Louis e August Lumière, La fotografia, in Noi, inventori del cinema. Interviste e scritti scelti 1894-1954, a cura di Renata Gorgani, Milano, Il Castoro, 1995, pp. 94 - 96
Nel 1881, appena diciassettenne, Louis riuscì a perfezionare la lastra secca di Van Monckhoeven, una delle uniche in commercio all'epoca. La sua nuova lastra secca, l'Étiquette bleue, era in grado di creare fotografie impiegando un'esposizione di soli 60 secondi, molto più velocemente dei precedenti brevetti. Questa scoperta fu divulgata sulla rivista Sociétés françaises de photographie e suscitò profonda ammirazione tra i colleghi di tutto il mondo. Nel primo anno di produzione gli fece guadagnare circa 500 000 franchi, fino ad arrivare a 15 milioni nel 1894. Dato tutto il loro successo, l'anno seguente, riuscirono a saldare i debiti dell'impresa di famiglia e aprirono delle nuove officine, assumendo un totale di 300 dipendenti. Quando loro padre andò in pensione nel 1892, i due lo sostituirono: Auguste come direttore e Louis come inventore. Nel 1894, data la tanta libertà economica garantitagli dal grande successo della lastra secca, iniziarono così, quasi come passatempo, a dedicarsi alla cinematografia: brevettando un numero significativo di procedimenti, tra i quali l'ideazione del foro di trascinamento, che permetteva il trascinamento del film attraverso la camera e il proiettore. Iniziarono a produrre una loro pellicola cinematografica, poiché volevano evitare di pagare i diritti d'autore sul brevetto di Edison, molto costoso.
Il cinematografo
I fratelli Lumière iniziarono a interessarsi delle fotografie animate nell'estate del 1894, prendendo come punto di partenza le ricerche di Marey, Edison e Demeny. Tuttavia, già nel 1893, ebbero la possibilità di vedere in funzione un esemplare di lanterna magica molto raffinato. Incuriosito da questo strano apparecchio, Louis riuscì a replicarlo, dando così inizio alle ricerche dei Lumière sulla cinematografia.Louis e Auguste Lumière, La fotografia, in Noi, inventori del cinema. Interviste e scritti scelti 1894-1954, p. 60.
Il problema più grande che dovettero affrontare riguardava il trascinamento della pellicola davanti l'otturatore. Auguste propose di adottare la tecnica usata precedentemente da Léon Bouly, ma ben presto Louis scartò questa possibilità, ritenendola troppo rozza. L'idea innovativa venne a Louis: adattare il movimento di una macchina da cucire per trascinare la pellicola davanti all'obiettivo. In seguito a questo lampo di genio, Auguste decise di lasciare il progetto, per dedicarsi ad altro, ma decisero comunque di firmare il brevetto a nome di entrambi.
Louis fu ulteriormente spronato dal padre, che nel settembre del 1894 assistette a una dimostrazione del kinetoscopio, che lo portò a dire: "Bisogna far uscire l'immagine dalla scatola. Rientro a Lione: i miei figli ci riusciranno!". Louis, motivato dalle parole del padre, si dedicò alla progettazione di un macchinario non solo capace di girare un film, ma anche di proiettarlo per un pubblico più ampio rispetto all kinetoscopio, che permetteva la visione soltanto a una persona alla volta.
Le ricerche culminarono il 13 febbraio 1895 con il deposito del brevetto denominato: "Appareil servant à l'obtention et à la vision des épreuves chronophotographiques". Che solo in seguito fu rinominato cinématographe, riutilizzando il nome che Léon Bouly, tre anni prima, aveva usato per brevettare il suo "Cinématographe Léon Bouly", ma caduto in disgrazia non riuscì a pagare le successive rate del brevetto, rendendo il nome nuovamente disponibile. Il padre dei Lumière, trovava tuttavia orrendo il nome "cinématographe" e su suggerimento dell'amico Lechère, lo voleva chiamare Domitor, abbreviazione della parola latina dominator.Louis e August Lumière, La fotografia, in Noi, inventori del cinema. Interviste e scritti scelti 1894-1954, a cura di Renata Gorgani, Milano, Il Castoro, 1995, p. 106.
Il cinématographe Lumière era un dispositivo molto più compatto e maneggevole rispetto ai precedenti. Offriva una duplice funzionalità: permetteva sia di registrare immagini sia di proiettarle, bastava solo che venisse cambiato l'obbiettivo. Una fessura nella parte anteriore accoglieva la lente, un'altra nella parte posteriore consentiva l'inserimento di una manovella che azionava il meccanismo. Il sistema di movimento della pellicola si basava sul funzionamento delle macchine da cucire sui principi della cinematica, in particolare al saggio di Franz Reuleaux, pubblicato nel 1877.
La pellicola utilizzata dai fratelli Lumière aveva la stessa larghezza di quella ideata da Edison, ovvero 35 mm, ma si distingueva per la presenza di un foro circolare su ciascun lato del fotogramma. Veniva proiettata a una velocità di 16 fotogrammi al secondo, molto più lentamente rispetto al kinetoscopio, che proiettava 48 fotogrammi al secondo. Questa differenza consentiva al brevetto dei Lumière di essere meno rumoroso e impiegare anche meno pellicola, garantendo comunque un risultato di qualità.
Tuttavia, il dispositivo non era assolutamente privo di difetti: essendo una scatoletta di legno, mancava di un mirino, rendendo impossibile osservare in tempo reale ciò che si stava registrando. Inoltre il meccanismo di proiezione presentava alcune imperfezioni. Per ovviare a questi problemi, nel 1897, Louis Lumière progettò un'apparecchiatura dedicata esclusivamente alla proiezione cinematografica.
Nello stesso anno, la pellicola 35 mm di Edison divenne lo standard internazionale per la cinematografia. Di conseguenza, iniziarono a produrre macchine da presa e proiettori compatibili con la pellicola americana. Nel 1904, incapaci di tenere il passo con gli sviluppi del settore, i due fratelli si ritirarono dalla produzione cinematografica, e si dedicarono alla produzione della lastra Autochrome per la fotografia a colori.
La prima pellicola dei fratelli Lumière è L'uscita dalle officine Lumière (La Sortie de l'usine Lumière), spesso considerata anche come primo documentario, anche se questa definizione è stata oggetto di dibattito. Secondo una teoria, le riprese sono state effettuate presumibilmente tra il 15 e il 20 di marzo 1895, con il 19 come data più plausibile, essendo l'unica giornata di sole in quel periodo. Invece, un esperto di meteorologia propende per il 10 marzo, che nel 1895 era una domenica. Ciò renderebbe l'ipotesi ancora più appassionante, perché quindi i Lumière avrebbero dovuto convocare i loro operai appositamente per intraprendere insieme a loro il primo esempio di cinematografia. Questo spiegherebbe perché gli operai indossano cappelli bianchi e bei vestiti.
Il 22 marzo 1895, alla Société d'encouragement pour l'industrie nationale, di fronte un pubblico di scienziati e fotografi proiettarono La Sortie de l'usine Lumière, utilizzando un primo prototipo di cinematografo, costruito da Moisson.Louis e August Lumière, La fotografia, in Noi, inventori del cinema. Interviste e scritti scelti 1894-1954, a cura di Renata Gorgani, Milano, Il Castoro, 1995, p. 105. Tra gli esperti del settore a partecipare a questa proiezione privata c'era anche Jules Carpentier, che entusiasta della loro invenzione si propose di costruirne una versione definitiva. Seguirono a questa dimostrazione alte proiezioni: il 17 aprile a Sorbonne e il 10 giugno al Congres des sociétés françaises de photographie, ma entrambe solo per un pubblico di scienziati ed esperti.
La nascita del cinema Il primo spettacolo cinematografico a pagamento si svolse il 28 dicembre 1895 alle ore 18, presso il Salon indien du Grand Café al numero 14 del Boulevard des Capucines, a Parigi. Il costo del biglietto era di un franco a persona. L'idea di organizzare una proiezione per un pubblico pagante venne ad Antoine Lumière, che all'inizio dicembre si mise alla ricerca di un locale adatto, trovando infine una sala secondaria del Gran Café, precedentemente usata come sala da biliardo. Curiosamente a questa prima proiezione non erano presenti i due fratelli.Louis e August Lumière, La fotografia, in Noi, inventori del cinema. Interviste e scritti scelti 1894-1954, a cura di Renata Gorgani, Milano, Il Castoro, 1995, p. 94.
Con questa data si fa nascere il cinema, anche se non fu né la prima proiezione a pagamento nella storia né la prima in Europa. Già il 20 maggio 1895, l'inventore americano Woodville Latham aveva organizzato una proiezione simile a Broadway usando il suo eidoscopio. Inoltre, il 1º novembre 1895, Max Skladanowsky aveva mostrato otto brevi filmati dalla durata complessiva di 15 minuti al Wintergarten Hall di Berlino.
La scelta di considerare la proiezione dei Lumière del 28 dicembre 1895 come l'evento simbolico della nascita del cinema si basa su due fattori principali: la sua somiglianza con le caratteristiche del cinema moderno e il suo impatto mediatico straordinario. Infatti, le proiezioni fatte da Latham, Armat-Jenkins e Max Skladanowsky non avevano avuto un'accoglienza calorosa come quella ricevuta dai Lumière.