Per ipopituitarismo, in medicina, si intende la diminuzione (ipo) di secrezione di uno o più degli otto ormoni normalmente prodotti dalla ghiandola pituitaria (chiamata anche ipofisi) che si trova nella base del cervello. Se vi è una diminuzione della secrezione di ormoni ipofisari, viene spesso adottato il termine panipopituitarismo.
I segni e sintomi di ipopituitarismo variano a seconda degli ormoni di cui si ha deficit di produzione e dalla causa sottostante della anormalità. La diagnosi di ipopituitarismo viene fatta grazie agli esami del sangue, ma indagini di imaging biomedico si rendono spesso necessari per rilevare la causa di fondo, come ad esempio un tumore della ghiandola pituitaria, e per determinare il trattamento ideale. La maggior parte degli ormoni controllati dall'ipofisi possono essere sostituiti da compresse o iniezioni. L'ipopituitarismo è una malattia rara, ma può essere significativamente sottodiagnosticata nelle persone con precedenti lesioni cerebrali traumatiche. La prima descrizione della condizione è stata fatta nel 1914 dal medico tedesco Morris Simmonds.
Storia
L'ipofisi era nota agli antichi, come per Galeno, e diverse teorie erano state proposte circa il suo ruolo nell'organismo. Tuttavia importanti scoperte utili per capire la sua reale funzione non furono fatte fino alla fine del XIX secolo, quando l'acromegalia fu descritta come risultato di tumori ipofisari. La prima descrizione nota di ipopituitarismo è stata fatta dal medico patologo tedesco Morris Simmonds. Egli descrisse la condizione in seguito all'autopsia di una donna di 46 anni che aveva accusato una grave febbre puerperale undici anni prima e successivamente amenorrea, debolezza, segni di rapido invecchiamento e anemia. La ghiandola pituitaria appariva molto piccola e in particolare vi era poca sostanza nella parte anteriore e posteriore. L'eponimo di "sindrome di Simmonds" viene raramente utilizzato per riferirsi all'ipopituitarismo acquisito, soprattutto quando la cachessia (un quadro generale di cattiva salute generale e malnutrizione) predomina. La maggior parte delle classiche cause di ipopituitarismo sono state descritte nel XX secolo. Nei primi anni del secolo si è iniziato ad attribuire a questa condizione precedenti casi di vittime di lesioni della testa.
Fino al 1950, la diagnosi di malattia ipofisaria veniva formulata esclusivamente sulla base delle caratteristiche cliniche e dall'esame visivo del corpo e talvolta con l'ausilio della pneumoencefalografia e della tomografia a raggi X. Nondimeno, il settore della chirurgia ipofisaria si sviluppò durante questo periodo. Il fondamentale progresso nella diagnosi, è arrivato grazie alla scoperta del metodo del dosaggio radioimmunologico sviluppato da Rosalyn Yalow e Solomon Berson alla fine del 1950. Ciò ha permesso la misurazione diretta degli ormoni ipofisari che, per via della loro bassa concentrazione nel sangue, era difficile da misurare. I test di stimolazione sono stati sviluppati nel 1960 e nel 1973. L'imaging dell'ipofisi, e quindi la capacità di identificare eventuali tumori e altre cause strutturali, è migliorato decisamente grazie all'introduzione della tomografia computerizzata alla fine del 1970 e della risonanza magnetica nel 1980.
Epidemiologia
Vi è un solo studio che ha determinato la prevalenza (numero totale di casi in una popolazione) e l'incidenza (numero annuo di nuovi casi) di ipopituitarismo. Questo studio è stato condotto nel nord della Spagna e ha fatto ricorso ai registri ospedalieri di una ben definita popolazione. Lo studio ha mostrato che a 45,5 persone su era stato diagnosticato l'ipopituitarismo, con 4,2 nuovi casi per anno. Il 61% di questi erano dovute a tumori della ghiandola pituitaria, il 9% ad altri tipi di lesioni e il 19% per altre cause ancora. Nell'11% dei casi non è stato possibile identificare nessuna causa.
Recenti studi hanno dimostrato che le persone con una precedente lesione traumatica cerebrale, con una spontanea emorragia subaracnoidea (un tipo di ictus) o che hanno eseguito la radioterapia alla testa, presentano un rischio maggiore di ipopituitarismo. Dopo un trauma cranico, un quarto degli individui presenta una persistente carenza di ormoni ipofisari. Molte di queste persone possono avere sintomi lievi o non specifici che non sono collegati a patologie a carico dell'ipofisi, ma attribuibili alla loro precedente condizione. È quindi possibile che molti casi di ipopituitarismo non vengano diagnosticati e che l'incidenza annuale possa salire al 31 per individui ogni anno, se le persone appartenenti a questi gruppi a rischio fossero esaminate.
Segni e sintomi
Gli ormoni dell'ipofisi svolgono diverse azioni sull'organismo ed i sintomi dell'ipopituitarismo dipendono pertanto da quale ormone è carente. I sintomi possono essere flebili e spesso inizialmente vengono attribuiti ad altre cause. Nella maggior parte dei casi, vi è la carenza di tre o più ormoni. Il problema più comune è l'insufficienza dell'ormone follicolo-stimolante (FSH) e/o dell'ormone luteinizzante (LH) che comporta anomalie degli ormoni sessuali. Il deficit di ormone della crescita è più comune nelle persone con un tumore sottostante, rispetto a quelli che presentano altre cause.
A volte, vi sono altri sintomi che derivano dalla causa sottostante. Per esempio, se l'ipopituitarismo è dovuto ad una crescita di un tumore producente l'ormone, ci possono essere sintomi di acromegalia (ingrossamento delle mani e dei piedi, tratti del viso grossolani) e se il tumore si estende al nervo ottico o al chiasma ottico vi possono essere difetti del campo visivo. Un mal di testa può anche accompagnare i tumori ipofisari, così come l'apoplessia pituitaria (infarto o emorragia di un tumore ipofisario) e l'ipofisite linfocitaria (infiammazione autoimmune dell'ipofisi). L'apoplessia, oltre al mal di testa improvviso e al rapido peggioramento della capacità visiva, può anche essere associata con diplopia (visione doppia), risultante dalla compressione dei nervi del seno cavernoso adiacente che controllano i muscoli oculari.
L'insufficienza ipofisaria porta a molti cambiamenti riscontrabile nella pelle, nei capelli e nelle unghie, a causa della mancanza dell'azione dell'ormone ipofisario in questi siti.
Ipofisi anteriore
La carenza di tutti gli ormoni prodotti dall'ipofisi anteriore è più comune rispetto ad un deficit di un solo ormone.
Il deficit dell'ormone luteinizzante (LH) e dell'ormone follicolo-stimolante (FSH), insieme denominati gonadotropine, porta a sintomi diversi negli uomini e nelle donne. Le donne manifestano oligomenorrea o amenorrea (rispettivamente infrequenti o assenti periodi mestruali) e la sterilità. Gli uomini perdono i peli sulla faccia, sullo scroto e sul tronco così come vanno incontro ad una diminuzione della massa muscolare e ad anemia. Entrambi i sessi possono sperimentare una diminuzione della libido e una perdita della funzionalità sessuale e un aumentato rischio di osteoporosi (fragilità delle ossa). La mancanza di LH/FSH nei bambini è associata a ritardo della pubertà.
Il deficit dell'ormone della crescita (GH) porta ad una diminuzione della massa muscolare, obesità centrale (aumento del grasso corporeo intorno alla vita) e compromissione dell'attenzione e della memoria. I bambini sperimentano un ritardo nella crescita e statura bassa.
La carenza dell'ormone adrenocorticotropo (ACTH) porta a insufficienza surrenalica, ovvero la mancanza di produzione da parte della ghiandola surrenale di glucocorticoidi come il cortisolo. Se il problema è cronico, i sintomi comprendono stanchezza, perdita di peso, ritardo di crescita (nei bambini), pubertà ritardata (negli adolescenti), ipoglicemia (bassi livelli di zucchero nel sangue), anemia e iponatriemia (bassi livelli di sodio). Se l'esordio è improvviso, possono verificarsi collassi, shock e vomito, Il deficit di ACTH è molto simile alla malattia di primaria Addison, che è caratterizzata da carenza di cortisolo come risultato di un danno diretto alle ghiandole surrenali. Quest'ultima forma, tuttavia, spesso porta ad iperpigmentazione della cute, caratteristica che non verifica nel deficit di ACTH.
Il deficit dell'ormone tireostimolante (TSH) porta a ipotiroidismo (carenza di produzione di tiroxina (T4) e triiodotironina (T3) nella tiroide). Sintomi tipici sono la stanchezza, l'intolleranza al freddo, stipsi, aumento di peso, perdita di capelli e rallentato del pensiero, così come un ritmo cardiaco rallentato e bassa pressione sanguigna. Nei bambini, l'ipotiroidismo porta ad una crescita ritardata e in forme innate estreme ad una sindrome chiamata cretinismo.
La prolattina (PRL) gioca un ruolo importante sulla mammella e livelli particolarmente bassi possono portare all'incapacità di allattare.
Ipofisi posteriore
Un deficit dell'ormone antidiuretico (ADH) può portare allo sviluppo di diabete insipido (una condizione estranea al diabete mellito), ovvero una incapacità di concentrare l'urina e che porta a poliuria (produzione di grandi quantità di urina chiara), disidratazione e per compensazione a sete estrema e ad una costante necessità di bere (polidipsia), nonché a ipernatremia (livelli elevati di sodio nel sangue).
Eziologia