La Sella del Diavolo () è un promontorio della Sardegna meridionale. Si trova a Cagliari e affaccia sul mar Mediterraneo tra le spiagge di Poetto a est e di Calamosca a ovest. Il suo punto più alto si trova a .
L'origine del nome All'origine del nome vi è una leggenda di derivazione biblica secondo la quale i dèmoni, capeggiati da Lucifero, rimasero impressionati dalla bellezza del golfo di Cagliari e tentarono di impadronirsene, in questo contrastati da Dio che mandò le sue milizie al comando dell'arcangelo Michele per cacciare Lucifero.
Una versione della leggenda vuole che durante la battaglia, combattuta nei cieli sovrastanti il golfo, Lucifero fu disarcionato dal cavallo e perse la sua sella che si posò sulle acque del golfo e, pietrificandosi, diede origine al promontorio; l'altra racconta che il demone, durante la battaglia, cadde sul promontorio dandogli l'attuale forma. Per converso, il tratto di mare antistante la Sella del Diavolo si chiama golfo degli Angeli.
Il sentiero Il promontorio è percorso da un itinerario di rilevante interesse naturalistico e archeologico, istituito grazie all'iniziativa delle Onlus ambientaliste Gruppo d'Intervento Giuridico e Amici della Terra.Giornate europee del patrimonio sulla Sella del Diavolo, in La Nuova Sardegna, 18 settembre 2009.
L'accessibilità del sito è parziale: mentre il versante settentrionale — rivolto verso Marina Piccola e il Poetto — è interdetto al pubblico in quanto zona militare, l'accesso è consentito esclusivamente dal versante meridionale di Calamosca. L'orografia del promontorio offre punti di osservazione panoramica di grande impatto. Superata la prima area sommitale nei pressi di Calamosca, la cresta si sviluppa lungo un pianoro confinante con il demanio militare. Questo settore termina con una falesia a strapiombo sul porticciolo di Marina Piccola, offrendo una vista che spazia dal viale Poetto fino a Capo Carbonara. Nel punto più proteso verso il mare, lo sguardo domina l'intero Golfo degli Angeli, l'estremo sperone roccioso sottostante e i ruderi della cinquecentesca torre di avvistamento del Poetto.
Il sito custodisce stratificazioni storiche che testimoniano una frequentazione millenaria, dalle epoche punica e romana fino all'età moderna. La presenza antica è attestata dai resti archeologici attribuiti al Tempio di Astarte. Per l'approvvigionamento idrico l'area sfruttava l'ingegneria idraulica dell'epoca, come dimostrano una grande cisterna romana a forma di fiasco (scavata nella roccia e dotata di canalizzazioni piovane) e una seconda cisterna punica di forma trapezoidale, profonda circa 3 metri e lunga una dozzina. Sulla sella sorge una grande croce commemorativa accanto ai ruderi di un'antica chiesetta intitolata a Sant'Elia. Secondo la tradizione, l'eremita visse sul colle e subì il martirio proprio in questo luogo durante le persecuzioni dell'imperatore Diocleziano. Oltre alla torre del XVI secolo, il costone ospita i resti di una seconda torre di avvistamento e di un fortino militare.
L'estensione del perimetro storico-naturalistico si arresterebbe verso Cala Fighera, ma l'area terminale è attualmente interdetta al transito per ragioni di sicurezza e tutela.
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