La Frauenkirche, letteralmente Chiesa della Signoria, conosciuta anche come Der Münchner Dom, ovvero Duomo di Monaco, è la chiesa parrocchiale di Monaco che fu costruita tra il XV e il XVI secolo in stile tardo gotico; è una delle principali chiese della città e la cattedrale arcivescovile dell'Arcidiocesi di Monaco e Frisinga. Caratterizzata da tre navate e da torri coronate da cupole a cipolla, è un simbolo della città. La navata centrale raggiunge i 37 metri di altezza, tra le più elevate al mondo per una chiesa a sala. L’interno ospita numerosi affreschi, altari neogotici e una cripta dove sono sepolti diversi membri del casato di Wittelsbach. La chiesa ha subito restauri significativi dopo i danni della Seconda guerra mondiale.
Storia
Origini e prima chiesa parrocchiale Nel 1158, Enrico il Leone, duca di Sassonia e Baviera, fece demolire il ponte sul fiume Isar nei pressi di Oberföhring, soggetto a dazi doganali, che apparteneva al vescovo di Freising. Il duca trasferì l’importante attraversamento pedonale nel suo dominio, vicino al piccolo insediamento di Monaco, insieme ai diritti di zecca e di mercato. Tuttavia, il vescovo Alberto riuscì a ottenere il ripristino degli antichi diritti episcopali durante l’assemblea di Ratisbona del 13 luglio 1180. Di conseguenza, il mercato, di recente fondazione, tornò temporaneamente sotto il controllo della diocesi.
La prima chiesa a essere costruita fu la Chiesa di San Pietro, che ricevette i diritti parrocchiali per l’insediamento. Già nel 1240, però, il vescovo di Frisinga Corrado I perse il controllo di Monaco dopo anni di dispute con il duca Ottone II Wittelsbach. La dinastia Wittelsbach si stabilirono nella città, consolidando la loro presenza politica; il casato governò la Baviera fino al 1918.
Nel 1271, a causa della crescita della popolazione, fu necessario riorganizzare le parrocchie cittadine. Oltre alla chiesa di San Pietro, situata a sud di Neuhauser Straße e sede del decano, fu costruita una nuova parrocchia nella parte settentrionale della città, dedicata a Nostra Signora. L’area intorno all’ospedale Heilig Geist fu elevata a terza parrocchia, comportando la costruzione di un nuovo edificio ecclesiastico nell’area della parrocchia femminile. La Chiesa di Nostra Signora (in tedesco Frauenkirche ), fondata nel quartiere nord-ovest, sorge probabilmente sul sito di un grande granaio episcopale. Resti delle mura e del magazzino originari sono tuttora visibili sotto l’attuale chiesa e furono studiati durante la ricostruzione postbellica. Questi reperti permettono di ricostruire la pianta della prima Frauenkirche, leggermente più grande della contemporanea chiesa parrocchiale di San Pietro.
La costruzione dell’edificio riflette chiaramente l’intento dei Wittelsbach di affermare la loro autorità cittadina in contrasto con il precedente dominio episcopale. La basilica, in stile tardo romanico, a tre navate con facciata a doppia torre, fu ampliata all’inizio del XIV secolo con l’aggiunta di un coro più grande.
Nuovo edificio tardo gotico
A metà del XV secolo, il parroco, il capitolo ecclesiastico e soprattutto il duca promossero la ricostruzione della chiesa di Nostra Signora, la Frauenkirche , che nel frattempo aveva subito diversi danni. Contestualmente, si intendeva accrescerne il prestigio mediante l'istituzione di un capitolo collegiale dedicato alla Vergine Maria, che avrebbe comportato la presenza di un numeroso clero. Il 9 febbraio 1468 fu posta la prima pietra della nuova chiesa sotto la direzione del maestro muratore Jörg von Halsbach. L'evento è ricordato da due targhe commemorative collocate presso il portale sud-orientale.
La scelta di Jörg von Halsbach fu legata alla decisione di realizzare l'edificio prevalentemente in laterizio anziché in pietra da taglio. La Frauenkirche rappresenta uno dei più importanti esempi di architettura tardogotica in mattoni della Germania meridionale e fu completata in circa vent'anni, un periodo relativamente breve per un edificio di tali dimensioni. Tra le costruzioni coeve comparabili per concezione e ambizione vi è la Chiesa di San Martino di Landshut, anch'essa eretta sotto il patrocinio dei Wittelsbach.
Nel 1599, all'interno della Frauenkirche fu eretto un arco trionfale riccamente decorato a stucco. La sua realizzazione fu affidata allo scultore e stuccatore Hans Krumpper, che vi lavorò fino al completamento dell'opera nel 1604. Poiché l'arco sovrastava l'altare dedicato a san Benno, da poco proclamato patrono della città, esso divenne popolarmente noto come «Arco di Benno». Dal 1620, l'asse visivo dell'edificio fu ulteriormente enfatizzato dall'inserimento, sull'altare maggiore, del dipinto dell'«Assunzione della Vergine» realizzato da Pietro Candido. Dopo il 1622, con l'edificazione sotto l'arco del sepolcro della dinastia dei Wittelsbach ad opera dello stesso Krumper, l'Arco di Benno assunse anche il significato di monumento celebrativo della fedeltà alla casa regnante bavarese. Nel contesto della Controriforma, l'interno della chiesa fu sottoposto a un ampio programma di rinnovamento. Gli interventi interessarono soprattutto l'apparato decorativo e gli arredi liturgici, in particolare gli altari, senza tuttavia modificare in modo sostanziale la struttura architettonica dell'edificio.
Riqualificazione e modifiche
L'elevazione della Frauenkirche a cattedrale arcivescovile nel 1821 accrebbe l'interesse per l'edificio e per il recupero del suo presunto aspetto originario. La riscoperta di affreschi ritenuti medievali fornì l'impulso per un ampio intervento di riqualificazione, volto a conferire alla chiesa un aspetto più coerente con il suo nuovo ruolo di cattedrale. Nel corso dei lavori furono rimossi numerosi elementi aggiunti in epoca successiva. L'Arco di Benno venne demolito, mentre il mausoleo dei Wittelsbach fu trasferito dal coro in una posizione più arretrata. Furono inoltre ricostruiti gli stalli del coro realizzati da Erasmus Grasser. Le pareti e i pilastri furono ridipinti in tonalità argillose e giallastre, mentre la volta venne decorata con un cielo stellato dipinto, concepito per creare l'illusione di osservare il firmamento attraverso l'intreccio delle nervature gotiche. Altari e arredi liturgici furono sostituiti o ridisegnati secondo un linguaggio stilistico unitario di gusto neogotico.
Questi interventi riflettevano una concezione ampiamente diffusa nel XIX secolo, secondo la quale l'architettura gotica rappresentava la forma più autentica e solenne dell'arte sacra cristiana, mentre gli stili rinascimentale e barocco erano considerati meno adatti agli edifici religiosi. Tale impostazione caratterizzò l'aspetto della Frauenkirche fino al 1932, quando un nuovo e approfondito restauro portò all'adozione di un diverso schema cromatico per le pareti e le volte dell'edificio.
Distruzione e restauri
Dopo la Seconda guerra mondiale, la Frauenkirche subì gravi danni a seguito dei bombardamenti: la maggior parte degli arredi, della volta storica e delle strutture interne fu distrutta, mentre le due torri principali rimasero in piedi. Sul sito del sepolcro dei Wittelsbach vennero temporaneamente collocate strutture provvisorie e segnate le aree principali dell’altare maggiore. La maggior parte delle opere d’arte più importanti e delle vetrate storiche era stata messa in salvo prima dei bombardamenti. v
Il cardinale Michael Faulhaber promosse la ricostruzione della cattedrale come simbolo di speranza cristiana. Successivamente, la gestione e l’organizzazione dell’edificio furono curate dai cardinali Joseph Wendel e Julius August Döpfner. Nei decenni successivi, l’aspetto della chiesa fu percepito da alcuni visitatori come austero. Nel 1971, l’area del coro fu adattata alle nuove esigenze liturgiche introdotte dal Concilio Vaticano II.
Un restauro completo, condotto tra il 1989 e il 1994, ha riguardato la ricostruzione degli affreschi originali di Jörg von Halsbach, il rinnovamento degli arredi liturgici, degli stalli del coro con le sculture di Erasmus Grasser, del pavimento, delle panche, della cantoria, degli organi e delle cappelle. In queste ultime sono stati ricollocati affreschi e sculture restaurati. Durante il restauro sono state inoltre realizzate nuove sovrastrutture per le pale d’altare, reinterpretando in chiave creativa lo schema originario degli altari barocchi. Con un'altezza di 37 metri, la navata della Frauenkirche è tra le più alte al mondo.
Descrizione
L'attuale edificio è una grande chiesa a sala a tre navate, nella quale la navata centrale si eleva solo leggermente al di sopra di quelle laterali. Le volte a stella contrastano con la sobrietà delle superfici murarie e dei pilastri ottagonali privi di decorazioni. Il deambulatorio è integrato senza interruzioni nella struttura e le cappelle disposte tra i contrafforti esterni si sviluppano lungo l'intero perimetro della navata, contribuendo all'unità spaziale dell'insieme. Le proporzioni dell'edificio sono particolarmente rigorose: la lunghezza dello spazio interno corrisponde a circa tre volte la sua larghezza. All'esterno predominano le ampie superfici in laterizio a vista, caratterizzate da un disegno architettonico improntato alla simmetria e alla chiarezza formale.
La concezione dell'edificio, fondata su volumi compatti e geometrie essenziali, è stata interpretata come un richiamo simbolico alla Gerusalemme celeste descritta nella tradizione cristiana. Le caratteristiche cupole a cipolla che coronano le due torri, oggi uno dei simboli più riconoscibili di Monaco di Baviera, furono realizzate solo intorno al 1525, diversi decenni dopo l'avvio dei lavori. Secondo alcune interpretazioni, la loro forma potrebbe essere stata ispirata dalle raffigurazioni della Cupola della Roccia diffuse nell'Europa tardomedievale. Il completamento delle torri subì probabilmente ritardi sia per la morte di Jörg von Halsbach sia per le difficoltà economiche e politiche connesse alla Guerra di successione di Landshut.
L'interno della Frauenkirche riflette i principi dell'architettura tardogotica sviluppatisi nella seconda metà del XV secolo, caratterizzati da una stretta integrazione tra spazio e struttura. Entrando dal portale principale, il visitatore percepisce una successione di alti pilastri ottagonali che scandiscono la navata e guidano lo sguardo verso il coro. I pilastri, illuminati dalla luce proveniente dalle vetrate, contribuiscono a creare un effetto di verticalità e luminosità che accentua il carattere unitario dello spazio. Le cappelle laterali, aperte sulla navata mediante eleganti griglie, si integrano armoniosamente con il sistema delle vetrate e delle volte, rafforzando la continuità visiva dell'intero ambiente interno.
Cripta Wittelsbach
All'interno della Frauenkirche si trova una cripta in cui sono sepolti diversi membri del casato dei Wittelsbach. I membri sepolti sono:
Luigi IV di Baviera, imperatore del Sacro Romano Impero Ludovico V di Baviera Stefano II di Baviera Giovanni II di Baviera Ernesto di Baviera Guglielmo III di Baviera Adolfo di Baviera Sigismondo di Baviera Alberto IV di Baviera Guglielmo IV di Baviera Alberto V di Baviera Ludovico III di Baviera
Coro Il "Coro della Cattedrale", composto da circa 70 cantanti adulti, costituisce la spina dorsale della musica sacra della Cattedrale di Monaco. Il suo compito principale è l'arrangiamento musicale della liturgia. Con regolari esecuzioni di grandi opere di musica sacra, occupa anche un posto di rilievo nella vita concertistica di Monaco. Probabilmente si formò intorno al 1820 come coro non di corte, dopo l'istituzione della nuova arcidiocesi di Monaco e Frisinga nel 1817 e l'elevazione della Frauenkirche al rango di cattedrale.