God of War III è il terzo capitolo della serie di videogiochi God of War, prodotto da SCE Santa Monica Studio e pubblicato da Sony Computer Entertainment nel 2010 esclusivamente per PlayStation 3.
Cronologicamente è il settimo episodio dopo Ascension, Chains of Olympus, God of War, Ghost of Sparta, Betrayal e God of War II, ed è il capitolo conclusivo della prima saga denominata "Prima Era" ambientata nella mitologia greca; il seguito, God of War, è uscito il 20 aprile 2018. È stato pubblicato il 16 marzo 2010 negli Stati Uniti, il 17 in Europa e il 19 nel Regno Unito. Il 20 marzo 2015, in occasione del decimo anniversario della serie, la Sony ha annunciato una versione rimasterizzata in 1080p, dal titolo God of War III Remastered, in esclusiva per PlayStation 4; la nuova versione è arrivata in Europa il 15 luglio 2015, e il 17 nel Regno Unito.
Il videogioco ha ricevuto un'acclamazione universale totalizzando un punteggio del 92% come media delle recensioni della critica specializzata, come calcolato dagli aggregatori GameRankings e Metacritic.
Trama Il gioco riparte da dove era terminato God of War II: Kratos, sul dorso di Gaia, assieme agli altri Titani inizia la scalata al Monte Olimpo per attaccare gli dei mentre in cima alla montagna Ermes, Poseidone, Ade ed Elio predispongono le loro difese. Dopo aver affrontato e ucciso il dio del mare e i suoi destrieri causando l'inondazione della Grecia, Kratos e Gaia raggiungono Zeus, il re degli dei dell'Olimpo, che li affronta scaraventandoli giù dall'Olimpo; non appena Gaia cerca di risalire, Kratos, non trovando un appiglio, comincia a scivolarle sulla schiena chiedendole aiuto, ma questa afferma di non poterlo aiutare e gli rivela che egli è solo una pedina per i piani dei Titani. Kratos perde quindi la presa e cade verso l'Ade dopo essere stato separato dalla Spada dell'Olimpo.
Il dio della guerra atterra nel fiume Stige e, mentre nuota verso la riva, le anime degli Inferi gli tolgono tutti i poteri e la salute, tranne il Vello d'oro, le ali di Icaro e il tridente di Poseidone. Kratos incontra quindi il fantasma di Atena che, intenzionata ad aiutarlo, gli parla della Fiamma dell'Olimpo, una potente arma in grado di regalargli la tanto agognata vendetta, e gli dona le Lame dell'Esilio; più tardi, recuperata la Spada dell'Olimpo, con Atena ancora una volta alla sua guida, Kratos decide di trovare Zeus. Risalendo dagli Inferi dopo aver ucciso e rubato l'anima ad Ade e giunto nella città di Olimpia tramite il portale di Iperione, Kratos incontra Gaia, sofferente e in cerca di aiuto, ma decide di farla precipitare dall'Olimpo come lei prima aveva fatto con lui.
Durante il cammino, Kratos elimina Elio ed Ermes, le cui morti scateneranno calamità in tutto il mondo, e successivamente incontra Era, moglie di Zeus avvilita dai continui tradimenti del marito: la regina dell'Olimpo lo minaccia e si scopre alleata con Ercole, fratellastro di Kratos, che di lì a poco fa il suo ingresso. Dopo aver ucciso il fratellastro, che era geloso per il fatto che Zeus gli preferì lo spartano come nuovo dio della guerra, Kratos scopre che, dopo il suo incontro con Ares, il Vaso di Pandora esiste ancora ed è protetto dalla Fiamma dell'Olimpo, e il suo contenuto è in grado di uccidere un dio; Kratos viaggia quindi in vari luoghi per trovare la chiave per aprirlo, venendo informato da Atena che è Pandora stessa la chiave e che solo lei può placare la Fiamma dell'Olimpo. Durante questi viaggi incontra anche Afrodite, lussuriosa dea dell'amore e moglie di Efesto (qui il giocatore può decidere se giacere insieme a lei oppure andare via). Questa apre un portale che permette a Kratos di raggiungere il dio della fucina, che aiuta il protagonista fabbricandogli delle armi e chiedendogli di recuperare la pietra di Omphalos posseduta da Crono. Kratos uccide il titano, ma al suo ritorno il fabbro degli dei tenta di ucciderlo a tradimento, avendo paura che intenda sacrificare la figlia Pandora per aprire il vaso; Kratos però lo uccide e si dirige nel luogo dove è tenuta prigioniera Pandora, il Labirinto.
Kratos riesce a risolvere l'enigma del Labirinto e al suo centro ritrova Pandora. I due così risalgono verso la Sala della Fiamma dove incontrano Zeus, il quale cerca di fermare Pandora e viene attaccato da Kratos; Zeus rimane stremato dallo scontro, ma Pandora decide di sacrificarsi in modo da estinguere la Fiamma. Kratos apre così il Vaso di Pandora solo per scoprire che esso è vuoto; adirato, raggiunge Zeus al suo osservatorio, dove ancora una volta ingaggiano battaglia, ma improvvisamente ricompare Gaia, che li attacca. Per evitare l'assalto padre e figlio saltano al suo interno attraverso un foro creatosi nello scontro con Poseidone e qui si affrontano di nuovo, con Kratos che trapassa sia il cuore di Zeus che quello di Gaia con la Spada dell'Olimpo, distruggendo il Titano e lasciando il padre degli dei apparentemente morto. Dopo essere atterrato nei pressi di una scogliera, un fumo nero esce però dal corpo di Zeus, il cui spirito attacca Kratos, disarmandolo. A un passo dalla morte, però, lo spartano si ritira all'interno della sua stessa psiche e perdona finalmente se stesso; tornato in sé si libera dalla morsa di Zeus e lo elimina una volta per tutte pestandolo brutalmente a mani nude.
Appare in seguito lo spirito di Atena, che chiede a Kratos di restituirle ciò che ha preso dal Vaso; lui risponde che il Vaso era vuoto, cosa che Atena non riesce a credere in quanto, quando Zeus sigillò i mali del mondo al suo interno, temendo ciò che sarebbe potuto accadere qualora questo fosse stato aperto, mise il suo stesso potere, la Speranza, dentro il Vaso. A questo punto Atena capisce che quando Kratos aprì il Vaso per la prima volta per sconfiggere Ares, i mali fuggirono da esso e infettarono gli altri dei, corrompendoli, mentre lui fu dotato della Speranza, persa col passare del tempo a causa dei suoi incubi: gli dei sono dunque caduti in rovina per loro stessa mano. Atena chiede infine a Kratos di restituirle il suo potere, convinta di sapere come usarlo al meglio per ricostruire il mondo, ma Kratos rifiuta e si trafigge con la Spada dell'Olimpo, sacrificandosi per donare la Speranza all'umanità. Sconvolta, Atena si allontana, dicendo a Kratos di averla delusa.
Al termine dei titoli di coda viene mostrata una scia di sangue accanto alla Spada dell'Olimpo abbandonata, dove prima Kratos giaceva morente, che prosegue fino al limitare del precipizio, da dove si vede la Grecia ormai precipitata nel caos.
Modalità di gioco Il gioco possiede un gameplay e delle meccaniche simili ai precedenti capitoli, ma con alcune variazioni. In primo luogo, le magie sono "dipendenti" dalle armi: ciò significa che ogni arma ha una propria magia, che potrà essere usata solo quando l'arma corrispondente è equipaggiata. Le varie armi modificano, inoltre, la postura e le movenze di Kratos. Infine, durante le classiche combo presenti in tutti i capitoli, è possibile cambiare arma per produrre attacchi sempre diversi.
Le barre nell'angolo superiore sinistro dello schermo sono diventate tre: oltre alle classiche barre dell'energia e della magia, ce ne sarà una terza, la barra degli oggetti, che si svuota con l'utilizzo di oggetti come l'Arco di Apollo o la Testa di Elio, ricaricandosi automaticamente.
Il numero di Occhi di Gorgone e Piume di Fenice da ritrovare per aumentare le barre magia ed energia è diminuito a tre; questo è giustificabile con la presenza dei corni di Minotauro, necessari per aumentare la barra degli oggetti. Nel gioco sono, inoltre, nascoste delle reliquie, preziosi averi degli dei, dal funzionamento simile alle Urne del Potere del precedente capitolo: una volta trovate, possono essere usate dopo aver completato il gioco e garantiscono poteri speciali, come l'Ira di Sparta infinita.
Sono presenti, inoltre, bonus da sbloccare completando il gioco, tra cui i consueti costumi extra, le Sfide dell'Olimpo e una buona dozzina di video riguardanti la creazione del gioco. Sarà presente, inoltre, l'Arena di combattimento (da sbloccare completando le sette Sfide dell'Olimpo), in cui è possibile combattere con i nemici che si desiderano, decidendo quali, quanti e se una volta sconfitti si rigenereranno. Si potrà, infine, decidere il livello di difficoltà e la lunghezza delle proprie barre di salute, magia e oggetti.
Nemici Sentinella dell'Olimpo: i classici non morti presenti in tutti i capitoli. Tentano numerose volte di sommergere Kratos e sono influenzati dall'eventuale presenza di un centauro, che li rende più determinati e più inclini a sommergere Kratos. Talvolta sono muniti di scudi di onice, che si possono distruggere solo con un ciclope o con i Cestus di Nemea. Arciere dell'Olimpo: non morti dalle fattezze femminili capaci di lanciare frecce sui nemici. Sono i nemici fisicamente più deboli, anche se molto agili. Demone dell'Olimpo: diabolici non morti che infestano l'Ade. Sono modestamente resistenti, in punto di morte sono capaci di trascinarsi fino a Kratos ed esplodere nei paraggi per infliggergli danni. Artigli della morte: grandi braccia scure che spuntano dal suolo, si incontrano solo nell'Ade. Si possono facilmente staccare da terra. Talo: enormi statue munite di martello, molto lente ma capaci di infliggere una gran quantità di danni. Talo di bronzo: versione di metallo dei Talo, più massiccia e dotata di una particolare mazza chiodata, che si incontra nelle sale dell'Olimpo. Per distruggerlo bisogna indebolirlo in fretta o il metallo si raffredda, vanificando i precedenti sforzi. Centauro: mostri mezzi uomini e mezzi cavalli muniti di lunghe lance e capaci di migliorare le prestazioni dei non morti nei paraggi con la loro presenza. Sono molto veloci e resistenti; una volta indeboliti possono essere tramortiti e uccisi. Cerbero: un enorme cane a tre teste con coda di drago. Una volta indebolito può essere cavalcato e usato contro i nemici o per incenerire i rovi con la sua capacità di sputare palle di fuoco ed eruttare fiamme. Allevatore Cerbero dell'Ade: questo particolare tipo di Cerbero è molto più grande e sembra avere la pelle carbonizzata. Oltre alla capacità di sputare palle di fuoco, può generare grandi quantità di cuccioli di Cerbero. Chimera: enorme mostro con tre teste: una di leone, una di capra e una di serpente (la testa di serpente si trova all' estremità della coda). Bisogna affrontare queste creature in tre fasi: la prima in cui attaccano con la coda di serpente, sputando acido e usandola come frusta; una volta tagliata la coda, bisogna affrontare la testa di leone; accecato il leone bisognerà affrontare la testa di capra, che attaccherà con numerose incornate. Ciclope: giganti dotati di un unico occhio e armati di grosse mazze. Una volta indeboliti, è possibile cavalcarli e usarli come un'enorme arma d'assedio. Guardia ciclope: questo ciclope, già visto nel primo God of War, è corazzato e munito di un'enorme palla chiodata che usa per attaccare. Ciclope cadavere: questo tipo di ciclope si incontrerà una sola volta in tutto il gioco (durante lo scontro con il titano Crono) ed è praticamente uguale al ciclope normale, solo che è sprovvisto di pelle e muscoli: le ossa e gli organi sono scoperti e ben visibili. Cadavere maledetto: si incontrano solo nel Tartaro, hanno l'aspetto di scheletri animati e sono più deboli dei legionari dell'Olimpo. Arpia: scheletrici uccelli dal volto di donne e ali da pipistrello, questi esseri volanti possono scendere in picchiata con un attacco imparabile. Arpia regina: arpie dotate di bianche ali piumate e utilizzabili come mezzo di trasporto volante. Kratos può infatti aggrapparsi a loro per superare abissi e burroni. Gorgone: metà donne e metà serpenti, questi esseri possono pietrificare con lo sguardo e sono molto veloci. Una volta indebolite possono essere decapitate, operazione che pietrificherà i nemici vicini.