Dal suo primo matrimonio fu principessa di Leiningen dal 1807 fino alla morte del marito nel 1814. Rimasta vedova, esercitò la reggenza del principato per conto del figlio Carlo, ancora bambino, fino al 1818, quando sposò il principe inglese Edoardo, duca di Kent, e si trasferì nel Regno Unito, dove visse per il resto della sua vita. Da questo secondo matrimonio, fu madre di Vittoria, che divenne regina del Regno Unito.

Biografia

Nascita Vittoria nacque come principessa Maria Luisa Vittoria di Sassonia-Coburgo-Saalfeld il 17 agosto 1786 a Coburgo, nel ducato di Sassonia. Era la settimogenita, e quarta femmina, di Francesco Federico, duca di Sassonia-Coburgo-Saalfeld e della sua seconda moglie, Augusta di Reuss-Ebersdorf. Fra i suoi fratelli c'erano Ernesto (futuro duca di Sassonia), il cui figlio Alberto avrebbe sposato la figlia della stessa Vittoria, e Leopoldo, che avrebbe sposato Carlotta di Galles, unica nipote ed erede di Giorgio III del Regno Unito e in seguito, rimasto vedovo, sarebbe divenuto primo re dei Belgi.

Matrimoni Il 21 dicembre 1803, a Coburgo, Vittoria sposò Emich Carlo, erede del principato di Leiningen. La prima moglie di Emich Carlo era stata Enrichetta Sofia di Reuss-Ebersdorf (1767–1801), zia di Vittoria in quanto sorella minore della madre. Da questo matrimonio nacquero due figli, Carlo (nato nel 1804) e Feodora (nata nel 1807). Nel 1807, alla morte del principe Carlo Federico, Emich Carlo e Vittoria divennero principe e principessa di Leiningen. Vittoria rimase vedova nel 1814.

Essendo il nuovo principe, il loro figlio Carlo, ancora bambino, Vittoria assunse il ruolo di reggente fino al 1818, anno in cui si risposò col principe inglese Edoardo, duca di Kent, e lasciò la Germania con i figli per trasferirsi nel Regno Unito.

Nel 1817, il Regno Unito stava affrontando una grave crisi di successione a causa della morte della principessa Carlotta di Galles, il cui marito era Leopoldo, fratello di Vittoria, e del suo nascituro. Carlotta era l'unica nipote legittima di Giorgio III, e la sua morte mise in pericolo il futuro della casa di Hannover. Di conseguenza, tre dei quattro figli scapoli e di mezz'età del re si affrettarono a cercarsi delle mogli, con la speranza di procreare un nuovo erede al trono.

Vittoria fu quindi chiesta in moglie da Edoardo, duca di Kent, quarto figlio del re. Sebbene, vedova di trentun'anni, non fosse vergine o giovane come altre candidate, Kent sostenne che il fatto che avesse già messo al mondo senza complicazioni due figli sani deponeva a favore della sua costituzione e fertilità. La coppia si sposò prima il 29 maggio 1818 a Schloss Ehrenburg, e poi, l'11 luglio a Kew Palace, a Londra. Nella stessa cerimonia il fratello maggiore di Kent, Guglielmo di Clarence, sposò Adelaide di Sassonia-Meiningen. Oltre alle famiglie degli sposi, erano presenti Guglielmo di Gloucester con la moglie Maria e la figlia Sofia, mentre la politica era rappresentata dal primo ministro Lord Liverpool, dal cancelliere John Scott, I conte di Eldon e dal ministro degli interni Lord Sidmouth. La cerimonia fu officiata da Charles Manners-Sutton, arcivescovo di Canterbury, e William Howley, vescovo di Londra. Sia Adelaide, vestita d'argento, che Vittoria, vestita d'oro, furono accompagnare all'altare dal principe Giorgio di Galles (padre della defunta Carlotta) e benedette dalla regina Carlotta. I festeggiamenti furono offerti dal principe di Galles, e la cena di nozze comprendeva zuppe di pesce e tartaruga, piatti di pesce, arrosto di cervo e altra cacciagione e una selezione di dessert di fruttaVan der Kiste, John (2022). William IV: The last Hanoverian King of Britain. Barnsley: Pen & Sword. pp. 52–60..

Inizialmente, i duchi di Kent vissero a Coburgo, dove la vita era più economica, ma Vittoria restò incinta nel giro di pochi mesi e, irremovibili sul fatto che il bambino, potenziale monarca inglese, sarebbe dovuto nascere e crescere in Inghilterra, rientrarono rapidamente a Londra, portando con loro i due figli di Vittoria. La velocità del rientro fu possibile grazie all'efficienza di John Conroy, che da quel momento divenne uomo di fiducia della duchessa. Sbarcati a Dover il 23 aprile 1819, venne loro assegnata come resistenza Kensington Palace, dove il 24 maggio 1819 nacque la loro unica figlia, la principessa Alessandrina Vittoria. Il padre della bambina avrebbe preferito chiamarla Elisabetta, ma suo fratello maggiore, il principe di Galles, chiese e ottenne che venisse battezzata Alessandrina in onore del padrino che aveva scelto per lei, Alessandro I di Russia. Formalmente, la nuova nata era intitolata Principessa Vittoria di Kent, mentre in famiglia le venne dato il soprannome "Drina".

Nonostante in molti sperassero in un maschio, Kent accolse la nascita della figlia con grande entusiasmo e orgoglio, invitando gli ospiti a "guardarla bene, perché un giorno diventerà la vostra Regina".

Vedovanza

Vittoria rimase vedova per la seconda volta il 23 gennaio 1820, quando Kent morì inaspettatamente di polmonite. Sei giorni dopo morì anche Giorgio III, e gli succedette il figlio maggiore con il nome di Giorgio IV.

La famiglia reale voleva che Vittoria tornasse a Coburgo, il che sarebbe stato per lei vantaggioso. Vittoria infatti, che non aveva mai imparato l'inglese, era impopolare sia in famiglia che presso il popolo per via delle sue origini tedesche e in più il marito, morendo, le aveva lasciato moltissimi debiti, che avrebbe potuto riparare solo trasferendosi nella più economica Sassonia, dove avrebbe potuto richiedere un vitalizio come principessa vedova. Tuttavia, sua figlia, la piccola Vittoria, era in quel momento terza in linea di successione e aveva buone possibilità di salire un giorno al trono: il nuovo re viveva separato dalla moglie, che aveva in ogni caso superato l'età fertile, e nella stessa situazione si trovava il suo erede presuntivo, il fratello Federico di York. Quando al duca di Clarence, non era ancora riuscito ad avere un erede dalla moglie. Vittoria decise quindi di scommettere sulle possibilità della figlia di divenire regina e rimase in Inghilterra, p.164.

In risposta, il Parlamento inglese impose alla duchessa vedova di vivere con la figlia in condizioni piuttosto misere: furono loro assegnati gli appartamenti di Kensington Palace più fatiscenti, obbligare a convincere con altri reali impoveriti o in disgrazia e fu loro negato un adeguato reddito dalla Lista civile, con la motivazione dello stile di vita eccentrico del defunto duca e dei debiti accumulati. Vittoria dovette ricorrere all'aiuto economico del fratello Leopoldo, che riscuoteva ancora le 50.000 sterline l'anno che gli erano state assegnate come marito della principessa Carlotta e in qualità di probabile futuro consorte della regina.

Nel 1831 Giorgio IV morì e gli successe sul trono il duca di Clarence con il nome di Guglielmo IV (essendo York morto in precedenza). Il nuovo re aveva più di sessant'anni anni e nessun erede, e la moglie, sulla quarantina, era considerata oltre l'età fertile. La piccola Vittoria divenne quindi l'erede presuntiva e sua madre potenziale reggente, nel caso il re fosse morto prima del diciottesimo compleanno della nipote. Di fronte a questa prospettiva, in agosto il Parlamento acconsentì a garantire un reddito alla duchessa, anche perché nel frattempo Leopoldo era stato scelto come re dei Belgi e aveva rinunciato alle rendite britanniche.

Faida con Guglielmo IV e allontanamento da parte della figlia Vittoria

Dopo essere rimasta vedova, per fronteggiare l'ostilità famigliare Vittoria era divenuta sempre più intima con John Conroy, nel frattempo divenuto suo segretario e controllore dei conti e ufficiosamente anche consigliere, agente, spia e confidente. Insieme, i due idearono il cosiddetto Sistema Kensington, con cui presero il controllo totale dell'educazione della piccola Vittoria, sottoponendola a un rigido isolamento e a una totale mancanza di privacy (la prima richiesta di Vittoria, una volta appreso che era divenuta regina, fu di essere lasciata sola per un'ora, un lusso che non aveva mai avuto un tutta la vita: era in ogni momento controllata a vista da sua madre, da Conroy o dalla dama più leale della madre, Flora Hastings). Lo scopo era di rendere la principessa dipendente da loro, con l'augurio che una veloce dipartita del re mettesse sul trono una regina bambina attraverso la quale la coppia avrebbe potuto regnare sul Regno Unito: la duchessa Vittoria sarebbe dovuta divenire reggente, ruolo che progettava in segreto di mantenere anche dopo il diciottesimo compleanno della figlia, e Conroy segretario privato della regina, con la concessione di un titolo nobiliare. L'associazione con Conroy, manipolatore e arrampicatore sociale, rese Vittoria ancora più impopolare, e la sua reputazione raggiunse il punto più basso quando si diffusero voci che sostenevano i due fossero amanti. Clarence, incline a crederci, si riferiva con disprezzo ai due chiamandoli, rispettivamente "la signora Conroy" e "re John", e sua moglie scrisse più volte alla cognata per metterla in guardia dal continuare a concedere il suo favore a Conroy, sottolineando come Vittoria si stesse alienando ogni possibilità di simpatia da parte della famiglia reale.

Vittoria, sorda ai consigli, perseguì nei suoi metodi. Grazie al Sistema Kensington, isolò completamente la figlia, impedendole contatti con persone non autorizzate e riducendo al minimo ogni relazione con la famiglia paterna. Le vietò inoltre di frequentare persone della sua età, con l'unica, parziale, eccezione della sorellastra Feodora e della figlia di Conroy, così che la principessa non potesse confrontare la sua educazione con quella dei coetanei, né potesse subire influenze esterne. L'intero sistema era progettato per crescere una futura regina ignorante, debole di volontà, priva di fiducia in sé e che si sottomettesse in maniera totale ed esclusiva alla guida di madre e segretario. Vittoria inculcò alla figlia il disgusto per la famiglia illegittima di Guglielmo IV, che una volta divenuto re aveva accolto a corte i suoi figli naturali, e per essere sicura che la figlia non si dedicasse ad "atti inappropriati" la costrinse a condividere il letto con lei fino al giorno in cui Vittoria divenne regina e poté opporsi. La bambina studiava privatamente e in completa solitudine, e gli unici compagni di gioc erano le sue bambole e il cagnolino Dash.

Di tutti i parenti inglesi, non c'era nessuno che Vittoria detestasse, ricambiata, quanto il duca di Clarence e, anche quando questi divenne Guglielmo IV, la duchessa fece tutto quel che poteva per negargli ogni contatto con la nipote, nonostante questa fosse l'erede presuntivaFarquhar, Michael (2001). A Treasure of Royal Scandals, p.152. Penguin Books, New York.. La duchessa, istigata da Conroy, impedì alla figlia di partecipare all'incoronazione del nuovo re perché offesa dal fatto che il re aveva ordinato che Vittoria precedesse la madre durante la procession. Si dedicò invece a esporre la figlia, sempre affiancata da lei e Conroy, a una serie di eventi sociali, così da cementare nel popolo l'immagine di loro tre come una sorta di famiglia reale alternativa, ottenendo, a fine 1831, la garanzia del Parlamento che, se necessario, sarebbe stata l'unica reggente della figliaBarrow, John Henry (1831). The Mirror of Parliament for the Preliminary Portion of First Session of the Ninth Parliament of Great Britain and Ireland. London: William Clowes. P. 42, p.72. Forte di ciò, Vittoria si trasferì dai suoi appartamenti a Kensington Palace a quelli che il re aveva riservato per sé e disprezzò apertamente sia i suoi figli naturali, i FitzClarence, che sua moglie, la regina Adelaide, sia in faccia che alle spalle.

Il re e la regina erano molto affezionati alla nipote Vittoria e non smisero mai di preoccuparsi per lei, né di tentare di creare un legame nonostante l'interferenza della duchessa.