La battaglia di Lützen, anche detta battaglia di Grossgörschen, venne combattuta il 2 maggio 1813 tra le forze del Primo Impero francese di Napoleone Bonaparte e l'armata della coalizione russo-prussiana guidata dal generale Peter Wittgenstein, durante i più vasti eventi della guerra della sesta coalizione.
Le forze russo-prussiane lanciarono un attacco contro il corpo d'armata del maresciallo Michel Ney acquartierato in posizione avanzata nei pressi di Lützen (oggi in Sassonia-Anhalt) nel tentativo di impedire a Napoleone di catturare la piazzaforte di Lipsia; dopo pesanti scontri, Napoleone riuscì a concentrare le sue forze e lanciare un deciso contrattacco che ributtò indietro i russo-prussiani, inducendo Wittgenstein a ordinare la ritirata. Al termine di una giornata di pesanti combattimenti, tuttavia, Napoleone non riuscì trasformare la vittoria in una rotta decisiva, a causa della carenza di cavalleria in seno alle forze francesi; le perdite riportate dai francesi risultarono anzi superiori a quelle inflitte al nemico, rendendo la battaglia di Lützen uno scontro non decisivo per le sorti del conflitto.
Antefatti Le conseguenze di una disfatta La conclusione della campagna di Russia nel dicembre 1812 vide il completo annichilimento della Grande Armata napoleonica: dei uomini che avevano attraversato il confine russo nel giugno precedente, solo poche decine di migliaia erano riuscite a rientrare vive nel Ducato di Varsavia alleato della Francia. Napoleone aveva lasciato i resti della sua armata il 5 dicembre per rientrare precipitosamente a Parigi, sia per dare il via all'allestimento di una nuova forza militare che per consolidare la sua base di potere, scossa da un fallito tentativo di colpo di Stato messo in atto dal generale Claude François de Malet.
I nemici interni non erano l'unica preoccupazione di Napoleone. La disfatta in terra di Russia aveva provocato subbuglio in Germania e in particolare nel Regno di Prussia, un riluttante alleato dei francesi: il 30 dicembre 1812 il corpo d'armata prussiano del generale Ludwig Yorck, aggregato alla Grande Armata nella campagna di Russia, aveva prima sottoscritto con il comando russo una convenzione che rendeva neutrale la sua forza, per poi appoggiare l'invasione della Prussia orientale da parte dei russi. Il 17 gennaio 1813 Napoleone aveva affidato il comando dei superstiti della Grande Armata al viceré Eugenio di Beauharnais; Eugenio concentrò le sue poche forze a Posen in Polonia, ma la difesa della linea della Vistola dagli attacchi dei russi si rivelò impossibile e ben presto i francesi arretrarono prima sull'Oder e poi sull'Elba mentre alle loro spalle l'insurrezione prendeva vita in tutta la Germania settentrionale. Il 7 febbraio i russi entrarono indisturbati a Varsavia; il titubante re Federico Guglielmo III di Prussia aveva tentato di prendere tempo, per poi schierarsi definitivamente dalla parte dello zar Alessandro I di Russia con la firma del trattato di Kalisz il 28 febbraio 1813..
Dopo l'arrivo dei primi reparti russi a Berlino, il 13 marzo la Prussia dichiarò formalmente guerra alla Francia; le unità prussiane comandate dai generali Yorck e Friedrich Wilhelm von Bülow si unirono al corpo russo del generale Peter Wittgenstein vicino a Berlino, formando un'armata congiunta di uomini, mentre altri russi si trovavano a Kalisch sul confine prussiano-polacco sotto la guida del cauto comandante in capo dei coalizzati, il generale russo Michail Illarionovič Kutuzov. Un'avanguardia russa di uomini al comando del generale Ferdinand von Wintzingerode entrò in Slesia e si unì ai prussiani comandati dal generale Gebhard von Blücher: questa forza congiunta penetrò nel Regno di Sassonia, uno dei più importanti alleati tedeschi della Francia, e occupò la capitale sassone di Dresda il 27 marzo mentre il re Federico Augusto I fuggiva a Praga. Più a nord, il 5 aprile i russo-prussiani di Wittgenstein sconfissero i francesi nella battaglia di Möckern spingendo Eugenio a ordinare un ripiegamento generale dall'alto corso dell'Elba alla linea del fiume Saale più a ovest. Le armate di Wittgenstein e Blücher inseguirono i francesi con cautela, varcando l'Elba e raggiungendo Saalfeld il 9 aprile; l'intenzione dei russo-prussiani era di impegnare le forze francesi prima che Napoleone giungesse dalla madrepatria con i rinforzi, ma l'alto comando alleato si ritrovò invischiato in lunghe discussioni sulla scelta di un nuovo comandante in campo dopo la grave malattia che aveva colpito Kutuzov, destinato a morire il 28 aprile. Le unità dei coalizzati rimasero quindi a indugiare lungo la Saale per diversi giorni..
Napoleone al contrattacco Mentre i francesi arretravano in Germania orientale, Napoleone aveva speso ogni energia per ricostruire il suo esercito: fu anticipata la coscrizione delle classi di leva del 1813 e del 1814, furono trasferite nell'esercito campale le coorti della Guardia nazionale e contingenti di marinai e cannonieri di marina, e furono richiamate quante più forze possibili dal teatro di guerra della Penisola iberica. Per il 12 marzo l'imperatore era riuscito a mettere insieme un'armata di uomini e 457 cannoni: i ranghi della fanteria erano un miscuglio di coscritti inesperti o troppo anziani tenuti insieme da un piccolo nucleo di veterani, ma la ricostruzione della cavalleria si rivelò difficilissima a causa della forte penuria di cavalcature, cadute in gran numero nella campagna di Russia..
Il 18 aprile Napoleone era a Magonza, dove riunì il suo quartier generale. Le forze francesi furono riorganizzate in due armate, l'Armata del Meno al comando dello stesso imperatore con uomini suddivisi nei corpi d'armata dei marescialli Michel Ney, Auguste Marmont, Nicolas Charles Oudinot e del generale Henri Gatien Bertrand, e l'Armata dell'Elba sotto il comando di Eugenio con uomini dei corpi d'armata del maresciallo Étienne Macdonald e del generale Jacques de Lauriston; altri uomini sotto il maresciallo Louis Nicolas Davout erano diretti a rioccupare Amburgo sul basso Elba, mentre i uomini del generale Jean Rapp erano da gennaio tagliati fuori e assediati dai russi a Danzica. L'intenzione originaria di Napoelone era di lanciare al più presto una puntata su Berlino, e poi eventualmente calare a sud sul fianco scoperto delle armate alleate in Sassonia o procedere a nord verso Danzica per liberare Rapp dall'assedio, ma con i coalizzati ammassati dietro il Saale l'imperatore optò per un nuovo piano: invece di aggirare le armate nemiche da nord, le avrebbe aggirate da sud marciando verso Lipsia e poi Dresda con l'Armata del Meno, tagliando le linee di comunicazione nemiche con Berlino e la Slesia, mentre Eugenio e l'Armata dell'Elba avrebbero marciato in parallelo all'Armata del Meno proteggendo il suo fianco settentrionale; se i coalizzati avessero assalito una delle armate francesi, l'altra avrebbe manovrato per colpire il nemico sul fianco. Napoleone cercava in ogni modo una battaglia campale decisiva contro i russo-prussiani: una chiara vittoria avrebbe intimidito l'Impero austriaco, in quel momento ancora neutrale e in attesa degli eventi, e convinto gli stati tedeschi della Confederazione del Reno a tenere fede al loro patto di alleanza con la Francia..
Dopo vari ritardi a causa della pessima situazione logistica e delle lente procedure di mobilitazione, i primi reparti francesi varcarono il Saale il 1º maggio: mentre l'Armata dell'Elba di Eugenio marciava in direzione di Schladelbach, più a sud Napoleone divise l'Armata del Meno in due colonne, una con i corpi d'armata di Oudinot e Bertrand che diresse verso Naumburg a sud e una con i corpi di Ney e Marmont che mosse su Lützen a nord, con Lipsia come obiettivo finale; il passaggio del Saale fu debolmente contrastato dagli avamposti dei coalizzati, ma in una scaramuccia a Weißenfels non lontano da Lützen rimase ucciso il maresciallo francese Jean Baptiste Bessières, comandante della cavalleria della Guardia imperiale e vecchio compagno d'armi di Napoleone.. La carenza di cavalleria rendeva difficile la ricognizione e la raccolta di informazioni per i francesi, ma da vari rapporti frammentari Napoleone si convinse che i coalizzati stavano concentrando le loro forze a sud di Lipsia lungo il corso del fiume Elster e che Lipsia stessa era debolmente presidiata: se i russo-prussiani non si fossero mossi il 2 maggio, Napoleone contava di dare loro battaglia il 3 maggio lungo l'Elster con il suo centro e la sua ala destra mentre la sua sinistra li aggirava sul fianco settentrionale passando attraverso Lipsia; se invece i coalizzati avessero attaccato il centro dello schieramento francese il 2 maggio, il corpo del maresciallo Ney doveva tenere a ogni costo la zona intorno a Lützen per dare modo alle due ali francesi di aggirare i fianchi del nemico passando per Lipsia e Zwenkau..
La notizia dell'offensiva francese oltre il Saale spinse l'alto comando dei coalizzati a mettere finalmente da parte le sue divergenze e a convergere sulla scelta di un comandante in capo, il generale russo Wittgenstein; questi ordinò subito di concentrare le forze russo-prussiane a ovest dell'Elster tra Zwenkau e Pegau onde dare battaglia per il 2 maggio alle unità francesi segnalate a est di Lützen (il corpo d'armata di Ney), avanzando poi oltre la stessa Lützen per tagliare la linea delle comunicazioni francesi che passava per Weißenfels: il corpo d'armata prussiano di Blücher doveva costituire il centro dello schieramento alleato con il corpo di Yorck e i russi di Berg e Wintzingerode in appoggio alle sue spalle, i fianchi sarebbero stati presidiati dai corpi del russo Michail Andreevič Miloradovič a sud e del prussiano Friedrich von Kleist a nord nei pressi di Lipsia, mentre lo stesso Wittgenstein avrebbe guidato il resto delle forze russe in appoggio di Blücher. In totale gli alleati disponevano di uomini ( prussiani e russi) oltre a 407 cannoni e irregolari cosacchi..
La battaglia Mosse iniziali
Le prime unità russo-prussiane si misero in marcia alle 01:00 del 2 maggio; l'intenzione di Wittgenstein era di avere tutte le unità in posizione per le 06:00, ma le cose iniziarono ad andare male fin dall'inizio: i corpi di Blücher, Yorck e Berg si ritrovarono tutti ad attraversare l'Elster a Pegau causando intasamenti di traffico e ritardi. Solo verso le 11:00 i coalizzati riuscirono a schierarsi come previsto oltre l'Elster, con il corpo di Blücher in prima linea, quelli di Yorck e Berg in seconda linea e i russi di Wintzingerode in terza linea; l'armata principale di Wittgenstein era in considerevole ritardo e stava ancora sopraggiungendo, mentre a sud Miloradovič, che aveva varcato l'Elster a Zeitz, era ancora troppo arretrato per poter proteggere efficacemente l'ala sinistra dello schieramento alleato.
Un basso crinale aveva celato lo spiegamento dei russo-prussiani oltre l'Elster, una situazione aggravata dal fatto che Ney non aveva inviato, come prescritto da Napoleone, alcuna pattuglia di ricognizione in direzione dell'Elster; ignaro dei movimenti del nemico, la mattina del 2 maggio Napoleone ordinò all'Armata dell'Elba di procedere verso est inviando il corpo d'armata di Lauriston a Lipsia e quello di Macdonald a Markranstädt, mentre i corpi di Bertrand e Marmont dovevano riunirsi a Ney fermo a est di Lützen. Alle 09:00, non avendo ricevuto alcuna notizia da parte dei ricognitori che si presumeva Ney avesse inviato, l'imperatore ritenne che i coalizzati avessero mantenuto una posizione difensiva lungo l'Elster: a Bertrand fu ordinato di inviare una divisione a Taucha in giornata mentre Marmont doveva spingersi entro sera fino a Pegau con Ney in appoggio sul suo fianco sinistro; il quartier generale con la Guardia imperiale si sarebbe insediato a Lützen e qui sarebbe rimasto per tutta la giornata del 2 maggio.