L'espressione gestione dei diritti digitali (, DRM) indica l'insieme delle attività tecniche e legali tramite le quali i titolari di diritto d'autore e derivati possono tutelarli, esercitarli e amministrarli nell'ambiente digitale.
Storia Già alcuni software degli anni ottanta del XX secolo cominciavano a sperimentare queste nuove tecnologie, ma solo con la diffusione in massa delle opere audiovisive le case di produzione e distribuzione iniziarono a implementare sistemi DRM sui propri supporti.
A partire dagli anni novanta e con l'avvento delle tecnologie digitali, copiare un file multimediale (audio o video) è diventato semplice e non comporta, a differenza dei supporti analogici, una diminuzione della qualità. Grazie alla diffusione di strumenti digitali per l'accesso a contenuti multimediali, quali personal computer, MP3 player, telefonini di nuova generazione, lettori di divx e alla diffusione dell'accesso a Internet a banda larga e delle reti peer to peer, l'accesso e la distribuzione in tutto il mondo di contenuti multimediali è alla portata di ogni singolo utente, creando nuovi scenari capaci di modificare il consolidato sistema autore-distributore-cliente.
Descrizione generale Si tratta di misure di sicurezza incorporate nei computer, negli apparecchi elettronici e nei file digitali, consistenti nella possibilità di rendere protette, identificabili e tracciabili le opere dell'ingegno tutelate. Alla base del funzionamento dei DRM ci sono due elementi chiave: l'inserimento di metadati nel file, cioè dati nascosti leggibili solo attraverso specifici software; e la crittografia, cioè la possibilità di rendere leggibile il contenuto protetto solo disponendo di una chiave di cifratura.
Tramite i DRM, i file audio o video vengono codificati e criptati in modo da garantire una diffusione più controllata, rendere più difficile la duplicazione e consentirne un utilizzo che sia:
limitato (ad esempio solo per determinati periodi di tempo o per determinate destinazioni d'uso); predefinito nella licenza d'accesso fornita (separatamente) agli utenti finali. I file così prodotti portano con sé le diciture di copyright, e possono essere arricchiti con altre informazioni, come immagini, biografia degli autori, collegamenti, ecc. L'accesso ai contenuti da parte degli utenti finali avviene secondo procedure di profilazione e autenticazione che permettono di distribuire i file richiesti nelle modalità previste dalla licenza sottoscritta dall'utente.
L'attivazione di un codice seriale, che corrisponde al costo di licenza, era una modalità di difesa del diritto d'autore, più facile da violare rispetto ai sistemi di DRM. La validazione del codice può avvenire direttamente sul computer oppure con un collegamento ad Internet al sito del produttore; per molti programmi esistono dei keygen, categoria di programmi che generano un seriale valido per sbloccare altri software. Dall'esame di molti seriali di un dato prodotto, si riusciva a interpolare e ricostruire l'algoritmo di generazione dei codici, tenuto segreto dal produttore.
Caratteristiche Le principali caratteristiche dei DRM sono: soddisfare le esigenze di protezione delle grandi imprese multinazionali nei confronti della libertà dell'utente; sviluppare modelli di business rigido, dove l'utente può solo sottostare ai termini a lui imposti; impedire all'utente il libero accesso ai file.
Uno dei primi sistemi DRM conosciuti è il Content Scrambling System (CSS), ideato dal DVD Forum per i film in DVD. Tale sistema prevede la crittografia dei supporti con una chiave segreta fornita ai produttori di hardware e software di lettura a patto di accettare specifiche condizioni di licenza (e pagare una quota), tra cui il divieto, ad esempio, di fornire audio digitale ad alta qualità.; quindi, i DVD video con questa particolare tecnologia non potranno essere masterizzati e/o copiati. Per copiarli o masterizzarli si deve disporre di programmi di decodifica CSS (come Any DVD o DVD Region+CSS Free); questi Programmi di decodifica CSS si possono usare solo negli Stati in cui è permesso il loro uso.
Anche per i file audio regolarmente acquistati nei negozi di musica digitale in Internet vari schemi di DRM sono stati direttamente integrati nei file per costringere l'utente ad una serie di limitazioni, come ad esempio il limite del numero di dispositivi o tipi di dispositivi sui quali quei file possono essere riprodotti.
Molti produttori di eBook usano una implementazione simile di DRM per limitare il numero di computer sui quali l'eBook può essere visualizzato o anche quante volte può essere letto.
Nel mondo dei documenti tecnico-professionali, il PDF, acquistato con protezione DRM, è ad esempio visualizzabile solo attraverso il dispositivo che lo ha materialmente scaricato e/o non è stampabile (ovviamente la copia e riproduzione su altro dispositivo non si visualizza).
Alcune volte è accaduto che alcune implementazioni dei DRM si traducessero in una minaccia reale per la sicurezza informatica dei computer degli utenti che usavano quei prodotti, come la diffusione della Sony di un rootkit-DRM che, di fatto, apriva un'enorme falla nella sicurezza dei sistemi informatici.
L'utilizzo da parte di Microsoft Microsoft è stata la prima azienda a implementare un meccanismo di attivazione del software nei suoi prodotti. Con Microsoft Reader, gli eBook acquistati venivano protetti dalla copia non autorizzata mediante la connessione, attraverso la rete Internet, ad un server cui venivano fornite informazioni che identificavano il dispositivo e il file. Se l'utente aveva realmente acquistato il prodotto, la lettura poteva iniziare.
In seguito la tecnologia di attivazione è stata implementata in Windows XP e Microsoft Office XP. In ambo i casi l'utente, acquistando i diritti di utilizzo del software originale, riceve un codice alfanumerico di 25 caratteri, la cui validità viene inizialmente verificata dal software stesso tramite un algoritmo di hashing. Entro un periodo stabilito (30 giorni) l'utente deve eseguire una verifica online o telefonica comunicando un codice numerico generato in base alla product key e alla configurazione hardware del PC su cui il software è installato. Se la verifica ha successo, il server (o l'operatore) risponde con un codice di conferma riconosciuto dal sistema, che sblocca tutte le sue funzionalità.
La tecnologia di attivazione è oggi adottata da tantissimi produttori di software, ma nella maggior parte dei casi può essere aggirata tramite reverse engineering.
Scopi I principali scopi del DRM sono tre.
Certificazione di legittimità dell'uso e/o di piena titolarità dei diritti d'autore: permette di identificare l'esemplare legittimamente licenziato e quindi anche le eventuali copie illegali di file. Nel caso di un file audio, prima di essere compresso vengono inserite delle informazioni aggiuntive sul diritto d'autore utilizzando una tecnica chiamata PCM watermarking. Controllo d'accesso: per controllare la regolarità dell'accesso al contenuto di un file audio viene aggiunto uno speciale marcatore all'interno del file originario tramite una tecnica detta bitstream watermarking, che ha lo scopo di garantirne l'originalità. Il file risultante da questo processo può essere riprodotto solo sui lettori che sono in grado di riconoscere le informazioni di codifica ed è possibile riprodurlo solo per il numero di volte stabilito in fase di acquisto. Controllo delle copie illegali: permette di risalire all'iniziale possessore dei file musicali originali, in modo tale da consentire l'individuzione di eventuali violazioni del diritto d'autore, e permette di attuare misure preventive di protezione legale in relazione all'utilizzo delle nuove tecnologie.
I DRM comunque possono contenere anche altre limitazioni, sia in base alle logiche di distribuzione sia in base alle logiche di chi detiene i diritti d'autore sul contenuto.
Tecniche Meccanismo di controllo dell'accesso Consiste in una misura tecnologica che, nel normale corso del suo funzionamento, richiede l'applicazione di informazioni, o un procedimento o un trattamento, con l'autorizzazione del titolare del diritto d'autore o del titolare dei diritti connessi, al fine di ottenere l'accesso all'opera. Secondo il modello del DRM, l'accesso all'opera varia a seconda della combinazione fra tre elementi: l'estensione dei diritti concessi all'utente; la categoria di utenti (ad es., paganti e non paganti); il contraccambio (la prestazione offerta in cambio del contenuto). Questa combinazione è poi tradotta in linguaggio informatico mediante il Rights Expression Language: il REL traduce cioè in un linguaggio comprensibile al device nient'altro che gli EULA (End User License Agreement), ossia gli accordi di licenza con l'utente finale. Lo studio di soluzioni DRM nasce dal tentativo di poter gestire il controllo sugli aspetti legati alla distribuzione e all'utilizzo. Le pesanti conseguenze di tali sistemi anche per gli utenti di contenuti legittimamente acquistati viene motivata da una forte campagna internazionale contro lo scambio (definita pirateria informatica dalle major) di tali contenuti, condotta dalle case discografiche e cinematografiche, che ha sollevato forti critiche.
Watermarking
Il watermark è una tecnica che mira a inserire in un flusso digitale (o analogico) delle informazioni di identificazione. A seconda della specifica implementazione, il watermark può essere:
ben visibile, come il logo di un'emittente televisiva; nascosto, tramite steganografia (in questo caso è più difficile da rimuovere). Inoltre può identificare la singola copia (ID univoco), o l'autore, o il prodotto. Ad esempio, si può supporre che, all'atto dell'acquisto di un DVD protetto da watermark, l'acquirente sia tenuto a fornire un proprio documento al venditore, il quale comunica alla casa produttrice che quel disco è stato acquistato da quella persona. Nel caso, in seguito, venga trovata una copia del film corrispondente al watermark memorizzato in fase di acquisto, diventerebbe possibile identificare la fonte primaria della distribuzione illegale. Questo tipo di pratica non è attualmente applicato, poiché andrebbe a collidere con le normative sulla privacy di molti Stati. Inoltre non tutela l'acquirente del DVD in caso di furto o smarrimento del supporto, accollando a questi una eccessiva responsabilità verso il supporto. Viceversa, si può supporre che un player DVD riproduca senza limiti dischi amatoriali realizzati con una telecamera, ma impedisca la riproduzione di un disco realizzato, ad esempio, per camcording qualora sia presente un watermark conosciuto.
Nel mondo I DRM hanno ricevuto una copertura giuridica internazionale grazie all'implementazione della Wipo Copyright Treaty (WCT) del 1996. Il WCT è stato recepito nella maggior parte degli Stati membri del World Intellectual Property Organization. La legge attuativa statunitense è la Digital Millennium Copyright Act (DMCA), mentre in Europa il trattato è stato recepito da una direttiva europea del 2001 sul copyright, che richiede agli Stati membri dell'Unione europea di adottare previsioni legislative concernenti le misure tecnologiche di protezione.
Nel campo video ludico vi sono varie forme di anti-pirateria, una delle quali è Denuvo.
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