La battaglia di Krasnoi (o di Krasnyj) fu combattuta tra il 15 e il 18 novembre 1812, nell'ultima fase della ritirata della Grande Armata di Napoleone dalla Russia. La battaglia, caratterizzata da una serie successiva di scaramucce e scontri confusi, senza una vera battaglia campale, vide le truppe francesi, indebolite da freddo e dalla guerra di logoramento di Kutuzov, cercare di superare gli sbarramenti organizzati dai russi lungo la strada maestra di Smolensk e continuare la ritirata.
Contesto storico
Dopo la fine della guerra della quinta coalizione e della pace tra Austria e Francia, Napoleone si ritrovava nella posizione di padrone dell'Europa continentale: la maggior parte dei suoi nemici era stata sconfitta in maniera pressoché definitiva e, ad eccezione dell'eterna rivale Inghilterra, non vi era nessuno capace di porre un'efficace resistenza.
Il metodo scelto per minare la stabilità del regno britannico aveva come chiave l'economia: bloccare i commerci inglesi con l'Europa e causare una crisi socio-economica generalizzata sull'isola. Per fare questo, Napoleone costrinse, con la forza o meno, tutti i Paesi europei suoi alleati ad aderire al blocco continentale e terminare i rapporti commerciali con gli inglesi.
Dopo un periodo di relativa tranquillità, la Russia, non trovando altri partner commerciali interessati ai suoi prodotti, fu costretta a riaprire i porti alle navi inglesi. Questo portò la Francia ad entrare in guerra con lo zar. Presto, nel 1812, Napoleone e la sua Grande Armée si avventurarono in una spedizione sul suolo russo.
Antefatti
La campagna militare proseguiva secondo gli auspici, sebbene il numero di perdite fosse nettamente superiore alle previsioni, e Napoleone era giunto a Mosca a metà settembre,. convinto che avrebbe presto ricevuto un'offerta di pace dallo zar. Tuttavia Alessandro I, su suggerimento di numerosi consiglieri, decise che era il caso di proseguire nella guerra. Ben presto, tale scelta si rivelò particolarmente azzeccata: il 18 ottobre, non potendo più rimanere a Mosca, le truppe francesi iniziarono ad abbandonare la città, in direzione Smolensk e Vitebsk, che nei piani di Napoleone dovevano essere i loro quartieri invernali..
L'imperatore francese aveva compreso la tattica dei russi: avendo allungato la linea di approvvigionamento di oltre 500 km per arrivare a Mosca, le sue truppe avrebbero dovuto razziare il territorio per procurarsi il cibo e la stessa strada dell'andata, sebbene più breve, non poteva garantire tale possibilità. Per questo motivo, l'esercito invasore intraprese un percorso diverso, che passasse per la città di Kaluga, ricca di provviste. La strada fu bloccata loro dal generale Kutuzov a Malojaroslavec, che inflisse una prima battuta d'arresto alle truppe francesi. Le perdite per entrambi gli eserciti furono notevoli, ma i francesi non potevano permettersi il lusso di concedere una seconda battaglia campale e subire ulteriori perdite. Pertanto, non potendo proseguire sulla rotta programmata, dovettero tornare sui loro passi e ripercorrere al contrario la via dell'andata, già devastata e priva di risorse utili.
L'esercito francese era in marcia in una lunga colonna ed era costantemente bersagliato da attacchi di partigiani russi e scorribande dei cosacchi. L'ultimo vero incontro con le forze regolari dell'esercito era avvenuto il 3 novembre a Vjaz'ma, dove i soldati di Davout erano stati attaccati dalle truppe di Miloradovich ed avevano subito perdite consistenti. In questo frangente, i primi segni di disordine tra le truppe iniziarono ad apparire.. Dopo questo scontro, le truppe di Napoleone raggiunsero Smolensk: sebbene l'iniziale progetto fosse di farne il quartiere invernale, una pessima comunicazione e una cattiva gestione delle risorse fecero sì che tutte le provviste stoccate nella città venissero terminate in soli tre giorni, quando parte dell'esercito doveva ancora arrivare in città.. Ovviamente fu necessario ripartire.
Non avendo ricevuto alcuna notizia sulle forze di Kutuzov per quasi due settimane, Napoleone assunse, erroneamente, che questi avesse subito perdite paragonabili a quelle del proprio esercito e che stesse mantenendo le distanze.. Napoleone preparò il suo esercito per lasciare Smolensk in diversi scaglioni: il 13 novembre i corpi polacchi e della Westfalia, il 14 Napoleone stesso, il 15 il principe Eugenio, il 16 Davout ed infine Ney il 17 come retroguardia. Questo approccio ebbe due disastrose conseguenze: nessuna delle varie divisioni era pronta a combattere in maniera efficace e la colonna formatasi si sarebbe allungata per decine di chilometri (oltre 50), rendendola estremamente vulnerabile alle imboscate dei russi..
La battaglia
15 Novembre Il 15 novembre la Guardia Imperiale raggiungeva il villaggio di Krasnoi. Per farlo era necessario attraversare una gola, lunga e ondulata che procedeva in discesa da Smolensk. Nel tragitto, sulla loro sinistra, erano posizionate le truppe di Miloradovich, con l'ordine di non attaccare direttamente impartito da Kutuzov. I russi si limitarono a colpire i francesi con il fuoco dei cannoni da una lunga distanza, infliggendo solo lievi danni.. I cosacchi provarono ad attaccare la colonna da davanti, assieme alla fanteria e all'artiglieria russa. Con uno sfoggio di maestrale disciplina, la Vecchia Guardia li disperse.Al servizio dello Zar contro Napoleone. Le memorie di Denis Davidov, pp.142-143
Giunti a Krasnoi, i suoi uomini cercarono riparo dal freddo e dalle intemperie, ma trovarono che una parte della città era stata data alle fiamme e che non vi era posto riparato per far riposare la Giovane Guardia. L'imperatore decise di farli combattere contro i cosacchi di Ozharovsky, appostati nelle colline attorno alla cittadina per tenerli occupati.. L'operazione fu inizialmente affidata al generale Rapp,Mémoirs du général Rapp, p.252 salvo essere sostituito all'ultimo dal generale Roguet. Alle due di notte i cosacchi, colti di sorpresa e nel sonno, videro l'arrivo della Giovane Guardia, che combattendo alla baionetta, riuscì a distruggere la metà delle loro forze. Gli altri, sempre al comando di Ozharovsky, riuscirono a ritirarsi oltre al torrente, in mezzo ai boschi. Non avendo con sé la cavalleria, Rouguet non poté inseguirli..
16 Novembre
La sconfitta di Eugenio
L'esercito di Eugenio dovette affrontare le truppe di Miloradovich, che avevano bloccato loro il passaggio e congestionato l'intera avanzata dei napoleonici. Il viceré d'Italia rifiutò di arrendersi. e consegnare per intero le proprie forze ai russi: perse un terzo delle proprie truppe e la totalità dei propri bagagli e della propria artiglieria.. Non potendo avanzare, decise di attendere il buio e fuggire, nella speranza di trovare una rotta alternativa.. Così, fece in modo che una parte delle proprie truppe attaccasse il fianco sinistro delle forze di Miloradovich, mentre il resto del suo esercito fuggiva nella direzione opposta. Ciò fu in parte dovuto alla scelta di Kutuzov di non trasformare le schermaglie in una battaglia campale..
I resti del suo esercito arrivarono a Krasnoi nella tarda serata. Non essendo capaci di sostenere un ulteriore scontro e non essendoci altri possibili ripari a Krasnoi, Napoleone li fece proseguire nella marcia verso Orsha.
L'arrivo di Kutuzov Quello stesso giorno, prima dell'attacco al corpo del Principe Eugenio, Kutuzov era arrivato con il grosso dell'esercito a Krasnoi, fermandosi a 26 km dalla città, tra i borghi di Zhuli e Novolseye. Sebbene avrebbe potuto avanzare contro i francesi e schiacciarli con la sola superiorità numerica, Kutuzov esitò e decise di concedere ai suoi uomini un giorno di riposo. I suoi ufficiali, specialmente Wilson, criticarono tale condotta e lo spronavano ad attaccare immediatamente i francesi. Kutuzov rimase fedele ai propri principi ed impedì ai suoi ufficiali di attaccare prima dell'alba del giorno seguente.
Il piano di Kutuzov prevedeva la divisione delle sue forze in tre gruppi:
Miloradovic avrebbe mantenuto la sua posizione strategica sulle colline, in modo da bloccare sia Davout sia Ney; Golitsyn avrebbe condotto uomini sulla riva destra del fiume Losvinka, tenendo Krasnoi sotto osservazione;. infine Tormasov con uomini avrebbe dovuto aggirare la città di Krasnoi e bloccare la strada che conduceva ad Orsha, per impedire ai francesi una ritirata.
I cosacchi di Ozharovsky, indeboliti dopo lo scontro del giorno prima, avrebbero operato indipendentemente nella zona ad ovest di Krasnoi.
Venuto a sapere che Napoleone non avrebbe lasciato Krasnoi ma che, invece, avrebbe atteso Ney e Davout, Kutuzov fu costretto a rivedere in parte i propri piani per l'offensiva del giorno seguente..
17 Novembre
L'Armata di Davout in pericolo Alle 3 del mattino, Davout venne a conoscenza della sconfitta subita da Eugenio il giorno precedente. Sebbene inizialmente intendesse aspettare le forze di Ney, al momento ancora a Smolensk, ed affrontare insieme i russi, Davout si convinse che il percorso fosse relativamente sicuro e che valesse la pena tentare il passaggio. Alle 9 del mattino le sue truppe avevano raggiunto il torrente Losvinka.
Purtroppo, Miloradovich, con il consenso di Kutuzov, bombardò pesantemente la zona con la propria artiglieria, causando il panico tra le truppe di Davout. I suoi uomini, persa ogni disciplina, si diedero alla fuga, lasciando la retroguardia (il 33º Reggimento Olandese) sull'orlo della completa distruzione. Le forze di Davout si ridussero a soli uomini..
Sembra che nella confusione, i cosacchi siano riusciti ad impossessarsi della quasi totalità dei carri dei bagagli, incluso quello di Davout. Furono recuperate numerose mappe del Medio Oriente e dell'India, svariate monete e soprattutto il suo bastone da maresciallo.. A causa della mancanza di rapporti chiari, non sappiamo luogo e tempistica dell'incidente.
Napoleone schiera la Guardia Imperiale Nel tentativo di creare un forte diversivo e permettere alle forze di Davout di riunirsi al corpo principale, Napoleone prese l'inconsueta decisione di dispiegare la Guardia Imperiale. L'imperatore aveva compreso che aspettare Ney e Davout non era più un'opzione e che era necessario sgomberare la via per Orsha, il più vicino deposito di provviste in mano ai francesi, prima che i russi prendessero la città..
Prima dell'alba, Napoleone preparò le Guardie Imperiali in una manovra diversiva contro Golitsyn, nella speranza che questo fosse sufficiente a dissuadere i russi dall'attaccare Davout. La Guardia fu separata in colonne e l'artiglieria fu preparata per il combattimento. La strategia di Napoleone era di ritardare per quanto più a lungo possibile i russi, in modo che Davout e Ney potessero ricongiungersi al corpo principale dell'esercito e ritirarsi prima che Kutuzov potesse lanciare un attacco e bloccare definitivamente il passaggio per Orsha..
Alle 2 del mattino quattro reggimenti della Guardia Imperiale si mobilitarono per occupare i terreni ad est e sud-est della città di Krasnoi.. sotto Napoleone, sotto Mortier. Napoleone decise di intervenire personalmente, guidando la Giovane Guardia, mentre la Vecchia Guardia si sarebbe occupata dei cosacchi che bloccavano la strada sul torrente Losvinka.
Pare che uscendo dalla città, lo stesso Napoleone abbia detto:Secondo Bogdanovich, Napoleone pronunciò questa frase nella notte, al momento di portare la Guardia fuori da Krasnoi, invece che nel pomeriggio quando si stavano ritirando. Anche Tolstoj in Guerra e Pace, Vol.3, Libro 14, Capitolo 18, attribuisce la stessa frase all'imperatore: "J'ai assez Fait l'Empereur, il est temps de faire le general."