Il santuario della Madonna delle Grazie al Sasso, detto anche Oratorio del Romito, si trova vicino all'abitato di Santa Brigida, nel comune di Pontassieve. Luogo di forte devozione mariana, nella sua semplicità è stato punto di riferimento di importanti famiglie nobiliari dell'epoca fiorentine e fiesolane.

Il complesso comprende un oratorio inferiore e uno superiore preceduti da un loggiato che si affaccia magnificamente sulla valle del torrente Sieci, chiamata anche Borro delle Sieci. Vi si giunge percorrendo un antico sentiero pedonale (restaurato nel 2000) arricchito da cinque tabernacoli con altorilievi in terracotta che raffigurano le apparizioni.

Storia Il santuario è detto anche della Madonna del Sasso con riferimento a una serie di apparizioni mariane, che sarebbero avvenute nel 1484.. L'edificio venne costruito nel 1490 al posto di un oratorio di origine medievale. Situato a 565 m di altitudine, è soprannominato dalla gente del luogo anche "oratorio del Romito".

Originariamente gestito dai Serviti della Santissima Annunziata (legittimati da Papa Giulio II), il santuario è oggi guidato dalla Comunità dei Figli di Dio, fondata da Don Divo Barsotti (Palaia, 25 aprile 1914 – Settignano, 15 febbraio 2006). Apparizioni

Accanto all'oratorio originale si trovava un antico tabernacolo contenente un'immagine mariana, nei pressi della quale sarebbe apparsa sopra una roccia la Vergine Maria, il 2 luglio 1484, a due pastorelle, le sorelline Ricovera, salite per ottenere dalla Madonna la guarigione del padre moribondo, che subito guarì. Si sarebbero verificate in seguito altre apparizioni, tra le quali quella del 22 agosto 1485, detta "Grande Apparizione", nella quale la Vergine si sarebbe manifestata al popolo, riunito in preghiera insieme alle sorelline Ricovera. In quest'occasione avrebbe espresso chiaramente la sua volontà: “Mi piace qui essere venerata e da qui effondere grazie”. Iniziarono così i lavori per la costruzione del santuario.

Nel 1542, nella speranza di far cessare i terremoti che affliggevano Firenze e la zona del Mugello, fu portata in processione l'immagine della Madonna del Sasso, che fu infine esposta alla pubblica venerazione in Piazza dell'Annunziata: furono elargite moltissime offerte da parte di tutti i presenti. Si dice che un passante si meravigliò di tanta devozione per la Vergine apparsa a due semplici pastorelle: un fulmine cadde proprio in quel momento e lo uccise. La consacrazione avvenne la prima domenica di luglio 1565 e fu celebrata da Mons.Camoiani, il quale concesse ai fedeli quaranta giorni di indulgenza.

La notizia delle apparizioni fece da enorme richiamo e attirò persone di ogni ceto sociale: vi accorsero malati, poveri e gente in difficoltà nella speranza dell'ottenimento di grazie, ma anche componenti di molte famiglie nobili fiorentine, come la famiglia dei Pazzi e quella dei Guadagni, le cui generose donazioni furono decisive per la vita stessa del santuario: non a caso, all'ingresso del santuario, si trovano, una per lato, le tombe di Tommaso Guadagni e di Pietro Antonio Guadagni. Ancora oggi possiamo ammirare, posta sull'altare, la lampada d'argento d'inestimabile valore donata dalla Granduchessa Cristina di Lorena nel 1592.

Sotto la mensa dell'altare maggiore invece, troviamo una porzione della roccia sulla quale sarebbe stata vista apparire la Madonna, da cui il nome del santuario.

Descrizione La chiesa è costituita da un'unica navata centrale con volta a botte, che nasconde la precedente originaria volta a capriate in legno, affrescata dal pittore Paolo Sarti (Firenze, 1794 – ...), autore anche dell'affresco dell'Assunzione di Maria Santissima, che impreziosisce la cupola del presbiterio. L'altare maggiore era all'origine interamente costruito in pietra serena secondo lo stile di Andrea Sansovino (Monte San Savino, 1467 circa – Monte San Savino, 1529). Le due nicchie laterali contengono due angeli in terracotta dorata, mentre dalla nicchia centrale si ammira una bellissima statua lignea della Madonna.

Ma non è stato sempre così: leggendo l'inventario del 1515, si denota che nella nicchia era presente all'epoca la tavola denominata la “Madonna dei quattro santi”, raffigurante la Madonna col Bambino affiancata da Santa Caterina martire, Sant'Antonio abate, san Giovanni Battista e San Jacopo il Maggiore, le cui dimensioni erano di 1,20x0,60 metri. Successivamente, esattamente nel 1953, vi troviamo posta proprio lì un'altra opera: la "Madonna delle Grazie e venerata", di dimensioni ben più piccole (60x35 metri). Si narra che siano stati i fedeli ad aver chiesto ed ottenuto lo scambio tra i due dipinti, perché si sentivano più vicini a questa Madonna, appunto, "delle grazie".

Al momento del completamento della Cappella delle Apparizioni dell'oratorio inferiore, la "Madonna delle Grazie" è stata definitivamente posta nell'altare della suddetta Cappella. Intorno agli anni '60 l'altare fu modificato in altezza per accogliere la statua in legno della "Madonna col Bambino" dello scultore altoatesino Luigi Santifaller di Ortisei. Se nella versione originale la Vergine teneva in braccio Gesù, nel 1968 l'opera fu modificata: la Madonna tiene in mano il Vangelo, rispecchiando l'immagine della Madonna rappresentata nella formella. Data la grandezza della statua, fu necessario ampliare la dimensione dell'altare. Di conseguenza il bassorilievo che si trova immediatamente sotto, risulta oggi disallineato rispetto alle altre due: sono tre formelle che rappresentano scene del Vangelo: in quella di sinistra, San Giovanni Battista predica, in quella centrale La Madonna con il Vangelo in mano si rivela ad Eletta, la pastorella; nella formella di destra viene rappresentata infine la lapidazione di Santo Stefano. San Paolo (la figura all'estrema sinistra che regge le vesti del Santo), assiste alla scena: la tragicità di questo episodio lo colpirà nel profondo e determinerà la sua conversione al Cristianesimo.

A seguito dell'ampliamento dell'altare, anche la frase latina "Maria quae ipsa est et ecclesia" risulta parzialmente coperta.

Nell'oratorio superiore, le cui pareti sono decorate da affreschi neoclassici, si trovano: sulla destra il Transito di san Giuseppe, tela di scuola fiorentina dei primi del XVIII secolo, e la Crocifissione datata 1600 opera di Benedetto Veli; sulla sinistra un dipinto con la Madonna, angeli e santi di Francesco Curradi. In una cappella è una tela con lApparizione della Madonna del Sasso dipinta nel 1709 da Ottaviano Dandini per i marchesi Guadagni.Sandro Bellesi, Ottaviano Dandini o L'epilogo di una dinastia di pittori fiorentini, in Paragone, 33-34 (607-609), settembre-novembre 2000, ed. 2001, pagg.87-119..

Note

Bibliografia

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Madonna delle Grazie (della Madonna del Sasso) Pontassieve Categoria:Santuari cattolici della città metropolitana di Firenze Madonna delle Grazie