La pieve di Santa Maria a Fagna si trova nel comune di Scarperia, in provincia di Firenze. La pieve è dedicata a Santa Maria ed è parte dell’Unità Pastorale di Scarperia.

Storia La pieve di Fagna (toponimo derivato probabilmente dal nome romano Fannius o forse, con minor credito, da 'farnia', tipo di quercia), sorta lungo la strada che collegava Firenze con la Pianura Padana verosimilmente nella seconda metà del X secolo, è però documentata per la prima volta nel 1018. La pieve, che ebbe un vasto piviere, nell'XI secolo era già sotto il patronato della famiglia degli Ubaldini, signori di quel territorio. Quasi niente è noto di queste prime fasi.

La chiesa fu ricostruita nel XII secolo, come stanno a testimoniare ancora oggi il fonte battesimale ed il pulpito, in forme che sono più o meno le attuali, sotto la veste decorativa più tarda.

La sconfitta degli Ubaldini da parte di Firenze e la fondazione, dal 1306, della 'terra nuova' fiorentina di Scarperia presso la pieve senza inglobarla in essa, rischiò di relegarla in una posizione secondaria. La chiesa mantenne il suo ruolo primario a capo del piviere, ribadito, dalla fine del Trecento, dall'arrivo di un altro patronato prestigioso, quello della famiglia di Niccolò Machiavelli.

Nel tardo Cinquecento, seguendo i nuovi dettami della Controriforma, vennero aggiunti altari nelle navate laterali ed in controfacciata, mentre l'altare maggiore venne fornito di una perfetta pala riformata, l'Assunta di Santi di Tito. Venne poi aperta una finestra circolare in facciata e venne aggiunto un ambiente a destra dell'abside, ad uso di sagrestia.

Dopo un primo restauro avvenuto negli anni quaranta del Settecento seguente una serie di terremoti all'inizio del secolo, tra gli anni cinquanta e gli anni ottanta, ad opera del pievano Giuseppe Raggioli venne attuata una più profonda ristrutturazione: vennero realizzate nuove volte al posto delle travature lignee, vennero ammodernati gli altari, aperti i confessionali, venne aggiunta una cantoria con organo in controfacciata e soprattutto la chiesa venne dotata di una nuova veste decorativa rococò.

Nel 1820 fu edificata la cappella sinistra del presbiterio, in cui venne posta la scultura del Cristo morto.

Dopo il terremoto del 1919, che comportò il crollo della volta della navata centrale e la perdita degli affreschi di Francesco Panaiotti con episodi della vita di Maria che la decoravano, essa fu ricostruita, e dovettero essere restaurati anche la facciata ed il campanile.

Dopo un certo abbandono patito dalla chiesa negli ultimi decenni del Novecento, la pieve è stata ristrutturata interamente tra 2001 e 2003.

Descrizione La facciata, realizzata forse intorno al 1770, ha un aspetto tardo barocco con influssi classicheggianti, tripartita da lesene spostate ai lati e coronata da un timpano. Il portale centrale è sovrastato da un iscrizione che ricorda lavori effettuati nel 1901. Sopra la finestra centrale è il monogramma mariano coronato, sorretto da angeli, in stucco dorato e bianco.

Al contrario della facciata, l'interessante abside semicircolare in conci di pietra, decorata esternamente da un coronamento di archetti di derivazione lombarda, conserva l'aspetto e la struttura del XII secolo.

L'interno, che conserva l'impianto romanico a tre navate spartite da pilastri, coperto da volte che nel XVIII secolo sostituirono una probabile copertura lignea simile a quella di Sant'Agata, fu decorato nel tardo Settecento da stucchi lumeggiati in oro, in un insieme rimasto sostanzialmente integro. I pilastri che dividono le navate sono ornati da lesene in stucco che fingono il marmo, mentre nelle chiavi d'arco sono cartigli che contengono motti biblici che si riferiscono alla Madonna. L'abside è decorata da intrecci di roselline in stucco dorato, anch'esse allusive alla Vergine.

In controfacciata si trova la cantoria lignea settecentesca, che dovrebbe essere presumibilmente realizzata contestualmente all'organo, datato 1761. In corrispondenza dell'inizio della navata destra si vede un affresco anonimo con San Francesco in preghiera del primo Seicento, eseguito prima del 1635Il termine ante quem è dato dal fatto che l'affresco è citato in un inventario di quell'anno. Cfr. S. Piccolo Paci, R. Piccolo, R. Tarchi, S. Maria a Fagna..., cit. in bibliografia, Firenze, 2011, pag 188..A fianco si trova la memoria che ricorda il ritrovamento delle ossa del cardinale Ottaviano Ubaldini, sepolto in chiesa probabilmente alla fine del Duecento, e la sua traslazione, durante i lavori settecenteschi, in questo punto della chiesa.

Alla fine della navata centrale si trova l'ambone romanico, databile al secondo o quarto del XII secolo e simile a quello della vicina pieve di San Giovanni MaggioreN. Matteuzzi, Sacri simboli di luce. Tarsie marmoree del periodo romanico a Firenze e in Toscana, Empoli, 2016, pagg. 84 - 85., composto da quattro pannelli marmorei intarsiati con motivi geometrici e sostenuto da tre colonnette marmoree con capitelli decorati a motivi fitomorfi, realizzati in marmo verde di Prato.

L'altare laterale destro, incorniciato da stucchi, era ornato da una tela commissionata dal pievano Raggioli a Ignazio Hugford, databile al sesto decennio del secolo XVIII e raffigurante la Sacra Famiglia con i santi Maria Maddalena de' Pazzi e Antonio da Padova, oggi nel Museo di arte sacra "Beato Angelico" di Vicchio. A lato del presbiterio, a destra, è un altare che reca la copia di una tavola quattrocentesca con la Madonna col Bambino attribuita al cosiddetto Maestro degli Argonauti (forse Francesco Rosselli), il cui originale è nello stesso museo di VicchioMarco Pinelli, Chiese, conventi e confraternite nei pivieri di San Piero, Fagna e Sant'Agata: tracce per un percorso storico e artistico, in AA. VV., Chiese, cappelle, oratori di Scarperia e San Piero a Sieve e del suo territorio, Città di Castello, 2021, pagg. 97 - 98 e 110..

Nel presbiterio, sopra l'altare maggiore tardo settecentesco, impreziosito di vari marmi pregiati di differenti colori, è un Crocifisso coevo in gesso policromo.

La cappella a sinistra del presbiterio, costruita tra 1820 e 1821, conserva, sotto l'altare, l'importante statua in cera del Cristo Morto realizzata da Clemente Susini nel 1805, notevole per il naturalismo, la finezza e la morbidezza del modellato. Sopra l'altare è una statua settecentesca in cartapesta della Vergine addolorata.

All'inizio della navata sinistra è appeso un dipinto della prima metà del Seicento con un Sant'Antonio abate, opera di un pittore non ancora identificato che dipinge con corposa materia pittorica ed intensa vibrazione luministica.

L'altare della navata sinistra è ornato dal tardo Settecento da una tavola con l'Assunzione della Vergine, firmata da Santi di Tito e datata 1587, eseguita per l'altare maggiore su commissione, probabilmente, dell'allora nuovo pievano Giuliano Dei (in carica dal 1583 al 1607), parente dei Machiavelli da parte di madre, raffigurato a destra rivolto verso lo spettatoreLisa Venerosi Pesciolini, Sara Piccolo Paci, L’Assunta di Santi di Tito a Fagna, in "Kermes", n. 80 (Ottobre-Dicembre 2010), pagg. 29 - 39.. Il dipinto è una delle prime espressioni in Mugello dello stile riformato, il cui linguaggio semplice, piano, ma anche immediatamente comunicativo, memore anche dei modelli del primo Cinquecento fiorentino, doveva educare e commuovere il fedele.

Nella cappella in fondo alla navata sinistra è il fonte battesimale poligonale romanico, con una decorazione con figure stilizzate di uccelli e disegni geometrici con elementi a rilievo ed incorniciature marmoree riccamente scolpiti. Il manufatto, avvicinabile a quello di Sant'Agata, restaurato tra 1913 e 1914 quando fu spostato in questa posizione dalla navata sinistra, mostra, accanto alla bidimensionalità delle tarsie marmoree, una componente scultorea che porta ad una datazione un po' più tarda rispetto all'ambone, al terzo quarto del XII secoloN. Matteuzzi, op. cit., pagg. 97, 100..

Oltre alla tavola del Maestro degli Argonauti e alla tela dell'Hugford, dalla chiesa provengono anche un'altra tavola con la Madonna col Bambino te angeli attribuita a Fra' Diamante ed un ostensorio argenteo settecentesco di Massimiliano Soldani Benzi, anch'essi custoditi al Museo Beato Angelico di Vicchio.

Dalla navata sinistra si accede alla cappella della Compagnia del Santissimo Sacramento, costruita all'inizio del XVIII secolo e ammodernato alla metà del secolo, in concomitanza con gli altri lavori in chiesa.

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Note

Bibliografia

Sara Piccolo Paci, Rosario Piccolo, Rossella Tarchi, S. Maria a Fagna. Storia di una pieve e di una comunità, Firenze, 2011. AA. VV., Chiese, cappelle, oratori di Scarperia e San Piero a Sieve e del suo territorio, Città di Castello, 2021.

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