La cappella della Madonna di Piazza si trova nella piazza principale di Scarperia, in provincia di Firenze.
Storia e descrizione L'edificio sacro risale agli anni venti del XIV secolo, quando nasce la Compagnia della Natività o della Madonna di Piazza, con annesso 'spedale', probabilmente già esistente nel 1321, quando è documentata una cappella della Vergine con 'spedale', anche se tradizionalmente si è ritenuto che sia stata fondata nel 1327 dal frate Ventura da Firenze dell'attiguo convento agostiniano. L'oratorio trecentesco era forse una semplice loggia aperta solo sul fronte. Oltre ad essere per lungo tempo la sede della compagnia di Santa Maria, l'oratorio è stato anche il luogo nel quale si recavano i vicari fiorentini all'atto della nomina per giurare fedeltà alla Repubblica.
Nel 1484 iniziarono i lavori per la costruzione del piano superiore ad uso di abitazione della famiglia del custode che aveva l'accesso dall'attuale via San Martino. In questa stessa occasione probabilmente si intraprese anche la chiusura della parte inferiore. Nel 1542 il terremoto danneggiò gravemente l'edificio.
La compagnia venne soppressa nel 1784 dal granduca Pietro Leopoldo, l'oratorio venne aggregato alla vicina prepositura e vi fu collocato il fonte battesimale proveniente da essa, oggi nella sagrestia della chiesa di origine.
L'esterno dell'edificio conserva l'aspetto quattrocentesco, con i due portali laterali rinascimentali lunettati e al centro l'edicola con il finestrone con la grata in ferro battuto per permettere la visione dell'interno anche nei momenti di chiusura. Il primo piano è aperto in tre bifore trilobate realizzate in pietra serena.
All'interno l'edificio, coperto a volte a crociera costolonate (in parte demolite dal terribile terremoto del 1542) decorate nel tardo Trecento con affreschi molto danneggiati con figure di santi entro tondi, è occupato al centro da un'edicola realizzata forse per un altro luogo o per la vicina San Barnaba, poiché pare incastrata nell'ambiente arrivando a toccare la volta e a coprire una delle vele affrescate. Il tabernacolo, di stile tardo gotico e databile alla seconda metà del Trecento, è sostenuto da quattro colonnine tortili con tracce di doratura e presenta tracce di decorazione geometrica nei costoloni, figure di Angeli entro medaglioni negli archi e di Santi nelle vele.
Al centro dell'edicola si trova una tavola di impronta giottesca con la Madonna col Bambino attribuita a Jacopo del Casentino, eseguita probabilmente nella prima metà degli anni quaranta, entro il 1345 data della tavola di medesimo soggetto firmata da "Nicolaus" dipinta per San Gavino al Cornocchio, che appare una derivazione di essa. Il dipinto aderisce alla corrente più soave e graziosa del giottismo fiorentino.
Il dipinto è dotato di un'incorniciatura marmorea quattrocentesca completata da una lunetta con l'Eterno benedicente eseguita forse entro il 1480 circa da uno scultore non documentato, già indicato in Mino da Fiesole e comunque vicino ai modi di Antonio Rossellino e soprattutto di Desiderio da Settignano. Completano la decorazione, ai lati, due angeli reggicortina ad affresco, documentata opera del 1484 di un non meglio noto Urbano Tedesco, autore anche dellAgnus Dei nella volta dell'edicola.
Bibliografia
S. Borsotti, La Compagnia della Madonna di Piazza. Cultura fiorentina a Scarperia tra arte e devozione, in Scarperia settecento anni. Tracce e memoria di una 'terra nuova, Firenze, 2006, pagg. 137 - 145. AA. VV., Chiese, cappelle, oratori di Scarperia e San Piero a Sieve e del suo territorio, Città di Castello, 2021.
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