In medicina la demenza è una condizione neurologica caratterizzata dalla comparsa, in seguito a varie patologie cerebrali, di un declino di molteplici funzioni cognitive, ovvero di un declino della memoria (a breve e a lungo termine) e di almeno una funzione cognitiva fra le seguenti: deficit di funzioni esecutive (capacità di pianificare le azioni, capacità di pensiero astratto, capacità di critica e di giudizio), linguaggio, capacità di riconoscere oggetti e persone, funzioni prassiche; il deterioramento cognitivo deve essere di gravità tale da rendere il paziente non più autonomo nelle attività quotidiane, essendo lo stato di coscienza vigile. Nei pazienti con demenza è frequente osservare modificazioni della personalità, che si manifestano come disturbi comportamentali, fra i quali apatia (perdita di iniziativa), disinibizione comportamentale, episodi di agitazione.
Fattori predisponenti Uno studio condotto sulle cartelle cliniche di 570.000 pazienti provenienti da undici ospedali universitari ha dimostrato che coloro che avevano concentrazioni nel sangue di colesterolo LDL-C sotto i 70 mg/dL (1,8 mmol/L) presentavano una significativa riduzione del rischio di demenza, soprattutto quando si utilizza una terapia con statine.
Una revisione sistematica della letteratura scientifica esistente ha evidenziato diciassette fattori di rischio modificabili comuni a ictus, demenza senile e depressione. Fra questi fattori vi sono: pressione sanguigna (l'ipertensione è stata tra i più impattanti), le malattie renali, i livelli di glicemia a digiuno e il colesterolo totale, il consumo di alcol, il tipo di dieta seguita, l'abitudine al fumo, la qualità del sonno, il livello di attività fisica praticata, perdita dell'udito, la presenza di dolore cronico, il livello di stress a cui si è sottoposti, la ricchezza delle interazioni sociali, l'avere uno scopo nella vita ( purpose in life), la depressione stessa, fattori psicologici ed emotivi.
Secondo l'Atherosclerosis Risk in Communities (ARIC) Study, uno studio prospettico e osservazionale condotto negli Stati Uniti a partire dagli anni Ottanta, su più di 12.000 persone sane di età media 56.2 anni, i fumatori con diabete e pressione arteriosa fuori controllo presentavano la demenza dopo 17.5 anni contro i 30.1 del resto della popolazione monitorata.
Epidemiologia
Nel complesso attualmente è affetto da demenza circa il 5% della popolazione mondiale di età superiore ai 65 anni, ma addirittura il 30% di coloro che hanno superato gli 85 anni. L'incidenza è compresa tra l'1 e il 5 per mille della popolazione generale, e tra l'1% e il 24% negli anziani e negli ultraottantenni. Il fattore di rischio principale pare dunque essere l'età, seguita dal sesso (le donne parrebbero più colpite da demenza rispetto agli uomini, ma questo dato è considerato controverso, stante la maggiore attesa di vita per le donne); non sembrano invece implicate l'etnia o le condizioni socioeconomiche.
Si ritiene che poco più della metà dei dementi sia affetto da demenza di tipo degenerativo (come la malattia di Alzheimer e la malattia di Pick), il 15% circa da demenza su base vascolare (demenza vascolare), il 15% da forme miste e il restante 15% da forme di varia natura, tossica, traumatica, tumorale, infettiva, da idrocefalo normoteso.
Classificazione Da un punto di vista clinico, si distinguono, con criterio topodiagnostico (da tòpos, luogo e diàgnosis attraverso la conoscenza), in demenze corticali e sottocorticali: Demenze corticali: (rappresentate soprattutto dalla malattia di Alzheimer) con estesa atrofia corticale, precoci alterazioni della memoria e successivamente perdita del pensiero astratto, agnosia, afasia, aprassia. Demenze sottocorticali: più precoce rallentamento dei processi cognitivi con conseguente rallentamento delle risposte motorie (chiamato bradifrenia), alterazioni della personalità tipiche dei disturbi affettivi come apatia e depressione, minore perdita della memoria e assenza di disturbi considerati "corticali" come agnosia, afasia, aprassia. Fra le altre: Malattia di Parkinson, Malattia di Huntington, paralisi sopranucleare progressiva e alcune patologie cerebrali non degenerative.
La classificazione appena descritta è stata ritenuta troppo rigida, alla luce delle recenti acquisizioni in ambito neuropsicologico e anatomofisiologico, e non è accettata da tutti gli esperti, data la difficoltà pratica di attribuire ogni paziente a una categoria.
Basandosi invece su una classificazione eziopatogenetica, le demenze possono essere classificate come: reversibili, vascolari e degenerative. In fase diagnostica si procede per esclusione eliminando le prime due eziologie prima di cercare una causa degenerativa:
Demenze reversibili Guariscono se viene corretta la causa. La diagnosi è fatta mediante esami del sangue e tecniche di neuroimaging (specie RM cerebrale) da cause metaboliche (carenza di vitamina B12, folati, pellagra, patologie tiroidee, epatiche e renali. La sindrome di Wernicke-Korsakoff non è reversibile) secondarie a patologie cerebrali (infezioni, infiammazioni, neoplasie) da idrocefalo normoteso (caratterizzato da triade di sintomi che compaiono in sequenza: disturbi della marcia, incontinenza urinaria, declino cognitivo. Può venir drenato mediante shunt peritoneali).
Demenze vascolari
La diagnosi può essere formulata in pazienti in cui compaiono bruscamente o gradualmente disturbi cognitivi (deficit di funzioni esecutive di problem-solving, deficit di pianificazione di azioni, deficit di attenzione, riduzione della capacità di critica e di giudizio con tendenza a prendere decisioni incongrue, disturbi di memoria) e di disturbi comportamentali (in primis, apatia o irritabilità), di grado tale da comportare una perdita di autonomia nelle attività quotidiane. In tali pazienti, è frequente la comparsa di disturbi motori (in primis, difficoltà di deambulazione) e di incontinenza (urinaria e fecale). Pazienti con Demenza vascolare imputabile a danno cerebrale ischemico presentano solitamente patologie predisponenti a ischemia cerebrale (ipertensione arteriosa, fibrillazione atriale, diabete mellito, ipercolesterolemia, stenosi carotidea). La diagnosi deve essere supportata dall'Imaging a risonanza magnetica (RM) cerebrale. Una demenza degenerativa può comunque insorgere anche su un cervello con danni vascolari. È possibile distinguere varie forme di Demenza Vascolare: multi-infartuale malattia dei piccoli vasi da ipoperfusione generalizzata da infarti strategici (sono colpite da danno aree cerebrali con funzioni specifiche) emorragica altre forme
Demenze degenerative Malattia di Alzheimer Demenze frontotemporali: (Malattia di Pick, afasia primaria progressiva, demenza semantica). Paralisi sopranucleare progressiva Demenza da corpi di Lewy e Parkinson-demenza Malattia di Huntington Malattia da prioni Degenerazione cortico-basale
Diagnosi Il percorso diagnostico, oltre ad analisi del sangue, test cognitivi, risonanza magnetica o tac e in alcuni casi elettroencefalogramma, può includere o meno l'analisi di specifici marcatori nel liquido cerebrospinale, Pet o SPECT di differenti tipologie, scintigrafia. Per minimizzare i costi degli esami strumentali a carico del servizio nazionale e l'esposizione dei pazienti alle radiazioni e ai rischi connessi alle procedure, sono pubblicate delle raccomandazioni che prevedono un percorso ottimizzato con ulteriori accertamenti di secondo e terzo livello in base ai risultati di quelli di primo livello.
La differenza fra età biologica ed età anagrafica del cervello può essere un biomarcatore del declino cognitivo.
Gestione della malattia
A Genova-Struppa, la residenza (rsa) Doria ha creato un'esperienza unica per gli anziani, posizionando una ricostruzione fittizia ma, come per una scenografia teatrale, in questo caso non provvisoria e il più possibile realistica, di due vagoniL'allestimento ricorda il tipo UIC-X. di treno di tipo più vetusto, anni 1980/90, in un corridoio inserito in un grande locale adibito a una stazione. Questi vagoni non partono né mai partiranno, ma permettono agli ospiti (media di 85 anni) di poter tornare indietro nel tempo attraverso un monitor che mostra immagini registrate della Riviera e stazioni storiche. Questo progetto innovativo, sostenuto dalla fondazione Carige e dai dirigenti, si chiama «Stanza del Viaggio» e serve come terapia della reminiscenza. Accanto ai vagoni c'è anche una carrozza ristorante e una sala cinema.
La direttrice Patrizia Sblendorio afferma che questa terapia stimola la memoria remota, con risultati visibili nei residenti. L'uso di farmaci d'emergenza è diminuito e ci sono storie di ospiti che hanno ricominciato a parlare e sorridere. La rsa Doria, con una storia che risale al 1856, offre 94 posti e iniziative che collegano gli anziani alla comunità, dimostrando che la cura può andare ben oltre le medicine, contrastando i disturbi della memoria.
Note
Voci correlate
Amenza Amusia Malattia di Alzheimer Demenza frontotemporale Demenza frontotemporale e parkinsonismo associata al cromosoma 17 Demenza frontotemporale con amiotrofia Mild Cognitive Impairment Disturbo disintegrativo dell'infanzia Demenza semantica Demenza vascolare Terapia di riorientamento nella realtà Riserva cognitiva
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