Besazio () è un ex comune ticinese che dal 2013 è diventato quartiere costitutivo della Città di Mendrisio.
Geografia fisica Besazio è situato sulle propaggini meridionali del Monte San Giorgio. Il paese dista dieci chilometri da Chiasso e si trova vicino al confine italiano. Il marmo rosso di Besazio, detto brocatello, è molto famoso.Agostino Robertini, Silvano Toppi e Gian Piero Pedrazzi, Besazio, in Il Comune, Edizioni Giornale del popolo, Lugano, 1974, p. 48.
Origini del nome Secondo la tradizione popolare il nome deriva da bel sass, ossia "bella pietra" in dialetto ticinese, e si collegherebbe alla presenza delle cave di marmo di Besazio.Gastone Cambin, L'Armoriale dei Comuni ticinesi, Edizione Istituto Araldico e Genealogico, Lugano, 1953 in Il sacerdote di Besazio Carlo Crespi invece ricondusse il nome alla sua posizione geografica, definendolo «bel sasso, perché località stupenda a 500 , situata in posizione incantevole sovrastante la più amena, solatia collina del Mendrisiotto»Carlo Crespi, Besazio e le sue chiese, Tipografia Stucchi, Mendrisio, 1968 (?). Secondo un'altra ipotesi, il toponimo potrebbe significare "luogo dell'orso".
Storia La storia di Besazio, quale luogo di insediamento umano, ha le sue radici nell'antichità, come dimostrato da numerosi ritrovamenti risalenti all'epoca romana: in particolare, sono state rinvenute delle tombe romane, alcune fondamenta di abitazioni di epoca romana e un antico fonte battesimale che era già sarcofago romano (oggi trasformato in fontana e visibile nella piazza del paese).
Se la prima attestazione storica dell'esistenza del toponimo risale al 1254, la più antica menzione come comune risale al 1335 con il nome Besatio, ma nei secoli successivi, in particolare tra il XV e il XVIII secolo, lo si ritrova anche con il nome Besaccio. Amministrativamente e spiritualmente Besazio dipendeva dalla pieve di Riva San Vitale, da cui si separò nel 1579 eleggendo la chiesa di Sant'Antonino a parrocchia. Quest'ultima mantenne la funzione parrocchiale fino al XVII secolo, quando venne sostituita da quella che ancora oggi è la chiesa parrocchiale del paese, ossia la chiesa dell'Immacolata.
Per molti secoli l'economia di Besazio di basò sull'estrazione del marmo e sullo sfruttamento delle risorse agricole; attività affiancate dall'emigrazione stagionale, anche di artisti e artigiani, che oltrepassavano i confini e mettevano al servizio di altri Paesi la loro forza lavoro e la loro abilità. Inizialmente le mete furono soprattutto città italiane, ma in seguito, soprattutto a partire dalla metà del XVII secolo, anche altri Paesi dell'Europa centrale e orientaleGiovanni Piffaretti (a cura di), Ligornetto: comunità di contadini ieri, di pendolari oggi, villaggio "all'arte incline", Comune di Ligornetto, Banca Raiffeisen di Ligornetto, Ligornetto, 2003, pp. 18-20. e dell'America (XX secolo).
Tra i cittadini illustri si possono annoverare Antonio Maria Fontana (1600 circa-1668) e l'abate Antonio Fontana (1784-1865), i quali sono molto cari agli abitanti di Besazio.Lara Calderari, I Fontana ritrovati a Besazio. Il benefatto e l'abate. La vita, le opere, Comune di Besazio, Besazio, 2002, p. 5. Il primo fu un architetto attivo soprattutto a Roma, al quale, secondo la letteratura locale, si deve il progetto, la costruzione e il finanziamento dellOratorio della Madonna del Rosario a Besazio (oggi chiesa dell'Immacolata), e che è ricordato anche per la sua generosità nei confronti del suo paese natale. In effetti egli nel suo testamento prescrisse «che, morti il nipote Andrea Belloni e la sorella Caterina Fontana in Belloni, sia nominata sua erede universale la Confraternita del SS. Rosario di Besazio, a cui andranno tutti i beni lasciati, comprese le case romane»Lara Calderari, I Fontana ritrovati a Besazio. Il benefatto e l'abate. La vita, le opere, Comune di Besazio, Besazio, 2002, p. 19., e questo legato fu quello che permise alla Confraternita, attiva nel campo formativo e di aiuto alle ragazze a costituire la loro dote per il matrimonio, di portare avanti le sue iniziative. L'abate Antonio Fontana invece fu un notevole insegnante e autore di vari manuali scolastici che erano molto diffusi in Lombardia e in Ticino, come la Grammatica pedagogica elementare della lingua italiana (1828) e il Trattenimento di lettura pei fanciulli di campagna (1832).
Già comune autonomo che si estendeva per 0,87 km², il 14 aprile 2013 è stato accorpato a Mendrisio assieme agli altri comuni soppressi di Ligornetto e Meride. La fusione è stata approvata dalla votazione popolare del 20 novembre 2011 (303 favorevoli, 37 contrari).
Le cave di Besazio Le cave di marmo erano di proprietà della comunità di Besazio, ma erano gestite dai mastri di cava, che vi lavoravano con dedizione, trasmettendo il sapere di generazione in generazione.Rosa Cassani, Le predere "rosse" di Arzo, di Besazio e di Tremona, Parrocchia Santo Stefano, Viggiù, 2003, p. 72. In particolare nel caso di Besazio si fa riferimento alle famiglie Realini, Fontana e Caslani, ma anche Toscani e Zoppi, le quali erano attive in una sorta di "mercato delle predere" (=cave) in cui cedevano e acquistavano il "lavorerio", ossia la gestione delle cave.Rosa Cassani, Le predere "rosse" di Arzo, di Besazio e di Tremona, Parrocchia Santo Stefano, Viggiù, 2003, p. 73.
È proprio nelle cave di Besazio che Vincenzo Vela era attivo a partire dall'età di dieci anni: in effetti, l'apprendistato iniziava prestissimo, probabilmente intorno ai dieci-quindici anni, e prevedeva che i ragazzi alloggiassero presso il maestro, che offriva loro, oltre all'istruzione, vitto e alloggio dietro al pagamento di un compenso da parte della famiglia. L'apprendista era inoltre tenuto a seguire il maestro nelle sue migrazioniGiovanni Piffaretti, Le maestranze d'arte dei paesi della montagna Arzo-Besazio-Meride-Tremona. Sec. XV-XVIII, Tip.-offset E. Grosa, Morbio Inferiore, 1986, p. 32.
Simboli Lo stemma, con la presenza di un blocco di marmo e di un compasso, ricorda l'attività principale degli abitanti di Besazio, ossia quella di scalpellini nelle cave del paese.
Monumenti e luoghi d'interesse Chiesa parrocchiale dell'Immacolata: in posizione centrale rispetto al paese sorge l'attuale chiesa parrocchiale di Santa Maria Immacolata, eretta nel 1654 e ricostruita alla fine del XVIII secolo da Innocente Regazzoni. Il vescovo in visita S.E. mons. Angelo Giuseppe Jelmini la paragonò a una "maestosa cattedrale", celebrandone la sua bellezza.Al suo interno conserva opere realizzate in marmo di Arzo e opere di celebri artisti ticinesi come Antonio Rinaldi, Giovanni Battista Bagutti e Spartaco Vela, mentre nella sagrestia sono state create delle vetrine che contengono dei reperti archeologici del XVI e del XVII secolo, come calici, ostensori e oggetti di arredo liturgico. Chiesa di Sant'Antonino martire, ex parrocchiale: la chiesa di Sant'Antonino martire si erge sulla collina che sovrasta il villaggio ed è documentata dal 1579, quando Besazio si separò dalla pieve di Riva San Vitale. L'edificio ha origini molto antiche e inizialmente doveva essere usato come torre di segnalazione: infatti, una leggenda narra che durante la battaglia di Legnano (1176) i segnali inviati dagli uomini di guardia sulla collina di Besazio furono di fondamentale importanza. L'edificio fu ampliato nel corso dei secoli XVII e XVIII secolo e nel 1966-1967 fu restaurato. Vicino alla chiesa parrocchiale meritano una visita la dimora patrizia dei Realini e il Castello Luigi di Luigi Zanini, una tenuta vinicola costruita nel 1998 Il municipio in stile neoclassico con una piccola statua dellImmacolata opera dello scultore Vincenzo Vela Necropoli tardoromana rinvenuta a nord della chiesa parrocchiale.
Società Evoluzione demografica L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella:
Sport Associazione Sportiva Della Montagna Arzo – Besazio – Meride – Tremona
Note
Bibliografia
Voci correlate Monte San Giorgio (Unesco): sito fossilifero del Triassico Medio inserito nella lista dei Patrimoni mondiali dell'umanità dell'UNESCO Museo dei fossili del Monte San Giorgio a Meride
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