La guerra dei fiori rossi () è un film del 2006, diretto da Zhang Yuan, tratto dall'omonimo romanzo semi-autobiografico di Wang Shuo, co-prodotto dalla cinese Beijing Century Good-Tidings Cultural Development Company e dall'italiana Downtown Pictures.

Trama

Nella Cina comunista della fine degli anni quaranta, il piccolo Fang Qiangqiang, che non ha ancora compiuto quattro anni, viene affidato dal padre a un asilo a tempo pieno di Pechino, poiché i genitori, impegnati nel lavoro, sono spesso assenti da casa. Nella struttura statale, i bambini vengono accuditi da due pazienti insegnanti, la signora Li e la signora Tang, assistite da alcune collaboratrici. Le educatrici cercano di formare i bambini affinché diventino membri obbedienti di una società orientata alla disciplina e al rendimento. Attraverso attività ludiche, i piccoli imparano a vivere all'interno della collettività. Per premiare il buon comportamento o il completamento di determinati compiti vengono distribuiti piccoli fiori di carta rossi, simbolo di approvazione e riconoscimento. Qiang, però, è un bambino fortemente individualista e fatica ad adattarsi al sistema collettivo. Pur cercando di seguire le regole, fallisce spesso nei compiti più semplici e desidera invano di ottenere una delle ambite decorazioni rosse. Non riesce infatti né a vestirsi e svestirsi autonomamente né a rispettare costantemente le norme imposte dagli adulti Ad eccezione delle sorelle Beiyan e Nanyan, gli altri bambini tendono a evitarlo.

Un giorno, Qiang diffonde la voce che la loro insegnante, la signora Li, sia in realtà un mostro mangia-bambini travestito da maestra. Grazie alla sua fervida immaginazione riesce rapidamente a convincere molti compagni. Di notte arriva persino a incitarli a catturare e legare il presunto mostro, ma il piano fallisce. Con il passare del tempo, il bambino sviluppa una crescente influenza sugli altri e comincia a imporre la propria volontà con atteggiamenti aggressivi e prepotenti. Gli educatori si trovano in difficoltà, incapaci di disciplinarlo. Considerandolo ingestibile, decidono infine di isolarlo dal resto del gruppo nella speranza di piegarne il carattere e reintegrarlo nella collettività. L'isolamento produce però l'effetto opposto. Sempre più escluso dalla vita comune, Qiang si allontana progressivamente dagli altri bambini e dal sistema educativo che cerca di uniformarlo. Alla fine della storia rompe definitivamente con le regole e i valori della comunità, scegliendo consapevolmente la propria individualità. Diventa così un solitario sereno, capace di trovare soddisfazione al di fuori del conformismo imposto dall'ambiente che lo circonda.

Distribuzione È stato presentato nella sezione World Cinema al Sundance Film Festival e nella sezione Panorama al Festival di Berlino, dove ha vinto il premio C.I.C.A.E.

Riconoscimenti

2006 - Festival di Berlino Premio C.I.C.A.E. 2006 - Premio Robert Bresson

Note

Collegamenti esterni

Categoria:Film drammatici Categoria:Film basati su romanzi di autori cinesi Categoria:Film ambientati in Cina Categoria:Film ambientati negli anni 1940