Processi Un esponente delle forze di Pubblica Sicurezza, il sovrintendente Giuseppe De Rosa, è stato condannato in primo grado nell'ottobre 2004 (la prima condanna di un esponente dello stato nell'ambito dei processi sul G8) con il rito abbreviato a 20 mesi per aver picchiato un manifestante quindicenne, a sua volta denunciato per resistenza a pubblico ufficiale, ma assolto da ogni addebito, anche grazie al materiale video e fotografico della scena: la scena era stata infatti ripresa dalla troupe del TG5 e del TG3 e da numerose fotografie e mostra De Rosa, insieme ad altri 5 agenti, di cui alcuni in borghese che colpiscono un ragazzo dopo averlo spinto a terra, con il manganello e prendendolo a calci; in seguito anche Alessandro Perugini, all'epoca vicecapo della DIGOS di Genova e successivamente promosso, sotto indagine anche per i fatti della caserma di Bolzaneto, e Sebastiano Pinzone cercano di colpire lo stesso ragazzo (nella sequenza si vede Perugini che prende la rincorsa per poterlo colpire, ma affermerà durante il processo di non averlo poi colpito), che sarà portato via da un medico del 118 che era riuscito ad interrompere il pestaggio.Genova, prima condanna per i fatti del G8, articolo de "Il corriere della Sera", del 29 ottobre 2004G8, il giorno della vergogna, articolo de "La Repubblica", del 22 dicembre 2005, riportato da supportolegale.orgVicecapo della Digos e agenti contro un manifestante: ecco tutte le immagini , articolo de "Il Corriere della Sera", del 4 agosto 2001G8, condannato il primo poliziotto, articolo de "il manifesto", riportato da supporto legale.org

Nel dicembre 2007 De Rosa è stato poi assolto dalla corte d'appello, in quanto l'identificazione tramite i filmati e foto (l'agente indossava casco e occhiali da sole) e tramite la testimonianza di altri agenti, che erano state ritenute sufficienti nella sentenza di primo grado, non garantirebbero l'assoluta certezza che il reato sia stato compiuto da De Rosa (art 530 comma 2 del codice di procedura penale). Per quell'episodio gli agenti che parteciparono erano indagati anche per falso e abuso di ufficio, a causa delle dichiarazioni relative ad una resistenza del ragazzo e dei suoi compagni che aveva reso necessario agire con violenza, poi rivelatasi inesistente.G8, assolto in appello l'unico poliziotto condannato, articolo de il manifesto del 5 dicembre 2007, riportato da globalproject.info Nell'ottobre del 2008 è stata chiesta dal PM la condanna per pene variabili dai 2 anni e 3 mesi e 1 anno e 8 mesi per i cinque agenti.G8, chiesti 2 anni e 3 mesiper il poliziotto del calcio, articolo de Il Secolo XIX, del 17 ottobre 2008, riportato dal sito veritagiustizia.it Nel dicembre successivo gli agenti vennero condannati con pene da 2 anni e 3 mesi a 1 anno e 10 mesi, in parte assorbite dalla condizionale e dall'indulto.G8, Perugini paga per il calcio condannato a 2 anni e 3 mesi, articolo de Il Secolo XIX, dell'11 dicembre 2008, riportato dal sito veritagiustizia.it

Il 10 novembre 2009 vi è stata la sentenza del processo di appello, che si è risolta con l'intervento della prescrizione per i reati di calunnia, percosse, minacce e ingiurie e con condanne da un anno a otto mesi per i reati di falso.Falsi verbali sui pestaggi al G8 Condanna bis per Perugini , articolo de La Repubblica (edizione di Genova), del 10 novembre 2009 Durante il processo di appello è stato sentito anche il cantante Jovanotti, che ha confermato di aver posato per delle fotografie con uno dei ragazzi arrestati pochi minuti prima del fatto, mentre nelle ricostruzioni che erano state presentate dalle forze dell'ordine il manifestante prima dell'arresto sarebbe stato tra quelli intenti a lanciare pietre e bottiglie contro la questura.Repubblica Genova G8, Jovanotti "salva" i no global, articolo de La Repubblica, del 29 ottobre 2009, riportato dal sito veritagiustizia.it I condannati hanno deciso di non ricorrere in cassazione, rendendo così definitiva la sentenza di secondo grado.

Nel dicembre 2008, Vincenzo Canterini, ex comandante del VII Nucleo Sperimentale Antisommossa (indagato anche nel processo relativo all'irruzione nella Diaz), è stato condannato in primo grado quattro mesi per il reato di violenza privata per aver utilizzato uno spray urticante contro tre membri del Legal Social Forum.G8, Canterini condannato a 4 mesi per aver usato lo spray urticante , articolo del sito web de La Repubblica, sezione di Genova, dell'11 dicembre 2008 Nel gennaio 2012 è stato poi assolto per intervenuta prescrizioneG8, spray urticante contro gli avvocati del Legal Social Forum: prescrizione per Canterini, articolo di genova24.it, del 13 gennaio 2012G8, prescrizione per Canterini , articolo de Il Secolo XIX, del 13 gennaio 2012, venendo però condannato al pagamento delle spese processuali e, in separato giudizio, all'eventuale risarcimento dei danni per le parti civili (l'Associazione Giuristi democratici e i tre legali del Legal Social Forum).

Tra i manifestanti che riuscirono a entrare nella zona rossa in piazza Dante durante le proteste di Attac France (venendo subito arrestati), una giornalista francese di nome Valerie Vie è stata la prima (ed unica al giugno 2008) persona condannata con sentenza definitiva (cinque mesi di reclusione, condanna decisa in primo e grado nel giugno 2004 e confermata sia dalla corte d'appello nel luglio 2007 che in cassazione nel giugno 2008) nell'ambito dei processi relativi al G8. Valerie Vie sarà anche tra i primi manifestanti ad essere portati nella caserma di Bolzaneto, dove denuncerà di essere stata maltrattata e minacciata. Il documentarista francese Raymond Depardon ha seguito l'iter dei processi che la vedono imputata e persona offesa e da questi, oltre che dalle testimonianze della Vie, ha intenzione di realizzare un documentario sulla caserma di Bolzaneto e sui giorni del G8.Violenze strada; condannata esponente francese 'Attac' cinque mesi con la condizionale per danneggiamento e resistenza , agenzia Ansa, del 4 giugno 2004, riportata da indymedia, articolo de "Il Secolo XIX", del 12 luglio 2007, riportato da lamiaterraan.it, articolo de "Il Corriere Mercantile", del 12 luglio 2007, riportato da lamiaterraan.itGenova G8, prima sentenza definitiva, articolo de "La Repubblica" (edizione di Genova), del 7 giugno 2008, riportato nella rassegna stampa del Comitato Verità e Giustizia

Sono invece ancora in corso procedimenti giudiziari contro diversi manifestanti per gli incidenti, e contro diversi esponenti delle forze dell'ordine per le violenze a danno dei manifestanti esercitate nella caserma di Bolzaneto e nelle strade di Genova. Per l'episodio della scuola Diaz sono stati inizialmente rinviati a giudizio 28 esponenti delle forze dell'ordine e nel luglio 2012 la corte di Cassazione ha confermato 25 condanne. Sia 200 denunce penali per lesioni contro esponenti delle forze dell'ordine per violenze a danno dei manifestanti durante gli scontriG8, archiviate le botte in piazza , articolo di Carta.org, riportato il 29 maggio 2003 da http://www.mir.it/g8/ , sia 60 denunce relative alla perquisizione della Diaz sono state archiviate (le prime già durante il 2003) per l'impossibilità di identificare gli agenti responsabili dei fatti, a causa del casco dell'uniforme e dei fazzoletti che molti di loro portavano sul viso.

Nel giugno 2005 erano ancora in corso numerose cause in sede civile contro il Ministero dell'Interno. Inoltre, durante lo svolgimento del primo grado di giudizio, i PM del processo per le violenze nella caserma di Bolzaneto e dei processi contro gli esponenti delle forze dell'ordine, visto l'elevato numero di udienze previste, hanno evidenziato come questi rischiassero di concludersi con la prescrizione (i cui tempi sono stati ulteriormente ridotti dall'introduzione della legge Pecorella, ex-Cirelli) prima di una sentenza di primo grado. E uno sconto di pena di 3 anni, dovuto all'approvazione di un indulto il 29 luglio 2006, verrebbe applicato, in caso di condanna, a tutti i reati per cui risulta indagato il personale delle forze dell'ordine, e alla maggioranza dei reati per cui risultano indagati i manifestanti; verrebbero esclusi dell'indulto eventuali condannati per associazione sovversiva.

Diversi media hanno fatto notare come una norma introdotta con la conversione in legge del decreto-legge 12 novembre 2010, n.187Decreto legge 12 novembre 2010, n. 187 , dal sito del Ministero dell'InternoModificazioni apportate in sede di conversione al decreto-legge 12 novembre 2010, n. 187, dal sito della Gazzetta Ufficiale della Repubblica ItalianaConversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 novembre 2010, n. 187, recante misure urgenti in materia di sicurezza, dal sito della Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (GU n. 295 del 18-12-2010), istituendo un "fondo di solidarietà civile" per le vittime di alcuni tipi di manifestazioni (tra cui potrebbero essere identificati anche gli incidenti del G8 genovese), potrebbe far sì che i risarcimenti dovuti dai rappresentanti dello stato che risultassero condannati (stimati dal Comitato Verità e Giustizia in un totale di 10 milioni di euro alla situazione del gennaio 2011) vengano invece pagati dal ministero dell'Interno, che potrebbe poi rinunciare alla rivalsa nei confronti dei responsabili.

Questa possibile interpretazione della legge è stata poi confermata ai giornalisti de La Repubblica dal procuratore generale di Genova Enrico Zucca, che ha evidenziato come i vari governi succedutisi durante i processi, indipendentemente dalla maggioranza di cui erano espressione, abbiano sempre impugnato i risarcimenti relativi alle condanne per i fatti del G8 che coinvolgevano forze dell'ordine e rappresentanti dello stato; il procuratore ha anche evidenziato come un comportamento opposto (il risarcimento garantito prima della sentenza definitiva) sia invece stato tenuto in altri eventi delittuosi, come il caso Aldrovandi., articolo de Famiglia Cristiana, del 21 gennaio 2011La denuncia del pm di Genova "G8, i poliziotti violenti salvati da una leggina", articolo de La Repubblica, del 23 gennaio 2011

Gli scontri in piazza Alimonda e la morte di Carlo Giuliani

Sull'attacco ai Carabinieri in piazza Alimonda e sulla morte di Giuliani furono avviate diverse inchieste giudiziarie. Solamente tre degli assalitori, identificati dalle foto, furono rintracciati e interrogati: M.M. ed E.P. di Genova, e L.F. di Pavia. Massimiliano Monai si presentò agli inquirenti e si appellò agli altri affinché si presentassero a testimoniareCorriere mercantile del 6 settembre 2001, E.P. si presentò il 6 settembre, L.F., estraneo al gruppo, fu riconosciuto dalle foto dalla Digos di Brescia.

Essi non diedero chiare spiegazioni sulle motivazioni dell'assalto alla camionetta, ma descrissero l'elevata condizione di tensione creatasi in seguito alle cariche delle forze dell'ordine alle quali, secondo la versione di alcuni di loro, avevano cercato di sfuggire dirigendosi verso via Caffa dove furono nuovamente caricati. I carabinieri Mario Placanica e Filippo Cavataio furono indagati per omicidio. Il 5 maggio 2003 il procedimento sulla morte di Carlo Giuliani è stato archiviato: il GIP Elena Daloiso prosciolse Placanica per uso legittimo delle armi, oltre che per legittima difesa come richiesto dal PM Silvio Franz."Placanica sparò per difesa", archiviato il caso Giuliani, 5 maggio 2003 I tre aggressori identificati furono rinviati a giudizio per vari reati.