Never Mind the Bollocks, Here's the Sex Pistols è l'unico album in studio del gruppo musicale britannico Sex Pistols, pubblicato il 28 ottobre 1977 dalla Virgin Records.

L'album debuttò direttamente al primo posto della Official Albums Chart, guadagnando in breve tempo il disco d'oro nel Regno Unito. Nel 2013 è stato certificato doppio disco di platino dalla British Phonographic Industry. La rivista Rolling Stone nel 2004 lo ha inserito alla posizione n. 41 nella lista dei 500 migliori album di sempre. Nel 2006 l'album è stato selezionato dalla rivista Time come uno dei 100 migliori dischi di sempre. Nel 2016 Rolling Stone lo inserisce al terzo posto dei migliori 40 dischi punk della storia.

Descrizione Versioni embrionali della maggior parte delle canzoni presenti sull'album apparvero in un primo momento sul bootleg Spunk, consistente in registrazioni demo che la band fece tra il 1976 e il gennaio del 1977, e pubblicato illegalmente poco prima di Nevermind the Bollocks. Quando quest'ultimo finalmente uscì, il titolo suscitò scalpore per il suo significato volgare e provocatorio («Sbattitene i coglioni, ecco i Sex Pistols») e creò non pochi problemi di distribuzione poiché alcuni negozianti inglesi si rifiutarono di esporre l'album in vetrina, ritenendo fosse un attentato alle convenzioni morali dell'epoca. Oltre alla parola bollocks in copertina, controversi furono anche i testi di brani come God Save the Queen e Anarchy in the UK.

Anche se fu l'unico album ufficialmente pubblicato dai Sex Pistols mentre il cantante Johnny Rotten era ancora membro effettivo del gruppo, praticamente tutti i brani in esso contenuti sono stati in seguito inseriti in ordine sparso in numerose compilation e raccolte. Tutti e quattro i singoli della band, che ne anticiparono la pubblicazione, sono inclusi nel disco. Alcune canzoni di quest'ultimo faranno successivamente parte, seppur in versioni differenti, della colonna sonora del film The Great Rock 'n' Roll Swindle, e dell'omonimo album pubblicato nel 1979. Registrazione Nel marzo 1977, con l'approssimarsi della conclusione dei negoziati con la A&M Records, i Sex Pistols entrarono nei Wessex Sound Studios per iniziare la lavorazione dell'album con il produttore Chris Thomas e l'ingegnere del suono Bill Price. Il nuovo bassista Sid Vicious suonò in Bodies,Classic Albums—Sex Pistols: Never Mind the Bollocks [DVD]. Isis Productions, 2002. ma la sua performance tecnica non venne ritenuta all'altezza per consentirgli di suonare su tutto l'album, così la band chiese al manager Malcolm McLaren di convincere il precedente bassista Glen Matlock a sostituirlo in studio come turnista.Heylin, Clinton. Never Mind the Bollocks, Here's the Sex Pistols. Schirmer Books, 1998, pag. 64, ISBN 0-02-864726-2. Matlock accettò a condizione di essere pagato in anticipo. Non ricevendo i soldi, si rifiutò di prendere parte alle sessioni. Fu quindi Thomas a chiedere al chitarrista Steve Jones di suonare il basso, e la sua prova fu ritenuta molto soddisfacente.Heylin, pag. 66

Quattro giorni dopo la fine delle prime sessioni in studio, i Sex Pistols firmarono un contratto con la A&M, ma il 16 marzo l'etichetta lo rescisse improvvisamente, e svariate migliaia di copie del programmato singolo God Save the Queen furono mandate al macero.Heylin, pag. 70

Anche se erano stati scaricati dalla A&M, McLaren disse ai Sex Pistols di continuare a lavorare al disco. Mentre McLaren ponderava l'offerta ricevuta dalla Virgin Records, all'inizio del maggio 1977 firmò un accordo con l'etichetta francese Barclay Records. Nello stesso periodo, il gruppo riprese il lavoro in studio con Thomas e Price.Heylin, pag. 72 Thomas abbandonò temporaneamente le sessioni lasciando il solo Price a produrre cinque o sei canzoni (presumibilmente Liar, New York, No Feelings, Problems, e Seventeen).Heylin, pag. 75, 77 Il 18 maggio venne siglato il nuovo accordo con la Virgin. Due settimane dopo, l'etichetta pubblicò il singolo God Save the Queen.Heylin, pag. 78 Durante la promozione del 45 giri, Rotten dichiarò che la lavorazione dell'album stava procedendo.Heylin, pag. 81

La band tornò in studio con Thomas e Price il 18 giugno per incidere Holidays in the Sun, la prima canzone scritta senza la presenza di Matlock. Quella stessa sera, al ritorno da un pub Rotten, Thomas e Price furono aggrediti da un gruppo di persone e l'incidente finì sui giornali.Heylin, pag. 81–82 In seguito, Rotten dichiarò alla stampa che il disco in uscita non avrebbe incluso cover, e nessuno dei singoli già pubblicati in precedenza dai Sex Pistols.Heylin, pag. 87–90 Il gruppo tornò nuovamente in studio in agosto per registrare una nuova canzone intitolata Bodies.Heylin, pag. 92, 131 Fu questa l'unica traccia sull'album dove Vicious suonò effettivamente il basso.Heylin, pag. 92 Bodies include anche una seconda linea di basso, questa volta suonata da Steve Jones.Classic Albums (TV series): Never Mind the Bollocks, Here's the Sex Pistols (2002), Isis Productions, director: Matthew Longfellow

Pubblicazione Con il completamento di Bodies, giunse il momento di decidere la scaletta delle tracce dell'album. Anche se Jon Savage scrisse che c'erano almeno tre versioni di ciascuna traccia, Clinton Heylin afferma invece che esistevano versioni alternative di sole cinque canzoni (E.M.I., No Feelings, Seventeen e Submission, più un missaggio diverso di Satellite realizzato appositamente per l'album).Heylin, pag. 94 La lista finale dei brani da inserire nel disco venne ultimata il 20 settembre.Heylin, pag. 97 Richard Branson trascorse una nottata a decidere quale track list e quali versioni utilizzare, e volle includere tutti i singoli di successo nell'LP, nonostante il parere contrario della band, di Malcolm McLaren e di parte della dirigenza della Virgin.Savage, Jon. England's Dreaming: Sex Pistols and Punk Rock. Revised edition. Faber and Faber Limited, 2001, pag. 409, ISBN 0-571-20744-8. A causa dei lunghi tempi di lavorazione dell'album, i Sex Pistols e McLaren decisero di pubblicare Holidays in the Sun (lato B Satellite) come quarto singolo del gruppo. Holidays in the Sun non riscosse lo stesso successo dei singoli precedenti, piazzandosi all'ottava posizione in classifica e uscendo dalla top 20 dopo quattro settimane. Nel tentativo di stemperare le critiche ricevute circa la scelta di includere nell'album di prossima uscita tutti e quattro i singoli già pubblicati dai Sex Pistols, la Virgin ventilò la possibilità che un "album alternativo" avrebbe potuto essere pubblicato in simultanea, con un titolo diverso e due nuove canzoni in sostituzione di due singoli già pubblicati. Un portavoce della casa discografica dichiarò: «Abbiamo messo i singoli nell'LP perché molta gente li voleva. Ma la versione alternativa del disco ci consentirebbe di aggirare la messa al bando dei negozi». Fu stampato un acetato di prova con dieci brani, anche se non vi furono inclusi nuovi originali, con Satellite e Submission aggiunte come tracce bonus.

Il contratto dei Sex Pistols con la Virgin stabiliva che la musica prodotta dal gruppo doveva essere distribuita dalla Virgin negli Stati Uniti, e tale stipulazione fornì a Branson un vantaggio sopra qualsiasi altra offerta economica maggiormente favorevole fatta a McLaren da parte di etichette concorrenti. Tuttavia, McLaren volle negoziare accordi separati in ogni nazione di distribuzione, senza rispettare le clausole del contratto, cosa che fece infuriare Branson. Egli sapeva di essere stato "scavalcato" e "raggirato" da McLaren, perché non poteva fare causa al gruppo per far rispettare il contratto o sarebbe passato per un infiltrato della EMI o della A&M. La competizione per acquistare i diritti di distribuzione del materiale della band negli Stati Uniti coinvolse Warner Bros., Arista, Columbia e Casablanca Records. Alla fine la spuntò la Warner Bros. mettendo sotto contratto il gruppo, il 10 ottobre, per la somma di £22,000.Savage, pag. 408

Prima che la Virgin potesse pubblicare Never Mind the Bollocks, Richard Branson scoprì che due altri album dei Sex Pistols stavano per entrare in circolazione in diretta concorrenza.Heylin, pag. 98 In ottobre, un bootleg intitolato Spunk contenente nastri demo dei Sex Pistols incisi con il produttore Dave Goodmanm, venne pubblicato su etichetta Blank. Tra i sospettati di aver diffuso i nastri per la pubblicazione ci furono Goodman, Glen Matlock e McLaren, che aveva sempre pensato che le versioni delle canzoni prodotte da Goodman rappresentassero meglio la band.Heylin, pag. 99 Nel frattempo, la stampa francese di Never Mind the Bollocks su etichetta Barclay aggiunse Submission alla track list, e uscì una settimana prima dell'edizione della Virgin. In tutta risposta, Branson volle accelerare la produzione di Never Mind the Bollocks per assicurarsi di uscire una settimana prima della data prevista. Nondimeno, l'edizione della Barclay era già disponibile in Gran Bretagna quando la Virgin ebbe pronte le copie per la distribuzione. Diecimila copie di Never Mind the Bollocks stampate dalla Virgin con troppa fretta indicavano erroneamente in copertina l'inclusione di sole 11 tracce sebbene ce ne fossero 12 in realtà su disco.

Anche se era stato già diffuso Spunk, l'uscita di Never Mind the Bollocks, Here's the Sex Pistols nel Regno Unito era molto attesa. Con prenotazioni di oltre 125,000 copie, l'album debuttò direttamente al numero 1 in classifica nella prima settimana di pubblicazione.Heylin, pag. 105 La rivista statunitense Rolling Stone, nel n. del 20 ottobre 1977dati ricavati dal sito ufficiale Rolling Stone.com, sezione 1977 Rolling Stone Covers ., pubblicò un ampio reportage sulla band a cura di Charles M. Young, con tanto di copertina, che generò negli USA un iniziale interesse nei confronti del gruppo britannico.

Titolo, copertina e accuse di oscenità L'album avrebbe dovuto originariamente intitolarsi God Save Sex Pistols. La grafica di copertina ideata da Jamie Reid evitò la scelta scontata di mettere una foto del gruppo optando per un collage di scritte in puro stile punk. Il titolo dell'album cambiò a metà 1977, ispirandosi a una frase detta da Steve Jones. Jones raccontò di aver preso l'espressione: «Never mind the bollocks» da due fan che se lo ripetevano di continuo. Johnny Rotten aggiunse inoltre che si trattava di una espressione tipica della classe operaia inglese che significava: "smettila di dire stronzate".

In Gran Bretagna, il disco fu oggetto di censura da parte dei mass media e dei rivenditori. La polizia londinese fece visita al negozio di dischi della Virgin della città intimando loro di non esporre in pubblico poster raffiguranti la copertina dell'album se non volevano essere denunciati per oltraggio al pudore ai sensi di una legge del 1899. Ogni immagine pubblicitaria dovette quindi essere tolta. Tuttavia, il 9 novembre 1977 il London Evening Standard mise in prima pagina la notizia "Polizia irrompe in un negozio di dischi punk", e riportò come il manager della Virgin Records di Nottingham fosse stato arrestato per aver esposto in negozio copie del disco dove si leggeva la parola "Bollocks" ("coglioni").Heylin, pag. 112