Loccupazione romana della Germania sotto Augusto rappresenta l'insieme delle campagne militari, durate un ventennio (dal 12 a.C. al 9 d.C.), che portò l'Impero romano ad ampliare i propri confini al di là del fiume Reno. Queste campagne, volute dall'imperatore romano Augusto, costituirono un tentativo di portare la frontiera dai fiumi Reno-Danubio ai fiumi Elba-Danubio (che distavano secondo Strabone 300 stadi.), con l'obiettivo di ridurre la lunghezza dei confini dell'Impero romano nell'Europa settentrionale e sottomettere definitivamente i Germani, nemici storici di Roma.
Il tentativo di definitiva annessione di queste terre selvagge (coperte da foreste ed acquitrini), con una popolazione difficile da controllare poiché distribuita non in grandi centri urbani (come lo erano stati gli oppida celtici nella conquista della Gallia da parte di Cesare) ma in numerosissimi piccoli centri di non più di 50-100 abitanti, fallì quando l'intero esercito inviato a presidiare la nuova provincia germanica fu distrutto nella battaglia della foresta di Teutoburgo, nel 9. Floro scrive a tal proposito:
Contesto storico Lo stesso Cesare, una volta divenuto unico padrone di Roma (dopo il 48 a.C.), sebbene avesse ormai raggiunto un'età venerabile, era deciso ad attuare nuove campagne di espansione, sempre sull'esempio dell'uomo che ne aveva ispirato le imprese militari, Alessandro Magno, creatore di un vero impero universale. Intendeva quindi vendicare la sconfitta di Crasso nella battaglia di Carre. contro i Parti e sottomettere l'intera Europa continentale, attuando una campagna nella zona danubiana contro i Daci di Burebista, una in Dalmazia ed un'altra contro le popolazioni della Germania Transrenana, che troppo spesso avevano interferito nel corso della difficile conquista della Gallia.; ; .Riguardo al potenziale pericolo costituito dai popoli contro i quali Cesare stava organizzando le sue spedizioni si vedano: ; .
Casus belli
Dopo la morte del dittatore romano (44 a.C.), le popolazioni germaniche avevano più volte tentato di passare il Reno con grave danno per le province galliche: nel 38 a.C. (anno in cui gli alleati germani, Ubi, furono trasferiti in territorio romano), nel 29 a.C. da parte dei Suebi e nel 17 a.C. ad opera di Sigambri e dei loro alleati Tencteri ed Usipeti (in questo caso causando la sconfitta del governatore della Gallia Comata, Marco Lollio, e la perdita delle insegne legionarie della legio V Alaudae).; .. Non appena Augusto venne a conoscenza di questi avvenimenti, mosse contro i Germani, sebbene non gli si presentasse alcuna occasione per scontrarsi con loro. Essi, infatti, si ritirarono subito nei loro territori e conclusero una tregua offrendo in cambio degli ostaggi..
È forse a questo periodo che si può attribuire la costruzione di alcuni castra militari come quelli di Folleville e Mirebeau-sur-Bèze all'interno della Gallia oppure Castra Vetera e Mogontiacum lungo il fiume Reno.
Augusto fu così costretto a recarsi in Gallia Comata nel 16 a.C. insieme al figlio adottivo, Tiberio, da poco divenuto pretore.. Evidentemente riteneva fosse giunto il momento di annettere la Germania, come aveva fatto suo padre adottivo, Gaio Giulio Cesare con la Gallia. Desiderava spingere i confini dell'Impero romano più ad est, spostandoli dal fiume Reno fino al fiume Elba.
Il motivo era prettamente strategico, più che di natura economica e commerciale - del resto si trattava di territori acquitrinosi e ricoperti da interminabili foreste: il fiume Elba avrebbe ridotto notevolmente i confini esterni dell'Impero romano, permettendo una migliore distribuzione ed economia di forze lungo il suo tracciato. Questo significava che era necessario operare, parallelamente, sul fronte meridionale, portando i nuovi confini dell'Illirico al medio corso del Danubio. Floro ritiene invece che il vero motivo per cui Augusto intraprese questa lunga guerra, fosse più che altro dettato da un ardente desiderio di emulare il padre adottivo e fare dei nuovi territori al di là del Reno, una provincia per onorarlo..
Così, dopo la morte di Marco Vipsanio Agrippa, il comando delle operazioni fu affidato al secondo figliastro dell'imperatore, Druso maggiore, figlio di sua moglie, Livia Drusilla.. A lui il compito di sottomettere le popolazioni dell'intera Germania.
Forze in campo Augusto riuscì a schierare un esercito composto da numerose legioni nel corso di questo ventennio di guerre, schierate tra la Gallia, la Rezia e l'Illirico, oltre a numerose unità ausiliarie. Si trattava delle legioni: per il fronte germano-occidentale: I Germanica, V Alaudae, XIIII Gemina, XVI Gallica, XVII, XVIII e XIX, XXI Rapax; per il fronte illirico: IX Hispana, XIII Gemina, XV Apollinaris e XX Valeria Victrix.; .
Campagne militari Druso maggiore (12-9 a.C.)
Nel corso della prima campagna del 12 a.C., Druso, che aveva già programmato un'invasione della Germania insieme ad Augusto (16-13 a.C.), per prima cosa respinse un'invasione di Sigambri e dei loro alleati Tencteri e Usipeti, che avevano mosso contro le genti galliche di confine della Gallia Comata.. Penetrò all'interno del territorio germano, passando per l'isola dei Batavi (probabili alleati di Roma) e devastò le terre di Usipeti e Sigambri. Dopo aver disceso con una flotta il Reno in direzione del Mare del Nord (grazie anche alla costruzione di un canale artificiale, la fossa Drusi; .), si rese alleati i Frisi e penetrò nel territorio dei Cauci, fino oltre lAmisia (l'attuale Ems, dove potrebbe aver costituito un avamposto per l'attracco):.
Strabone aggiunge che Druso combatté una battaglia navale sull'Amasia contro i Bructeri.. Tacito nella sua Germania scrisse che «non venne meno l'audacia di Druso, ma l'Oceano si oppose a che investigasse fino alle colonne d'Ercole»..
Nell'11 a.C. Druso operò più a sud, affrontando e battendo per primi e sottomettendo il popolo degli Usipeti. Gettò, quindi, un ponte sul fiume Lupia (l'attuale Lippe), che si trova di fronte a Castra Vetera (Xanten) ed invase il territorio dei Sigambri, che erano però assenti poiché in lotta con i vicini Catti. Penetrato all'interno della Germania Magna, raggiunse prima il popolo dei Marsi e poi i confini occidentali dei Cherusci sul fiume Visurgis (l'attuale Weser).. E avrebbe attraversato questo fiume se non fosse stato a corto di approvvigionamenti e non fosse sopraggiunto l'inverno. Cassio Dione aggiunge che nel suo accampamento, nei pressi del Weser, venne visto uno sciame di api, quasi che fosse un presagio negativo a non proseguire in territorio nemico..
Sulla strada del ritorno fu assalito infatti da una coalizione di tre popoli (Sigambri, Cherusci e Suebi),. presumibilmente nelle strette gole e folte foreste dei Marsi, non lontano da una località chiamata Arbalo. (identificabile forse con l'accampamento di Oberaden), e per poco non fece la fine di Publio Quintilio Varo (il cui esercito venne annientato qualche anno più tardi nella battaglia della foresta di Teutoburgo), se non fosse stato per la sua tempra ed abilità di generale:
E Floro aggiunge:
E così alla fine furono i Germani a subire la sconfitta, dalla quale non si mostrarono più così coraggiosi. Al contrario si mantennero ad una distanza sufficiente dai Romani da poterli solo infastidire, rinunciando ad avvicinarsi, non potendo fermarne la loro marcia verso il Reno. Druso, in seguito, fece costruire due baluardi fortificati per proteggersi da loro, uno esattamente nel punto in cui il fiume Lupia e lEliso si congiungono (in località Aliso, identificabile con la moderna Haltern), l'altro nel territorio dei Catti, lungo la riva del fiume Reno (Mogontiacum)..
Per questi successi ricevette gli onori trionfali (ovvero gli ornamenta triumphalia), il diritto di entrare in Roma a cavallo, potendo esercitare il potere proconsolare alla scadenza del suo mandato di pretore. I suoi soldati, infine, lo acclamarono Imperator, come avevano fatto in precedenza col fratello, Tiberio, anche se non gli venne attribuito da Augusto, il quale al contrario poté fregiarsi più volte grazie ai due figli adottivi..
Nel 10 a.C. diede inizio alle operazioni contro i Catti ed altre popolazioni limitrofe, come i Mattiaci e i Tencteri. Ne devastò, quindi, i territori, che in precedenza i Romani avevano loro assegnato, ma che trovarono disabitati poiché, come avevano fatto i Sigambri l'anno precedente, si erano ritirati nel profondo delle foreste germaniche (selva Ercinia).. Il quartier generale di quest'anno fu posto nella fortezza legionaria di Mogontiacum (l'odierna Magonza), collegata con altre fortificazioni di nuova costruzione come quella di Rödgen. Più a nord poi fece costruire un ponte di fronte a Bonna,. rafforzandolo con una flotta lungo il Reno (Classis Germanica). Fece, quindi, costruire un porto, che dotò di flotta, anche a Gesoriacum lungo il canale della Manica e di fronte alla Britannia. Al termine dell'anno, Druso incontrava Augusto e Tiberio a Lugdunum (Lione, luogo in cui nacque il futuro imperatore Claudio), e rientrava con loro a Roma..
Nel 9 a.C., invase prima il territorio della potente tribù dei Catti, poi avanzò fino ai territori dei Suebi, tra cui troviamo le popolazioni dei Marcomanni (che in seguito a questi avvenimenti decisero di migrare in Boemia) e degli Ermunduri. Si impadronì, non senza difficoltà, delle regioni percorse e sconfisse coloro che lo attaccavano, non senza aver combattuto dure battaglie. Dalla Suebia poi passò nel territorio dei Cherusci e, dopo aver attraversato il Visurgis (Weser), si spinse fino al fiume Elba, dove nessun altro romano era giunto mai prima di allora, portando devastazione in tutti i territori.. L'Elba per i Romani nasceva dalle montagne vandaliche (i Sudeti) e sfociava con il suo ampio corso nell'Oceano settentrionale (Oceanus Germanicus). Druso tentò di attraversare il grande fiume, ma non vi riuscì e si ritirò dopo aver innalzato dei trofei.. Floro aggiunge che, con le spoglie e le insegne dei Marcomanni adornò una collinetta come se fosse un trofeo.. Cassio Dione racconta poi che, quando giunse in prossimità dell'Elba, incontrò una donna di grandezza sovrumana che gli disse:
Druso, pertanto, decise di tornare indietro e, sulla strada del ritorno, rimase ferito per una caduta da cavallo che gli aveva procurato la rottura della gamba e un'infezione tale da condurlo alla morte prima di giungere sul Reno.; . Il fratello, Tiberio, che si trovava a Ticinum (Pavia) con Augusto, lo raggiunse rapidamente, percorrendo duecento miglia in un giorno e in una notte,; . e lo vide esalare l'ultimo respiro.; . Una volta morto, Druso venne trasportato prima negli accampamenti invernali sul Reno (Mogontiacum), servendosi di tribuni militari e centurioni, poi fino a Roma grazie ai notabili cittadini di ciascuna città in cui transitava..
Druso era riuscito nei suoi quattro anni di campagne a fortificare la nuova provincia con numerose guarnigioni e posti di guardia lungo i fiumi Mosa, Elba e Visurgis; fece costruire più di cinquanta fortini lungo il Reno; unì con un ponte le due rive del Reno di fronte al forte di Bonna..
Tiberio (8-7 a.C.)