I Vangeli ricordano la sua presenza ai piedi della Croce, con Maria e Giovanni, attribuendole quindi il ruolo di testimone diretta della morte di Cristo. Salome fu presente anche alla deposizione e tumulazione di Cristo, e, soprattutto, è una delle tre Marie che la mattina di Pasqua, recandosi al Sepolcro, fu prima testimone della Risurrezione insieme alla Maddalena ed a Maria di Cleofa. Secondo una tradizione consolidata, era anche la suocera di Simon Pietro.
Salome nei Vangeli In base a quanto detto nel Vangelo di Matteo, Salome, sulla via di Gerusalemme, chiese a Gesù: «Fai, o Signore, che i miei figli siedano nel tuo Regno uno alla tua destra ed uno alla tua sinistra» (Matteo ); invece, nel Vangelo secondo Marco (), sono i soli figli che formulano tale richiesta e gli esegeti dell'interconfessionale Bibbia TOB rilevano come "nel racconto parallelo di Mc10,35 non è la madre dei figli di Zebedeo, ma sono questi stessi che soli si avvicinano a Gesù".Bibbia TOB, Nuovo Testamento Vol.3, Elle Di Ci Leumann, 1976, p. 99.
Salome, insieme a Maria madre di Giacomo il Minore e a Maria Maddalena, era una delle donne presenti alla croce (Marco ; Matteo ); esse vengono tradizionalmente indicate come "le Tre Marie". Insieme la mattina di Pasqua esse si recarono alla tomba di Gesù scoprendo la sua Resurrezione. Esse «stavano ad osservare dove veniva deposto» (Marco ) e trascorso il sabato, «comprarono oli aromatici per andare ad imbalsamare Gesù» (Marco ). Furono le prime a ricevere l'annuncio della resurrezione e l'incarico di diffondere la buona notizia.
L'esame sinottico di Vangelo secondo Matteo e Vangelo secondo Marco , che come Vangelo secondo Giovanni descrive le donne presenti alla passione di Gesù, porta a identificare Salome come la madre dei figli di Zebedeo.
Vangelo secondo Matteo Vangelo secondo Marco Vangelo secondo Luca Vangelo secondo Giovanni Crocifissione C'erano anche là molte donne che stavano a osservare da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo. Tra costoro Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedèo () C'erano anche alcune donne, che stavano ad osservare da lontano, tra le quali Maria di Màgdala, Maria (madre) di Giacomo il minore e di Ioses, e Salome () Tutti i suoi conoscenti assistevano da lontano e così le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, osservando questi avvenimenti () Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella (cognata) di sua madre, Maria di ClèofaNon è chiaro il motivo per cui la Nuova CEI del 2008 traduce "Maria madre di Clèopa". e Maria di Màgdala () Risurrezione Passato il sabato, all'alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l'altra Maria andarono a visitare il sepolcro () Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a imbalsamare Gesù. Di buon mattino, il primo giorno dopo il sabato, vennero al sepolcro al levar del sole. () Il primo giorno dopo il sabato, di buon mattino, si recarono alla tomba, portando con sé gli aromi che avevano preparato. (...) Erano Maria di Màgdala, Giovanna e Maria di Giacomo. Anche le altre che erano insieme lo raccontarono agli apostoli () Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand'era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro ()
Nei vangeli apocrifi
Salome compare nel Vangelo apocrifo conosciuto come Protovangelo di Giacomo insieme a un'anonima ostetrica durante la nascita di Gesù, ed è regolarmente raffigurata come tale nelle icone ortodosse orientali della scena, mentre è da tempo scomparsa dalla maggior parte delle rappresentazioni occidentali.
Che Salome sia la prima, dopo la levatrice, a testimoniare la nascita e a riconoscere Gesù come il Cristo, sono circostanze che tendono a collegarla con la Salomè discepola di Gesù. Con il Medioevo questa Salome è stata spesso identificata con Maria Salome in Occidente, e quindi considerata come la levatrice credente.
Nelle tradizioni successive Esiste un'altra tradizione secondo la quale, per via delle persecuzioni contro i Cristiani seguite alla morte di Gesù, le tre Marie furono arrestate ed imbarcate su una nave senza remi e senza vele, la quale, guidata dalla Provvidenza, raggiunse le rive della Provenza, in Francia. Il luogo dello sbarco è ancora oggi ricordato nel paesino di Saintes-Maries-de-la-Mer, dove sorge una chiesa a loro dedicata. Il rinvenimento delle presunte reliquie delle tre sante ebbe luogo nel paesino citato, verso la fine della prima metà del XV secolo, alla presenza del legato pontificio cardinale Pietro di Foix, del re di Napoli Renato I e della sua consorte regina Isabella.
Secondo un'ulteriore tradizione, santa Salome arrivò in Italia, nei pressi di Veroli nel Lazio, in un anno imprecisato insieme a san Demetrio e san Biagio. Stanca del viaggio, trovò ospitalità presso un pagano, che convertì e battezzò chiamandolo Mauro. Morì sei mesi dopo, il 3 luglio. Mauro raccolse le spoglie per la sepoltura in un'urna di pietra dove incise Hac sunt reliquiae B. Mariae Matris apostolorum Jacobi et Joannis. Per paura di subire il martirio, si nascose con l'urna nella spelonca di Paterno, morendovi tre giorni dopo. Tempo dopo, alcuni pagani rinvennero l'urna e, credendo di trovarvi un tesoro, restarono delusi di avervi trovato solamente delle ossa e le gettarono sulla piazza del paese. Un uomo, che aveva letto la scritta sull'urna, si recò di notte sulla piazza a recuperare le ossa, che avvolse in una stoffa e pose in una nuova urna. Egli morì prima di poter tornare in patria e le ossa restarono sotto una rupe, dov'erano state nascoste. Nel 1209, un anziano di nome Tommaso trovò il corpo dell'uomo. Di notte sognò san Pietro sotto braccio a Maria Salome, i quali gli confidarono dove trovare le sante reliquie. Il ritrovamento avvenne il 25 maggio, e l'avvenimento fu solennizzato dal vescovo di Penne, dall'abate di Casamari e dall'abate di Sant'Anastasia a Roma. Mentre i prelati mostravano le ossa alla folla, da una tibia sgorgò sangue vivo e si gridò al miracolo. La testa e le braccia furono rilegate in teche preziose e conservate nella Cattedrale, al contrario delle altre ossa, che furono custodite dentro l'altare dell'oratorio edificato sul luogo del rinvenimento. Presto il piccolo oratorio fu sostituito da un'imponente basilica, poi eretta a concattedrale.
Culto Il Martirologio romano la ricorda il 24 aprile assieme a santa Maria di Cleofa. In precedenza era festeggiata il 22 ottobre.
Il suo corpo è sepolto a Veroli, nella basilica a lei dedicata, ove è festeggiata come patrona il 25 maggio, anniversario del rinvenimento dei resti avvenuto nel 1209. Castelliri venera santa Maria Salome quale patrona, festeggiandola il 22 ottobre (o comunque la prima domenica dopo il 22 ottobre). È inoltre patrona della Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino.
Note
Voci correlate Donne e cristianesimo Gesù venuto per servire
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