Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., noto come Gruppo Mondadori, è una holding italiana con sede a Segrate. Fondata a Ostiglia nel 1907 da Arnoldo Mondadori, dal 1991 è controllata dal Gruppo Fininvest.

Con i suoi marchi editoriali, il gruppo pubblica libri e giornali (cartacei e digitali) in Italia e nel mondo, dispone di un'estesa catena di negozi, anche con la formula del franchising, e detiene il 20% di "Monradio S.r.l.", società produttrice di Radio 101. È una società quotata alla Borsa di Milano, poi confluita in Borsa Italiana, dal 1982, negli indici FTSE Italia Small Cap e FTSE Italia STAR.

Storia Dalla fondazione alla fine della Seconda Guerra Mondiale: 1907-1945

L'attività editoriale di Arnoldo Mondadori (1889-1971) inizia a Ostiglia (MN) nel 1907, pp.1-3. La sua prima pubblicazione è un periodico "popolare-istruttivo": Luce!. Nel 1911 conosce Tomaso Monicelli (anche lui nato a Ostiglia, padre del famoso regista Mario Monicelli e fratello della moglie di Arnoldo, Andreina) e insieme fondano "La Sociale", p.9, uno stadio iniziale di quella che poi diventerà la casa editrice Mondadori, pp.15-19. Arnoldo e Tomaso iniziano a lavorare a una collana editoriale dedicata ai ragazzi in età scolare, con l'obiettivo di pubblicare libri formativi, ovvero letture di accompagnamento ai testi scolastici, pp. 141-142. Nel 1912 pubblicano il loro primo libro, Aia Madama, una raccolta di novelle scritte da Monicelli a cui l'anno successivo si aggiunge Il piccolo viandante, scritto sempre da Monicelli. La collana viene chiamata "Bibliotechina della Lampada" e i racconti verranno pubblicati regolarmente fino al 1927.

Negli anni della prima guerra mondiale Arnoldo Mondadori ha l'idea di un periodico illustrato per le truppe al fronte. Lancia La Tradotta, che riscontra un buon successo. La Tradotta viene affiancato da La Ghirba, cui contribuiscono pittori e scrittori famosi tra cui Ardengo Soffici, Giorgio de Chirico e Carlo Carrà. Contemporaneamente allarga l'attività libraria pubblicando nomi importanti della narrativa nazionale. Nel 1917 trasferisce il proprio stabilimento a Verona e alla fine del 1919 apre la nuova sede dirigenziale a Milano, p.144.

Gli anni venti sono un periodo di crescita intensa. Nel 1921 Mondadori riesce a stringere un accordo con l'industriale Senatore Borletti tale da garantire sia un più stabile accesso al credito sia un rapporto organico con le nuove classi politiche del nascente potere fascista. Il 31 maggio di quell'anno Borletti, che è entrato nella società con un consistente afflusso di capitale, diventa presidente della nuova Arnoldo Mondadori Editore con sede a Milano, di cui lo stesso Mondadori diviene consigliere delegato. Borletti terrà la presidenza fino al 1939, anno della sua morte. Sempre nel 1921 Mondadori acquista i diritti dell'Enciclopedia dei ragazzi da un piccolo editore milaneseOriginariamente era un'enciclopedia inglese, The Children's Encyclopedia, pubblicata da Arthur Mee.. L'opera, pubblicata a dispense, è lanciata in una vasta campagna pubblicitaria come il corredo indispensabile per ogni scolaro. Negli stessi anni il governo Mussolini inizia il suo controllo sulla società riformando interamente i sussidiari scolastici. Il rapporto con il regime fascista è, come per tutti i grandi industriali dell'epoca, di reciproco interesse.. Mondadori si lega a Mussolini fin da subito, infatti ottiene un'esclusiva per la realizzazione di un libro di Stato per le scuole elementari, p. 38. Alla produzione per la scuola, Mondadori affianca poi una ricca offerta di libri e periodici per l'infanzia, che confluisce nel Giornalino della domenica, storica testata per bambini acquistata nel 1925.

Intanto, due anni prima, Senatore Borletti ha convinto Mondadori ad entrare nella proprietà del quotidiano milanese «Il Secolo» (1923). Le prime riviste mondadoriane, «Il giornalino della Domenica» e «La Donna» (acquisita nel dicembre 1922), confluiscono nella società editrice del quotidiano. Nel luglio 1925 Mondadori è nominato consigliere delegato anche della società editrice del quotidiano. Alla fine dell'anno inizia a stampare «Il Secolo Illustrato» in rotocalcografia, tecnologia che consente di stampare su carta da giornale fotografie di ottima qualitàUniversità di Milano, . Le vendite però non raggiungono i risultati sperati. Il 30 marzo 1927 Mondadori cede le sue quote ed esce dalla società. Per otto anni non pubblica periodiciOreste Del Buono, Amici. Amici degli amici. Maestri..., Baldini&Castoldi, Milano 1994, pp. 171-205..

Nel 1926 avviene la prima uscita de "Le Scie", la più antica collana della MondadoriIl titolo viene proposto dal traduttore Enrico Piceni.. Nello stesso anno la casa editrice, codiretta da Mondadori e da Vincenzo Errante, inizia la pubblicazione dell'edizione nazionale dellOpera omnia di Gabriele D'Annunzio, il maggiore scrittore italiano dell'epoca, p.13. L'iniziativa consacra la Mondadori sulla scena culturale nazionale e internazionale.; il prestigio assunto le permetterà di sostenere negli anni altri progetti ambiziosi. Sono pubblicate le opere di giovani scrittori, come di autori già affermati e dei classici della letteratura. Tra gli altri si ricordano: Luigi Pirandello, Giovanni Pascoli, Giovanni Verga, Antonio Fogazzaro, Sibilla Aleramo e Grazia Deledda. Nel 1928 entra in azienda, su consiglio di Senatore Borletti, il letterato Luigi Rusca. Nominato co-direttore generale, Rusca si occupa del risanamento economico dell'azienda. Gradualmente ridimensiona gli spazi fino ad allora occupati da Vincenzo Errante. Rusca rimarrà in carica per 17 anni, fino al 1945.

Nasce il genere giallo Nel 1929 vengono lanciati i "Libri Gialli" (dirige la collana Alberto Tedeschi, le traduzioni sono opera in massima parte di Enrico Piceni), un progetto editoriale che consisteva nella pubblicazione di opere a carattere poliziesco di scrittori internazionali, un genere nuovo per l'Italia. La collana si distingue per il colore giallo delle copertine. Nonostante il prezzo abbastanza alto per l'epoca (cinque lire e mezzo), la risposta del pubblico fu positiva, con cinquantamila copie vendute in un mese e ottantamila dopo cento giorni. Accanto a quelli che sono considerati i maestri del genere, come ad esempio Raymond Chandler, Dashiell Hammett, Georges Simenon, Agatha Christie e Erle Stanley Gardner, nel 1931 iniziano a scrivere romanzi gialli anche alcuni scrittori italiani, come Alessandro Varaldo e Augusto De Angelis.

La collana ottiene un successo tale da dare il proprio nome al genere letterario. Seguono altre iniziative editoriali collegate: la collezione rilegata dei "Libri Gialli" (1929-1941, 5,50 lire, tiratura media 15 mila copie), quella popolare dei "Gialli Economici" (1933-1941, in brossura, 2 lire al volume, tiratura media 20 mila copie, un'uscita ogni 15 giorni), fino alla raccolta dei "Supergialli" (1933-1941). I «Supergialli» ebbero una cadenza annuale ed uscirono nove volte nel periodo considerato. Nel 1930 apparvero i "Libri Azzurri" (1930-36), collana che raccolse le opere dei più importanti autori italiani a costi popolari. Tra il 1931 e il 1932 uscirono tre nuove collane: "Libri Verdi" (1932-1941), diretta da Lorenzo Montano, "Biblioteca Romantica" (1931 -1942) e "I Romanzi della Palma" (1932-1943). Sempre nel 1932 Mondadori fu il primo a tradurre ed a pubblicare in Italia le storie del commissario Maigret. Lanciò una collana apposita, "Libri neri", con copertine fotografiche che dal settembre 1932 al luglio 1933 pubblicò 12 romanzi di Simenon La collana pubblicò 49 titoli fino al fatidico 1941.. Nel 1934, dopo cinque anni di lancio sul mercato, la tiratura complessiva dei "Libri gialli" sfiorò i due milioni di copie. Decisa a cavalcare l'onda del successo, nel 1935 la Mondadori tornò nel settore dei periodici dopo una pausa di otto anni. Venne lanciato il settimanale Il Cerchio Verde (1935-1937), periodico illustrato di storie poliziesche.Si avvicendarono i seguenti direttori: Mario Buzzichini, Gino Marchiori, Giorgio Monicelli e Cesare Zavattini.

Da Medusa a Topolino

Intuendo le potenzialità di un nuovo mercato, nel 1933 Mondadori inaugura una collana dedicata interamente a opere di autori stranieri, Medusa. Il catalogo della collana, diretta da Luigi Rusca, è uno dei più ricchi dell'editoria italiana ed ottiene un successo inaspettato. La Medusa contribuisce anche a sprovincializzare il mercato interno.

In tre anni vengono stampati circa 60 titoli, con pubblicazioni di autori insigniti del premio Nobel, e create un paio di collane figlie. La Medusa vede nascere lo sviluppo anche di nuove professionalità, come quella del traduttore: tra i più importanti si ricordano scrittori del calibro di Cesare Pavese e Corrado Alvaro. L'anno seguente nasce anche una collana dedicata ai Classici Italiani, diretta da Francesco Flora (e in seguito da Dante Isella).

Nello stesso anno Mondadori raggiunge un accordo con Walt Disney, che porta la casa editrice a pubblicare in Italia delle produzioni della Disney.Nel 1988 la Disney diventerà autonoma e cesserà l'accordo con Mondadori. Rimanevano escluse le storie a fumetti di Topolino. i cui diritti erano in mano al fiorentino Giuseppe Nerbini, che dal 1932 ne pubblicava le storie sul settimanale omonimo, Topolino, ma che fu poi costretto a cederlo alla Mondadori che ne continuò la pubblicazione grazie all'intervento del regime fascista.

Nel 1935 Mondadori decide la riedizione integrale dell'Enciclopedia dei ragazzi, rinnovando sia i contenuti che la veste grafica. La nuova opera conterà circa 40 tra riedizioni e ristampe, sino all'ultima edizione del 1979.. Nel 1936 la casa editrice decide di riorganizzarsi per comparti: nasce così l'«Anonima Periodici Italiani» (API), che raggruppa tutte le riviste mondadorianeArnoldo Mondadori presidente, Ezio Maria Gray vicedirettore, Alberto Mondadori direttore generale, Cesare Civita condirettore generale e Cesare Zavattini (che quell'anno lascia la Rizzoli) direttore editoriale. L'API visse fino al 1943.. Nel 1937 Cesare Zavattini, dopo avere assunto la direzione del Cerchio Verde, è nominato direttore editoriale della casa editriceRimase in carica fino al 1939.. Nello stesso anno esce la collana "Omnibus". I primi due titoli, Via col vento di Margaret Mitchell e Novelle per un anno di Pirandello riscuotono un lusinghiero successo. Nel 1938 nasce Grazia, rivista dedicata al pubblico femminile e l'anno successivo Alberto Mondadori, primogenito di Arnoldo, fonda il settimanale Tempo, precursore delle riviste d'informazione che caratterizzeranno gli anni del dopoguerra in Italia.

Dal 1937 il regime fascista iniziò a far sentire la propria pressione sulla produzione giallista della Mondadori. In quell'anno, infatti, il Ministero della cultura popolare dichiarò che nei romanzi «L'assassino non deve assolutamente essere italiano e non può sfuggire in alcun modo alla giustizia» e sui libri stranieri apparvero fascette che dicevano: «Gli usi e i costumi della polizia descritti in quest'opera non sono italiani. In Italia, Giustizia e Pubblica Sicurezza sono cose serie». Nel 1941 fu ordinata la chiusura della collana Mondadori, in seguito a una rapina con scasso che si ipotizzò potesse essere stata istigata dalla narrativa "gialla".Questo il commento riportato da un giornale: «Il Minculpop ha disposto, per ragioni di carattere morale, che la pubblicazione dei libri gialli sia sotto forma di periodici, sia di dispense, venga sottoposta alla sua preventiva autorizzazione. […] Il provvedimento è saggio e intelligente. Era ora di finirla con questo genere di bassa letteratura improntata sull'apologia del delitto». Due anni dopo (1943) Benito Mussolini ordinò che entro il 31 luglio venissero confiscati «tutti i romanzi gialli in qualunque tempo stampati e ovunque esistenti in vendita». La collana riaprì solo nell'aprile 1946 con il nuovo nome "Il Giallo Mondadori", che tuttora la caratterizza.