Una barca nel bosco è un romanzo di Paola Mastrocola pubblicato nel 2003 dalla casa editrice Guanda.
Il romanzo si è aggiudicato nel 2004 il Premio Campiello e il Premio Alassio Centolibri - Un Autore per l'Europa.
Trama Gaspare Torrente è un ragazzo quattordicenne che è sempre vissuto su una piccola isola poco conosciuta del sud Italia. Figlio di pescatori, dispera di poter continuare a studiare dopo la terza media. Ma un giorno sull'isola approda un'insegnante di francese, Madame Pilou, che si accorge che Gaspare è molto bravo e così inizia a dargli lezioni private di latino e francese, gli fa leggere molti classici e tradurre molto latino.
Un giorno Madame Pilou va a casa di Gaspare per parlare con i suoi genitori per convincerli a far continuare gli studi di Gaspare. I genitori accettano. Di conseguenza, l'anno dopo, Gaspare e sua mamma si trasferiscono a Torino, a casa della zia Elsa, mentre suo padre rimane a lavorare sull'isola. Questa situazione pesa molto a tutti, ma Gaspare è felice di andare al liceo. Ma il primo giorno di scuola lo passa guardando le scarpe degli altri perché i suoi compagni osservano le sue ridendo. Non è alla moda, si sente un pesce fuor d'acqua durante la prima settimana d'accoglienza durante la quale si annoia e ricorda il padre lontano sull'isola, che lavora per farlo studiare.
Quando finalmente iniziano i corsi, Gaspare ci rimane male poiché è molto più avanti dei suoi compagni, e i professori sono incapaci. Così in latino prende sempre 10, legge già Paul Verlaine in lingua originale e generalmente è il più bravo della classe, ma questo lo penalizza socialmente. Tutti lo considerano un secchione, e neanche alla moda. Sua mamma invece è fierissima, apre una gastronomia e racconta a tutte le clienti quanto è bravo suo figlio.
Gaspare si prepara per la prima interrogazione di francese, per la quale si offre volontario. Si prepara su Verlaine, facendo una ricerca perfetta, ma, al momento dell'interrogazione, la professoressa Cerutti, soprannominata Cerbiatti, gli fa due domande base a cui non sa risponder e fa scena muta. La Cerbiatti gli consiglia di frequentare un corso di recupero. Sua mamma è disperata, Gaspare è abbattuto, ha nostalgia del mare e del suo papà e non riesce ancora a capire perché i suoi compagni non vogliono essere suoi amici. In particolar modo, nota che sono tutti ricchi e vestono molto alla moda.
Data la bravura in latino di Gaspare, ogni mattina, cinque minuti prima che suoni la campanella è costretto a far copiare un suo compagno, Masonti.
Dopo aver tradotto da Ovidio un brano sul destino di Teseo, un giorno Gaspare, arrabbiato, fa notare alla preside che gli insegnanti arrivano a lezione sempre in ritardo di cinque-dieci minuti, presentando proprio una tabella con tutti i minuti sommati di ritardo. La preside gli risponde dicendo che gli insegnanti lavorano anche quando non sono in classe, così il protagonista ritira la sua "protesta". Tornato a casa va con sua madre a comprare delle scarpe Nike in pelle bianca, ma ormai sono passate di moda e non sono apprezzate dai compagni.
Il protagonista viene convocato dalla preside, che gli suggerisce di frequentare l'OA, vale a dire l'Ora di Ascolto, per imparare a socializzare con i compagni. Si reca così dalla psicologa Lo Gatto stringendo con lei una salda amicizia. All'inizio parla solo la psicologa, mentre lui ascolta; piano piano, anche il ragazzo inizia a dire qualcosa. Però, quando la Lo Gatto gli chiede che regalo vorrebbe per Natale, lui non risponde. Sentendo parlare nei giorni successivi due suoi compagni di classe che annunciano l'arrivo della cintura di pesce, Gaspare decide che sarà quello il suo regalo di Natale assieme ad un videogioco: "così magari faccio amicizia", afferma il ragazzo. Ma la madre gli dice che non ci sono abbastanza soldi, per cui non trova neanche il coraggio di chiederle la cintura di pesce. Gaspare ricorda la sua amica d'infanzia Giorgia, con la quale era solito giocare sull'isola. È Natale. Zia Elsa si ammala, e così Gaspare e la madre non possono tornare all'isola. Il giorno di Natale la zia è quasi guarita e cucina centinaia di agnolotti. A pranzo, le due sorelle raccontano al giovane che i loro mariti "pucciavano"(cioè "intingevano") gli agnolotti nel vino e che, nel reiterare l'azione di intingere, alla fine si formava, nel vino, un occhio d'olio. Gaspare, a questo pensiero, vomita. Gaspare torna a Torino dopo un'estate passata all'isola e dopo aver rivisto la sua amica Giorgia. Qui, finalmente acquista il coraggio, grazie alla Lo Gatto, di chiedere alla madre una cintura di pesce, ma questa respinge la richiesta. Però una mattina, mentre si prepara al buio la colazione, trova la cintura sulla scodella, con Zia Elsa che lo guarda sorridente. Purtroppo ormai è tardi, nella sua classe tutti hanno quella cintura e così non può acquisire "punti" di socializzazione. Gaspare cerca di diventare, all'interno della classe, una figura un po' più importante; magari pensa come "re delle frasi". Informa il Masonti che in cinque minuti non tutti riescono a copiare tutte le frasi, così si organizzano nel fotocopiare la pagina del quaderno di Gaspare, distribuendo i fogli ai compagni. Il tutto va avanti per due settimane, ma un giorno Caritone incolla male la fotocopia, il professor De Gente se ne accorge e chiama la preside. Questa chiede di chi sia la colpa: Gaspare si alza, seguito dal Masonti. La preside li rimprovera, ma i compagni, al rientro, li accolgono con un applauso: Gaspare finalmente è riuscito a socializzare. Diventa così un po' più popolare, perché il Masonti è amico del Seba, il più popolare della classe e da quel giorno Masonti lo stima. Però continua a non essere inviato a casa di nessuno per giocare alla Play Station e a sentirsi un pesce fuori d'acqua a causa dei suoi voti. Fino a quel momento, durante l'intervallo Gaspare rimaneva attaccato ad un termosifone, perché, non avendo nessun amico, non sapeva con chi stare. Sul termosifone opposto vi era un altro ragazzo, Furio, che lo osserva. Dopo il caso del compito di latino copiato, però, Gaspare gironzola con il Masonti, che gli fa da insegnante di gergo giovanile, il linguaggio da usare col resto del "branco": i compagni di classe amici di Masonti. Riesce ad invitare la Frullari, ragazza che piace a Gaspare, ma non conclude niente. Caritone, per scusarsi con Gaspare per la faccenda delle fotocopie gli insegna a "cammellare", un modo strano di camminare. Gaspare si compra anche dei jeans stretti e una felpa bicolore corta come tutti i suoi compagni, e inizia a sentirsi parte del branco di popolari. Gaspare rinuncia a ritornare per Natale e Capodanno all'isola, solo per andare alla sua prima festa con i compagni. Sua mamma è scandalizzata, non lo riconosce più. Ma alla fine Gaspare rimane a Torino e va alla festa. Una festa organizzata da un certo Paolo Bono nella sua villa con piscina. Ci va con il suo pseudoamico Masonti, ma nella confusione si dividono. Gaspare si annoia, così si ubriaca e nel bagno, una ragazza con la maglia viola, ubriaca anche lei, lo bacia, ma lui le vomita addosso. Torna a casa verso le sette di mattina, frastornato e triste.
Grazie a un cinque, preso volontariamente in scienze, Castagno Marco, un altro popolare, lo invita al suo maneggio l'oasi perduta. Tutti salgono a cavallo, ma Gaspare no, non ci sa andare. Dopo, tutti vanno dal Bela, (Belardi Filippo), a giocare ai videogiochi. Gaspare partecipa dapprima con entusiasmo, poi pensa che questa Play Station sia una scemata, alla lunga. Finalmente Gaspare chiede al suo idolo, il Seba, se vuole venire con lui in birreria: quello gli risponde con un ghigno, che il protagonista interpreta come un sì. All'appuntamento Il Seba non si presenta, così Gaspare si ubriaca e va a casa a vomitare. Decide di comprarsi un telefono cellulare, anche se non quello più in voga. La madre ovviamente è contraria al suo continuo messaggiare, ma lo lascia fare. Un giorno lo sente mentre dice parolacce al telefono con Salpinge e scoppia in lacrime, quando vede come è ridotto il diario che, nuovo, era di un color blu cielo e ora è nero con disegnato al centro un teschio bianco. Ma il culmine della sua socializzazione avviene quando, dopo un voto scarso in francese, Gaspare dice alla Cerbiatti "Grazie, strega!". Tuttavia questa non lo manda dalla preside. Al ritorno tutti i suoi compagni e gli studenti di altre sezioni lo accolgono con applausi e striscioni. Durante l'ora di francese, la Cerbiatti annuncia che si faranno degli scambi culturali.: Gaspare dovrà ospitare per un mese, ad aprile, una certa Corinne Dessalle. È contento che ci sia ancora molto tempo prima di conoscere la ragazza, perché in questo modo potrà immaginarsela come vuole e il pensiero che verrà ospitata da loro durerà più a lungo: questo lo rende felice.
Fine dell'anno. Gaspare ha in pagella dei voti più bassi rispetto all'anno precedente. Questo non fa felice la mamma,che però durante tutto l'anno non ha detto niente al marito delle stranezze del figlio, per non addolorato.
Giù all'isola, Gaspare e la madre continuano a non raccontare nulla di vero sulla scuola. Mentono sui voti, sull'atteggiamento, sui compagni. Gaspare spera di rivedere Giorgia, ma purtroppo non la incontra; così decide di andare al largo, con la barca di suo papà. Lì si sente felice, e vorrebbe non essere mai andato via dall'isola, da suo padre, dal liceo.
Terza liceo. Gaspare, privo di computer, si reca periodicamente a casa del compagno di classe Federico Cartonzi, per poter comunicare vie e-mail con Corinne. Si descrive in modo diverso da come è in realtà: di nome Felix, più alto, biondo, famiglia di origine francese, madre che dà ripetizioni di latino, padre ingegnere sempre in giro per il mondo.
Gaspare vorrebbe cambiare totalmente la casa: mettere una moquette, cambiare i tappeti, sistemare i muri, nascondere i tubi del riscaldamento e quant'altro, ma la madre lo ferma subito. Allora va a passeggiare lungo il Po con il suo unico vero amico che stranamente è diventato Furio. Quest'ultimo gli promette che gli verrà in mente qualcosa. Grazie ad una pubblicità di Natale, a Gaspare venne in mente l'idea di coprire i tubi del riscaldamento con delle piante. Qui, inizia a comprare una Stella di Natale nel negozio accanto alla gastronomia della madre, credendo che la sua piccolezza bastasse per almeno un tubo, ma, ricredendosi, compra un pioppo.
Poi, per non prendere più il massimo dei voti durante le verifiche di latino, inizia ad interessarsi di "bocce", guardando le "bocce" (come le definisce lui) di una sua compagna: Margherita Quadrotto. L'amicizia con Furio diventa rose e fiori, infatti con lui può confidarsi su quello che fa nel retrobottega: continua ad appassionarsi di latino, e traduce fino a notte fonda.
Furio vuole diventare peluccaio, gli piace scegliere degli occhi dei peluche che fabbrica. Anche Gaspare ha un sogno: quello di diventare un latinista, ma non lo dice a Furio, almeno per ora. A scuola finalmente arriva la foto di Corinne: Gaspare è ora ufficialmente innamorato.
Per l'arrivo di Corinne, Furio e Gaspare devono pensare a risolvere i problemi delle bugie sul suo aspetto che le ha comunicato nell'e-mail. Furio dice che per l'altezza e le origini della famiglia può dire che ha scherzato; ma per il biondo dei capelli, Furio versa in testa a Gaspare una sostanza che usa per i peluche, così i capelli di Gaspare diventano di un giallo polenta. Gaspare è molto eccitato, e preoccupatissimo.
Il giorno in cui arriva Corinne, Gaspare deve subito spiegare che il suo nome non è Felix, ma Gaspare. Quando arrivarono a casa, Corinne sembra maleducata, a tal punto che non saluta nemmeno la madre e la zia del ragazzo. Così questi si rifugia nel suo retrobottega. In effetti, Corinne è una delusione. Maleducata e stupida, si ubriaca sempre e tratta male Gaspare.