Origine Secondo le Notitiæ Fundationis Monasterii Bosonis-Villæ, Gerardo era figlio maschio secondogenito del Conte di Metz, Gerardo IV di Bouzonville e di Gisella, di cui non si conoscono gli ascendenti (forse era figlia di Teodorico I dell'Alta Lorena).Gerardo IV di Bouzonville, ancora secondo le Notitiæ Fundationis Monasterii Bosonis-Villæ, era figlio del conte di Metz, Adalberto e della moglie Giuditta.

Biografia Sempre secondo le Notitiæ Fundationis Monasterii Bosonis-Villæ, suo fratello primogenito era Adalberto, che nel 1047, ricevette dal re di Germania e futuro Imperatore del Sacro Romano Impero, Enrico III, il Ducato dell'Alta Lorena (Lotaringia)Caroline M. Ryley, L'imperatore Enrico III, pagg. 217 - 220.

Adalberto, l'anno successivo, combattendo contro il precedente duca di alta Lorena, Goffredo il Barbuto, fu sconfitto e ucciso in battaglia a Thuin, l'11 novembre 1048, ed Enrico III immediatamente nominò duca dell'Alta Lorena (Lotaringia), il giovane fratello di Adalberto, Gerardo che era già conte di Chatenoy e di Metz, come ci confermano anche le Laurentii Gesta Episcoporum Virdunensium.Anche le Notitiæ Fundationis Monasterii Bosonis-Villæ citano Gerardo col titolo di duca, mentre il fratello minore, Olderico viene citato col titolo di conte, che dovette affrontare Goffredo il Barbuto, che continuò a battersi, nel tentativo di impossessarsi della regione della Mosella; Gerardo oppose una strenua resistenza e Goffredo venne forzato ad arrendersi; per la seconda volta, Goffredo era prigioniero, scomunicato ed aveva perso tutti i suoi domini; in seguito, dopo il suo pentimento, secondo lo storico medievalista, Alan V. Murray, nel suo The crusader Kingdom of Jérusalem, A Dynastic History 1099-1125 (non consultato), Goffredo riottenne dal vescovo la contea di Verdun; ed in quello stesso periodo, verso il 1050, Goffredo riottenne da Enrico III un suo feudo nella diocesi di Colonia, con l'incarico di tenere a freno Baldovino V delle FiandreCaroline M. Ryley, L'imperatore Enrico III, pag. 222, comportandosi da vassallo irreprensibile.Gerardo, oltre all'aiuto di Enrico III ebbe il sostegno dei capi delle diocesi del suo ducato, tra i quali il vescovo di Toul, Bruno d'Eguisheim-Dagsbourg, che, nel 1049 fu eletto papa col nome di Leone IXCaroline M. Ryley, L'imperatore Enrico III, pag. 220.

La sua alleanza con la Chiesa fu leale, con la fondazione di abbazie come Moyenmoutier, Saint-Mihiel e Remiremont. Il più importante dei rappresentanti ecclesiastici lorenesi dell'epoca, Umberto di Silva Candida, scomunicò il Patriarca di Costantinopoli, Michele I Cerulario, nel 1054, contribuendo al Grande Scisma.

Il 18 giugno 1053 Gerardo e il principe Rodolfo di Benevento inviarono le truppe papali e di Svevia nella battaglia di Civitate, una sconfitta disastrosa per il papato. I loro nemici, i Normanni, al comando di Umfredo d'Altavilla e Riccardo I di Aversa, sconfissero gli alleati della Santa Sede e catturarono Gerardo, tenendolo prigioniero a Benevento. Più tardi egli riuscì a ritornare in Lorena.

Il 15 ottobre 1062, Gerardo comparve come testimone in un giudizio del vescovo Udone, che era succeduto a Bruno d'Eguisheim-Dagsbourg, nella diocesi di Toul, come ci riporta la Histoire de l'église de Saint-Diez.

I'11 aprile 1067, Gerardo, assieme alla moglie, Edvige fece una donazione all'Abbazia di Echternach, come ci viene confermato dal documento nº 366 del Mittelrheinisches Urkundenbuch I.

Tra i suoi tanti progetti di costruzione, vi fu il castello di Prény, nel centro del ducato, che fu la parte iniziale della capitale, Nancy.

Gerardo morì a Remiremont, nel 1070, mentre tentava di sopprimere una rivolta. e lo storico, Georges Poull, nel suo libro La Maison souveraine et ducale de Bar (1994) (non consultato) riporta che secondo il cronista del XIV secolo, Jean de Bayon, fu avvelenato; secondo L'OBITUAIRE DE L'ABBAYE DE SAINT-MANSUY-LÈS-TOUL, Gerardo morì l'11 agosto; a Gerardo succedette il figlio primogenito, Teodorico, ancora in giovane età, come ci confermano le Notitiæ Fundationis Monasterii Bosonis-Villæ.

Matrimonio e discendenza Gerardo sposò Edvige di Namur o delle Fiandre ( † 28 gennaio 1080), come conferma la Genealogica ex Stirpe Sancti Arnulfi descendentium Mettensis, che, ancora secondo la Genealogica ex Stirpe Sancti Arnulfi descendentium Mettensis era figlia del Conte Alberto I di Namur, e di Ermengarda, figlia del carolingio, Carlo I di Lorena, Duca della Bassa Lorena (Lotaringia). Edvige viene ricordata dal Liber memorialis von Remiremont. 1, per una donazione fatta assieme ai figli, Teodorico e Gerardo e dal Cartulaires de l'abbaye de Molesme, Tome II (non consultato), come fondatrice dell'abbazia di Chatenoy.Gerardo da Edvige ebbe quattro figli: Teodorico, Duca di Lorena; Gerardo (1057 - 1108), conte di Vaudémont; Beatrice ( † 1116/1117), andata sposa a Stefano I, conte di Borgogna, di Mâcon e di Vienne, come risulta dal documento nà 3791 del Recueil des chartes de l'abbaye de Cluny. Tome 5. Gisella ( † dopo il 1114), badessa di Remiremont.

Note

Bibliografia Fonti primarie Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus X. Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XV.2. Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XXIII. Monumenta Germaniae Historica, Libri memoriales. Mittelrheinisches Urkundenbuch I'. L'obituaire de l'abbaye de Saint-Mansuy-lès-Toul. Recueil des chartes de l'abbaye de Cluny. Tome 5. Histoire de l'église de Saint-Diez.

Letteratura storiografica Caroline M. Ryley, L'imperatore Enrico III, in «Storia del mondo medievale», vol. IV, 1999, pp. 193–236

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