Il Movimento Socialista Panellenico (; IPA: ), noto con l'acronimo PASOK (; IPA: ) è un partito politico greco di centro-sinistra, d'ispirazione socialdemocratica e socioliberale.

Nel 1981 formò il primo governo di sinistra greco dall'inizio della guerra fredda, divenendo ben presto il protagonista della politica ellenica negli anni ottanta e novanta. Alle elezioni legislative del 7 marzo 2004 venne però sconfitto da Nuova Democrazia, partito di centro-destra, il che lo fece passare all'opposizione fino all'autunno del 2009, quando riconquistò il governo del paese.

Il PASOK è membro del Partito Socialista Europeo e dell'Internazionale Socialista. Nel 2019 il PASOK elesse due dei 21 deputati greci al Parlamento Europeo.

Il 31 gennaio 2006 il presidente del partito e futuro premier, George Papandreou, venne eletto presidente dell'Internazionale Socialista.

Il 18 marzo 2012 Papandreou si dimise e gli succedette Euaggelos Venizelos, il quale dopo le prime elezioni del 2012 rifiutò l'incarico di formare il governo.

Il 14 giugno 2015 le primarie del partito videro vincere una donna, Fōfī Gennīmata.

Nel marzo 2018 il partito aderì, insieme ad altri partiti di centro-sinistra, alla coalizione Movimento per il Cambiamento. Dal 2018 fino al 2026 era il componente principale della coalizione, finché non fosse riorganizzato in un partito solo. Da allora il partito rimane politicamente inattivo, anche se non sciogliendosi ufficialmente.

Storia Fondazione Il PASOK è stato fondato il 3 settembre 1974 in seguito alla caduta del regime dei colonnelli e al ripristino delle istituzioni democratiche. Il fondatore è stato Andreas Papandreou, figlio del leader liberale Geōrgios Papandreou. I principi del partito al momento della formazione erano “Indipendenza nazionale, Sovranità popolare, Emancipazione sociale, Processo democratico”. Il partito è stato guidato dalla costituzione per 24 anni dalla “dinastia” dei Papandreou.

I primi anni Alle elezioni parlamentari del 1974, il PASOK ottenne il 13,5% e 15 seggi su 300, giungendo dietro al partito di centrodestra Nuova Democrazia di Kōnstantinos Karamanlīs e al centrista Unione di Centro - Nuove Forze guidato da Geōrgios Mavros. Alle successive elezioni del 1977 il PASOK superò i liberali, raddoppiò i consensi e ottenne 92 seggi, divenendo la prima forza di opposizione.

Partito di governo Le elezioni del 1981 videro l'affermazione del PASOK con il 48% dei voti, pari a una rappresentanza parlamentare di 173 seggi, e condussero alla formazione del primo governo socialista nella storia greca dal 1924. Sebbene Papandreu avesse promesso in campagna elettorale il ritiro della Grecia dalla NATO e dalla Comunità Economica Europea, una volta al potere cambiò posizione rispetto ad entrambe le istituzioni.

Nel 1985 il governo modificò la Costituzione togliendo molti poteri al Presidente a favore del Primo Ministro e del Consiglio dei ministri. Venne approvata l'equiparazione dei matrimoni civili a quelli religiosi.

Alle elezioni del giugno 1985 il PASOK ottenne il 45% dei voti e 161 seggi, assicurandosi una stabile maggioranza per il secondo mandato di governo. Il ministro della Giustizia del secondo governo socialista, V. Rotis, creò un caso diplomatico a causa della gestione del caso di Abdel Osama Al-Zomar, arrestato in Grecia in quanto sospettato di essere la mente delle bombe alla Sinagoga di Roma del 1982 che uccisero un bambino di tre anni. Dopo che la Corte Suprema ordinò l'estradizione in Italia, Rotis non attuò la decisione affermando che gli atti di Al-Zomar erano da inquadrarsi nella lotta di liberazione della Palestina, e dunque non potevano considerarsi di natura terroristica. Rotis consentì ad Al-Zomar di espatriare in Libia.

Dal 1988 la popolarità del governo iniziò a declinare a causa, da un lato di una serie di scandali finanziari e a episodi di corruzione che coinvolgevano dei ministri e lo stesso Papandreou, e dall'altro delle misure fiscali restrittive, attuate dopo le politiche keynesiane che avevano caratterizzato il primo mandato. Allo stesso tempo, la salute del leader iniziò a peggiorare.

Alle elezioni del giugno 1989 il PASOK ottenne il 40% dei voti contro il 45% di Nuova Democrazia. Tuttavia, il PASOK aveva modificato la legge elettorale un anno prima delle elezioni, rendendo più difficile al partito di maggioranza relativa la formazione del governo; l'impasse condusse a elezioni anticipate nel mese di novembre dello stesso anno, che diedero un risultato analogo. Dopo un breve periodo di governo di grande coalizione con la partecipazione del PASOK, le elezioni dell'aprile 1990 segnarono il ritorno al potere di Nuova Democrazia; tuttavia, il vantaggio del 7% nei consensi, si tradusse in una risicata maggioranza parlamentare di 152 seggi su 300, mentre il PASOK poteva contare su 121 deputati.

All'opposizione, la leadership del PASOK entrò in crisi quando Papandreou fu processato per il suo presunto coinvolgimento nello scandalo della Banca di Creta, dal quale risultò non colpevole.

Le elezioni del 1993 segnarono il ritorno del PASOK al governo, con il 46,3% dei voti. La rielezione fu considerata da molti pronunciamento popolare contro le accuse giudiziarie. Nel 1995 la salute di Papandreou iniziò a deteriorarsi e si aprì una fase di conflitto per la leadership.

Il periodo della “modernizzazione” Nel gennaio 1996 Papandreou fu costretto alle dimissioni dopo un lungo periodo di ricovero ospedaliero protrattosi per tre mesi durante il quale conservò la carica di Primo Ministro; Papandreou morì sei mesi più tardi. Gli successe alla guida del governo Costas Simitis, candidato dell'ala modernizzatrice e filo-europea del partito, che sconfisse il candidato proposto dal leader scomparso Akis Tsohatzopoulos. Nei primi giorni dopo la sua elezione, Simitis dovette affrontare la più grave crisi politica che colpì la Grecia negli ultimi vent'anni, la crisi di Imia. Simitis fu criticato per la debole posizione verso la Turchia e soprattutto per aver richiesto l'intervento americano.

Al congresso dell'estate 1996, dopo la morte del leader, Simitis fu eletto alla guida del partito e indisse elezioni anticipate, cercando la legittimazione popolare. Sebbene la crisi di Imia avesse parzialmente offuscato la sua immagine, la prosperità economica e la sua concretezza gli consentirono di vincere le elezioni di settembre con il 41,5% dei consensi. Sotto la guida di Simitis, il PASOK ottenne due principali successi: l'assegnazione delle Olimpiadi del 2004 ad Atene nel 1997 e l'ingresso nella Zona Euro nel 2001, dalla quale la Grecia era stata esclusa nel 1998 per il mancato raggiungimento dei criteri di convergenza. Successivamente, poi, si è scoperto che i conti erano stati truccati e che in realtà la Grecia non aveva rispettato i parametri di Maastricht al momento dell'ingresso nell'unione monetaria.

Simitis fu riconfermato nell'aprile 2000 con una vittoria risicata con il 43,8% dei voti e 158 seggi; tuttavia, un risultato notevole per un partito al governo quasi ininterrottamente per 20 anni.

Nel 2000, dopo l'omicidio del brigadiere Stephen Saunders da parte dell'Organizzazione Rivoluzionaria 17 novembre, e soprattutto per la preoccupazione che le Olimpiadi potessero rappresentare un obiettivo terroristico, il partito subì notevoli pressioni per consegnare il gruppo terroristico alla giustizia. Il governo intensificò gli sforzi e, con una serie di operazioni avviate il 29 giugno 2002 i membri del Gruppo 17 novembre furono catturati e processati.

Il periodo di opposizione

Tuttavia, il PASOK stava perdendo il tradizionale contatto con la classe media e i lavoratori. Per accrescere le possibilità di vittoria del partito alle successive elezioni, il 7 gennaio 2004 Costas Simitis ha annunciato le dimissioni da leader del partito, venendo sostituito da George Papandreou, figlio di Andreas Papandreou. Il PASOK riteneva che Papandreou potesse recuperare lo svantaggio del 7% nei confronti di Nuova Democrazia guidato da Kōstas Karamanlīs rilevato dai sondaggi elettorali. Papandreou riuscì a portare lo svantaggio al 3%, ma non a cambiare l'immagine di partito al potere da troppo tempo, inconcludente e corrotto. Le elezioni del 7 marzo 2004 furono vinte ampiamente da ND, mentre il PASOK che ottenne il 40,55% dei consensi e 117 seggi, passò dopo undici anni all'opposizione.

Alle elezioni politiche anticipate del 2007 il PASOK ha ottenuto il 38,1% dei voti, perdendo il 2% rispetto al 2004. I socialisti hanno eletto 102 deputati, perdendo 15 seggi. Il PASOK aveva sperato di superare i conservatori di Nuova Democrazia grazie alle forti critiche rivolte al primo ministro Kōstas Karamanlīs per i numerosi incendi scoppiati nel Peloponneso alcuni mesi prima delle elezioni. Ad avvantaggiarsi delle critiche, invece, sono stati il Partito Comunista di Grecia (8,2%, +3,6), la Coalizione della Sinistra Radicale (5%, +1,7) e il Raggruppamento Ortodosso Popolare (3,8%, + 1,6). Nuova Democrazia, nonostante il calo del 3,8%, ha comunque ottenuto 152 seggi, 2 in più della maggioranza, mantenendo, così, la guida del Paese.

George Papandreou si impegna a rinnovare il PASOK, trasformandolo dal movimento socialista-satrapico ereditato dal padre in un tentativo di modernizzazione della sinistra all'avanguardia in Europa. Secondo David Miliband, ministro degli esteri inglese del Partito Laburista, il PASOK è "una delle ispirazioni per la sinistra europea".

Tra le altre cose, Papandreou ha cercato di mettere in pratica nella vita del partito le teorie della democrazia deliberativaVincenzo Nigro, "La Grecia svolta a sinistra. Tutte le sfide di Papandreu", La Repubblica, 5 ottobre 2009.

Il ritorno al governo (2009)

Due anni dopo però, il PASOK riconquista il Vouli e il governo alle elezioni del 2009.

Alle elezioni del 2009, George Papandreou sconfigge Costas Karamanlis, presidente uscente e dimissonario di un governo di centro-destra, ottenendo col PASOK il 43% dei voti e 160 seggi su 300 all'Assemblea Nazionale. Già nelle Elezioni europee del 2009 il PASOK aveva sorpassato ND. Il nuovo governo di George Papandreou si insedia il 6 ottobre 2009.

La nuova crisi Dopo aver indetto per poi disdire un referendum sulle politiche d'austerità imposte dall'UE, dalla BCE e dal FMI, Papandreou si dimette da primo ministro il 10 novembre 2011, nondimeno resta il leader del Pasok fino al 18 marzo 2012 che gli succederà Euaggelos Venizelos. Tra il 7 e l'8 novembre 2011 le principali forze politiche greche (PASOK e ND) si sono accordate sulla nomina dell'economista Lucas Papademos a nuovo Primo ministro, dopo le dimissioni dell'esecutivo guidato da George Papandreou. Alle elezioni parlamentari del maggio 2012 il Pasok subisce un fortissimo calo di consensi, strappando un misero 13,2% e venendo superato dal Syriza. Ciononostante, Venizelos riceve dal presidente Papoulias, dopo le rinunce di ND e SYRIZA, l'incarico di formare un nuovo governo, ma vi rinuncia quasi subito. Dopo le elezioni parlamentari del giugno 2012, il PASOK, insieme a DIMAR, entra a far parte del governo del leader di ND Samaras, con un appoggio esterno.

Con l'uscita di DIMAR il 21 giugno 2013 dalla maggioranza e il contestuale passaggio all'opposizione per la chiusura della tv pubblica nazionale ERT, il PASOK rafforza la sua posizione nel Governo Samaras con l'assegnazione di Dicasteri di peso nonostante il deludente risultato elettorale e la modesta rappresentanza parlamentare ma fondamentale per conservare la maggioranza nel Parlamento Ellenico: il Presidente del PASOK Euaggelos Venizelos viene nominato Vicepremier e Ministro degli Esteri, Giannis Manniatis Ministro dell'Energia e Michalis Chrisochoidis Ministro dei Trasporti e Infrastrutture.

Elezioni europee 2014