Tra i principali esponenti della pittura italiana del secondo dopoguerra, i suoi lavori sono caratterizzati da deformazioni formali di ascendenza espressionista, con riflessioni sulla strutturazione cubista.
Biografia Nato a Piacenza nel 1912, frequenta i corsi della Scuola d'Arte cittadina e inizia a scolpire, nel 1926, ritratti della madre in creta.
Dal 1934 al 1938 frequenta l'Accademia di belle arti di Brera, a Milano, dove si diploma sotto la guida di Aldo Carpi.
L'adesione a Corrente Nel 1939 vince il premio Littoriali ed entra a far parte del gruppo dei pittori di Corrente, con Renato Guttuso, Emilio Vedova, Renato Birolli, Ennio Morlotti, Ernesto Treccani e Giuseppe Migneco, insieme ai quali riconosce l'importanza dell'opera di Pablo Picasso Guernica come simbolo della lotta degli artisti contro la barbarie.
Nel 1941 Elio Vittorini cura la sua prima personale alla Bottega degli artisti di Corrente e Cassinari vince il Premio Bergamo con il ritratto di Rosa Birolli, conosciuto come Il ritratto di Rosetta. Aderisce in seguito al movimento del Fronte nuovo delle arti.
Gli anni '50 e i contatti con la scena artistica internazionale Nel 1949 si trasferisce ad Antibes, dove rimane a vivere fino al 1952. Conosce Picasso, che lo invita ad esporre con una personale al Museo di Antibes presentata da Dor de la Souchère, e incontra Chagall, Matisse e Braque. Sempre nel'49 espone a New York nella mostra: Twentieth-Century Italian Art al MoMa di New York. Ad Antibes ha modo di conoscere anche Gide.
Nel 1950 partecipa alla XXV Biennale di Venezia con cinque quadri, tra cui Nudo disteso, acquistato dal comune per la Galleria d'Arte Moderna.
Nel 1951 partecipa alla mostra itinerante "Italian Artists of to-day" nei musei di Göteborg, Helsinki, Oslo, Copenaghen, presentata da Argan. Nello stesso anno vince il premio Taranto di pittura e alla prima rassegna "Pittori d'Oggi Francia-Italia" allestita a Torino espone, tra le altre opere, La capra, acquistata dalla Galleria d'Arte Moderna di Torino; realizza un grande pannello murale per il salone d'onore della IX Triennale di Milano.
Nel 1952 partecipa alla XXVI Biennale di Venezia e vince il Gran premio della Pittura Italiana. Nella sala personale dedicatagli espone venti lavori, tra i quali Il limone, che viene acquistato dal Ministero della Pubblica Istruzione per la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, mentre il Museo d'Arte Moderna di San Paolo del Brasile compra un'altra opera esposta: Natura morta rosa.
Nel 1953 espone una serie di guazzi alla personale allestita all'Annunciata di Milano, presentata da Toti Scialoja. Partecipa a molte collettive importanti all'estero: a Stoccolma alla mostra di arte italiana presentata da Umbro Apollonio, a New York alla collettiva nella Galleria Curt Valentin, a Zurigo alla mostra "Junge Italienische Kunst" e alla II Biennale d'arte di San Paolo del Brasile nella rassegna "Futuristas e Artistas italiano de hoje". Vince il primo premio con Donna in viola al "IV Premio di Pittura Città di Gallarate" e al V Premio Nazionale Golfo di La Spezia ottiene un premio per Porto.
Nel 1954 Franco Russoli presenta una sua personale presso la Galleria II Milione di Milano, dove espone ventiquattro lavori degli ultimi anni, che testimoniano la sintesi di una grande vitalità decorativa; al contempo, viene allestita una personale con venticinque tele alla Nordisk Kunsthandel di Copenaghen. Nella sala XX della XXVII Biennale di Venezia, le sue cinque opere sono esposte insieme a quelle di Renato Birolli e di Emilio Vedova.
Nel 1955 disegna le scenografie e i costumi per il balletto España di Emmanuel Chabrier, che va in scena alla Scala di Milano: indi espone alla VII Quadriennale Nazionale d'Arte di Roma nove quadri, presentati da Umbro Apollonio. Inoltre, partecipa all'esposizione mondiale Documenta di Kassel e alla “Mostra di Arte Contemporanea Italiana”, organizzata dall'Art Council of Great Britain. Un saggio di Lionello Venturi in “Commentari”, nello stesso anno, fa il punto sul primo ventennio dell'attività di Cassinari.
Nel 1956 partecipa alla mostra itinerante "Italian Art of the XX Century", allestita nei musei delle principali città australiane e curata da Enrico Prampolini. Alla XXVIII Biennale di Venezia presenta Atelier con modella. Due suoi dipinti vengono esposti alla mostra "Modern Italian Art" della collezione di Eric Estorick a Londra, Plymouth e Birmingham.
Nel 1957 partecipa alla mostra “Diez años de pintura italiana” al Museo di Belle Arti di Caracas. È presente con undici olii alla "VIII Mostra Nazionale Premio del Fiorino di Firenze" e ottiene il diploma aureo della città. Il Ministero della Pubblica Istruzione acquista Mele, opera presente alla Galleria d'Arte Moderna di Roma in occasione della “Mostra d'arte di solidarietà nazionale” per gli artisti d'Ungheria curata da Lionello Venturi. Gli stessi spazi espositivi ospitano la rassegna dei pittori moderni della Collezione Cavellini e Cassinari è presente con Il Porto di Antibes e altri cinque quadri. La sua personale di cinquantacinque opere alla Galleria Matthiesen di Londra si sposta, in autunno, al Kunst Kabinet Klihm di Monaco di Baviera, città che organizza anche la mostra "Arte italiana dal 1910 a oggi" con la presentazione di E. Bellonzi. Alcune sue opere partecipano alla mostra "Painting in Post-War Italy 1945-1957" presentata da Lionello Venturi e allestita alla Columbia University di New York. A cura della Triennale di Milano è pubblicato il libro Forme Nuove in Italia, che comprende disegni per mosaici e stoffe creati dall'artista. Espone tre lavori al "Premio Marzotto 1958 Mostra Internazionale di Pittura Contemporanea" a Valdagno, Monaco di Baviera e Parigi. La rassegna è curata da Jean Cassou, Kurt Martin e Marco Valsecchi. Nello Ponente presenta la personale allestita alla Galleria la Bussola di Roma. Alla Galleria Blu di Milano espone con Ajmone, Morlotti, Mušič e alla Galleria Odyssia di Roma con Morlotti.
Nel 1959 vengono allestite mostre personali alla Galleria Alberti di Brescia, alla Plastica Galeria de Arte di Buenos Aires e alla Galleria Sianesi di Milano; partecipa con cinque tele alla rassegna milanese allestita alla Permanente "50 anni d'arte a Milano dal Divisionismo ai giorni nostri" e alla mostra Documenta 2 di Kassel. Franco Russoli lo presenta alla "VI Mostra Francia-Italia" a Torino; frattanto, la Galleria Civica d'Arte Moderna di Torino acquista il dipinto Estate. Espone cinque quadri alla "VII Quadriennale Nazionale d'Arte di Roma" presso il Palazzo delle Esposizioni, presentato da Raffaele Carrieri. Partecipa alle collettive “Peintres et sculpteurs italiens du Futurisme à nos jours” al Musée d'Art et d'Industrie di Saint-Etienne, “20th Century Italian Painting and Sculpture from the Estorick Collection” alla South London Art Gallery, “Jahresausstellung mit italienischen Malern” a Darmstadt. Sempre nel 1959 espone con Ajmone, Birolli, Dova, Gentilini, Fontana, Morlotti e Scanavino alla Galleria Pater di Milano.
La piena maturità artistica
Nel 1960 espone tredici lavori alla XXXE Biennale di Venezia tra cui Atelier acquistato dal comune di Milano per la Galleria d'Arte Moderna. Alla Kunsthalle di Darmstadt viene inaugurata la sua prima grande antologica di ottantun opere curata da Russoli e Hans G. Sperlich. Contemporaneamente la Galleria Annunciata di Milano organizza una personale con cinquanta lavori degli anni 1945-60. Personali anche alla Galleria Zanini di Roma, alla Galleria La Loggia di Bologna e alla Galleria Bonino di Buenos Aires. In Germania partecipa alla mostra itinerante “Italienische Kunst der Gegenwart”. È presente con due quadri alla mostra "Arte Italiana del XX Secolo nelle Collezioni Americane" al Palazzo Reale di Milano e con sette dipinti alla mostra di Ferrara "Rinnovamento dell'Arte in Italia 1930-1945". Ad Amsterdam e Eindhoven espone nella mostra “Moderne Italiaanse Kunst”. A Londra, presso Harrod's, partecipa alla mostra “Pitture Italiane di oggi” e a Parigi, alla Galerie Charpentier, alla mostra "Peintres d'aujourd'hui France-Italie". Per l'editore Cappelli di Bologna disegna la copertina de “Il saggio mago e altri racconti” di Anna Frank.
Nel 1961 l'antologica di Darmstadt dell'anno precedente viene trasferita a Berlino. Tiene personali alla Galleria Permanente di Bergamo e alla Galleria Ghelfi di Verona. Partecipa alla "VII Mostra Francia-Italia" di Torino, alla Quadriennale Nazionale d'Arte di Roma, alla rassegna itinerante “Cultura italiana d'oggi” a Copenaghen, Oslo, Göteborg, Stoccolma, Helsinki.
Nel 1962 gli viene commissionata un'opera di notevole importanza per la chiesa di Santa Barbara a Metanopoli, La Madonna della Speranza, che verrà sistemata in loco nel 1966. Vengono allestite personali alla Galleria Gissi di Torino, alla Galleria Zanini di Roma, alla Galleria Macchi di Pisa e alla Galleria Rubio di Buenos Aires. Espone alla "Mostra dei grandi Premi" allestita a Ca' Pesaro durante la XXXI Biennale di Venezia e partecipa alla mostra "II dopoguerra. La pittura italiana dal '45 al '55" presso il Castello Estense di Ferrara. Espone con Birolli, Dobezanski e Morlotti alla Galleria Nord-Sud di Lugano, con Campigli e Soldati alla Galleria Bergamini di Milano e con Birolli, Guttuso e Morlotti alla Galleria Annunciata di Milano. Per l'editore Cappelli di Bologna illustra le “Odi” di Orazio e per l'editore Scheiwiller “El noster Dom” di E.De Marchi. Riapre lo studio di Gropparello. Dalle opere di questo periodo risulterà un nuovo realismo poetico e personale: girasoli, galli, fiori, melograni, bufere saranno i temi delle nuove opere.
Nel 1963 tiene una personale alla Galleria d'Eendt di Amsterdam insieme allo scultore Minguzzi. La stessa galleria lo presenta nel primo salone internazionale “Galeries Pilotes” del Museo Cantonale di Losanna. In occasione della I Biennale Nazionale d'Arte Contemporanea, espone diciassette opere degli anni 1961-63 al Castello Svevo di Bari, presentate da Russoli. Seguono personali alla Galleria Michaud di Firenze, alla Galleria Moretto di Brescia e alla Galleria Ghelfi di Verona. Con Morlotti espone a Cesenatico, e con Campigli, Carrà e Morandi alla Galleria Bergamini di Milano. Partecipa con il gruppo “La pittura di opposizione tra il 1925 e il 1945" alla “XIV Mostra Nazionale premio del Fiorino di Firenze” Palazzo Strozzi: in occasione dello stesso premio, espone con il gruppo “Post-cubismo e astratto concreto”. Alla mostra "Gli artisti di Corrente" organizzata da Valsecchi al Centro Culturale Olivetti di Ivrea, Cassinari è presente con dieci quadri. Partecipa ad altre mostre di Corrente al Palazzo della Gran Guardia di Verona, alla Civica Galleria d'arte di Milano e alla Sala Comunale della Cultura di Modena.
Nel 1964 a Milano, Palazzo Reale, espone ventun olii e tre sculture, presentati da De Grada alla mostra "Pittura a Milano dal 1945 al 1964". Lo stesso critico introduce la personale di Macerata in occasione del "Terzo Premio Scipione Nazionale di Pittura" dove vince ex aequo con Zoran Mušič il premio da 100.000 lire con una Natura morta acquistata dalla locale pinacoteca. Nell'ambito della rassegna "Arte d'oggi nei musei", alla XXXII Biennale di Venezia viene esposta La capra della Galleria d'Arte Moderna di Torino, mentre Pesce e fruttiera della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma è presente alla mostra itinerante "Natura morta italiana" allestita a Napoli, Zurigo e Rotterdam. Partecipa alle collettive di Copenaghen “Moderne Udenlandsk Kunst”, di Losanna “Miroir et Mémoire du Premier Salon International des Galeries Pilotes Lausanne”. Espone con Birolli, Guttuso e Morlotti al Salone dell'Annunciata di Milano.