La storia della Lombardia riguarda le vicende storiche relative alla regione italiana della Lombardia.

Preistoria

Nella pianura lombarda sono stati trovati vari oggetti come vasi di ceramica, frecce, accette, pietre per macinare i cereali, pettini di legno, che testimoniano la diffusione in essa già nel III millennio a.C. dell'uomo, già presente almeno dal pleistocene in area prealpinaSi vedano gli esempi del Buco del piombo (uomo di Neanderthal) e di Canzo (mesolitico), in provincia di Como..

Le prime civiltà che si svilupparono furono quella Camuna (nel Neolitico) e la civiltà di Golasecca (Età del bronzo).

L'area lombarda centro-orientale fu interessata da un'influenza etrusca attorno al V secolo a.C. In seguito, nel IV secolo a.C., la regione fu invasa dai Celti, fra cui si annoverano i popoli degli Insubri, nella Lombardia occidentale, e dei Cenomani, nella Lombardia orientale e nell'area del basso Garda e delle rive del Po.

La civiltà camuna Nell'Età del ferro (I millennio a.C.) in Val Camonica, nella Lombardia orientale, si sviluppò l'antica civiltà camuna, che ha lasciato oltre 300.000 incisioni rupestri ad esempio un'incisione famosa è quella che raffigura la rosa camuna (incisioni analoghe sono diffuse in Liguria), il più grande sito d'arte rupestre Europeo.

Le prime tracce di questa popolazione in Val Camonica risalgono ad un periodo che va dal mesolitico alla fine della glaciazione Würm.

Un contesto ambientale, quello della Lombardia, che fin dalla Preistoria ha favorito l’insediamento umano: lo testimoniano le incisioni rupestri rinvenute nei siti archeologici di molte valli lombarde, in particolare in Val Camonica. Qui si conserva il più vasto e importante complesso di arte rupestre europeo: testimonianza della comparsa dei popoli camuni e della loro persistenza lungo un arco di otto millenni che dal Neolitico, forse ancor prima, giunge in piene epoca storica.

Tra le 300.000 incisioni rupestri della Valle Camonica (primo sito italiano tutelato dall'UNESCO come patrimonio dell'umanità) uno in particolare è stato raffigurato per ben novantadue volte: la “rosa camuna”, una croce anseata associata a nove coppelle.

La stilizzazione della rosa camuna, fatta da Pino Tovaglia, Bob Noorda, Roberto Sambonet e Bruno Munari nel 1975, è diventata il simbolo della Regione Lombardia che è depositaria del marchio e ne regola l'utilizzo. La Regione Lombardia nel 1996 ha istituito anche un premio annuale nominato "Rosa Camuna" dedicato alle persone che, con il loro contributo di eccellenza, contribuiscono ad migliorare la vita sociale, economica e culturale della regione.

La varietà morfologica e ambientale del territorio lombardo e la ricca presenza di corsi d’acqua ha favorito l’insediamento di diverse civiltà oltre a quella Camuna: Remedello, Polada, Golasecca. Quest’ultima soprattutto aveva stretti contatti con i popoli transalpini, veneti e in particolare con gli Etruschi che, raggiunta la Padania attorno al V secolo a.C. fondarono la città di Mantova e diffusero la propria civiltà introducendo l'alfabeto etrusco e la scrittura.

In seguito la regione fu invasa da varie genti Galliche, che diedero vita alle confederazioni degli Insubri, nella Lombardia occidentale, e dei Cenomani, nella Lombardia orientale e nell'area del basso Garda e delle rive del Po. Con l’insediamento dei Galli prendono forma i primi agglomerati semiurbani: Brescia e Milano, i centri maggiori, oltre a Como, Bergamo, Mantova.

La cultura di Golasecca

A partire dal XII secolo a.C. - in continuità con la precedente Cultura di Canegrate - si sviluppa la cosiddetta Cultura Protogolasecchiana, cui seguirà nella Prima Età del Ferro una nuova civiltà che gli archeologi chiamano di Golasecca dal nome della località dove sono stati rinvenuti i primi ritrovamenti. I Golasecchiani abitavano un territorio esteso circa 20.000 km², dallo spartiacque alpino al Po, dalla Valsesia al Serio, gravitando attorno a tre centri principali: la zona di Sesto Calende, di Bellinzona, ma soprattutto del centro protourbano di Como. Con l'arrivo di popolazioni galliche d'oltralpe, nel IV secolo a.C. questa civiltà muta aspetto culturale, assumendo caratteristiche assimilabili a quelle della Cultura di La Tène.

Etruschi, Villanoviani e Galli

La regione, specialmente nella sua parte meridionale, venne abitata da popoli appartenenti alla civiltà villanoviana e poi da coloni etruschi, che fondarono la città di Mantova e diffusero la propria civiltà introducendo l'alfabeto etrusco e la scrittura. Nel IV secolo vi giunsero attraverso le Alpi nuovi popoli, Celti d'Oltralpe, che i Romani chiamarono Galli.

Intorno al 400 a.C., i Galli transalpini iniziarono l'occupazione della valle Padana spingendosi fino all'Adriatico. Popolazione galliche, che assunsero il nome di Insubri, si stabilirono tra i Celti GolasecchianiRaffaele C. De Marinis, La civiltà di Golasecca: i più antichi Celti d'Italia. della Lombardia occidentale; mentre nella parte orientale si insediarono i Galli Cenomani, spesso in conflitto con i primi (essendo alleati dei vicini Veneti).

Romani

Sul finire del III secolo a.C. i Romani iniziarono la conquista della Pianura padana, scontrandosi con i Galli Insubri. Entro il 194 a.C. tutta la regione fu pacificata sotto le insegne dell'Urbe con il nome di Gallia Cisalpina, cioè "Gallia al di qua delle Alpi".

I Galli Cenomani furono invece fin dall'inizio alleati dei Romani, ed alla divisione amministrativa dell'Italia in epoca imperiale entrarono a far parte (all'incirca gli attuali territori di Brescia, Cremona e Mantova) della Regio X Venetia et Histria. Mentre il resto della regione, si divideva fra la Regio IX Liguria (all'incirca l'Oltrepò Pavese) e la Regio XI Transpadana.

La guerra con le popolazioni alpine, dai romani genericamente chiamate Reti, continuò fino all'impero di Augusto, che nella guerra retica impegnò i suoi due figliastri Druso maggiore e Tiberio.

I Romani diffusero l'uso del latino, delle loro leggi, dei loro costumi e realizzarono numerose opere di urbanistica. In questo periodo fiorirono i commerci e l'agricoltura, sorsero e si ingrandirono città e paesi, tra le quali emerse in particolare Brescia (Brixia), antica città cenomana che nelle Guerre romano-celtiche si alleò con Roma, divenendo un importante centro religioso ed economico, attraversato dalla Via Gallica.

La provincia diede i natali a celebri esponenti della cultura latina: a Como nacque lo scienziato e scrittore Plinio il Vecchio e suo nipote Plinio il Giovane, a Mantova (Mantua) il poeta Virgilio.

Negli ultimi secoli dell'Impero, Milano (Mediolanum), dapprima seconda a Brescia (Brixia), a causa della particolare posizione geografica vicina ai valichi del Ticino accrebbe notevolmente la sua importanza di centro politico e religioso (con l'episcopato di Sant'Ambrogio) tanto che divenne una delle sedi dei tetrarchi al tempo di Costantino. A Milano, lo stesso imperatore, nel 313 d.C., emanò un editto, chiamato Editto di Costantino o Editto di Milano, nel quale concedeva a tutti la libertà di professare la propria religione. Accanto a Milano (Mediolanum) anche Pavia (Ticinum), città posizionata lungo importanti snodi fluviali, cominciò ad emergere, tanto che la città ospitò importanti distaccamenti militari, una fabbrica statale di archi e fu a lungo sede di una zecca, tanto che la rivolta dell'esercito che causò la caduta di Stilicone avvenne proprio a Pavia nel 408.

Negli ultimi anni dell'Impero romano, la relativa vicinanza con il confine danubiano favorì numerose incursioni di popoli barbarici nel territorio lombardo; con il definitivo crollo dell'Occidente, si alternarono al suo possesso Ostrogoti e Bizantini.

Proprio in Lombardia avvennè l'episodio principale della caduta dell'Impero Romano d'Occidente, nel 476, a causa della rivolta di Odoacre, Oreste si rinchiuse a Ticinum (Pavia), confidando nelle poderose fortificazioni della città. Tuttavia Odoacre assediò la città, catturò Oreste, che fu giustiziato e depose Romolo Augustolo, segnado così la fine dell'Impero Romano d'Occidente.

I regni romano-barbarici

Sono poi i barbari a dominare la Lombardia, tra Roma e Carlo Magno. Prima arrivano gli Ostrogoti (476-553), che nel 540 portarono la sede della loro corte e del tesoro reale a Pavia, quindi i bizantini, dopo la Guerra gotica, che durò quasi un ventennio e flagellò tutta l'Italia. Tuttavia, tanti morti portarono a Bisanzio solo 16 anni di egemonia sulla Lombardia: i Longobardi, provenienti dalla Pannonia, attaccarono e conquistarono la Lombardia, che ancora oggi porta il loro nome, ponendo la capitale a Pavia, dove si trovava il Palazzo Reale, e come secondo centro Brescia (Desiderio fu governatore della città prima di diventare re dei longobardi, e sempre a Brescia Desiderata si ritirò).

Longobardi

Nel 569 i Bizantini furono sopraffatti da una popolazione germanica proveniente dalla Germania, i Longobardi, il cui dominio durò fino al 774.

La Lombardia divenne il centro del Regno Longobardo e la capitale fu posta a Pavia, ma le diverse tribù, dette faræ (ossia stirpi e/o carovane di viaggio), nelle quali questo popolo era diviso mantennero sempre una certa indipendenza dal potere centrale. Delle fare, formate da famiglie quasi sempre imparentate tra loro, resta tutt'oggi il ricordo nei nomi di alcune località, come Fara d'Adda.

Altra divisione all'interno del regno, era quella che scandiva, lungo il corso dell'Adda, il Nord-Ovest dal Nord-Est: ossia, nella denominazione dell'epoca, Neustria ed Austria.

Il primo periodo della dominazione longobarda fu terribile per i romani, gli antichi abitanti dell'Impero, che a lungo furono oggetto di persecuzioni. Fu solo dopo la conversione di questo popolo, inizialmente di confessione ariana, al cristianesimo tricapitolino e al cristianesimo romano per opera della regina Teodolinda che ebbe inizio un periodo di pace e di collaborazione fra barbari e latini, ma i Longobardi in seguito vennero in conflitto con il Papa, il quale chiamò in suo aiuto un altro popolo barbaro, quello dei Franchi.

Franchi Nel 774 il re dei Franchi, Carlo Magno, fu chiamato in Italia dal papa che era minacciato dai Longobardi. Giunto con il suo esercito a Pavia, Carlo fece prigioniero il re longobardo Desiderio, dando inizio al dominio dei Franchi in Lombardia. Tuttavia, la conquista franca non segnò la caduta di tutte le strutture burocratiche create durante il Regno Longobardo. Pavia rimase capitale anche nel Regnum Italicum fino ai primi anni dell'XI secolo e presso il Palazzo Reale rimasero in funzione i tribunali, le scuole e gli apparati burocratici del precedente regno. Carlo divise le terre in feudi e le affidò all'amministrazione di nobili di sua fiducia, chiamati "vassalli", che governarono il territorio in suo nome, dando inizio alla struttura politica feudale che caratterizzò l'Alto Medioevo.

I Comuni e l'Impero

Nel Basso Medioevo, a partire dai secoli XI e XII nelle regioni dell'Italia settentrionale e quindi anche in Lombardia iniziò a diffondersi un modello politico nuovo: il comune medievale. Il modello comunale aveva molte analogie con le antiche città stato che diedero i natali alla democrazia diretta in Grecia, molti secoli prima. I comuni furono la conseguenza della rinascita dopo l'anno mille e furono i protagonisti di un nuovo ripopolamento delle città che si erano progressivamente svuotate a seguito della caduta dell'Impero romano d'Occidente e con l'instaurarsi del modello feudale. In merito alla Lombardia sarà proprio il modello comunale e la volontà di conservare autonomia dall'autorità imperiale a portare all'esperienza della Lega Lombarda, alleanza militare fra varie città della Lombardia (ma non solo) che nel 1176 sconfiggerà le truppe dell'imperatore Federico Barbarossa durante la battaglia di Legnano.