Biasca (in tedesco Ablentschen, desueto, in dialetto ticinese Biaschia/Bièschia/Bièsca/Biasca) è un comune di abitanti del Canton Ticino, nel distretto di Riviera, parte della Regione Tre Valli.

Geografia fisica Territorio Il comune di Biasca è situato all'incrocio tra le valli Riviera, di Blenio e Leventina (la Regione Tre Valli). Il suo territorio occupa la parte sinistra del fiume Ticino dove questo viene raggiunto dal fiume Brenno, parte del versante della montagna che separa la valle Leventina, la Val di Blenio e tutto il versante sinistro della valle Riviera fino al confine con il comune di Riviera (la frazione di Osogna) a sud, a nord confina con il comune di Serravalle (le frazioni di Malvaglia e Semione) e occupa pure la val Pontirone chiusa a est da vette che sfiorano i 3000 

Solo separano la cima di queste vette dal fondovalle: impressionante è il bastione granitico che si erge immediatamente a ridosso del paese, ora quasi completamente disabitato, ma in tempi non molto lontani tutto il fianco della montagna era ancora sfruttato dagli agricoltori per l'allevamento di capre, pecore e mucche. A prova di questo restano sentieri e insediamenti posti in luoghi che a stento oggi si pensa potessero essere occupati dall'uomo.

Biasca sorge a 305  all'imbocco della Valle di Blenio, 19 km a nord di Bellinzona, sulla sponda orientale dei fiumi Brenno e Ticino, che qui si uniscono e scorrono verso sud. L'area urbana si estende per quattro chilometri, principalmente da nord a sud, ed è caratterizzata da un'edilizia densa e in gran parte costituita da case unifamiliari indipendenti.

A nord, una zona con numerose case unifamiliari confina con il centro storico. Si estende fino al conoide di deiezione della Buzza di Biasca. A nord di essa si trovano campi sportivi, una cava di ghiaia e un terrapieno consolidato e drenato costituito da materiale roccioso proveniente dalla costruzione della galleria di base del San Gottardo delle Ferrovie Federali Svizzere. In questa zona, collegato da un ponte, sorge l'insediamento umano di Loderio. Il monte Matro, alto 2'172 m s.l.m., separa visivamente la Leventina dalla Valle di Blenio. A nord, Biasca confina con le frazioni di Semione e Malvaglia, appartenenti al Comune di Serravalle, mentre a nord-ovest confina con il Comune di Pollegio. Tra Biasca e Malvaglia si trova la Leggiuna, un paesaggio fluviale protetto.

Verso est il terreno sale immediatamente in modo ripido ed è dominato dal Pizzo Magn, alto 2329 m s.l.m., la cui catena sale fino al Torent Alto di 2956 m s.l.m. Su un altopiano tra le due cime, a 2089 m s.l.m. si trova il lago alpino Lago della Froda, che sfocia nel torrente Ri della Froda e alimenta le tre cascate della Cascata di Santa Petronilla, sopra la stazione ferroviaria di Biasca. Nell'estensione orientale del territorio comunale si trova la Val Pontirone con i villaggi di Pontironetto, Pontirone, Fontana, Mazzorign – che dal 1950 circa non sono più abitati tutto l'anno – e numerose frazioni minori, per lo più abbandonate al degrado. Un antico sentiero mulattiero conduce, attraverso il Passo di Giümela (2118 m s.l.m.), al villaggio di Rossa nella Valle Calanca, nel Cantone dei Grigioni.

A sud del centro storico, una zona residenziale e commerciale con numerosi condomini sfocia nella zona industriale, finché il fondovalle lungo il fiume Ticino, all'altezza di Boscone, si restringe e l'autostrada A2 e la strada cantonale occupano quasi tutto lo spazio del fondovalle. Il ponte successivo sul Ticino si trova solo tra i villaggi limitrofi a sud di Osogna e Lodrino, nel comune di Riviera.

A ovest, Biasca è delimitata dai fiumi Brenno e Ticino, dal tracciato dell’autostrada e dalla linea ferroviaria delle FFS. Lungo il Brenno si pratica la viticoltura. Alcuni ponti collegano Biasca a Pollegio-Pasquerio e a una zona forestale e agricola situata a Iragna, nel comune di Riviera. Qui Biasca possiede il terreno di Moterell. Sopra il villaggio limitrofo di Iragna si erge il Pizzo Ricuca, alto 2'282 m s.l.m. Ai suoi fianchi si aprono le valli laterali della Val d'Ambra a nord e della Val d'Iragna a sud.

Clima Il clima di Biasca è caldo e temperato. Secondo la classificazione dei climi di Köppen e Geiger la classificazione del clima è Cfb, ovvero clima mite umido con temperatura media del mese più caldo inferiore a e almeno 4 mesi sopra . La temperatura media annuale di Biasca è . Luglio con una media di è il mese più caldo, gennaio con il mese più freddo. La regione gode di un buon soleggiamento con un numero importante di precipitazioni annue. Le statistiche pluviometriche a Biasca indicano una piovosità media annua di , con un massimo di precipitazioni tra la primavera e l'autunno, nei mesi di maggio, giugno, settembre e ottobre. Anche ad agosto si riscontrano importanti precipitazioni, ma le stesse sono per lo più a carattere temporalesco intenso. Il mese più secco è gennaio con una media di precipitazioni pari a .

Storia Dal IX al XIV secolo Il più antico riferimento scritto di questa località si trova in un codice liturgico dell'abbazia di Pfäfers datato 830 in cui compare con l'antico nome di Abiasca. Importante centro politico e religioso, dopo la cessione dei territori delle tre valli ambrosiane da parte di Attone vescovo di Vercelli al capitolo dei canonici della cattedrale di Milano nel 948 il comune, con le valli adiacenti, fu legato, almeno religiosamente, all'arcidiocesi di Milano fino al 1888. Ecclesiasticamente Biasca, con la pieve di San Pietro, controllò le Tre Valli, con l'esclusione, almeno fino al XII secolo, della pieve di San Martino a OlivoneMarcionetti, 1979.. L'antica chiesa battesimale di San Pietro, di epoca carolingia, venne sostituita nell'XI secolo dall'attuale edificio che divenne poi collegiata.

La famiglia Orelli, che possedeva un castello sopra il borgo, ottenne dal capitolo del duomo di Milano la podestà sul borgo probabilmente nel XII secolo, ma la cittadinanza biaschese mitigò questo potere ottenendo il diritto di eleggibilità del podestà. Tale diritto è iscritto nella Carta di Biasca, redatta il 1º gennaio 1292. Politicamente gli Orelli controllarono Biasca fino alla metà del XIV secolo, quando passò sotto dominio visconteo assieme alla valle di Blenio; in seguito venne ceduta alla famiglia bolognese dei Pepoli. Il comune ottenne in quel periodo il diritto di eleggere un proprio console che amministrasse la giustizia.

Dal XV al XVIII secolo Nel XV secolo la regione subì a più riprese i tentativi dei confederati di controllare le valli a sud del passo del San Gottardo. Biasca venne occupata la prima volta nel 1403 dalle truppe dei cantoni Uri e Obvaldo; i Visconti la rioccuparono nel 1422 con la battaglia di Arbedo. Nuove occupazioni temporanee da parte di Uri si susseguirono nel 1439, 1449, 1466-1468 e 1478. Probabilmente venne annessa alla confederazione assieme alla valle di Blenio a partire dal 1495. Dal 1500 entrò nel baliaggio confederato della RivieraNuova storia della Svizzera e degli Svizzeri, 1982.. In questo periodo i biaschesi cercarono sempre di ritagliarsi uno spazio di autonomia, in particolare con il ducato di Milano, per esempio con gli statuti del 1434 dove, in particolare, si riconosceva al podestà, eletto dal popolo, il diritto di amministrare la giustizia.

Nel 1513 un'immensa frana staccatasi dal monte Crenone chiuse l'entrata della valle di Blenio, formando tra Biasca e Malvaglia un cumulo di detriti ancora presente oggi e chiamato Buzza di Biasca. Questo sbarramento formò un lago a monte della frana che nel 1515 cedette provocando un'alluvione devastante per tutta la regione sottostante. Biasca e tutta la regione ne furono profondamente segnate nei secoli successivi. Vennero distrutti circa 400 edifici, tra cui anche la chiesa dei Santi Filippo e Giacomo (citata nel 1468) e perirono circa 600 persone. La posizione strategica di Biasca come via di comunicazione stradale fu anche causa di propagazione di epidemie: tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo vi furono tre epidemie di peste che colpirono la regione.

Dal XIX al XXI secolo

Nel contesto dei grandi sconvolgimenti che interessarono l'intera Svizzera dopo la Rivoluzione francese, Biasca passò per un breve periodo, nell'ambito della Repubblica Elvetica, sotto l'amministrazione del Cantone di Bellinzona e oggi fa parte del Cantone Ticino, fondato nel 1803. Per secoli Biasca, come i villaggi circostanti, è stata caratterizzata dall'emigrazione. Fino al 1870 il paese era costituito solo da un nucleo abitativo ai piedi della chiesa, l'odierno «Vecchio Borgo». Nel 1831 Biasca, con circa 1900 abitanti, non aveva una scuola e solo 12 padri finanziavano collettivamente un precettore per i propri figli, di solito per i figli maschi. Sebbene la situazione dovesse cambiare con il Kulturkampf e l'ascesa del liberalismo, i villaggi della Val Pontirone rimasero senza scuola fino al 1850. Il lavoro minorile era all'ordine del giorno. Di conseguenza, delle 57 coppie che si sposarono a Biasca tra il 1856 e il 1860, 40 donne e 18 uomini firmarono il contratto di matrimonio apponendo una croce.

Nel 1874 entrò in funzione la linea ferroviaria Locarno–Biasca; nel 1882 fu inaugurato il collegamento ferroviario attraverso la Galleria del San Gottardo. Nel 1911 il servizio di carrozze trainate da cavalli verso la Valle di Blenio fu sostituito dalla Ferrovia Biasca-Acquarossa. Le officine di questa società, così come le numerose cave della zona, l'allevamento di bachi da seta e gli stabilimenti della Ferrovia del Gottardo presso la stazione di Biasca davano lavoro a centinaia di operai. Nella Val Pontirone, presso il ghiacciaio – oggi sciolto – del Torent Alto (2956 ), su incarico della Società Anonima per l'Esportazione di Ghiaccio Naturale «La Cristallina», fondata nel 1897, veniva estratto ed esportato il ghiaccio. Il ghiaccio veniva trasportato con funivie dal ghiacciaio presso Büiòn, a un'altitudine compresa tra i 2000 e i 2200 m s.l.m., passando per la radura di Bòva (1330 m s.l.m.), fino al villaggio di Pontirone (867 m s.l.m.) e da lì più a valle. Nel 1905 un canale sotterraneo sostituì l'acquedotto lungo 987 metri risalente al 1835.

Con la costruzione della rete viaria del passo del Gottardo, ultimata agli inizi del XIX secolo, si verificarono sostanziali mutamenti economici e demografici per Biasca, ancor più con l'apertura nel 1882 della galleria ferroviaria del San Gottardo. La fisionomia rurale del borgo si trasformò con lo sviluppo in particolare nella zona della stazione FFS, dove si allineano palazzine del tardo Ottocento. A Biasca, dal 1906 al 1921, si trovava la più importante stazione di smistamento delle FFS in Ticino, successivamente trasferita a Bellinzona. In quel periodo ebbe inizio un forte flusso migratorio proveniente dal Ticino e dall'Italia. Tra il 1915 e il 1961 si registrarono 109 naturalizzazioni di famiglie e singoli provenienti dall'Italia. Allo stesso tempo, la Val Pontirone subì un fenomeno di spopolamento, dove la scuola chiuse i battenti nel 1926. Ciò portò all'urbanizzazione della pianura della valle, fino ad allora utilizzata a fini agricoli.

Grazie all'iniziativa di un gruppo di abitanti del Borgo, tra i quali il dr. Alfredo Emma, il 29 settembre 1895, fu inaugurata una delle prime centrali elettriche del Canton Ticino. Questa ha portato ad avere precocemente energia elettrica e illuminazione pubblica nel centro delle Tre Valli.Il Biaschese, 1975

Nel XIX secolo diversi biaschesi emigrarono in California e in AustraliaStrozzi, 1992.. Biasca ha incorporato i comuni soppressi di Loderio e Pontirone.