Le Caverne Elephanta (in Marāṭhi घारापुरीची लेणी Gharapurichya Lenee) sono una rete di grotte dalle pareti scolpite, situate nell'Isola Elephanta, o Isola Gharapuri (letteralmente "la città delle grotte") nei pressi del porto di Mumbai, 10 km ad est della città nello Stato indiano del Maharashtra.
L'isola, è situata su un braccio del Mar Arabico, ospita due gruppi di grotte, il primo dei quali è composto da cinque grotte indù, il secondo, da due grotte buddiste. Le grotte indù contengono diverse sculture in pietra, e rappresentano il simbolismo religioso e spirituale della setta indù Shaiva, dedicata al dio Shiva
Le sculture intagliate nella roccia delle grotte sono state datate tra il V e l'VIII secolo d.C., anche se l'identità dei costruttori originali è ancora oggetto di discussione tra gli studiosi. Le grotte sono letteralmente scavate nella durissima roccia basaltica, e in origine erano tutte dipinte, ma di questa pittura, ora ne rimangono pochissime tracce.
Fu luogo di culto indù fino al 1534, anno dell'introduzione della Regola portoghese. Gli stessi Portoghesi ribattezzarono l'isola con il nome Elephanta, a causa della gigantesca statua storicamente presente all'imbarco principale, ora collocata all'esterno nel giardino zoologico Daji Bhau Lad del Museo Al Udyan Jijamata a Byculla, Mumbai. Questa grotta venne restaurata nel 1970 dopo anni di abbandono, e nel 1987 venne proclamata Patrimonio dell'umanità. Attualmente è gestito dal Survey of India (ASI).
Geografia
L'Isola Elephanta o Gharapuri, si trova a circa 11.26 chilometri ad est del molo da imbarco Apollo presso il porto di Mumbai e a circa 9.65 km a sud di Pir Pal in Trombay. L'isola si estende per 10.36 chilometri quadrati durante l'alta marea e per 15.54 chilometri quadrati con la bassa marea. Ora il nome Gharapuri appartiene ad un piccolo villaggio situato nella parte meridionale dell'isola. Le Grotte di Elephanta sono raggiungibili con un traghetto da Mumbai, la città più vicina dotata di aeroporto e stazione ferroviaria. La grotta è chiusa al lunedì.
L'isola è lunga 2.41 chilometri ed ospita, lungo l'asse nord-sud, due colline entrambe alte 152 metri. È tagliata da nord a sud da una profonda gola, mentre ad ovest, una terza collina sale dolcemente dal mare e si estende da ovest verso est attraverso un burrone, salendo per un'altezza massima di 173 metri. Questa collina è conosciuta come la collina degli Stupa ed ospita una rigogliosa foresta con alberi di mango, tamarindo, karanj e palme, mentre giù nella valle vi sono delle risaie. La sponde dell'isola sono ricche di cespugli di mongrovie. Gli approdi si trovano vicino a tre piccoli borghi noti come Bunder, a nord-ovest, Mora Bunder a Nord-Est, Gharapuri o Raj Bunder a sud.
Nella parte occidentale dell'isola vi sono cinque grotte scavate nella roccia, mentre sulla collina orientale è presente uno stupa in mattoni. Sulla parte superiore delle due grotte vi sono alcune cisterne scavate nella roccia, mentre una delle grotte situate sulla collina orientale è incompiuta. Secondo una disposizione del 1985 la zona include "un'area proibita" di circa un chilometro a partire dalla spiaggia.:File:Elephanta Rock-cut Temples Sign.jpg: Official plaque of Elephanta Rock Cut Temples at entry to the monuments, erected by the Archaeological Survey of India
Storia Poiché non sono stati scoperte iscrizioni nelle grotte dell'isola, la storia antica è solo un'ipotesi. Secondo una leggenda sia Pandava, eroe del poema epico indù del Mahābhārata, che Banasura, il devoto demone di Shiva, sono entrambi accreditati della costruzione dei templi e delle grotte. La tradizione locale sostiene che le grotte non sono artificiali, mentre gli storici dell'arte le hanno datate tra la fine del V e la fine dell'VIII secolo d.C. Scavi archeologici hanno portato alla luce dei Kshatrapa, monete risalenti al IV secolo d.C.
Il luogo ruota storicamente sulla difesa della dinastia Maurya governanti del Konkan nei confronti dell'imperatore Badami Chalukyas Pulakesi II (609-642) durante una battaglia navale del 635 d.C. L'isola Elephanta in quel periodo storico prendeva il nome di Puri o Purika, e fu anche capitale del regno Maurya Konkan. Alcuni storici attribuiscono le grotte all'epoca del regno Maurya Konkan, risalente a metà del VI secolo d.C., anche se altri confutano questa affermazione, affermando che un regno relativamente piccolo come il Maurya Konkan non avrebbe potuto intraprendere uno scavo, per il quale sarebbe stato necessario uno "sforzo quasi sovrumano" per scolpire nella roccia solida interi templi, non potendo disporre di sufficiente manodopera specializzata per la produzione di sculture di così "alta qualità" artistica.
Altri storici attribuiscono la costruzione al Kalacuris, tra la fine del V ed il VI secolo d.C. che può aver avuto un rapporto feudale con il Maurya Konkan. In un'epoca in cui era prevalente il politeismo, la grotta di Elephanta rappresentava la principale dedica al monoteismo della setta del Shivaismo Pàshupata, una setta a cui appartenevano sia il Kalacuris che il Maurya Konkan.
Circolano molte ipotesi sui costruttori delle caverne. Per esempio: i Chalukyas che sconfissero sia i Kalacuris che i Maurya Konkan, sono da alcuni ritenuti, verso la metà del VII secolo, gli artefici della grotta principale, così come lo sono stati gli Rashtrakutas, tra l'inizio del VII e la fine del VIII d.C. Infatti la grotta Shiva di Elephanta è simile, in alcuni aspetti, al tempio del Rashtrakuta risalente all'VIII secolo d.C., il tempio di Kailasanathar presso Ellora. La Trimurti di Elephanta che mostra i tre volti di Shiva è simile alla Trimurti di Brahmā, Visnù e Mahesh (Shiva) dell'insegna reale dei Rashtrakutas. Le sculture di Nataraja e di Ardhanarishvara sono attribuite al Rashtrakutas.
Più tardi, l'isola fu governata da un'altra dinastia Chalukyan, successivamente dal sultanato del Gujarat, che, tra il 1534 ed il 1661, si arrese al dominio portoghese. Da allora, l'isola venne chiamata Gharapuri Elephanta, nome ancora usato nella locale lingua marāṭhi. I portoghesi chiamarono l'isola Elephanta Island in onore di un'enorme statua, una roccia scavata nella durissima pietra basaltica a forma di elefante, installata successivamente su una collinetta ad est del villaggio di Gharapuri. Attualmente la statua si trova nello zoo di Mumbai lo Jijamata Udyaan
La Regola portoghese fu causa di un calo della popolazione indù dall'isola e l'abbandono della grotta principale, la grotta di Shiva, come luogo di culto indù regolare, anche se il culto Mahashivratri, legato alla festa di Shiva, è ancora presente.Times of India, Mumbai, 13 febbraio 2010, pag. 12 (L'immagine mostra la Trimurti inghirlandata, con didascalia). Il dominio coloniale portoghese fece danni considerevoli ai santuari. I soldati utilizzarono i rilievi della grotta di Shiva per il tiro al bersaglio, risparmiando solo la scultura rappresentante la Trimurti. Hanno anche rimosso una scritta relativa alla creazione delle grotte. Mentre alcuni storici accusano solo i portoghesi della distruzione delle grotte, altri ipotizzano come causa il dilavamento e le infiltrazioni prodotte dall'acqua piovana. I portoghesi lasciarono l'isola nel 1661 a causa del trattato conseguente al matrimonio tra Carlo II d'Inghilterra e Caterina di Braganza, figlia del re Giovanni IV del Portogallo : come parte della dote di Caterina verso Carlo le isole passarono all'Impero britannico.
Anche se la grotta principale venne restaurata nel 1970, le altre, tra cui tre dotate di sculture importanti, sono ancora gravemente danneggiate. Le grotte sono state dichiarate, nel 1987, patrimonio dell'umanità da parte dell'UNESCO in base a specifici criteri culturali: .. le grotte rappresentano un capolavoro del genio creativo umano.. e .. [in grado] di portare una testimonianza unica o quanto meno eccezionale di una tradizione culturale o di una civiltà vivente o scomparsa.
Panoramica Sull'isola vi sono due gruppi di grotte intagliate in stile architettonico. Sono tutte scavate nella durissima roccia basaltica, e, pur essendo state dipinte, di tale pittura ne rimangono solo alcune tracce. Il gruppo più numeroso consiste di cinque grotte situate sulla collina occidentale dell'isola, ben note per le sue sculture indù. La grotta principale identificabile come Grotta uno è situata a circa 1,6 chilometri da una collina posta di fronte all'oceano. Si tratta di una struttura complessa, un tempio scavato nella roccia che si estende su una superficie di 60.000 metri quadrati, e si compone di una camera principale, due camere laterali, dei cortili, e dei reliquiari. L'ingresso posteriore è più basso di 39 metri rispetto all'ingresso anteriore. Il complesso del tempio è considerato la dimora di Shiva raffigurato con sculture che ne rivelano ampiamente le azioni e le sue celebri e diverse forme.
Nella parte orientale dell'isola, sul colle Stupa, vi è un piccolo gruppo di grotte che ospitano i monumenti buddisti. Questa collina prende il nome dallo Stupa eretto sul colle omonimo. Una delle due grotte è incompleta, mentre l'altra contiene una Stupa in mattoni.
La grotta principale
La grotta principale, chiamata grotta di Shiva, Grotta uno, o Grotta Grande, è lunga 27 metri ed è costituita da una grande sala a pianta quadrangolare (mandapa). Per raggiungerla dal livello del mare è necessario salire per 1.000 scalini.
L'ingresso della grotta è allineato con l'asse nord-sud, insolito per un santuario dedicato a Shiva, normalmente orientati secondo l'asse est-ovest. Vi sono quattro pilastri che incorniciano tre ante aperte. L'aula di ingresso è composta da sei pilastri che compongono tre campate. I pilastri hanno una base quadrangolare e un fusto che a metà dell'altezza complessiva diventa a sezione circolare, culminando in un capitello a ciambella, percorso da sottili scanalature La volta è scavata simulando delle travi.
In questa aula di ingresso si trovano due grandi bassorilievi nelle rientranze ai lati, rappresentanti Shiva e sono risalenti al periodo Gupta. Il bassorilievo di sinistra raffigura Yogishvara (il Signore dello Yoga), mentre a destra si trova Nataraja (Shiva come Signore della danza). Il santuario centrale di Shiva (vedi al nº16 nella piantina qui sotto) è una cella quadrata dotata di quattro ingressi e si trova a destra della sala principale. All'estremità est ed ovest delle grotte si possono trovare altri piccoli santuari: il santuario orientale fungeva da ingresso cerimoniale.
Ogni rientranza nella parete ospita un rilievo di grandi dimensioni di Shiva, alto circa 4,87 m. Il rilievo centrale, Shiva Trimurti, si trova sulla parete sud ed è affiancata da Ardhanarisvara, una delle rappresentazioni di Shiva come mezzo uomo e mezza donna; alla sinistra invece si trova Gangadhara, alla sua destra è visibile, attraverso gli arruffati riccioli di Shiva, la metaforica rappresentazione della discesa del fiume Gange.
Nella sala principale vi sono altre sculture rappresentanti i diversi aspetti di Shiva, situate in posizioni strategiche e in cubicoli isolati. Tra queste osserviamo la Kalyanasundara, raffigurante il matrimonio di Shiva con la dea Parvati, l'Andhakasuravadamurti o Andhakasuramardana, l'uccisione del demone Andhaka, Shiva-Parvati sul Monte Kailash (la dimora di Shiva), e Ravananugraha, raffigurante il demone-re Rāvaṇa che sta scuotendo il Monte Kailash
Le grotta principale è un mix di stili architettonici Chalukyan. Le caratteristiche quali: figure massicce delle divinità, guardiani, pilastri quadrati con capitelli personalizzate con caratteristiche artistiche Gupta, come la rappresentazione delle montagne e delle nuvole e acconciature femminili è tipico di questo stile.
Legenda:
Aula principale 1. Ravana che solleva il monte Kailash 2. Shiva e Parvati nel monte Kailash 3. Ardhanarishvara 4. Trimurti 5. Gangadhara 6. Nozze di Shiva 7. Shiva che uccide Andhaka 8. Nataraja 9. Yogishvara 16. Linga
Santuario ala est 10. Kartikeya