Membro della famiglia Zori (de Thori), succedette al padre Mariano I, viene ricordato soprattutto perché trasferì dalla «ruinata»Pasquale Tola, Dizionario biografico degli uomini illustri di Sardegna, p. 39. Tharros a causa di una guerra ad Oristano la capitale del regno trasferendo il vescovo, il clero e tutto il popolo torrense.

Nel 1073, papa Gregorio VII scrisse un'epistola nella quale richiamava Orzocco e tutti i regnanti sardi all'obbedienza verso la Santa Sede esortando tutti al recupero della religione in Sardegna. Come i suoi predecessori anche Orzocco I si adoperò affinché la religione cristiana si diffondesse e radicasse nell'isola. Queste lettere (la seconda nel 1080) imponevano ai monaci di radersi la barba com'era costume nel resto d'Europa, l'arcivescovo di Cagliari si rifiutò e venne sollevato dall'incarico. Le lettere davano il potere a Orzocco I di fare altrettanto con i disobbedienti. Fece costruire anche la chiesa dedicata a San Nicola ad Ottana. Prese in moglie Nivatta (o Nibatta) che diede alla luce Torbeno, suo successore. Lei sopravvisse alla morte del marito e fece iniziare la costruzione della villa e del castello di Cabras, che divenne la residenza di tutti i suoi successori.

Note

Bibliografia Pasquale Tola, Dizionario biografico degli uomini illustri di Sardegna, 1838

Categoria:Giudici di Arborea