Fu il quinto e minore dei figli maschi di Šuppiluliuma I il grande; prima della sua ascesa al trono fu capo delle Guardie Reali, durante il breve regno del fratello Arnuwanda II.
Ascesa al trono Mursili salì al trono nel 1.321 a.C. dopo la prematura scomparsa del re, suo fratello Arnuwanda II. Questi, come il padre Suppiluliuma I, cadde vittima dell'epidemia che flagellò il regno ittita a partire dal 1325 a.C., introdotta a Hatti dai prigionieri cananei deportati dopo la campagna di Šuppiluliuma I in quella regione.. Morto Arnuwanda e, probabilmente, anche il suo erede Tulpi, resta un mistero il perché sia stato Mursili ad ascendere al trono e non uno degli altri due fratelli maggiori (che peraltro appoggiarono tale scelta) ancora in vita: Sharri-Kusuh/Piyassili viceré di Carchemish e Telipinu governatore di Aleppo.
Non appena si sparse la notizia dell'ascesa di un re ritenuto giovane ed inesperto, la periferia dell'impero ittita si sollevò. Il re dovette affrontare subito la rivolta delle tribù dei Kaska del Ponto anatolico, le cui incursioni da Nord periodicamente si ripetevano in un'area troppo vicina alla capitale ittita; Mursili, domate le rivolte, pensò di ripopolare le terre dell'estremo Nord utilizzando anche prigionieri di guerra, in modo da formare una sorta di cuscinetto tra i Kaska e la capitale Hattuša, rendendo così ancora più massiccia la pratica della deportazione..
La rivolta di Arzawa Ma la sfida più grande giunse a Mursili da ovest: Arzawa, domata e spezzettata da suo padre Šuppiluliuma I, manifestò nuovi sintomi di ribellione, vagheggiando forse di ricostituire un passato glorioso e unitario come alcuni decenni prima quando, sotto Tarhuna-Radu, aveva conquistato un ruolo di primo piano, confinando gli Ittiti nella loro terra d'origine.
Quando Mursili ascese al trono, l'area di Arzawa era suddivisa in una sorta di confederazione di Stati, tutti vassalli degli Ittiti, secondo una ripartizione regionale effettuata un ventennio prima da Šuppiluliuma I; Wilusa, nell'estremo Nord; la Terra del fiume Seha (su cui era appena asceso al trono Manhapa-Tarhunta, figlio del fedele vassallo ittita Muwa-Walwi); Mira-Kuwaliya su cui regnava MashuiluwaOggi alcuni storici come la Heinhold-Kramer, Starke, lo stesso J.D.Hawkins (si veda il suo "Tarkasnawa king of Mira" Note 50-57-58-59), ritengono probabile che in realtà fino alla rivolta del 1321 Mira non fosse uno stato indipendente, ma che fosse essa stessa parte di Arzawa Minor, su cui regnasse Uhha-Ziti dal trono di Apasa; secondo questa teoria, dopo la rivolta, Mursili avrebbe spostato la sede del regno a Mira, nominando come sovrano il fedele Mashuiluwa che all'epoca non sarebbe stato re; negli annali Ittiti ci si riferirà a lui infatti come "il Signore di Arzawa", sposato con Muwatti, figlia di Šuppiluliuma I e sorella di Mursili; Hapalla sul cui trono era TargasnalliDagli Annali di Mursili non è chiaro se questi fosse sovrano già al tempo della rivolta e sia stato poi confermato sul trono col trattato di vassallaggio di cui al reperto con sigla ufficiale CTH 67 o se sia stato elevato a re solo dopo la conclusione della campagna; e infine lo Stato che gli studiosi hanno denominato "Arzawa Minor", il nucleo centrale dell'area sviluppato attorno alla capitale Apasa (l'Efeso classica), su cui regnava l'anziano Uhha-Ziti, sconfitto e reso vassallo proprio da Šuppiluliuma I a PurandaTrevor Bryce, I troiani ed i popoli limitrofi..
A questi, sebbene probabilmente di etnia differente ma comunque collocati nell'area occidentale dell'Anatolia e strettamente legati al mondo di Arzawa, possono essere aggiunti gli Stati di Masa e di Lukka, entrambi in orbita ittita.
Diversa la situazione per il territorio attorno a Millawanda/Mileto: la città, in passato spesso in orbita ittita, era divenuta una sorta di avamposto regionale per la potenza egea degli AhhiyawaMolti autori propendono per Micene o una coalizione di stati micenei con a capo questa città (come Taracha, Bryce, Cline e Beckman). Latacz invece propone Tebe. Joachim Latacz, Troy and Homer. Pag.240 e seg.. Non avendo verosimilmente la forza per una conquista armata, dalla metà del XIV secolo a.C., gli Ahhiyawa si erano spinti in Anatolia con evidenti scopi commerciali e politici, facendo leva su alcuni sobillatori o piccoli "signori" locali, per fomentare l'insofferenza e la ribellione verso l'impero ittita che, con la sua presenza, impediva di fatto che gli Ahhiyawa potessero penetrare nell'area; Millawata era divenuta la loro base.
Convinto di aver di fronte un avversario debole e di poter contare sull'appoggio e la ricompensa di Ahhiyawa, Uhha-Ziti sfidò apertamente il nuovo re, ribellandosi e incitando alla rivolta gli altri Stati di Arzawa; Muršili II registrò il disprezzo del rivale in un documento: "Tu sei solo un bambino; non sai niente e non mi fai alcuna paura. Il tuo regno è in rovina, la tua fanteria e la tua cavalleria sono deboli. Contro la tua fanteria, ho una grande fanteria; contro la tua cavalleria, ho una grande cavalleria. Tuo padre aveva una grande fanteria e una grande cavalleria. Ma tu che sei un bambino, come puoi essergli uguale?"
Muršili II era sì un re giovaneCome testimonia lo stesso Mursili nell'orazione CTH 379: "..a quel tempo (della morte di Tuthankamon, 1329 ca.) ero poco più di un bambino..." il che fissa la sua data di nascita al 1340-1338 a.C., e la sua età all'incoronazione a 17-19 anni., ma il suo esercito non era affatto in rovina, né gli mancavano capacità e coraggio. Sistemata la questione Kaska, il re mosse personalmente a ovest, invadendo Arzawa con le proprie truppe a cui si erano unite quelle del fratello Sharri Kushuh, governatore di Carchemish. Uhha-Ziti, che poteva contare su un eccellente esercito guidato dai figli Piyama-Kurunta e Tapalazunawali, riuscì ad avere l'appoggio dello Stato del fiume Seha, mentre Mira, sebbene divisa in fazioni, combatté con Mashuiluwa a fianco degli IttitiÈ possibile che oltre alla fedeltà verso gli Ittiti, Mashuiluwa avesse anche motivi personali per schierarsi contro Uhha-Ziti: un passaggio negli Annali di Mursili, infatti, lascia intendere che proprio Mashuiluwa potesse essere l'erede legittimo del trono di Arzawa, forse addirittura della Grande Arzawa, come suggerisce Starke, e che Uhha-Ziti potesse essere un usurpatore, magari uno dei fratelli che lo avevano esiliato: "...e la terra di Mira...io restitui a Mashuiluwa, e la casa ed il trono di suo padre io restituii a lui"; si veda a tal proposito J.D.Hawkins: Tarkasnawa king of Mira. Pag.15.; Wilusa e Hapalla, invece, probabilmente rimasero neutrali.
Mentre Mursili era in marcia verso Arzawa un meteorite cadde sulla capitale Apasa e ferì tra gli altri proprio Uhha-Ziti; gli Ittiti interpretarono il segno come un presagio favorevole, mentre Uhha-Ziti non poté guidare l'esercito in battaglia e lo affidò al figlio Piyama-Kurunta. Lo scontro avvenne sul fiume Astarpa: Mursili sconfisse duramente l'esercito di Arzawa (1319 a.C.), distrusse Millawata, strinse d'assedio Apasa e costrinse Uhha-Ziti con i figli a fuggire nelle isole egee riparando ad Ahhiyawa, dove il re ribelle morì pochi mesi dopoMursili, Annali dei dieci anni, anni 3-4. Nome ufficiale del reperto: CTH 61.. Mentre si preparava ad attaccare la Terra del fiume Seha, il giovane re ribelle Manhapa-Tarhunta inviò l'anziana madre a invocare il perdono; Mursili glielo concesse e lo riconfermò come vassalloBeckman, Bryce, Cline, The Ahhiyawa texts. Pag.10-27. Gli altri stati di Arzawa riconfermarono la loro sottomissione agli Ittiti: Mursili cancellò il territorio di Arzawa Minor, inglobandolo nello Stato di Mira sotto Mashuiluwa (1318 a.C.)Come ipotizzato per prima dalla Rehinold-Kramer e poi confermato dalla traduzione di Hawkins dei rilievi di Karabel. J.D. Hawmins: Tarkasnawa king of Mira. Pag. 15. Si veda comunque quanto in nota 3., verosimilmente per la fedeltà dimostrata.
Un Re sotto assedio Al rientro a Hattuša, dovette affrontare nuovamente i Kaska: infatti i barbari del Nord, per la prima ed unica volta, si erano uniti attorno ad un capo, Pihhuniya; Mursili intervenne con immediatezza e decisione, sconfiggendo e riducendo in schiavitù Pihhuniya (1317).
Chiusa intanto la parentesi di Akhenaton, l'Egitto si stava risollevando, manifestando rinnovate ambizioni in Siria; il nuovo faraone, il generale Horemheb, stava fomentando rivolte tra i vassalli ittiti dell'area, inviando truppe proprie in appoggio agli staterelli locali (1315); ma Mursili intervenne e sconfisse gli Egizi, costringendoli a riparare a Sud, sebbene le rivolte e il malcontento nell'area restassero.
Di Mursili abbiamo una fonte dettagliata di notizie: gli annali dei primi dieci anni di regno, in due diverse stesure (una più ampia ed una più concisa), cronache minuziose di ogni evento della vita del sovrano, e del regno Ittita in genere.
L'anno più difficile del regno di Mursili fu il 1313 a.C.: i due fratelli maggiori, che governavano a Carchemish e ad Aleppo, morirono, in un momento in cui i principati siriani erano ancora in fermento; gli Assiri, approfittando del vuoto di potere, invasero Carchemish, mentre a nord le tribù Hayasa-Azzi fecero lo stesso con le "Terre Alte" ittite. Inoltre, all'inizio del 1312, morì in circostanze misteriose la regina, Gassulawiya, che gli aveva appena dato il terzogenito Hattusili.
Muršili divise l'esercito in tre parti e spedì la prima a Nord al comando del generale Nunanza, la seconda in Siria sotto il veterano Kurunta e guidò personalmente la terza a Carchemish contro gli AssiriTrevor Bryce, The kingdom of the Hittites. Pag.202-203.. La vigorosa reazione ebbe successo, cogliendo alla sprovvista i nemici: Nunanza scacciò gli invasori dalle Terre Alte (1313) e poi l'anno seguente, raggiunto dal re, sottomise il territorio degli Hayasa-Azzi. Muršili respinse gli Assiri che abbandonarono Carchemish, al cui governatorato fu posto il nipote Shahurunuwa. Infine, i principati siriani furono di nuovo sottomessi, e la frontiera ittita con l'Egitto tornò a Kadesh, tradizionale punto di contatto tra gli imperi. Ad Aleppo Muršili pose l'altro nipote Talmi-Sharrumma, ripristinando lo status quo.
Nel frattempo l'epidemia di peste che aveva colpito Hatti sotto Šuppiluliuma I e che era costata la vita al re e al suo erede, continuò anche sotto il regno di Muršili; il sovrano, si legge in un'orazione, riteneva che la responsabilità fosse da attribuirsi ai "fatti relativi alla morte di Tudhaliya il Giovane", il fratellastro di Šuppiluliuma I eliminato in modo cruento.
Muršili II affrontò anche la questione della morte della moglie Gassulawiya, mettendo sotto processo la Regina Regnante Tawananna, figlia del re cassita Burnaburiash II e ultima consorte del padre, accusandola di aver eliminato sua moglie con la magia nera. In realtà tra i figli di Šuppiluliuma I e l'ultima sposa del padre non era mai corso buon sangue: questi rimproveravano alla principessa babilonese di aver introdotto a corte usi e costumi troppo diversi da quelli della tradizione di Hatti; è possibile che Muršili stesse pensando di sostituirla nel rango di Regina Regnante con la moglie Gassulawiya e che Tawananna, per questo, abbia tramato per eliminare la rivale. Il processo si concluse con la condanna della Regina ma Muršili, contro il parere degli aruspici, le risparmiò la vita, limitandosi ad allontanarla dal palazzo rimuovendola da ogni ruoloTrevor Bryce, The kingdom of the Hittites. Pag.206-214.
Intanto, ad occidente, Mashuiluwa re di Mira si ribellò (1310)Sobillato dal reggente della città di Maşa; ancora una volta Muršili guidò personalmente il suo esercito ad Arzawa con successo: Mashuiluwa, sconfitto, fu confinato a Hattuša mentre sul trono di Mira venne posto suo figlio Kupanta-Kurunta membro della famiglia reale ittita per parte di madre.