Il Palazzo Sanssouci (dal francese sans souci, "senza preoccupazioni") si trova nella parte orientale dell'omonimo parco ed è uno dei più famosi castelli di Potsdam, capitale del Brandeburgo. Fra il 1745 e il 1747 Federico II il Grande, re di Prussia, fece erigere una piccola residenza estiva in stile rococò, sulla base di schizzi da lui stesso disegnati. Il progetto fu affidato all'architetto Georg Wenzeslaus von Knobelsdorff. Nel 1841 l'edificio fu ampliato con l'aggiunta di due ali laterali per volere di Federico Guglielmo IV, i cui abbozzi furono trasformati in progetto dall'architetto Ludwig Persius.

Nel 1990 i castelli e i giardini del parco di Sanssouci sono stati inclusi dall'UNESCO nella lista dei patrimoni dell'umanitàScheda sul sito dell'UNESCO.. Secondo la descrizione fatta dalla Commissione tedesca per l'UNESCO, "il castello e il parco di Sanssouci, spesso indicati come la Versailles prussiana, sono una sintesi delle tendenze artistiche del XVIII secolo nelle città e presso le corti europee. L'insieme è un eccezionale esempio di creazione architettonica e organizzazione del paesaggio sullo sfondo intellettuale dell'idea monarchica di Stato"Commissione tedesca per l'UNESCO..

La collocazione del palazzo di Sanssouci su una collina coltivata a vigneto riflette un ideale di armonia fra l'uomo e la natura, in un paesaggio ordinato dall'intervento umano. Il palazzo, nel mezzo della natura, con l'ampia vista sulla campagna circostante, era il luogo nel quale Federico II intendeva risiedere "senza preoccupazioni", coltivando i suoi interessi personali e artistici. Non si trattava dunque di un edificio destinato alla corte e all'esercizio delle funzioni di governo, quanto invece di un vero e proprio rifugio privato del re e dei suoi ospiti più intimi.

Storia

Il vigneto a terrazze

I celebri giardini di Sanssouci nacquero a seguito della decisione di Federico II di realizzare un vigneto a terrazze sul versante meridionale delle colline di Bornstedt. In passato l'altura era coperta di querce, ma ai tempi del "re soldato" Federico Guglielmo I gli alberi erano stati abbattuti e impiegati per consolidare i terreni paludosi nel quadro dell'ampliamento della città di Potsdam. Il 10 agosto 1744 Federico II diede ordine di coltivare la "montagna deserta" con la realizzazione di un vigneto a terrazze.

Sotto la guida dell'architetto Friedrich Wilhelm Diterichs il versante meridionale della collina di Sanssouci venne articolato in sei ampie terrazze con mura di sostegno arcuate nella parte centrale, al fine di ottenere la migliore esposizione al sole possibile. Lungo le pareti delle mura di sostegno venne creata un'alternanza fra superfici dritte, alle quali erano appoggiate spalliere con piante da frutta e vitigni locali, e 168 nicchie munite di vetri, nelle quali crescevano specie esotiche. I singoli terrazzamenti al di sopra delle mura erano delimitati da strisce erbose e coltivati con alberi da frutto: nella stagione estiva, fra 96 piramidi di tasso erano collocati 84 vasi con piante di arancio. La direzione dei lavori di giardinaggio fu affidata a Philipp Friedrich Krutisch. Lungo l'asse centrale 120 (oggi 132) gradini conducevano fino in cima al pendio, suddivisi in sei sezioni in corrispondenza delle terrazze, mentre ai lati vennero tracciate due rampe di accesso. La realizzazione del vigneto a terrazze fu praticamente completata nel 1746.

Al di sotto delle terrazze, nel parterre, fu realizzato nel 1745 un giardino ornamentale in stile barocco, con prati erbosi, aiuole di fiori e boschetti. Nel 1748 la parte centrale del parterre fu decorata con una fontana quadrilobataLa forma della fontana fu trasformata in un ovale nel 1787 e in un cerchio nel 1841; quest'ultima è la forma che essa ha attualmente.. Il centro della fontana era abbellito da sculture in piombo dorato con raffigurazioni ispirate alla mitologia classica, che oggi non sono più conservateIl gruppo Teti con delfini e Tritoni, attribuito a Georg Franz Ebenhecht oppure a François Gaspard Balthazar Adam e Benjamin Giese, fu rimosso nel 1787 per via del cattivo stato di conservazione e sostituito con il gruppo Galatea seduta su una conchiglia, accompagnata da due tritoni e cinque delfini di Johannes Eckstein, il quale venne a sua volta rimosso nel 1820. Cfr. Saskia Hünecke, Bauten und Bildwerke im Park Sanssouci, cit., p. 101.. Dal 1750 il bacino è contornato da dodici statue di divinità e rappresentazioni allegoriche in marmo: Mercurio, La pesca nel mare (l'acqua), Apollo con Pitone morto, Diana al bagno, Venere osserva lo scudo forgiato da Vulcano per Enea (il fuoco), Giunone con il pavone, Giove con Io, Cerere insegna a Trittolemo ad arare (la terra), Marte, Minerva, Il ritorno dalla caccia (l'aria) e Venere. Le statue di Mercurio e di Venere, opera di Jean-Baptiste Pigalle, e i due gruppi allegorici raffiguranti gli elementi dell'aria e dell'acqua, opera di Lambert-Sigisbert Adam, erano doni del re di Francia Luigi XV. Le altre statue provenivano dalla bottega di François Gaspard Balthazar Adam. Verso sud il parterre confinava con un fossato. Un orto che si trovava verso la parte sud-orientale, il cosiddetto "Marlygarten", venne conservato. Il nome fu dato a questo orto da Federico Guglielmo I, che - definendolo "il mio Marly" - voleva riferirsi scherzosamente al lussuoso parco del re di Francia Luigi XIV presso il castello di Marly. Federico II attribuì sempre, anche in occasione dei successivi ampliamenti del parco, un grande valore all'intreccio di giardini ornamentali e orti, di arte e natura.

Sanssouci al tempo di Federico II

Il 13 gennaio 1745 Federico II diede l'ordine di costruire una residenza di piacere a Potsdam e il 14 aprile seguente venne posata la prima pietraGötz Eckardt (cur.), Schloss Sanssouci, cit., p. 14.. I progetti vennero disegnati dall'architetto Georg Wenzeslaus von Knobelsdorff sulla base degli schizzi del re. Knobelsdorff intendeva alzare l'edificio con un piano seminterrato e di collocarlo vicino al margine della prima terrazza superiore, affinché la vista dell'edificio dal parterre creasse un maggior effetto scenografico. Questa idea venne però bocciata dal re: egli non voleva alcun palazzo di rappresentanza, ma una residenza privata tale da soddisfare le sue esigenze personali. Una costruzione a un solo piano, il cui basamento fosse la terra, senza tanti gradini, dalla quale si potesse uscire direttamente su un'ampia terrazza e da lì raggiungere i giardini. Uno stretto connubio fra il gusto degli arredi e la libertà della natura.

Federico II intervenne personalmente, sia sul piano amministrativo sia su quello artistico, nella costruzione di tutti gli edifici realizzati per suo ordine a Potsdam e Berlino. I progetti venivano realizzati secondo le sue direttive e i lavori potevano incominciare soltanto dopo che il re aveva approvato i relativi preventivi di spesa. Si intrometteva in ogni questione e voleva essere informato su tutti i dettagli, cosa che spesso conduceva a disaccordi fra gli architetti e il re. L'indole autocratica di Federico II limitò dunque anche le idee architettoniche di Knobelsdorff, che dovette trasporre nei suoi progetti gli eccentrici desideri del suo committente.

Dopo solo due anni di costruzione, il 1º maggio 1747 il palazzo di Sanssouci venne ufficialmente inaugurato, sebbene non tutti gli ambienti fossero stati completati. Eccetto che nei periodi di guerra, Federico II vi abitò dalla fine di aprile fino all'inizio di ottobre di ogni anno. L'edificio era concepito soltanto per il re e per gli ospiti da lui selezionati. Dalla moglie Elisabetta Cristina di Brunswick-Wolfenbüttel-Bevern, con cui era sposato dal 1733, Federico II viveva di fatto separato da quando era salito al trono, nel 1740.

Per le esigenze di rappresentanza era destinato il castello di Potsdam, che venne ristrutturato proprio in quel periodo e che venne abitato da Federico II nei mesi invernali. Potsdam divenne così la vera e propria città di residenza del sovrano prussiano, mentre Berlino passò in secondo piano, giacché il castello di Charlottenburg fu abitato dal re soltanto per brevi periodi.

A Sanssouci Federico II componeva, suonava e filosofava. Governava disciplinatamente il suo regno e viveva con semplicità e senza fasto. Con l'età la sua modestia arrivò a diventare avarizia. Durante la sua vita il re non fece fare alcun lavoro di manutenzione all'esterno del palazzo e consentì malvolentieri a piccole riparazioni all'interno dei locali.

Sanssouci dopo Federico II Dopo la morte di Federico II ebbe inizio per la Prussia una nuova epoca, che divenne visibile anche nel mutamento delle forme architettoniche. Con la salita al potere di Federico Guglielmo II, lo stile neoclassico, ormai già da tempo imperante in Europa, fece il suo ingresso anche a Potsdam e a Berlino. Il nuovo re si fece costruire il Marmorpalais e abitò nel palazzo di Sanssouci soltanto finché il nuovo edificio non fu terminato. Già subito dopo la morte di Federico II i mobili del palazzo vennero cambiati e il locale che serviva da studio e camera da letto del re fu rinnovato sotto la direzione dell'architetto Friedrich Wilhelm von Erdmannsdorff, che in tal modo realizzò quello che fu il primo interno dei castelli di Potsdam e Berlino a essere decorato in stile neoclassicoGötz Eckardt (cur.), Schloss Sanssouci, cit., p. 31..

Federico Guglielmo III, salito al trono di Prussia nel 1797, soggiornò a Sanssouci solo occasionalmente, senza apportare cambiamenti. Soltanto sua moglie Luisa abitò con sua sorella Federica nel palazzo di Sanssouci per alcuni mesi nel 1794, mentre il marito si trovava in PoloniaKarin Feuerstein-Praßer, Die Preußischen Königinnen, München, Piper Verlag, 2000, p. 271.. Di preferenza la famiglia reale trascorreva i mesi estivi nel castello di Paretz o in quello di Pfaueninsel.

Il palazzo di Sanssouci e il suo mobilio rimasero intatti anche durante l'occupazione di Potsdam da parte delle truppe francesi nel 1806, giacché Napoleone lo pose sotto la propria personale protezione, preservandolo così dai saccheggi.

Sanssouci al tempo di Federico Guglielmo IV

Quasi un secolo dopo la costruzione del palazzo di Sanssouci, al trono di Prussia salì un ammiratore di Federico il Grande. Federico Guglielmo IV coltivava molteplici interessi, soprattutto nell'ambito dell'architettura e del giardinaggio paesaggistico. Fin da quando era principe ereditario, egli cercò di avvicinarsi al mondo del suo pro-prozio e nel 1815 si trasferì negli appartamenti del castello di Berlino che un tempo erano stati abitati da Federico II. Nel 1835 ottenne il permesso di abitare anche nel palazzo di Sanssouci, sebbene lui e sua moglie Elisabetta Ludovica di Baviera avessero a disposizione il castello di Charlottenhof, costruito pochi anni prima nella parte sud-occidentale del parco di Sanssouci. La coppia principesca abitò nelle antiche stanze degli ospiti, nell'ala occidentale del corpo principale, mentre le stanze di Federico II nell'ala orientale furono destinate agli eventi mondaniGötz Eckardt (cur.), Schloss Sanssouci, cit., p. 32..