Primogenito ed erede designato (tuhkanti) del re Muwatalli II, chiamato alla nascita col nome hurrita Urhi-TeshubCome definitivamente dimostrato dal sigillo di Nišantepe tradotto da Otten nel 1993., salì sul trono dell'impero ittita come Muršili III alla morte del padre (1272 a.C.)Una minoranza di storici, soprattutto Cammarosano, ipotizzano una breve e contrastata coreggenza col padre, basandosi sulla traduzione dei reperti KUB 21.33 e KUB 31.66 e su conseguenti deduzioni. Si veda M. Cammarosano: A coregency for Mursili III?. Contra Hawkins (2011) che ritiene la presenza del nome di Muwatalli in due sigilli riportanti quello del figlio un tentativo di questi di legittimarsi e non l'indizio di una coreggenza..

Figlio di una concubina del re o di una sposa secondaria, era quello che gli Ittiti consideravano un "figlio di secondo rango", cui solitamente veniva preferito come erede alla corona il figlio della sposa principale del reTrevor Bryce, The kingdom of the Hittites. Pag. 252-253. Il cosiddetto "Editto di Telipinu", nome ufficiale del reperto CTH19, sanciva le regole di successione al trono ittita, chiarendo che fosse preferibile un figlio di primo rango come erede, poi un figlio di secondo rango e infine, in assenza di figli maschi, il marito di una figlia di primo rango; ma lasciando comunque al re la scelta del successore.. Probabilmente Muwatalli II non aveva figli di primo rango, anche se alcuni studiosi tra cui l'eminente ittitologo Singer ritengono che Kurunta, figlio minore del sovrano, potesse esserlo.

Il regno Nonostante qualcuno gli attribuisca solo 5 anni di regno, è oggi ormai certo che Muršili III abbia regnato per sette anni, dal 1272 al 1265 a.C., come il suo successore Hattušili III spiegò in un'orazioneSi veda la "Preghiera di Hattušili alla Dea del Sole di Arinna", nome ufficiale del reperto CTH 383..

Durante il suo regno il ruolo di Regina Regnante fu svolto da Danuhepa, ultima moglie di suo nonno, unica a cui troviamo associati sigilli con i suoi due nomi (Mursili III/Urhi Teshub). Il rapporto tra di loro deve essere stato particolarmente forte visto che la richiamò a corte dopo l'esilio a cui l'aveva costretta suo padre Muwatalli e le restituì il ruolo di Regina Regnante. Il processo a cui Danuhepa fu sottoposta da Muwatalli II per supposti atti profanatori è ritenuto oggi puramente strumentale; in realtà il Re temeva che la Regina, ultima consorte del padre, potesse spingere i propri figli verso il trono a scapito dei suoiT. Bryce: The kingdom of the Hittites, pag. 243-244.

Prima dell'ascesa al trono di Mursili, suo padre Muwatalli, in vista dello scontro con l'Egitto, aveva diviso l'impero in due zone territoriali, spostando per maggior sicurezza e praticità logistica la capitale dalla sede storica di Hattuša a Tarhuntassa, più vicina all'area siriana dove lo scontro si sarebbe svoltoSul perché Muwatalli abbia spostato la capitale è in corso un dibattito da tempo: molti, tra cui Bryce, ritengono che le ragioni siano esclusivamente politiche, altri, tra cui Singer, intravedono invece ragioni religiose legate al culto del dio Tarhun, cui la nuova capitale era votata, ravvisando un parallelismo con quanto fatto dal faràone Akhenaton, vissuto solo pochi decenni prima. Si veda I. Singer: Great kings of Tarhuntasa.; la zona nord dell'impero era stata affidata al fratello Hattušili, comandante dell'esercito, installato a Hakpis.

Gli ultimi anni di regno di Muwatalli II, dopo aver scelto Mursili come erede designato, furono contraddistinti da una forte presenza del figlio nella gestione attiva dell'impero, tanto da fare ipotizzare ad alcuniKlengel e Cammarosanoaddirittura un periodo di co-reggenza, mentre i piùtra cui Hawkins, Bryce e Houwink ten Cate ritengono che il "tuhkanti" abbia solo svolto alcune funzioni solitamente di pertinenza del reL. D'Alfonso: The kingdom of Tarhuntassa; pag. 222-223.. I testi che ci sono giunti che ci mostrano un Mursili insicuro della propria posizione, preoccupato dalla nobiltà ittita ed in disaccordo con alcune decisioni prese da Muwatalli.

Quando Mursili ascese finalmente al trono i rapporti con lo zio Hattušili restarono ottimi, anzi da orazioni e testi giunti sino a noi pare che il giovane re avesse molte più affinità con questi che non con il padreSi vedano in tal senso soprattutto i reperti KUB 21.33 e KUB 31.66 raccolti da M. Cammarosano in A coregency for Muršili III ?, inclusa la loro posizione verso la Regina Danuhepa, al processo della quale furono entrambi schierati a favore.

Le prime azioni di Muršili da re andarono in direzione opposta a quella del padre, forse per recuperare il favore di quella nobiltà che aveva osteggiato la politica tenuta negli ultimi anni da Muwatalli e rafforzare la sua posizione personale che, a causa dei suoi natali, sentiva precariaSi veda M. Cammarosano in A coregency for Mursili III ?; pag. 174-189.. In tal senso va intesa la decisione di riportare la capitale nella sede storica di Hattuša, ben più di una semplice città per gli Ittiti, ma vera e propria patria ancestrale.

Mursili però non valutò che riportando la sede regale a Hattuša, assai più vicina a Hakpis, avrebbe ridotto in modo considerevole i territori dello zio, creando malumori e contrasti con la figura più stimata dell'impero, del cui sostegno aveva assoluto bisogno, soprattutto dopo una disastrosa campagna militare che costò agli Ittiti il controllo di Mitanni, passato all'AssiriaIn realtà non vi fu scontro diretto: Shattuara, sovrano del regno hurrita di Mitanni, legato agli Ittiti dai tempi di Šuppiluliuma da un blando vassallaggio (aveva comunque appena combattuto al loro fianco a Kadesh), attaccò gli Assiri ma fu pesantemente sconfitto da Adad-nirari I e reso vassallo. L'azione avvenne senza consultare né chiedere il supporto degli Ittiti, circostanza che solo un decennio prima sarebbe stata impensabile. Muršili III si trovò così davanti al fatto compiuto, perdendo in un sol colpo, senza reali colpe eccetto forse la scarsa considerazione internazionale di cui godeva, territori e prestigio. Si veda T. Bryce, The kingdom of the Hittites, pag. 256-259..

Quando, poco dopo, Muršili III revocò allo zio anche il controllo del territorio di Hakpis, probabilmente spaventato dalla popolarità di questi per il suo passato militare e temendo che potesse diventare un pretendente al trono, provocò una violenta reazione di Hattušili che sfociò in guerra civile.

La detronizzazione Hattušili inizialmente accettò le decisioni del nipote, ma quando ebbe notizia che sarebbe stato rimosso anche dal governatorato della città sacra di Nerik, si ribellò, come descrive in un suo testo:"Preghiera di Hattusili alla Dea del Sole Arinna", nome ufficiale del reperto CTH 383.

Muršili III si diresse a nord, confidando di avere l'appoggio delle popolazioni dell'area, ma commise un grave errore sottovalutando il prestigio di Hattušili, trovandosi così a combattere in territorio ostile e per giunta contro un avversario rispettato, appoggiato dalla nobiltà ittita e molto più esperto di lui.

Hattušili radunò un esercito considerevole, inclusi i vassalli dei suoi feudi locali, oltre a molti nobili impressionati dal suo curriculum militare, specialmente la campagna contro Ramesse II nella Battaglia di Qadeš del 1274 a.C.. Dall'altra parte, invece, c'era il giovane, inesperto sovrano che aveva appena perso il territorio vassallo di Hanigalbat/Mitanni.

Hattušili, al cui fianco si schierarono anche i Kaska, sconfisse Muršili e lo costrinse a riparare nella città di Samuha, dove, dopo un rapido assedio, lo costrinse alla resa; ottenuta la tregua lo spodestò dal trono, usurpandolo ed ascendendo col titolo di Hattušili IIITrevor Bryce, The kingdom of the Hittites. Pag. 261-263.. Dopo la sua vittoria, Hattušili nominò Kurunta, fratello si Mursili schieratosi al suo fianco nella guerra, governatore della capitale secondaria Tarhuntassa, nel sud dell'impero.

L'esilio Hattušili III fu magnanimo col nipote sconfitto e lo risparmiò, inviandolo inizialmente nell'area siriana, a Nuhashshi, come amministratore. Ma Muršili tentò di riconquistare il trono intessendo relazioni diplomatiche private con altre potenze dell'epoca, in particolare con i Babilonesi e gli Assiri. Quando Hattušili lo scoprì, Muršili venne esiliato, probabilmente nell'isola di Alasiya/Cipro da dove però riparò in Egitto.

Hattušili, venuto a conoscenza della fuga, chiese a Ramses di riconsegnargli il nipote, o di trattenerlo vigilando che non ritornasse da solo a HattiI. Singer: The Urhi-Teshub affair in the Hittite-Egyptian correspondence., preoccupato che un ritorno potesse rimettere in discussione il proprio diritto al trono. Ramesse negò ogni coinvolgimento nella fuga di Muršili da Cipro, e tra i sovrani si aprì un fitto carteggio sul temaSi vedano in tal senso KUB 3.22, NBC 3934 ed Anche KBo 8.14 che Giorgeri ha riclassificato, vedendo in essa una missiva di Hattusili, in tal senso., ed anche una piccola crisi, che portò il rischio di una nuova guerra tra le due potenzeTrevor Bryce, The kingdom of the Hittites. Pag. 264-265. Singer in tal senso, ed anche Giorgeri: Il frammento KBo 8.14: un nuovo tentativo di interpretazione; pag. 73, in particolare la nota 35..

Gli storici ritengono oggi che, a dispetto della versione ufficiale di Ramses, almeno in una prima fase Muršili fosse stato realmente aiutato a riparare in Egitto, fuggendo nuovamente verso Hatti quando il faraone riconobbe ufficialmente Hattušili come sovrano legittimoBryce, sulla base di una risposta circostanziata di Ramses, ipotizza anche il percorso di ritorno che il fuggiasco potrebbe aver compiuto: Kadesh, Amurru (dove cadde brevemente in mano ittita ma riuscì a fuggire corrompendo gli inseguitori), Aleppo e Kizzuwatna. Muršili III, se il percorso descritto da Ramses trovasse fondamento, da Kizzuwatna avrebbe potuto raggiungere facilmente i territori di Tarhuntassa sui quali governava suo fratello Kurunta, leale allo zio Hattušili ma che difficilmente gli avrebbe riconsegnato il fratello; e da Tarhuntassa Muršili III avrebbe potuto agire per la riconquista del trono. (T. Bryce: The secession of Tarhuntassa, pp. 120-126).

Frammenti di una tavoletta in lingua ittitaNome ufficiale del reperto: CTH 214.12.C Kbo 16.22; per il testo completo si vedano Beckman, Bryce, Cline, "The ahhiyawa texts" recentemente decifrata, gettano nuove prospettive sul destino di Muršili: secondo la traduzione, infatti, nei primi anni del regno di Tudhaliya IV (suo cugino e successore di Hattušili III), quindi attorno al 1230, oltre 30 anni dopo la sua deposizione, Urhi-Teshub sarebbe stato ancora vivo e attivo in Anatolia, in cerca di appoggi da vari sovrani per riconquistare il trono; tra questi il "re di Ahhiyawa", un regno o una coalizione di regni micenei non meglio identificata, rivale degli Ittiti in area Ionica da oltre un secolo.

Nel testo, oltre a Urhi-Teshub/Muršili III, vengono citati anche Sipa-Ziti, suo generale nella guerra civile ittita e Talmi-Teshub, viceré di Carchemish nella parte finale del XIII secolo a.C., dati che corroborano l'ipotesi che il personaggio citato sia proprio Muršili III.

Conseguenze È possibile che la determinazione di Mursili di riconquistare il trono abbia portato a qualche risultato, almeno indirettamente: iscrizioni recentemente reinterpretate dall'area delle terre basse ittite, nella zona di Tarhuntassa, risalenti probabilmente alla fine del XIII e l'inizio del XII secolo (cioè in prossimità della fine dell'impero ittita) parlano di un "Grande Re Hartapu", che si proclama "figlio del Grande Re Mursili" e reclama numerosi successi militari nell'areaSi veda l'accurata trattazione del tema, suggerito da Singer ed Hawkins, in L. D'Alfonso: The kingdom of Tarhuntassa..