Le Aprilia RX sono le motociclette enduro/fuoristrada della casa di Noale, sono molto simili ai modelli da Cross ma con un impianto elettrico che comprende anche i fari, frecce, stop e varie spie, come la spia dell'olio, inoltre hanno anche uno specchietto retrovisore, un rubinetto della benzina con la riserva, il miscelatore per la lubrificazione separata e la targa. I modelli sono prodotti nelle cilindrate di 50 e 125 cm³ e si piazzano tra le moto da enduro e le fuoristrada, prima che la versione 125 venisse depotenziata. L'Aprilia RX è uno dei 50cm3 più potenti su strada. Inoltre la RX che guida il pilota Barbieri è stata premiata per essere la più performante (grazie al pilota e al motore) tra tutte.

Aprilia RX 50

L'Aprilia RX 50 è il ciclomotore Aprilia che per molto tempo è stato prodotto dalla casa a partire dal 1989.

La prima serie si avvia nel 1989, con una livrea lineare, con ciclistica semplice ma funzionale; questa serie durerà poco, solo fino al 1990.

La seconda serie si avvia nel 1991; la moto viene completamente rinnovata ma non stravolta: infatti il telaio ed il forcellone sono completante nuovi, così come le carenature, mentre viene aggiornata la pinza freno dell'impianto frenante anteriore che inizialmente era fissa a doppio pistoncino contrapposto mentre ora è flottante a doppio pistoncino. Il cambio nei primi modelli era a tre marce e poi è passato a cinque nel '95 quando non vigeva più la legge che limitava il numero massimo di marce nei ciclomotori e verrà prodotta così fino al 2005.

La terza serie, si avvia nel 2006 la casa però porta numerosi cambiamenti passando alla versione My, e adesso ricorda molto la sorella maggiore, con le sue linee squadrate e un po' inusuali, infatti riprende a pieno le linee della MXV 4.5 che partecipava al mondiale cross, un altro cambiamento rispetto alla vecchia versione sono le forcelle, che passano da rovesciate a normali, con un aumento del diametro di 6 mm, ma una riduzione della corsa da 250 a 195 mm, anche la sospensione posteriore ha avuto una riduzione della corsa da 260 a 180 mm ed ora è in alluminio e non più in acciaio scatolato, ma anche il telaio diventa in alluminio e del tipo bitrave, inoltre il motore cambia le sue misure, passando dal Minarelli 40,3x39,0 al Piaggio 39,88x40, inoltre la pinza posteriore viene aggiornata, ma sempre del tipo fisso a due pistoncini contrapposti, si ha inoltre aggiunta della ventola radiatore rispetto alla serie precedente.

Questo modello era stato per un breve periodo affiancato dal modello supermotard MX 50, ma poi questo modello è stato sostituito sempre nel 2006 dal modello SX 50 che rispecchia in tutto e per tutto le nuove livree del modello RX 50.

Aprilia RX 125 L'Aprilia RX 125 è la versione di cilindrata superiore ed è stata prodotta ininterrottamente dal 1985 al 1999, poi dopo un periodo di pausa ha ripreso la produzione dal 2008 al 2010.

Recentemente è stata presentata una nuova RX 125, nel 2016, che altro non è che una Derbi 4 tempi rimarchiata, che però non ha riscosso molto successo presso il pubblico in quanto neanche lontanamente si avvicina al blasone, alle prestazioni e allo stile delle vecchie versioni 2 tempi.

Le RX dal 1984 al 1988 fanno ancora parte della vecchia generazione di enduro della casa di Noale ed erano affiancate dalla MX125 da cross puro, non targata e non omologata e dalla Tuareg Rally per uso marathon. Tutte e tre le moto erano disponibili anche in versione 250. Le 125 adottavano il Rotax 127 GS, versione da competizione del Rotax 127 di base in uso sulla Aprilia ETX e Tuareg (modello non Rally) che aveva il cilindro incamiciato in ghisa invece che alluminio con canna nichelata, i carter in allumino invece che in magnesio e il miscelatore. Le forcelle erano di tipo tradizionale con soffietti parapolvere.

La versione 1984 della RX 125 (così come le sorelle MX e Tuareg Rally, sia 125 che 250) aveva i freni a tamburo e stampella laterale sostituiti dal 1985 con un impianto misto, disco anteriore e tamburo posteriore, e dall'iconico cavalletto centrale diventato poi il tratto distintivo della serie. Queste prime versioni non erano dotate di miscelatore e le plastiche, molto grossolane, non erano verniciate. Si trattava in tutto e per tutto di moto pronto gara. Erano anche prive di contro albero di bilanciamento per diminuire le vibrazioni. Dal 1986 al 1987 la RX 125 e 250 viene dismessa, le moto invendute vengono convertite a Tuareg Rally montandogli il serbatoio grande in stile Parigi-Dakar e l'impianto elettrico passa da 6V con accensione spagnola Motoplat a 12V con accensione svedese SEM.

La nuova generazione di RX 125 (Six Days) arriva nel 1989, basata sul telaio tutto nuovo e riprogettato del Tuareg Rally del 1989 e denominata Modello K, dai colori blu scuro e lilla. La moto sarebbe dovuta uscire anche in colorazione rosso e lilla, come la sorella Tuareg Rally ma l'idea è stata poi accantonata. Rimane testimonianza nel manuale ricambi la colonna rosso-lilla per i codici delle plastiche della carrozzeria, barrata con un pennarello nero. Le forme della nuova RX erano inedite e ben curate, spigolose ma non troppo, le plastiche verniciate e di pregevole fattura. Il modello K sarà l'unico fra tutte le nuove RX ad avere il parafango anteriore "piatto", poco incurvato a seguire la forma della ruota anteriore. Quel tipo di parafango fu poco apprezzato all'epoca per poi apparire su pratcamente tutte le moto da enduro-cross dopo il 2000. Il faro posteriore e la targa sono montate su un supporto asportabile in plastica nera sostenuto da un telaietto in metallo nero, asportabile dal telaio principale.

Il motore era il nuovo Rotax 123 a 2 tempi con contro albero di bilanciamento e cambio a sei rapporti. Il cilindro era prodotto su specifiche Aprilia da Gilardoni e nominato Gilardoni 1 o Gilardoni 2. Le due versioni non avevano differenze e il numero era riferito a quale dei due stampi lo aveva prodotto. Sulla RX 125 del 1989/1990 c'era la nuova versione del cilindro Rotax 123 contraddistinta dal numero identificativo 223610. Infatti era il primo cilindro ad avere i booster sulla luce di scarico mentre la Tuareg Rally del 1989 ne era priva (Cilindro 220/223365 o 223367).

Il cilindro 223610 ha una erogazione molto appuntita, con pochi bassi e un grandissimo allungo, non particolarmente adatta all'utilizzo fuoristradistico e la valvola allo scarico è la nuova RAVE elettronica, gestita da una centralina situata sotto la sella che la fa aprire a 8400 giri. Il cilindro 223610 quindi, associato ad un cambio ancora troppo distanziato con una prima troppo corta e una sesta troppo lunga, limita l'utilizzo adeguato della moto in fuoristrada lasciando però al modelli K un'aurea di leggenda presso il pubblico come moto dalle prestazioni eccezionali. Tale gruppo termico viene infatti sostituito poi dal cilindro 223616 nel modello RX 125 Six Days di due anni dopo (siamo nel 1991), con differente altezza delle luci e travasi, diverso rapporto di compressione e diversa testa che gli conferiscono una erogazione più graduale e modulabile e maggiore spinta già dai bassi regimi.

Il cilindro 223610 è stato poi destinato ad un utilizzo competitivo per le Aprilia Futura Sport Production 125 per via delle sue caratteristiche più adatte all'utilizzo estremo su pista e rimane ancora oggi uno dei cilindri più ricercati dagli appassionati. Il cilindro Gilardoni era trattato con il GINISIL, nome commerciale del riporto galvanico in Nichel Silicio, brevetto Gilardoni (GIlardoni NIchel SILicio). A differenza della Tuareg Rally del 1989 per la prima volta una enduro in casa Aprilia adottava la valvola RAVE elettronica allo scarico, azionata da centralina elettronica e solenoide, andando a sostituire la vecchia valvola RAVE pneumatica. Dal 1991 in avanti, in accordo con il nuovo cilindro 223616, la centralina della valvola azionava il solenoide a "soli" 7800 giri per tutte le RX. L'apertura della valvola non era graduale ma on off, aperta o chiusa. Sotto i 1200 giri inoltre la valvola rimaneva aperta per mantenersi pulita, oltre i quali si richiudeva per riaprirsi poi all'entrata in coppia del motore. Molte di queste moto hanno la centralina già "ponticellata" dalla casa madre, con un piccolo filo grigio che fa un ponte fra due dei sei contatti nello spinotto della centralina. Questa modifica, uscita poi anche in una circolare della casa madre, aumentava il limite di apertura della valvola di 300/400 giri motore. La RX era inoltre finalmente dotata di miscelatore. Il carburatore era un Dellorto VHSB 34 LD da 34 mm, il pistone era un Asso-Werke a doppia fascia montato con tolleranza di 2 centesimi da manuale. Aprilia dichiarava 34,5 cavalli (verosimilmente 32) e 140 km/h di velocità.

Il telaio era di nuovissima progettazione e separato in due parti per la manutenzione. La parte principale era mono trave a tubo quadro con traversa superiore e culla a tubi tondi sdoppiata all'altezza dello scarico. Il telaietto reggisella posteriore a tubi tondi, smontabile, accoglieva pedane passeggero, vaschetta dell'olio, scatola filtro e batteria. La forcella era una Paioli a steli rovesciati da 40 mm di diametro e 290 mm di corsa e il mono posteriore era un Marzocchi regolabile in compressione ed estensione con 30 posizioni diverse, con 290 mm di corsa. Il cavalletto, caratteristica ereditata dal vecchio Tuareg Rally del 84/87, era centrale e divenne appunto il tratto distintivo delle nuove enduro di Noale. La RX Modello K, uscita a metà 1989, proseguiva la sua vita anche nel 1990, apparentemente invariata. Infatti pochi si accorsero delle modifiche apportate. Mentre la sorella Tuareg Rally nel 1990 prendeva la denominazione di Modello L la RX nel 1990 manteneva la K e guadagnava una forcella Paioli da 41 mm invece che 40 e l'ammortizzatore posteriore passava dal pessimo Marzocchi al migliore Boge-Sachs che accompagnerà la moto per tutta la sua vita produttiva. La moto partecipò al Campionato del Mondo di Enduro con lamitica colorazione Camel, dove il giallo del brand di sigarette sostituiva il lilla, rimanendo iconica nella mente degli utenti. Aprilia non produrrà mai la replica per il pubblico, cosa che invece farà per tutte le sue moto dal 1991 in avanti. La RX Camel purtroppo era ancora troppo immatura per poter raggiungere risultati, cose che si risolse con il moello 1991.