Monreale (Muṛṛiàli in ) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Palermo in Sicilia.

Fa parte dell'area metropolitana di Palermo; con il capoluogo forma un unico agglomerato urbano. Il territorio circonda interamente quelli di San Giuseppe Jato e San Cipirello, tra loro confinanti, e quasi del tutto Camporeale; un'enclave più piccola è invece Ficuzza, frazione di Corleone.

La città è sede arcivescovile. Il sito Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale nel 2015 è stato dichiarato Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.Citato in Palermo nel patrimonio Unesco: il percorso arabo normanno nella World Heritage List, Repubblica.it, 3 luglio 2015

Geografia fisica

Territorio Monreale sorge all'interno della Conca d'Oro ad un'altitudine di circa 310 metri sul livello del mare, ai piedi del Monte Caputo (765 metri). Il suo territorio risulta essere in prevalenza collinare. Dista circa 4 chilometri da Palermo, ed è il comune della città metropolitana di Palermo a possedere più frazioni.

Clima

Il clima è mediterraneo, caratterizzato da estati calde e afose e inverni miti, del resto simile a quello di Palermo e frazioni nei dintorni.

Storia Dalle origini alla fondazione normanna L'area sulla quale sorse Monreale era frequentata già in epoca islamica. Le fonti ricordano infatti un piccolo centro agricolo denominato Balharā, dal quale deriverebbe anche il nome del mercato palermitano di Ballarò. Non risultano tuttavia attestazioni di un vero e proprio centro urbano precedente alla fondazione normanna: l'abitato attuale si sviluppò principalmente attorno al complesso religioso voluto da Guglielmo II di Sicilia sulle pendici del Monte Caputo.

La costruzione del monastero benedettino di Santa Maria la Nuova ebbe inizio nei primi anni 1170, probabilmente nel 1172, e fu già sufficientemente avanzata nel 1174 perché papa Alessandro III potesse concedere alla nuova abbazia importanti privilegi e porla sotto la diretta dipendenza della Santa Sede. Nel 1176 Guglielmo II dotò riccamente il monastero di terre, castelli e diritti giurisdizionali e vi fece insediare una comunità di cento monaci benedettini provenienti dall'abbazia di Cava de' Tirreni, guidati dall'abate Teobaldo.

Alla fondazione del complesso è legata la tradizione secondo la quale la Vergine sarebbe apparsa in sogno a Guglielmo II mentre il sovrano riposava durante una battuta di caccia, indicandogli il luogo nel quale il padre avrebbe nascosto un tesoro e chiedendogli di utilizzarlo per la costruzione di una chiesa. Si tratta di una leggenda devozionale formatasi intorno alla fondazione del duomo; le ragioni storiche della costruzione sono invece ricondotte alla politica religiosa e territoriale della monarchia normanna e alla volontà di rafforzare il controllo regio sull'area circostante Palermo.

Il nome Mons Regalis, dal quale deriva Monreale, è documentato nel 1183. Il 5 febbraio dello stesso anno papa Lucio III, con la bolla Licet Dominus, elevò Santa Maria la Nuova ad arcidiocesi metropolitana, attribuendole inizialmente come suffraganea la diocesi di Catania; nel 1188 Clemente III vi aggiunse Siracusa. Primo arcivescovo metropolita fu il benedettino Guglielmo, successore di Teobaldo alla guida del monastero.

La signoria arcivescovile La fondazione monrealese ebbe fin dall'origine una duplice natura religiosa e temporale. Con il privilegio del 1176 Guglielmo II attribuì all'abate vastissimi possedimenti, comprendenti tra gli altri i castelli di Iato, Corleone e Calatrasi e numerosi casali e proprietà sparse nel Regno di Sicilia. Sulle terre sottoposte a Santa Maria la Nuova l'abate, e successivamente l'arcivescovo, esercitava non soltanto la signoria feudale, ma anche poteri civili e penali.

Particolarmente significativa fu l'attribuzione all'abate della funzione di giustiziere, espressa nel privilegio regio dalla formula sit iustitiarius omnium terrarum. Tale concessione conferì alla signoria monrealese ampie responsabilità amministrative e giudiziarie nei territori dipendenti dall'abbazia. Nel 1220 Federico II di Svevia confermò inoltre alla comunità monrealese i propri usi e privilegi consuetudinari.

Tra il XIII e il XIV secolo il territorio risentì delle guerre che opposero Angioini e Aragonesi, ma successivamente tornò a prosperare. Nei secoli seguenti l'arcivescovo di Monreale continuò a esercitare una peculiare combinazione di poteri spirituali e temporali. La documentazione dell'Archivio storico diocesano conserva infatti gli atti delle corti ecclesiastica, civile e criminale, oltre alla documentazione relativa all'amministrazione patrimoniale dell'arcivescovado.

La storiografia locale ha tradizionalmente sottolineato l'eccezionale ampiezza di tali prerogative. Concetti descriveva l'arcivescovo come titolare di poteri civili, criminali, militari e amministrativi particolarmente estesi,C. Concetti, Monreale e i suoi dintorni, Memorie civili, religiose, artistiche e letterarie, Palermo, stab. Tipografico F. Andò, 1912, p. 126. mentre già all'inizio del XVIII secolo Michele Del Giudice ricordava, tra le facoltà esercitate dagli arcivescovi, quelle di giudicare nei diversi gradi, concedere grazie, nominare e sospendere notai e designare il protomedico dello Stato arcivescovile.Michele Del Giudice, Descrizione del Real Tempio e Monastero di Santa Maria La Nuova di Morreale. Vite de' suoi Arcivescovi, Abbati e Signori, col Sommario dei Privilegi della detta Santa Chiesa di Gio:Luigi Lello, ristampata d'Ordine dell'Illustriss. e reverendiss. Monsignore Arcivescovo, Abbate Don Giovanni Ruano con le Osservazioni sopra le Fabriche e Mosaici della Chiesa, la Continuazione delle Vite degli Arcivescovi, una Tavola Cronologica della medesima Istoria e la notizia dello Stato presente dell'Arcivescovado, Opera del padre Don Michele Del Giudice, Priore Casinense, Palermo regia Stamperia d'Agostino Epiro MDCCII.

Più propriamente, Monreale costituì una delle più vaste e potenti signorie ecclesiastiche del Regno di Sicilia, nella quale la medesima autorità arcivescovile esercitava funzioni religiose, civili e giudiziarie. È pertanto preferibile evitare la definizione di «Stato indipendente» o di «Stato nello Stato», utilizzata da parte della storiografia locale, ma non corrispondente alla posizione giuridica dell'arcivescovado all'interno del Regno.

Dall'abolizione della feudalità all'età contemporanea Il potere temporale dell'arcivescovo terminò con la Costituzione siciliana del 1812, che abolì il sistema feudale nell'isola. Cessarono conseguentemente le funzioni civili e giudiziarie esercitate dall'arcivescovado, mentre rimasero quelle spirituali e l'amministrazione del patrimonio della mensa arcivescovile.

Durante i moti siciliani del 1820 il palazzo comunale fu incendiato e parte della documentazione degli antichi uffici civili e giudiziari subì gravi danni.

Monreale ebbe un ruolo anche negli avvenimenti che precedettero l'impresa garibaldina. Il 4 aprile 1860 vi scoppiò un'insurrezione contro il governo borbonico; poche settimane più tardi, il 21 maggio, Rosolino Pilo fu mortalmente ferito sulle alture di San Martino delle Scale mentre tentava di trattenere le truppe borboniche operanti nella zona di Monreale, favorendo l'avanzata di Giuseppe Garibaldi verso Palermo. Con l'annessione della Sicilia al Regno di Sardegna e la successiva proclamazione del Regno d'Italia, Monreale entrò a far parte del nuovo ordinamento amministrativo unitario.

Nel XX e XXI secolo il ruolo storico e monumentale della città si è progressivamente legato alla valorizzazione del complesso della cattedrale. Nel 2015 il Duomo di Monreale è stato incluso, insieme ad altri monumenti normanni dell'area palermitana e alle cattedrali di Cefalù e Monreale, nel sito seriale Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale, riconosciuto come patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Nel 2024 al comune è stato inoltre conferito il titolo di città con decreto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, su proposta del Ministro dell'interno.

Simboli

La stella a otto punte d'oro in campo azzurro costituisce da secoli l'elemento caratteristico dell'araldica civica monrealese: lo stemma coronato con la stella è documentato anche in rappresentazioni storiche dell'arcivescovado risalenti almeno all'inizio del XVIII secolo.

Stemma Prima del riconoscimento del titolo di città lo statuto comunale identificava il Comune con il tradizionale stemma, definito come lo «stemma di Guglielmo II», costituito da una stella gialla, araldicamente d'oro, a otto punte posta al centro di uno scudo azzurro sormontato dalla corona propria dei comuni. In termini araldici l'arma era quindi descrivibile: d'azzurro, alla stella di otto raggi d'oro; ornamenti esteriori da Comune.

Dopo il conferimento del titolo di città nel 2024, il Comune avviò l'adeguamento formale dello stemma e del gonfalone alla nuova dignità civica. Con il successivo decreto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella del 2025 furono formalmente concessi i nuovi emblemi. Lo stemma conserva l'antica arma — la stella d'oro a otto punte in campo azzurro — sostituendo gli ornamenti esteriori da comune con quelli propri delle città, e dunque con la relativa corona muraria.

Gonfalone Il gonfalone precedentemente utilizzato era costituito da un drappo di azzurro, recante lo stemma comunale e gli ornamenti previsti per il gonfalone civico. A seguito della concessione del titolo di città e del decreto araldico del 2025 il gonfalone è stato adeguato alla nuova qualifica dell'ente, mantenendo l'azzurro quale colore fondamentale e recando lo stemma cittadino con gli ornamenti esteriori da città.

Bandiera La bandiera tradizionalmente utilizzata dal comune è costituita da un drappo azzurro caricato al centro dello stemma civico. Dopo la concessione dei nuovi emblemi nel 2025 essa reca lo stemma nella versione propria della città, con la stella d'oro a otto punte e i nuovi ornamenti esteriori.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture civili Palazzo Reale: sede dei sovrani normanni, ospita i locali del comune e del seminario Palazzo Cutò Cimitero monumentale (1877): in stile neogotico, opera di Giovan Battista Filippo Basile Villa del belvedere Fontane monumentali

Architetture militari Castellaccio di Monreale Architetture religiose Basilica abbaziale di San Martino delle Scale Chiesa di Sant'Antonio di Padova (1720) Chiesa di San Giuseppe (1700) Chiesa di San Michele Arcangelo fuori le mura Chiesa di San Pietro (1707) Chiesa di Sant'Agata al Monte, con stucchi di Procopio Serpotta Chiesa del Ritiro (1703) Chiesa del Rosario (1709) Chiesa della Collegiata (XVI-XIX s.) Chiesa della Madonna delle Croci (1736) Chiesa della Santissima Trinità e Collegio di Maria (1724) Chiesa dell'Odigitria sede dell'antica Compagnia della Madonna dell'Itria Chiesa di San Castrense e monastero dell'Ordine delle benedettine Chiesa di San Gaetano e monastero delle religiose dell'Ordine teatino (1710c.) Chiesa di Sant'Isidoro (1714) Chiesa di Santa Maria degli Agonizzanti Chiesa di Santa Rosalia Chiesa del Carmine e convento Chiesa dei Santi Vito e Francesco, alla giurisdizione parrocchiale appartiene la chiesa di Santa Maria dell'Orto