Biografia Durante la guerra fece parte delle milizie partigiane nella "Seconda Divisione Langhe", ove fu compagno di lotta di Beppe Fenoglio, venne arrestato e condannato a morte, che evitò grazie anche agli avvocati della , subì una lunga prigionia nel carcere di Alba..
Il 25 giugno 1945 si sposò con Gloria Bruno..
Morì tragicamente nel maggio del 1995, cadendo dalla finestra di casa.
Carriera
Cresciuto nella Giuseppe Bernardelli della natìa Gardone Val Trompia, dove giocò per sei stagioni, partì per il servizio militare prestato a Bressanone nel 2º Reggimento Artiglieria da Montagna. Tornato a casa fu tesserato dalla Boifava di Brescia, società da dove erano usciti i fratelli Evaristo e Berardo Frisoni, Angelo Pasolini, Andrea Gadaldi, Luigi Giuseppe Giuliani e Mario Maffioli. Ma in breve tempo la Boifava fu sciolta.
Gioca le ultime partite del campionato 1927-28 nella squadra uliciana del Villa Cogozzo, quando passa ancora in giovane età al , formandosi alla scuola di Giuseppe Trivellini, ex portiere della nazionale.
Molto bravo tra i pali, la sua specialità è la deviazione in angolo, di pugno. Nelle Rondinelle esordisce il 18 novembre 1928, 7ª giornata di andata del girone B del campionato di Divisione Nazionale: Brescia- 1-0.
A Brescia Peruchetti rimane sette stagioni e si mette a tal punto in evidenza da meritare la convocazione in Nazionale. L'esordio in maglia azzurra avviene il 17 maggio 1936 (Italia - 2-2). Dieci giorni dopo, la sua prestazione a Budapest lo consacra definitivamente come uno dei migliori portieri italiani.
Nell'estate del 1936 si trasferisce all', chiamato a sostituire Carlo Ceresoli. In maglia nerazzurra rimane cinque stagioni, compresa una da allenatore, vincendo da protagonista due scudetti e una Coppa Italia; stregò i tifosi e giornalisti milanesi, che gli appiccicarono addosso il soprannome di "Pantera Nera" per via delle sue parate acrobatiche e del colore della divisa che era solito indossare.
Nella stagione 1940-1941, insieme a Italo Zamberletti, diventa allenatore dell'Ambrosiana-Inter, avallando tra l'altro la cessione di Meazza al . La squadra nerazzura arriva seconda dietro al . L'anno seguente, caso unico nel calcio italiano, rimette i guantoni e difende la porta della Juventus, con cui concluse la sua carriera, vincendo la Coppa Italia nel 1942.
Ha detenuto per settantanove anni il record d'imbattibilità come portiere del (750'). Rimase imbattuto tra il 20 novembre 1932, quando subì due reti dal , al 19 febbraio 1933 (quando subì una rete nella vittoria per 3-1 contro la ). Tale record fu superato nel 2012 da Michele Arcari.
Lasciato il calcio giocato fu, tra i campionati del 1948-1949 e 1949-1950, allenatore della . Tornato a Gardone Val Trompia, fu allenatore e osservatore del .
Statistiche Cronologia presenze e reti in nazionale
Palmarès Giocatore Club
Ambrosiana-Inter: 1937-1938, 1939-1940
Ambrosiana-Inter: 1938-1939 Juventus: 1941-1942
Note
Bibliografia
Il Calcio Illustrato n. 15, 10 aprile 1935, p. 7.
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Categoria:Calciatori della nazionale italiana