Artista tra i principali esponenti della scuola veneziana del XVI secolo, Tiziano contribuì, insieme a Giorgione, allo sviluppo della pittura tonaleLa «pittura tonale» è uno stile basato sull'uso del colore: gli spazi non sono delimitati da rigidi contorni e i colori sono «in tono» tra di loro. Iniziatore della pittura tonale è Giorgione; Tiziano parte dal suo stile per giungere a vivaci cromatismi e, nell'ultima parte della vita, ad un uso quasi impressionistico del colore. cfr. .. Fu inoltre uno dei pochi pittori italiani a dirigere una bottega organizzata su larga scala, gestendo sia la produzione artistica sia i rapporti con la committenza. Nel corso della sua carriera intrattenne rapporti con alcuni dei principali committenti dell'epoca, tra cui sovrani, principi e pontefici.. La sua pittura si caratterizzò per l'importanza attribuita al colore e agli effetti della luce, in una prospettiva distinta dalla tradizione che poneva al centro il disegno.. L'armonia tra tonalità calde e fredde e la modulazione luminosa contribuiscono a conferire unità alle composizioni. Nell'ambito della pittura veneziana, Tiziano sviluppò ulteriormente la pittura tonale, costruendo forme, volumi e atmosfere principalmente attraverso il colore. Nella produzione della maturità adottò una stesura pittorica più libera e materica, caratterizzata da pennellate rapide e corpose. Particolarmente rilevante fu anche la sua attività di ritrattista, nella quale ricercò una resa attenta della fisionomia e della personalità dei soggetti rappresentati.

Nel corso della sua lunga carriera affrontò una vasta gamma di temi, comprendenti soggetti religiosi, mitologici, allegorici, profani e ritratti. La sua fama gli consentì di lavorare non soltanto per la Serenissima, ma anche per numerose corti italiane ed europee e per i papi, raggiungendo una notevole prosperità economica. Nella fase tarda della sua attività, Tiziano accentuò il carattere dinamico delle composizioni e la libertà della stesura pittorica, avvicinandosi ad alcuni aspetti del manierismo. Il colore assunse un ruolo sempre più autonomo ed espressivo, divenendo, secondo una nota definizione, «più duttile, più sensibile agli effetti della luce»Garzantina, Arte, ed. 2002, p. 1215.. La storiografia artistica considera Tiziano una delle figure centrali della pittura rinascimentale europea e uno dei maggiori interpreti della tradizione veneziana. La sua opera esercitò una significativa influenza su artisti delle generazioni successive, tra cui Diego Velázquez, e fu oggetto di rinnovato interesse da parte di alcuni pittori dell'età moderna, tra cui Claude Monet ed Édouard Manet. Dopo la sua morte, la tradizione della pittura veneta fu proseguita da artisti quali Tintoretto e Veronese.

Biografia Origini

Tiziano nacque a Pieve di Cadore da Lucia e Gregorio Vecellio, famiglia nota e agiata, dedita per generazioni al giureconsulto, all'amministrazione locale e alla mercatura del legname. La presenza del presunto capostipite Guecelus (o Vacelus), notaio, è attestata a Pieve già nel 1240. Tiziano era uno dei cinque figli di Gregorio (morto nel 1538), consigliere e capitano delle milizie.

Nonostante la relativa ricchezza di fonti a disposizione su Tiziano, la data esatta di nascita è sconosciuta e controversa: non è una questione astratta, ma conoscere almeno l'anno di nascita significa anche, evidentemente, stabilire quando Tiziano ha potuto cominciare a dipingere e quando, verosimilmente, ha iniziato a staccarsi dallo stile dei maestri, e così via.. Una ormai poco diffusa tradizione poneva la data di nascita tra il 1473 e il 1490; l'atto di morte, redatto nel 1576, registra un'età di 103 anni, e dunque l'anno di nascita sarebbe il 1473, ma la preferenza dei più si coagulava intorno al 1477.: questa ipotesi era basata in particolare sulla lettera. scritta da Tiziano a Filippo II il 1º agosto 1571, nella quale l'artista afferma di avere novantacinque anniNotizia ripresa anche da Ridolfi.. Ma oggi si è inclini a pensare che lo stesso Tiziano possa aver falsificato la propria età, poiché, reclamando un proprio credito nei confronti del re per alcuni dipinti«Non havendo mai da 18 anni in qua havuto pur un quatrino per pagamento delle pitture che di tempo in tempo le ho mandato». cfr. ., potrebbe essersi aumentato gli anni per impietosire l'illustre committente.

La critica moderna aveva invece assestato la data della nascita tra il 1488 e il 1490Anche la grande mostra per il V centenario della nascita, a Venezia e Washington, si tenne nel 1990. cfr. , sulla base del Dialogo della pittura di Ludovico Dolce, in cui si afferma che, all'epoca dei perduti affreschi al Fondaco dei Tedeschi, eseguiti con Giorgione nel 1508, Tiziano non arrivava a vent'anni; tale dato appare confermato, seppure contraddittoriamente, da Giorgio Vasari, il quale affermò che Tiziano era nato nel 1480 e che non aveva più di diciott'anni quando iniziò a dipingere alla maniera di Giorgione. e che tuttavia ne aveva circa settantasei nel 1566, quindi slittando in avanti di dieci anni.. Ovviamente, a parte le contraddizioni di Vasari, che comunque prendeva le sue informazioni dal Dolce, quest'ultimo avrebbe potuto abbassargli l'età per farlo apparire più giovane: essendogli amico e tessendone spesso l'apologia nella sua opera, voleva probabilmente farlo apparire più precoce.

Recentemente è stata avanzata un'ipotesi intermedia, secondo la quale la data di nascita di Tiziano sarebbe compresa tra il 1480 e il 1485Panofsky 1968, Hope 1980, e Gentili 1990, citati in .. La plausibilità di questa asserzione è basata sullo studio delle prime opere di Tiziano e sul fatto che non si conoscerebbero lavori possibili di Tiziano databili prima del 1506..

Un dipinto in questo senso illuminante è Jacopo Pesaro presentato a san Pietro da papa Alessandro VI, opera votiva eseguita per celebrare la vittoria della flotta veneziana e papale di Santa Maura sui Turchi il 28 giugno 1502.. Già ascritto tradizionalmente al 1508-1512, una rilettura più approfondita ne ha anticipato la datazione al 1503-1506, facendone il primo lavoro noto dell'artista. Il committente, infatti, comandante delle forze cristiane a cui il dipinto è dedicato, dovette richiedere la pala subito dopo la battaglia e comunque prima del 1503, anno della morte del pontefice promotore dell'impresa, che subì subito dopo una sorta di damnatio memoriae.. Il Pesaro, comunque, non fece ritorno a Venezia prima del 1506, anno probabile della consegna..

Il dipinto stesso suggerisce stilisticamente l'attività di un artista giovane, ancora in bilico tra più maestri: la figura del papa Alessandro VI ha i modi un po' antiquati della pittura di Gentile Bellini, prima figura di riferimento di Tiziano; san Pietro ha invece le caratteristiche di approfondimento psicologico proprie del secondo maestro di Tiziano, Giovanni Bellini, all'epoca nume tutelare della pittura veneta, e quindi probabilmente la sua fattura è posteriore di alcuni mesi. Tuttavia è il terzo ritratto, quello del Pesaro, a colpire maggiormente, perché è inconfutabilmente Tiziano, fin d'ora del tutto consapevole del suo stile, dando un primo assaggio della pienezza della sua arte. A poco meno di vent'anni quindi, Tiziano doveva essere in grado di accaparrarsi a Venezia una commissione prestigiosa.

Formazione (1490-1510) Secondo la tradizione, a dieci anni Tiziano iniziò a manifestare il proprio talento:

Ancora bambino, quindi, lasciò il Cadore con il fratello Francesco, tradizionalmente ritenuto il maggiore ma di recente identificato come il secondogenito, e si stabilì a Venezia, dove lo zio Antonio ricopriva una carica pubblica. Il mosaicista Sebastiano Zuccato insegnò ai ragazzi i primi rudimenti tecnici; mentre Francesco, però, orientò i suoi interessi verso l'imprenditoria e la vita militare, Tiziano venne messo a bottega da Gentile Bellini, pittore ufficiale della SerenissimaSono tutte informazioni che derivano da Ludovico Dolce, .. Probabilmente alla morte del maestro, avvenuta nel 1507, il giovanotto passò a collaborare con Giovanni Bellini, subentrato al fratello anche nel ruolo di pittore ufficiale.

Venezia al tempo di Tiziano

Quando, sul finire del Quattrocento, il giovane Vecellio arrivò nella città lagunare, questa viveva uno dei suoi periodi più prosperi. Città tra le più popolose d'Europa, dominava i commerci del Mediterraneo., avendo annesso nel 1489, dopo la vicenda che coinvolse Caterina Cornaro, anche Cipro.. La via delle Indie era però ormai aperta e quindi progressivamente il Mediterraneo andava perdendo d'importanza; inoltre i Turchi incalzavano sempre più minacciosi, conquistando Negroponte nel 1470 e Scutari nel 1479..

Ma proprio le prime avvisaglie di tali minacce mostrarono la saldezza dell'impero. Il ricco patriziato veneziano era sempre meno legato al mare e sempre di più alla terraferma, grazie alle campagne militari in Italia. I rischi crescenti dei traffici marini, infatti, spingevano molti a investire nell'acquisto di terre e nella costruzione di palazzi, piuttosto che nell'armo delle navi. La vita diventava più comoda e sicura, probabilmente più raffinata.. I domini di terraferma, fino a Brescia e Bergamo, furono sviluppati e rafforzati, non senza polemiche interne, incrementando le attività agricole. Venezia fu descritta dai contemporanei come il regno dell'opulenza: «di tutto – e sia qual si voglia – se ne trova abbondantemente»Sanudo M., Diari, 1533 in ..

Anche la vita culturale si rinnovava. Aldo Manuzio ne fece la capitale dell'editoria italiana e dell'umanesimo più raffinato, mentre le antichità classiche erano ricercate, studiate, mostrate nei nobili palazzi della laguna.. La tradizionale indipendenza dalla Santa Sede attirava intellettuali, artisti e vari perseguitati, desiderosi di poter esprimere liberamente le proprie idee. Vi giunsero così, tra i molti, anche Leonardo da Vinci nel 1500, Albrecht Dürer nel 1494-1495 e poi nel 1505-1506, e Michelangelo Buonarroti una prima volta nel 1494..

Tiziano s'imbevve di questa cultura, oltre che del neoplatonismo.. Artisticamente i suoi «maestri», oltre ai citati Gentile e Giovanni Bellini, coi quali lavorò a bottega, furono gli artisti attivi in quel momento a Venezia: Vittore Carpaccio, Cima da Conegliano, i giovani Lorenzo Lotto e Sebastiano Luciani, che sarà poi detto «del Piombo», e poi, naturalmente, Giorgione.

L'incontro con Giorgione

I debiti del giovane Tiziano sono stati in gran parte ridimensionati dalla critica recente, riconoscendo piuttosto una pluralità di influenze importanti nella formazione del suo stile, come evidente nella predetta pala per Jacopo Pesaro del 1503. L'incontro con Giorgione dovette risalire a non molto prima del 1508, quando i due collaborarono alla decorazione esterna del nuovo Fondaco dei Tedeschi, ricostruito dopo l'incendio del 1505..

Di solito viene ricordata, a questo proposito, la versione di Ludovico Dolce: il contratto prevedeva che venissero affrescate due facciate. Giorgione riservò per sé la principale, sul Canal Grande, mentre quella verso le Mercerie, su uno stretto vicolo, venne assegnata al giovane pittore. Giorgio Vasari invece afferma che Tiziano si mise all'opera dopo che Giorgione aveva già completato il suo lavoro..

In ogni caso, nulla rimane di queste opere se non pochi frammenti alla Galleria Franchetti alla Ca' d'Oro e una serie di incisioni di Anton Maria ZanettiZanetti A. M., Varie pitture a fresco de' principali maestri veneziani, Venezia, 1760. che li ha raffigurati due secoli dopo..