Il dibattito sullattribuzione delle opere di Shakespeare ha avuto inizio nel diciottesimo secolo e riguarda la discussione se le opere attribuite a William Shakespeare di Stratford-on-Avon possano essere state scritte da altro autore o da un gruppo di letterati. Sono stati proposti numerosi candidati, tra cui Francesco Bacone, Edward de Vere, Giovanni Florio, Christopher Marlowe, William Stanley, Robert Devereux, Mary Sidney e altri candidati.Kathman, David (2003). "The Question of Authorship". In Shakespeare: An Oxford Guide. Wells, Stanley (ed.). Oxford: Oxford University Press, 620, 625–626. ISBN 0-19-924522-3.Love, Harold (2002). Attributing Authorship: An Introduction. Cambridge: Cambridge University Press, 194–209. ISBN 0-521-78948-6.Schoenbaum, Lives, 430–40.
Il dibattito
A generare questo dibattito sono le limitate informazioni biografiche relative a William Shakespeare. Lo studioso inglese del Settecento George Steevens, in un passo molto citato, affermava che le uniche cose certe su Shakespeare fossero il luogo di nascita e morte e poche altre informazioni anagrafiche"All that is known with any degree of certainty concerning Shakespeare, is - that he was born at Stratford-upon-Avon, - married and had children there, - went to London, where he commenced actor, and wrote poems and plays, returned to Stratford, made his will, died, and was buried". (The plays and poems of William Shakspeare, with the corrections and illustrations of various commentators: comprehending a life of the poet, and an enlarged history of the stage, Londra, C. Bathurst, 1785).. Nei secoli seguenti sono emersi alcuni documenti che attestano sia dati sulla vita privata, sia come attore e come impresario teatrale. Tale dibattito si origina anche dal fatto che dei sette anni prima del 1592 (i cosiddetti "anni perduti") non esistono tracce. Secondo lo studioso Schoenbaum le fonti che parlano della sua vita sono coerenti con le conoscenze in possesso sugli altri drammaturghi dell'epocaSamuel Schoenbaum, William Shakespeare, A Documentary Life, Oxford 1975.
Il raffronto tra le diverse edizioni mostra che non c'era un testo definitivo, tanto che la versione volta a volta rappresentata era frutto di scelte attoriali, registiche e tecniche: era pertanto più una creazione collettiva, come oggi le sceneggiature cinematografiche, che un testo letterario fisso. Secondo Melchiori questo aspetto smentirebbe un'attribuzione esternaGiorgio Melchiori, Shakespeare. Genesi e struttura delle opere. Laterza, 1994, ma potrebbe comunque rappresentare un lavoro di squadra, come da altri è stato ipotizzato.
Una nicchia di studiosi, detta anti-stratfordiana, mette in dubbio l'attribuzione stratfordiana. Secondo la tesi anti-stratfordiana, non esistono prove concrete che l'attore/uomo d'affari, noto come William Shakespeare, abbia creato la collezione di opere letterarie che porta il suo nome.
Uno degli aspetti più insoliti, vista la preparazione culturale che Shakespeare dimostra di possedere attraverso le sue opere, è che non esista alcuna forma di corrispondenza tra lo scrittore e i suoi colleghi e amici. E non sono disponibili lettere ricevute da nessuno dei suoi contemporanei. Si sono invece tramandate alcune testimonianze storiche dell'attività teatrale come attore, svolta dallo Shakespeare di Stratford, e del suo ruolo nella compagnia teatralein a Court record of March 1595 “Willm Shakespeare” is listed as one of three members of the Lord Chamberlain’s Men as payees for a December performance at Court (Schoenbaum, 136).
Uno dei dubbi sollevati dagli anti-stratfordiani è che le opere di Shakespeare rivelano un elevato livello culturale e un vocabolario ricchissimo, circa 29.000 parole diverseShakespeare, the King's Playwright: Theater in the Stuart Court, 1603-1613 By Alvin B. Kernan, Published 1995, Yale University Press, Page 194, ISBN 0-300-07258-9Shakespeare non è mai esistito. Tutte le sue opere sono state scritte da uno sconosciuto che aveva il suo stesso nome (Alphonse Allais).
Panoramica L'opinione accademica stratfordiana
L'opinione maggioritaria tra gli studiosi identifica il drammaturgo con il William Shakespeare che nacque a Stratford-upon-Avon nel 1564, si trasferì a Londra e divenne attore e co-titolare della compagnia teatrale Lord Chamberlain's Men, proprietaria del Globe Theatre e del Blackfriars Theatre a Londra. Egli divise la sua vita tra Londra e Stratford, dove si ritirò nel 1613 e morì nel 1616. Di lui abbiamo la data di battesimo, il 26 aprile 1564. Oltre ad alcuni particolari sui genitori, gli storici sono in possesso del certificato di matrimonio di William –datato 27 novembre 1582 – e dei certificati di battesimo dei tre figli: Susannah, 26 maggio 1583; Hamnet e Judith, gemelli dizigoti, 2 febbraio 1585.
Dal 1585 al 1592 non si hanno documenti. Si suppone che il giovane Shakespeare si fosse trasferito a Londra. Non sappiamo nulla di quale lavoro svolse. Sappiamo che le sue opere sono state rappresentate dalle compagnie dei conti di Derby, di Pembroke e del Sussex. Si ha anche notizia della rappresentazione (3 marzo 1592) della prima parte dellEnrico VI. Il primo documento che cita Shakespeare come drammaturgo e poeta è l'opuscolo di Robert Greene nel 1592, uscito il 3 settembre di quell'anno (poco dopo la morte di Greene): nell'introduzione l'autore si scaglia contro Shakespeareutilizzando il termine Shake-scene (Scuoti-scena), identificandolo come "resolute Johannes factotum", definendolo un presuntuoso "corvo abbellito di piume altrui", che si nasconde dietro la figura di un attore'with his Tygers heart wrapt in a Players hide". La prima attestazione ufficiale di Shakespeare appare l'anno successivo: nella dedica introduttiva del Venere e Adone, dove si fa chiara menzione del fatto che quella fosse la prima opera composta con quel nome.
Nel 1593, mentre i teatri sono chiusi per un'epidemia di peste, Shakespeare pubblica il poemetto Venere e Adone. Nel 1594 si ripete, pubblicando a sua firma Lo stupro di Lucrezia, e per la prima volta esce anonima una sua opera teatrale, Tito Andronico. Nel 1594 riaprono i teatri e si riformano le compagnie: è documentato che Shakespeare entrò in una delle più importanti, i Servi del Lord Ciambellano (The Lord Chamberlain's Men).
Sono disponibili a livello storiografico i seguenti documenti: certificati di eventi privati, come la morte del figlio Hamnet nel 1596, ed economica (diversi i documenti riguardo all'acquisto di case o l'acquisizione di interessi per la gestione di terreni e della sua stessa compagnia), anche se manca totalmente di un corpus epistolare coi suoi colleghi, molto in voga all'epoca, e soprattutto la totale mancanza di un qualsiasi documento che ne attesti la sua attività come autore di teatro e poeta, ma sono solo disponibili documenti sulla sua attività come attore. Viene sempre definito attore ("player") e non drammaturgo ("playwriter").
Diversi documenti indicano che, dal 1609 in poi, Shakespeare sia tornato definitivamente a Stratford-upon-Avon, mantenendo i suoi interessi a Londra, ma recandovisi solo di rado. Del 25 marzo 1616 è il suo testamento: egli muore il 23 aprile ed è sepolto nella chiesa parrocchiale di Stratford. La tomba con l'incisione funebre è visibile ancor oggi, anche se si tratta di un falso storico: la tomba originale prevedeva il ritratto di William con le mani su un sacco di grano e non, come appare oggi, con l'immagine di un letterato con penna e foglio in entrambe le mani.
Dalla pubblicazione di Tito Andronico in poi, numerose sono le edizioni clandestine delle sue opere, e le uscite continuano anche dopo la morte. Nel 1623 un gruppo di editori riesce ad assicurarsi i diritti di Shakespeare: Isaac Jaggard e Edward Blount, con l'aiuto degli attori John Heminge e Henry Condell, pubblicano trentasei drammi nel volume Mr. William Shakespeare Commedies, Histories, & Tragedies. Published according to the True Originall Copies (Commedie, Drammi storici e Tragedie di Mastro William Shakespeare. Pubblicate in conformità delle copie originali autentiche), passato alla storia come First folio.
La tesi anti-stratfordiana
Secondo la tesi anti-stratfordiana, William Shakespeare di Stratford fu il prestanome di un altro drammaturgo non svelatosi. Tra gli argomenti proposti dai sostenitori anti-stratfordiani ci sono i seguenti punti: ambiguità e lacune della visione tradizionale; la tesi che le opere teatrali di Shakespeare richiedessero un livello culturale più alto di quello a lui attribuito; la conoscenza di lingue straniere come il greco, il latino e l'italiano (diverse fonti di ispirazione delle opere shakespeariane utilizzano fonti che non erano ancora state tradotte in inglese); i dubbi in materia espressi da contemporanei; la tesi che nelle opere di Shakespeare si celino messaggi identificativi del vero autore; parallelismi tra personaggi teatrali e la vita dei vari candidati al ruolo di vero autore.
Gli scettici sostengono che le informazioni certe che si hanno su Shakespeare non consentano di attribuirgli la cultura necessaria per scrivere quelle opere. Già nell'Ottocento sono stati proposti candidati alternativi, suoi contemporanei. Tra i candidati proposti nel corso dei decenni ci sono Francesco Bacone, filosofo e ministro della giustizia (Lord Chancellor), considerato uno dei principali intellettuali dell'epoca; Christopher Marlowe, che anziché morire in una rissa avrebbe continuato a scrivere sotto pseudonimo; sono stati proposti anche aristocratici come Edward de Vere, diciassettesimo conte di Oxford, e William Stanley.
Tra i candidati è stato proposto anche l'umanista di origine italiana, John Florio, importante lessicografo, traduttore e precettore reale, che nacque durante il regno di Edoardo. John Florio ha contribuito allo sviluppo della lingua inglese con parole, posizionandosi terzo dopo Chaucer e ShakespeareEmpire of Words: The Reign of the OED, by John Willinsky, Princeton University Press, 1994. Numerose parole coniate da Florio compariranno per la prima volta nelle opere teatrali di Shakespeare e numerose frasi e proverbi scritti da FlorioFirst Fruits, Second Fruits, A World of Words saranno utilizzati successivamente nelle opere di Shakespeare.
Terminologia Stratfordiani e anti-Stratfordiani Gli studiosi che ritengono il William Shakespeare di Stratford-upon-Avon l'unico reale autore sono chiamati "Stratfordiani"; quelli che nutrono dubbi, "anti-Stratfordiani". Tra questi, quelli che identificano come vero autore Francesco Bacone, Christopher Marlowe o Edward de Vere, 17º conte di Oxford, sono chiamati rispettivamente Baconiani, Marloviani o Oxfordiani.
"Shaksper" contro "Shakespeare"