Considerato uno dei più forti attaccanti della storia del calcio italiano e della sua generazione, ha militato in dodici squadre, di cui dieci italiane tra Serie C1, Serie A e Serie B e due estere ( e ); ha legato il suo nome principalmente all', di cui vestì i colori dal 1999 al 2005, vincendo la Coppa Italia 2004-2005. In precedenza aveva vinto la Supercoppa UEFA 1996, la Coppa Intercontinentale 1996 e il campionato italiano 1996-1997 con la e la Supercoppa Italiana 1998 e la Coppa delle Coppe 1998-1999 con la , oltre a vari titoli individuali tra cui spiccano i titoli di capocannoniere della Primera División 1997-1998 e della Serie A 2002-2003, nonché tre Oscar del calcio AIC (Miglior calciatore assoluto 1999, e Miglior calciatore italiano 1999 e 2002).
Durante l'estate del 1999, il suo trasferimento dalla Lazio all'Inter per 90 miliardi di lire stabilì – all'epoca – un record nella storia del calciomercato.
Con la nazionale italiana ha totalizzato 49 presenze e 23 reti, partecipando a due Mondiali ( e ) e un Europeo (); durante il campionato del mondo 2002 ha raggiunto il record italiano di marcature nei Mondiali detenuto da Paolo Rossi e Roberto Baggio, con 9 gol. Ha inoltre vinto l'Europeo 1994 e 1996 con la selezione Under-21.
Nel 2004 Pelé lo ha inserito nella FIFA 100, la lista dei 125 migliori calciatori viventi, redatta in occasione del Centenario della FIFA. È al 71º posto nella classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata dalla rivista World Soccer. Nell'edizione 2022 è entrato a far parte della Hall of Fame dell'Inter.
Biografia Nasce a Bologna, città dove giocava all'epoca il padre Roberto, calciatore pratese detto Bob – da cui deriva il suo soprannome Bobo –; la madre invece è Christiane "Nathalie" Rivaux, francese. È inoltre fratello maggiore di Massimiliano, divenuto anch'egli calciatore. All'età di 4 anni emigrò con la famiglia in Australia, dove ebbe le prime esperienze calcistiche. Tornato in Italia all'età di 14 anni, sempre al seguito della famiglia, ha vissuto nella città d'origine del padre.
Nei primi anni 2000 ha avuto una relazione con Elisabetta Canalis, mentre tra il 2006 e il 2011 è stato legato a Melissa Satta. Dal 2019 è sposato con Costanza Caracciolo, dalla quale ha avuto due figlie, nate rispettivamente nel 2018 e nel 2020.
Caratteristiche tecniche
Era un centravanti dotato di grande forza fisica, veloce in progressione e molto efficace nel gioco aereo. Paragonato a Giorgio Chinaglia, nonostante il fisico massiccio, tra le sue migliori qualità rientrava l'opportunismo, prerogativa di attaccanti più esili; in più, grazie a un sinistro potente e preciso,. sapeva rendersi pericoloso anche lontano dalla porta avversaria, con improvvise conclusioni da lunga distanza. Nelle sue stagioni più felici ha mantenuto medie realizzative molto elevate, coniugando il notevole senso del gol con l'abilità nel giocare di sponda e nel servire assist ai compagni: tali doti, associate a un carattere da trascinatore, lo rendevano un importante uomo-squadra. Era inoltre un buon rigorista.
Nella fase iniziale della carriera era considerato un giocatore piuttosto grezzo, tanto da sollevare dubbi sulle sue effettive possibilità di emergere ad alti livelli; per di più, la sua ascesa fu ritardata da frequenti infortuni. Con l'allenamento costante Vieri incrementò il proprio tasso tecnico,. fino ad affermarsi come uno dei migliori centravanti della sua generazione: ciò gli ha valso numerosi accostamenti a grandi goleador del passato, in particolare a Gigi Riva, rispetto al quale ha saputo acquisire un repertorio forse più raffinato, pur senza eguagliarne la potenza e le soluzioni di tiro; lo stesso Riva, peraltro, ne ha tessuto le lodi, giudicandolo nel 1999 «l'attaccante, se non più forte in senso assoluto, certamente più completo al mondo». Un altro suo predecessore, Roberto Boninsegna, ha affermato di aver rivisto in Vieri molte delle proprie caratteristiche.
Carriera Club Gli inizi Quando rientra dall'Australia nel 1988 il suo primo club è l'A.C. Santa Lucia, squadra di una frazione di Prato, in cui il suo primo allenatore è Luciano Diamanti, padre del calciatore Alessandro. L'anno successivo viene tesserato ancora in giovane età dal Prato, squadra per cui tifava, mettendosi in luce con vari gol nel campionato Berretti.
Nell'estate del 1990 si trasferisce al grazie a una segnalazione di Rosario Rampanti, il quale lo consiglia subito all'allenatore Sergio Vatta. Dopo un anno nel settore giovanile al Torino, nella stagione 1991-1992 Vieri entra nel giro della prima squadra grazie all'allenatore Emiliano Mondonico, che lo fa esordire in Coppa Italia all'età di 18 anni, il 30 ottobre 1991, contro la . In questa occasione realizza anche la rete del definitivo 2-0 per i granata, dopo il gol del vantaggio firmato da Enrico Annoni. Il 15 dicembre dello stesso anno debutta in Serie A a 18 anni, nei minuti finali della partita Torino- (2-0). Segna invece il suo primo gol al Genoa nella sfida vinta dai granata per 4-0.
Al fine di giocare con più continuità, dall'annata successiva Vieri milita in Serie B, nelle file del , con cui consegue la salvezza nel 1992-1993, poi nel neopromosso , di cui non riesce a evitare la retrocessione in C1 al termine del campionato cadetto 1993-1994 (pur risultando l'attaccante più prolifico della sua squadra) e, infine, nel , nel quale, autore di un discreto campionato, mette a segno 11 gol nella stagione 1994-1995. Gli si riaprono dunque le porte della Serie A, dato che viene acquistato dall', club nel frattempo neopromosso in quello stesso anno. Nel club bergamasco si mette definitivamente in luce nella stagione 1995-1996.
Juventus Nel 1996 la lo acquista per 7,3 miliardi di lire.. L'8 settembre, contro la , Vieri esordisce in squadra bianconera e firma subito la sua prima rete stagionale in Serie A con la Juventus.
All'inizio il giocatore non riesce a integrarsi nella squadra, soprattutto a causa di alcuni dissapori con l'allenatore Marcello Lippi. Questi dissapori culminarono il 12 gennaio 1997, nell'intervallo di Juventus-Atalanta, quando il giocatore e l'allenatore arrivarono a prendersi a pugni. Vieri ricorda così questo episodio:
Riappacificatosi con l'allenatore e dopo un periodo in panchina, Vieri riesce a riprendersi la maglia da titolare e gioca le restanti partite del campionato. Il 15 marzo segna la sua prima doppietta in maglia bianconera nella sfida vinta 3-0 contro la Roma; realizza due gol anche il successivo 6 aprile, nella roboante vittoria sul Milan per 6-1.
Chiude la stagione con la Juventus con 14 gol segnati, vincendo lo scudetto, la Supercoppa UEFA e la Coppa Intercontinentale e arrivando a disputare la finale di Champions League, persa contro il , nella quale gli viene annullato un gol per fallo di mano sul momentaneo 2-0 per i tedeschi (la sfida sarebbe poi terminata col punteggio di 3-1 in favore dei gialloneri).
Atlético Madrid Nonostante le intenzioni di far rimanere il giocatore a Torino del patron bianconero Gianni Agnelli, nella stagione successiva Vieri viene ceduto all' per 34 miliardi di lire.. Vieri ricorda che il trasferimento in Spagna è «stata la cosa migliore che ho fatto da quando gioco a calcio».
Principale rinforzo del club presieduto da Jesús Gil insieme al brasiliano Juninho Paulista, l'attaccante italiano esordisce con la squadra madrilena il 30 agosto 1997, nella partita pareggiata per 1-1 contro il al Bernabéu e valida per la prima giornata del campionato di Primera División. Il primo gol con i colchoneros arriva il 16 settembre, su calcio di rigore, nella gara vinta per 2-1 al Calderón contro il , nel primo turno di Coppa UEFA. Undici giorni dopo segna i primi gol in campionato, realizzando una doppietta nella partita pareggiata in casa contro il (3-3). Nel mese di ottobre mette a referto due triplette consecutive, nel successo per 5-1 sul campo del e per 5-2 in casa contro il il 21 ottobre, nei quarti di finale di Coppa UEFA. Contro i greci realizza un gol annoverato tra i migliori della sua carriera: beffa il portiere avversario, che stava facendo scorrere il pallone sul fondo, recuperandolo proprio sulla linea e segnando con un tiro a effetto. Il 21 marzo 1998 realizza una quaterna sul campo del , nella partita persa per 5-4. Termina la stagione con 29 gol in 32 presenze. Nella Liga, in cui l'Atlético chiude con un deludente settimo posto, Vieri segna 24 gol in 24 partite, risultato che gli frutta il primo posto nella classifica marcatori e quindi la vittoria del Trofeo Pichichi: è il primo (e finora unico) italiano a vincerlo.
Lazio Poco prima della fine della fase estiva del calciomercato, il 28 agosto 1998, viene acquistato dalla Lazio per 55 miliardi di lire. Il 13 settembre 1998, nella gara pareggiata 1-1 contro il , debutta con la squadra romana. Il 23 settembre, durante la gara di ritorno dei sedicesimi di finale di Coppa Italia, contro il , si infortuna al ginocchio e sarà costretto a rimanere inattivo per oltre tre mesi. Rientra in campo e segna il primo gol con la Lazio il 6 gennaio 1999, risultando decisivo per la vittoria contro il .
Vieri gioca con continuità fino alla fine del campionato, segnando 12 gol in 22 presenze. Con la Lazio si piazza secondo in campionato sfiorando lo scudetto (è suo il colpo di testa che va a spegnersi contro la traversa nella sfida decisiva che terminerà 1-1 con la e in seguito sancirà il sorpasso-scudetto del Milan per un solo punto).
Oltre al campionato, Vieri è determinante per le vittorie della Lazio in Coppa delle Coppe, giunta alla sua ultima edizione. L'8 aprile 1999, nella semifinale giocata contro il , gioca una buona gara (colpisce in pieno la traversa avversaria e arriva vicino al gol del raddoppio per i laziali), risultando decisivo per il passaggio della Lazio in finale. Il 19 maggio 1999 vince il trofeo, realizzando, tra l'altro, il primo dei due gol con cui i biancocelesti sconfiggono per 2-1 il nella finale di Birmingham. Vieri ricorda questa sfida come una delle più belle della sua vita.
Inter Nel giugno 1999 viene ceduto all' per 90 miliardi di lire, all'epoca un record nella storia del calciomercato; nel prezzo è compreso il cartellino di Diego Simeone, valutato 21 miliardi. Il successivo 29 agosto debutta a San Siro con una tripletta al . I nerazzurri finiranno il campionato al quarto posto. Nel torneo successivo è il miglior marcatore della squadra con 18 reti: tra queste, si ricorda la tripletta messa a segno contro il il 1º aprile 2001.
Nel 2001-02 trascina i nerazzurri a un passo dal titolo, realizzando 22 reti e offrendo un rendimento eccellente; ciò non basterà a vincere lo scudetto, perso all'ultima giornata a causa della sconfitta per 4-2 contro la sua ex squadra, la Lazio. Nell'incontro Vieri è autore del gol del temporaneo 1-0. L'anno dopo, l'attaccante si laurea capocannoniere del campionato di Serie A, con più reti che presenze (24 a 23): 4 gol sono realizzati al nella sfida del 1º dicembre 2002. Segna anche 3 gol in Champions League, i primi con la formazione lombarda; 2 di questi sono nel quarto di finale contro il . Nel ritorno con gli spagnoli si infortuna, chiudendo anzitempo la sua stagione.
Il 6 gennaio 2004, nel 3-1 con il , segna il suo 100º gol con la squadra, ma nel corso della stagione è schierato con minor frequenza dal tecnico Alberto Zaccheroni (subentrato a Héctor Cúper in autunno), visto anche il ritorno in maglia nerazzurra di Adriano, centravanti dalle caratteristiche simili alle sue. Il mese successivo, nella semifinale di Coppa Italia contro la Juventus decisa ai tiri di rigore, il suo errore dal dischetto e il successivo centro di Fabrizio Miccoli sanciscono l'eliminazione dell'Inter.