Il Tagikistan, ufficialmente Repubblica del Tagikistan (), e in passato Repubblica Socialista Sovietica Tagika nell'ambito dell'URSS, è uno Stato dell'Asia centrale. Confina a sud con l'Afghanistan, a est con la Cina, a nord con Kirghizistan e Uzbekistan e a ovest ancora con l'Uzbekistan; è dunque uno Stato senza sbocco al mare con una superficie di , una popolazione di abitanti, con capitale Dushanbe. Presenta due exclavi nel territorio del Kirghizistan.
Dal 9 settembre 1991 il Tagikistan è una repubblica presidenziale, di fatto una dittatura autoritaria; il presidente è il leader Emomalī Rahmon, che nomina ogni anno il Primo ministro. L'Assemblea suprema viene eletta dal popolo e resta in carica 5 anni. La costituzione del paese è stata varata nel 1994. Dal marzo 2013, è diventato un membro dell'Organizzazione mondiale del commercio.
Etimologia
Il suffisso persiano -stān significa "luogo di" o "paese", quindi la parola Tagikistan significa letteralmente "Paese dei Tagiki".
Storia
Abitato in antico dalle popolazioni della Sogdiana, il territorio dell'odierno Tagikistan fece parte dapprima dei regni greco-battriani sorti in seguito alle conquiste orientali di Alessandro Magno, quindi costituì una regione di confine o una provincia orientale del regno dei Parti (III secolo a.C.-III secolo d.C.) e successivamente dell'Impero sasanide (III secolo-metà VII secolo). Dopo il crollo di quest'ultimo, sconfitto dalle armate arabe intorno al 650 d.C., entrò a far parte del califfato omayyade e poi abbaside, divenendo una delle province orientali del mondo musulmano. A partire dalla seconda metà del IX secolo, con l'indebolimento del potere centrale degli Abbasidi, le regioni orientali conobbero un progressivo processo di autonomia.
Nel X secolo il territorio del Tagikistan fu sotto il controllo della dinastia samanide, di origine persiana, inizialmente vassalla dei Tahiridi e formalmente soggetta al califfato. La capitale Bukhara divenne uno dei maggiori centri culturali del mondo islamico e persiano: qui ebbe inizio la grande stagione della letteratura persiana di epoca musulmana, con poeti panegiristi e con figure fondamentali come Rudaki; poco più tardi, in area samanide, maturò anche l'opera del grande poeta epico Ferdowsi. Il dominio samanide durò circa un secolo e fu seguito dall'arrivo di dinastie turche: prima i Ghaznavidi (fine X secolo-metà XI secolo), poi i Selgiuchidi (XI-XII secolo). In questa fase si sviluppò un duraturo sincretismo turco-persiano che avrebbe caratterizzato gran parte della storia culturale dell'Asia centrale.
Nel XIII secolo la regione fu conquistata dai Mongoli e successivamente entrò nell'impero di Tamerlano e dei suoi successori timuridi (fine XIV-XV secolo). Dal XVI secolo il territorio rientrò stabilmente nell'orbita del Khanato di Bukhara, condividendo per lunghi periodi il controllo con il vicino Khanato di Kokand.
Nel corso del XVIII e soprattutto del XIX secolo, il Tagikistan fu progressivamente inglobato nell'espansione dell'Impero russo. Nel contesto del cosiddetto Grande Gioco, che contrapponeva Russia e Gran Bretagna per il controllo dell'Asia centrale, i khanati di Bukhara e Kokand divennero prima protettorati e poi persero l'indipendenza. L'interesse russo era rivolto sia al contenimento dell'influenza britannica proveniente dall'India, sia al rafforzamento della propria posizione strategica in Asia.
Dopo la Rivoluzione russa del 1917, il territorio entrò nell’orbita sovietica. La resistenza armata dei basmachi, movimento insurrezionale di ispirazione islamica e nazionalista, fu repressa solo alla fine degli anni Venti. Nel 1929 venne istituita la Repubblica Socialista Sovietica del Tagikistan. La delimitazione nazionale voluta da Mosca separò definitivamente il Tagikistan da centri storici della cultura persiana come Bukhara e Samarcanda, assegnati alla Repubblica socialista dell'Uzbekistan, mentre il piccolo centro di Dušanbe fu elevato a capitale.
Durante il periodo sovietico, nonostante l'ateismo di Stato, l'identità islamica sopravvisse soprattutto attraverso reti informali e confraternite sufi. Alla fine degli anni Ottanta riemerse il Partito della Rinascita Islamica, che svolse un ruolo rilevante nella fase di transizione successiva alla dissoluzione dell'URSS. L'indipendenza, proclamata nel 1991, fu seguita dallo scoppio di una sanguinosa guerra civile (1992-1997) tra forze governative, gruppi democratici e opposizione islamica, che causò decine di migliaia di morti e oltre un milione di profughi.
Gli accordi di pace del 1997 sancirono la fine formale del conflitto e l'integrazione parziale dell'opposizione islamica nel sistema politico. Emomali Rahmon, già al potere dal 1992, consolidò progressivamente un regime autoritario. Negli anni successivi il Partito della Rinascita Islamica venne messo al bando (2015) e l'opposizione politica quasi completamente eliminata. Il Tagikistan rimane oggi uno Stato fortemente centralizzato, legato sul piano militare ed economico alla Federazione Russa e caratterizzato da persistenti tensioni interne e regionali, in particolare lungo il confine con l'Afghanistan. Geografia
Il Tagikistan è uno Stato senza sbocco sul mare ed è lo Stato meno esteso dell'Asia centrale, ma il più elevato in termini di altitudine. Il territorio è per oltre il 90% montuoso con vette che raggiungono i metri di altezza, caratterizzato da due catene montuose: la catena del Trans-Alaj nel Nord, e il Pamir nel Sud. Le vette più alte dell'Asia centrale si trovano nel Pamir, come il Picco Ismail Samani, la montagna più alta del Paese di metri, il Picco Ibn Sina ( metri) e il Picco Korženevskaja ( metri). I principali fiumi sono il Syr Darya, l'Amu Darya, il Kafirnigan, il Vachš e il Panj.
La maggior parte dei fiumi scorre da est a ovest e alla fine apporta le proprie acque al bacino del lago d’Aral. Le uniche aree pianeggianti sono a nord-ovest (parte della valle di Fergana) e nell'estremità sud-occidentale del Paese. Il clima del paese è di tipo continentale, caratterizzato da escursioni termiche piuttosto accentuate e di tipo alpino nelle aree più elevate. La temperatura invernale è spesso mitigata da un vento caldo e secco proveniente dalle aree montuose. Scarsissime le precipitazioni, concentrate soprattutto nella parte occidentale del paese.
Ordinamento dello Stato Suddivisione amministrativa Il Tagikistan è diviso in quattro regioni (vilojat), di cui una autonoma (vilojati muxtor), e una città autonoma: le tre regioni sono Chatlon, i Distretti di Subordinazione Repubblicana e Suƣd, la regione autonoma è Gorno-Badachshan e la città autonoma è la capitale Dušanbe.
Le quattro province a sua volta si scompongono in distretti.
Numero sulla mappa Regione Capoluogo Area (km²) Popolazione (2008) 1 Suƣd Xuçand 2 Distretti di Subordinazione Repubblicana Dušanbe 3 Chatlon Boxtar 4 Gorno-Badachshan Choruǧ
Città principali
Il tasso di urbanizzazione del Tagikistan è molto basso (27%) e l'unica città importante è la capitale Dušanbe ( abitanti), al secondo posto per numero di abitanti troviamo Xuçand ( abitanti). Altre città hanno da poco superato i centomila abitanti come Boxtar ( abitanti) e Kūlob ( abitanti).
Le città principali sono: Dušanbe (capitale) Xuçand Kūlob Boxtar Istaravšan Tursunzoda Vahdat Panjakent Konibodom Isfara
Istruzione L'istruzione pubblica è gratuita, obbligatoria e formata da due cicli. Nonostante le condizioni economiche, il Tagikistan ha un alto tasso di alfabetizzazione pari al 99% della popolazione. La spesa pubblica per l'istruzione era pari al 5,2% del PIL nel 2015.
Università L'Università Nazionale del Tagikistan è stata fondata nel 1948.
Società Etnie
La stragrande maggioranza della popolazione è di etnia tagica (di ceppo indoeuropeo e iranico). Tuttavia notevoli sono la minoranza uzbeka e la minoranza yagnobi, minore invece quella russa. Secondo il censimento del 2010 la popolazione del Tagikistan conta circa abitanti.
Religione
La popolazione è per il 96,7% musulmana, in maggioranza sunnita. I cittadini che professano altre religioni o che non ne professano nessuna sono il 3,3%.
Complessivamente, l'osservanza dell'islam è in aumento: tra il 30 e il 40% della popolazione rurale e tra il 5 e il 10% della popolazione urbana pratica attivamente i riti islamici o partecipano alle funzioni religiose nelle moschee; il 99% della popolazione rurale e il 70% di quella urbana osserva il digiuno del Ramadan. Il 4% della popolazione musulmana è sciita, di cui il 40% è ismailita e la maggior parte di essi risiede nella provincia del Gorno-Badachshan, in certi distretti meridionali della provincia del Chatlon e nella capitale Dušanbe; il resto della popolazione musulmana è per la maggior parte, circa il 92,7%, sunnita.
In Tagikistan vi sono circa cristiani (1,6% dell'intera popolazione), principalmente di etnia russa o immigrati del periodo sovietico, la maggior parte cristiani ortodossi, ma sono presenti anche altre dottrine cristiane. Inoltre circa lo 0,2% della popolazione appartiene alle minoranze di ebrei e altre religioni; si stima che l'1,5% della popolazione sia atea o comunque non appartenente ad alcuna confessione religiosa.
Musulmani: 96,7% Sunniti: 92,83% Sciiti: 3,86% Ismailiti: 1,6%
Lingue
La lingua ufficiale è il tagico, lingua indoeuropea appartenente al gruppo delle lingue iraniche: si tratta fondamentalmente della stessa lingua parlata in Iran (farsi) e in Afghanistan (dari), ma scritta in caratteri cirillici. È ancora diffuso il russo.
Diritti umani
Politica Politica interna
Il Tagikistan è una repubblica presidenziale unitaria, indipendente dal 1991 e la sua costituzione (in tagico: Конститутсияи Ҷумҳурии Тоҷикистон), è stata promulgata il 6 novembre 1994. Il paese è controllato strettamente dal Partito democratico popolare del Tagikistan (PDPT), il cui capo politico è l'attuale presidente Rahmon.
Il potere esecutivo è esercitato dal capo dello Stato (Emomalī Rahmon), dal capo del governo (il Primo ministro Qohir Rasulzoda) e dal suo Gabinetto, ovvero il consiglio dei ministri. Il presidente viene eletto dal popolo a suffragio universale e ha un mandato di 7 anni rinnovabile per un secondo ed è capo delle forze armate. L'ultima elezione si è svolta nel novembre 2020. Il capo del governo viene nominato dal presidente e il suo Gabinetto, ovvero il consiglio dei ministri, è nominato dal presidente e approvato dall'Assemblea suprema (Majlisi Oli).
Il potere legislativo è esercitato da un parlamento bicamerale, l'Assemblea suprema; le due camere sono l'Assemblea nazionale (Majlisi Milliy), la camera alta, composta da 34 membri di cui 25 scelti da deputati locali, 8 dal presidente e 1 riservato all'ex presidente, e l'Assemblea dei rappresentanti (Majlisi Namoyandagon), la Camera bassa, composta da 63 membri eletti direttamente dal popolo a suffragio universale. I membri di ciascuna camera hanno un mandato di 5 anni. L'ultima elezione si è svolta nel marzo 2020.
Il sistema giudiziario si articola in una serie di organismi: la Corte Costituzionale, la Corte Suprema, la Corte Suprema Economica, la Corte Militare, i tribunali provinciali, distrettuali e cittadini. Il potere giudiziario è esercitato dalla Corte Suprema, nominata dal presidente. Nel paese è in vigore la pena di morte.
Nel 2003 vengono approvate le riforme costituzionali che garantiscono al presidente Rahmon altri due mandati dopo il 2006.
Nel maggio 2016 attraverso un referendum il 94,5% della popolazione ha espresso parere favorevole a una modifica della Costituzione che consenta al presidente in carica di essere rieletto per un nuovo mandato senza restrizioni temporali. La riforma ha anche ridotto l’età minima richiesta per la candidatura alla presidenza da 35 a 30 anni.
Nel rapporto sull'indice sulla democrazia del 2020 dell'Economist, il Tagikistan si colloca al 160º posto come "regime autoritario".
Politica estera