Origine Secondo la cronaca di Alberico delle Tre Fontane, Alfonso era figlio del nobile francese, conte Raimondo di Borgogna e di Urraca, discendente del re di Castiglia e Leon, Ferdinando I, anche gli Anales Toledanos riportano che era figlio di Raimondo di Borgogna e di Urraca (El Rey D. Alfonso, fillo del Conde D. Raymondo è de Doña Urraca), che secondo il Chronicon regum LegionensiumIl Chronicon regum Legionensium è la storia dei re di León, dall'inizio del regno di Bermudo II (982), sino alla morte di Alfonso VI (1109), scritta verso il 1120, dal vescovo e storico, Pelagio da Oviedo, detto il favolista, per le molte invenzioni., era la figlia del re Alfonso VI e della sua seconda moglie, Costanza di Borgogna. Raimondo fu il nono (quinto maschio) figlio del conte Palatino di Borgogna e conte de Mâcon Guglielmo I il Grande o l'Ardito (1024-12 novembre 1087), come conferma il documento nº 3615 del Recueil des chartes de l'abbaye de Cluny. Tome 4 (Wilelmus comes Burgundie cum voltate filiorum meorum Rainaldi et Raimundi) e della contessina Stefania di Borgogna (circa 1035-dopo il 1088), di cui non si conoscono con esattezza gli ascendenti.

Biografia Secondo gli Anales Toledanos Alfonso era nato il primo marzo 1106 (primer dia de Marcio.....Era MCXLIV).

Suo padre, Raimondo, all'età di 48 anni, morì nel 1107, nel castello di Grajal e fu inumato a Santiago di Compostela, nella cattedrale di San Giacomo, come riporta il Diccionario biográfico español, Real Academia de la Historia e la madre Urraca assunse il titolo di regina di Galizia.

Nel 1108 le truppe castigliano-leonesi comandate da Álvar Fáñez erano state sconfitte dagli Almoravidi a Uclés, dove, nella battaglia di Uclés, era morto Sancho, il fratellastro di sua madre, come riporta il Chronicon de Cardena, per cui Urraca era divenuta l'erede al trono di León e CastigliaLa madre di Alfonso, Urraca, era già stata erede al trono per circa vent'anni, fino all'anno 1100, quando Sancho, l'unico figlio maschio del re di León e Castiglia Alfonso VI il Valoroso fu legittimato divenendo così l'erede al trono.. Quindi nel 1109, alla morte del nonno, Alfonso VI, la madre Urraca ereditò il regno di León e Castiglia, ma fu costretta dai nobili del regno a sposare il re di Aragona e di Navarra Alfonso I il Battagliero, che nel 1111 fu incoronato re di León e Castiglia assieme a Urraca, aprendo l'opportunità di unire Castiglia-León con l'Aragona, come riporta lo storico Rafael AltamiraRafael Altamira, La Spagna (1031-1248), in «Storia del mondo medievale», vol. V, 1999, pag. 877.

Il 17 settembre 1111, a Santiago di Compostela, Alfonso fu incoronato re di Galizia da Diego Gelmírez, il vescovo della città, che con Fernando Peres, conte di Trava, fu il suo tutore. La Galizia fu l'unica parte del regno di León e Castiglia che non venne governata dal nuovo re Alfonso I il Battagliero.

L'unione tra la madre e il patrigno fu turbolenta e tumultuosa tanto che sfociò in una guerra civile, durante la quale, nel 1112, Alfonso, re di Galizia, fu proclamato anche re di León e Castiglia e di Toledo, come Alfonso VII. Le cronache ci raccontano di una infinita serie di conflitti tra sua madre, Urraca edile patrigno, Alfonso I e menzionano le infedeltà della regina. Comunque dopo alterne vicende, dopo cinque anni di matrimonio, nel 1114, il papa Pasquale III sancì la separazione tra il re di Aragona Alfonso I il Battagliero e Urraca, che rientrò in possesso di tutti i suoi domini, ma aveva dato inizio a un periodo di profonda instabilità nel regno, in una situazione di confusa guerra civile tra i sostenitori della regina Urraca, di Alfonso I, di Alfonso VII di Galizia (appoggiato dal potente vescovo di Compostela Diego Gelmírez) e la contessa del Portogallo Teresa, con continui cambi di alleanza tra le varie fazioni e il succedersi di ribellioni che si accesero nelle città del regno.

Negli anni seguenti la situazione fu molto instabile e i tutori galiziani di Alfonso VII, con l'appoggio della contessa del Portogallo Teresa, figlia naturale di Alfonso VI e quindi zia di Alfonso VII, respinsero un tentativo della stessa Urraca di reprimere l'indipendenza del regno di Galizia. Nel documento nº 28 del Recueil des chartes de l'abbaye de Silos, Alfonso VII si cita col titolo di re (Ego Hildefonsus Raymundi Dei gratia rex). E sempre in quegli anni Alfonso VII cominciò a farsi chiamare imperatore, pare per la prima volta, secondo lo storico medievalista statunitense, Bernard F. Reilly, il 9 dicembre 1117, a Sahagún alla presenza dell'arcivescovo di Toledo e dei vescovi di León, Salamanca, Oviedo e Astorga e di diversi magnati del regno di Galizia.

Nel 1121 Diego Gelmirez, promosso arcivescovo di Santiago di Compostela, dal papa Callisto II, organizzò un complotto con la complicità di Fernando Peres conte di Trava, cui partecipò anche Teresa, per portare il nipote del papa, il re di Galizia, Alfonso Raimundez sul trono al posto della madre, che immediatamente attaccò la sorellastra occupando la contea del Portogallo sino al fiume Duero. Teresa e il conte di Trava si rifugiarono nel castello di Lanhoso, dove furono assediati e dove, secondo il Reilly, Teresa e Fernando Peres conte di Trava divennero amanti e forse si sposarono. Non si sa come ma Teresa riuscì a cavarsela e, riconoscendosi vassalla di Urraca, venne confermata contessa di Portogallo; quindi ricevette il dominio sui distretti di Zamora, Toro, Salamanca e AvilaEdgar Prestage, Il Portogallo nel Medioevo, in «Storia del mondo medievale», vol. VII, 1999, pagg. 578 e 579.

Alfonso VII conservò il trono di Galizia, e la fase di instabilità perdurò fino alla morte di Urraca, avvenuta nel 1126; Urraca morì, secondo il Chronica Adefonsi Imperatoris I, l'8 marzo, nel Regno di León (in un castello della località di Saldaña (Palencia), e fu tumulata a León, nel Pantheon dei Re (mausoleo) della Real Basílica di Sant'Isidoro. Secondo la Cronaca BurgenseLa Cronaca Burgense è composta da annali scritti, in latino, nel corso del XIII secolo e ritrovati, dopo secoli, nella cattedrale di Burgos (da cui il nome); furono compilati nella regione della Rioja e sono inerenti alla storia della Castiglia e della Navarra, dalla nascita di Gesù Cristo alla Battaglia di Las Navas de Tolosa, del 1212. Urraca morì nel 1126 ("Era MCLXIV obiit Urraca Regina"), mentre secondo i Chronicon CompostellaniI Chronicon Compostellani furono compilati in Castiglia a metà del XII secolo, e coprono un periodo che va dalla nascita di Gesù Cristo sino alla morte della regina, Urraca di León e Castiglia Urraca morì nel castello di Saldaña durante il parto di un figlio illegittimo (apud castrum Saldaña sextos Idus Martii in Era MCLXIIII in partu adulterini filii vitam infelicem finivit), mentre secondo gli Annales Compostellani Urraca morì a Dicembre (VII ius Decemb.). Finalmente Alfonso VII poté entrare in possesso dei suoi titoli.

Sua zia, Teresa, alla morte della sorellastra, non ritenendosi più vincolata ai patti del 1121, non riconobbe come suo superiore il nuovo re di León e CastigliaEdgar Prestage, Il Portogallo nel Medioevo, in «Storia del mondo medievale», vol. VII, 1999, pag. 579. Nella primavera del 1127, Alfonso attaccò il Portogallo e in sei settimane obbligò Teresa a riconoscere la sua supremazia, e, mentre Alfonso Henriques, il figlio di Teresa assediato a Guimarães, non più in grado di resistere all'assedio delle truppe di Alfonso Raimundez, Egas Moniz, in quanto tutore promise a nome del figlio della contessa del Portogallo, Alfonso Henriques, che si sarebbe considerato per il futuro vassallo della corona di León e Castiglia, e si fece garante dell'accordo. L'assedio fu tolto.

Però Alfonso Henríquez, figlio di Teresa, che nel 1128 aveva sconfitto la madre a San Mamede, vicino a Guimarães, diventato conte del Portogallo, non si riconobbe vassallo, Egas Moniz si recò alla corte di León e Castiglia e si presentò al re, accompagnato dalla moglie e dai figli, scalzo e con una corda al collo, chiedendo di lasciargli redimere con la morte la parola mancata. Con questa nobile azione ottenne il perdono reale e l'episodio fu scolpito sulla sua tomba.

I rapporti con il patrigno Alfonso I il Battagliero, re di Aragona e di Navarra, furono spesso conflittuali e gli costarono alcuni territori castigliani (Calahorra, e le province di Gipuzkoa e di Álava).

Nel novembre 1128 Alfonso VII si era sposato a Saldaña con Berenguela di Barcellona (1108 – 1149), che, secondo gli Ex Gestis Comitum Barcinonensium era la figlia primogenita del conte di Barcellona, Gerona, Osona e Carcassonne, Raimondo Berengario III e la sua seconda moglie, la contessa di Provenza e Gévaudan, Dolce I (1090-1129) e pertanto sorella dell'erede Raimondo Berengario. Il matrimonio viene confermato da diversi documenti di donazioni all'abbazia di Cluny: il nº 4038, datato 1132 (Ego rex Aldefonsus, cum uxore mea regina Berengaria) il nº 4072, datato Luglio 1142 (Ego Aldefonsus Hyspanie imperator una cum uxore mea Berengaria) il nº 4073, datato Agosto 1142 (Ego Aldefonsus Hyspanie imperator una cum uxore mea Berengaria) il nº 4076, datato 1143 (Ego Aldefonsus Hyspanie imperator una cum uxore mea Berengaria).

Nel 1130, dopo la morte della madre, Alfonso Henríquez invase il sud della Galizia, che era stato feudo di Teresa e da lì ogni anno faceva incursioni in Galizia con l'appoggio di parte della nobiltà galizianaEdgar Prestage, Il Portogallo nel Medioevo, in «Storia del mondo medievale», vol. VII, 1999, pag. 580.

Nel 1134, alla morte del patrigno, rivendicò immediatamente i territori castigliani invadendo la Navarra e in seguito l'Aragona, occupandone la capitale, Saragozza, che sarà abbandonata nel 1140, in cui fu incoronato re, portando il confine della Castiglia al fiume EbroRafael Altamira, La Spagna (1031-1248), in «Storia del mondo medievale», vol. V, 1999, pag. 879. Stabilita così la supremazia su tutti i regni cristiani assunse, nel 1135, il titolo di Imperatore e fu incoronato il 26 maggio nella Cattedrale di LeónRafael Altamira, La Spagna (1031-1248), in «Storia del mondo medievale», vol. V, 1999, pag. 881.

Nel 1137 Alfonso Henriques appoggiò una rivolta galiziana e quando, dopo la vittoria di Cerneja sulle truppe leonesi, stava per annettersi la Galizia, i Mori attaccarono il sud della contea del Portogallo, sconfiggendolo a Tomar e conquistarono la fortezza di Leiria, appena costruita nel 1135; allora Alfonso VII, radunato un esercito a Tui, invase il Portogallo e, con la pace di Tui, indusse il cugino e tutti i suoi baroni alla sottomissione.

Nel 1139 Alfonso Henríquez, dopo una vittoria sui Mori, iniziò a considerarsi re del Portogallo e nel 1140 invase ancora la Galizia; l'imperatore, a Valdevez, gli propose una tregua che fu accettata. Da quel giorno non annoverò più il Portogallo tra i suoi possedimenti e nel 1143 fu sancita la pace di Zamora: di fronte al legato del papa Innocenzo II, il cardinale Guido da Vico, in cambio della signoria di Astorga, Alfonso VII riconobbe il titolo di re del Portogallo al cugino, Alfonso Henríquez, che divenne Alfonso I del Portogallo detto il ConquistatoreEdgar Prestage, Il Portogallo nel Medioevo, in «Storia del mondo medievale», vol. VII, 1999, pag. 581. Contemporaneamente Alfonso VII riconobbe validità al contratto di matrimonio tra suo cognato, il conte di Barcellona Raimondo Berengario IV, che da allora venne chiamato "principe di Aragona" e Petronilla di Aragona, giovane regina d'Aragona, accettando così l'unione di tutte le contee catalane con l'Aragona, e di fatto un grande regno d'AragonaRafael Altamira, La Spagna (1031-1248), in «Storia del mondo medievale», vol. V, 1999, pag. 880.