La nazionale italiana di rugby a 13 rappresenta l'Italia nelle gare internazionali di Rugby League (anche noto come Rugby XIII o a 13), una delle due principali varianti professionistiche del rugby, radicalmente differenziatasi dal rugby a 15 nel corso degli anni. Benché assai meno nota di quella di rugby XV, una nazionale italiana di rugby XIII è esistita fin dagli anni cinquanta. È ufficialmente sotto la giurisdizione della Federazione Italiana Rugby League ed è affiliata alla Rugby League European Federation.
Storia Una selezione di giocatori italiani di rugby a 13, formata essenzialmente da giocatori della zona di Torino che si recarono in Inghilterra per giocare alcuni test match in quel Paese, esistette fin dai primi anni cinquanta. A Cahors, in Francia, il 15 aprile 1951, si tenne il primo incontro di una squadra ufficialmente riconosciuta come “Italia”: contro i più attrezzati francesi, l'Italia perse con un onorevole 17-29; un anno più tardi i francesi restituirono la visita e allo stadio Comunale di Torino vinsero, seppure con uno scarto più ridotto, per 22-18.
Il decennio che seguì fu il periodo di massimo seguito per il rugby a 13 nell'Europa non britannica, cui seguirà una rapida caduta d'interesse a favore del rugby a 15.
Il 13 settembre 1958, a Treviso, si costituì la Federazione Italiana Amatori Rugby 13. Subito dopo, la Federazione Italiana venne ufficialmente riconosciuta dalla Rugby Football League International Board, di cui facevano già parte l'Inghilterra, la Francia, la Nuova Zelanda e l'Australia. Nel primo anno di attività risultarono affiliate 24 società, nella maggioranza nell'Italia settentrionale, con 620 tesserati. La Federazione disponeva di 22 arbitri e tre allenatori.Notiziario Interno della Federazione Amatori Italiani Gioco a XIII (F.A.I.G.), Anno IV, Nr. 3, giugno 1961, pp.3–6.
Da segnalare in particolare tre incontri degni di nota, disputati entrambi in quel 1960: un primo incontro tra le rappresentative italiana e australiana si disputò sabato 23 gennaio a Padova, nei pressi dello stadio Appiani, davanti a 3500 spettatori. Gli Azzurri vennero sconfitti con un onorevole 15-37. Quindi, il giorno dopo, si tenne un match a Treviso, il 24 gennaio, dinnanzi a 3000 spettatori entuasiasti. L'Italia affrontò di nuovo i formidabili "canguri" d’Australia stavolta perdendo nettamente per 22–67Il Gazzettino (edizione Treviso), 25 gennaio 1960, p.7, consultazione archivio cartaceo.. Gli incontri erano parte della tappa finale del Kangaroo Tour del 1959/60, durante il quale la nazionale australiana di rugby league si recò in Europa e disputò trentasette partite contro squadre britanniche, francesi e appunto due contro una selezione nazionale italiana. Gli australiani, che all'epoca erano considerati i migliori tredicisti del mondo, a Treviso offrirono una magnifica esibizione imponendo un ritmo di gioco superiore e andando a segno con ben quindici mete. Quei risultati dimostrarono la classe dei primi di fronte all'inesperienza degli ultimi arrivati.
A Treviso, l'Italia schierò la seguente formazione: Alberto Comin, Augusto De Pase, Giampaolo Pavin, Ferdy Sartorato, Silvio Pavan, Oreste Dolfin, Francesco Bovo, Carlo Masotti, Sergio Gei, Marco Martini, Gilberto Ruffo, Renzo Grigoli e Giovanni Bortolozzo.
Infine, per chiudere quel 1960, l'amichevole disputata a Villeneuve-sur-Lot (Francia), il 1º maggio, allorché la Francia superò l’Italia abbastanza nettamente per 43–20.
La grande sorpresa si registrò l'anno successivo, durante la primavera del 1961. L'Italia era reduce da un'amichevole contro i francesi a Carpentras, disputata il 30 aprile e persa per 17–0. In quell'occasione, il Tredici Azzurro schierò la seguente formazione: Sergio Gei, Marco Martini, Giovanni Bortolozzo, Giovanni Cattaneo, Carlo Salmaso, Carlo Guglielmino, Francesco Bovo, Oreste Dolfin, Natale Molari, Gianfranco Marazzina, Gastone Biadene, Luigi Luise, Vittorio Rassaval. L'incontro in terra d'oltralpe, pur essendo terminato con l'ennesima sconfitta degli azzurri, ebbe una parte determinante in ciò che accadde di lì a meno di un mese.
Infatti, quando la Francia restituì la visita e le due nazionali si rincontrarono in amichevole a Treviso, il 24 maggio, gli azzurri sconfissero inaspettatamente i transalpini per 13–10Il Gazzettino (edizione Treviso), 25 maggio 1960, p.8, consultazione archivio cartaceo.. I francesi mai più si sarebbero aspettati di uscire sconfitti in un match contro l'Italia: infatti, dal primo incontro ufficiale di Cahors, nel 1951, per sei volte consecutive avevano puntualmente battuto la giovane rappresentativa azzurra.
L'incontro di Treviso, oltre che da ricordare per la vittoria, dimostrò quanto l'Italia fosse cresciuta in quei primi mesi dell'anno. Partiti con un leggero svantaggio di punti, gli azzurri nel secondo tempo piegarono i più tecnici "galletti" grazie soprattutto alla grinta che indicò chiaramente la raggiunta maturità di questa giovane disciplina nel Paese.
In quella tappa storica nella storia del rugby a 13 italiano, la formazione azzurra schierò il seguente Tredici: Giuseppe Salmaso, Carlo Campioni, Luigi Luise, Natale Molari, Gianfranco Marazzina (capitano), Oreste Dolfin, Francesco Bovo, Carlo Guglielmino, Carlo Salmaso, Giovanni Cattaneo, Giovanni Bortolozzo, Sergio Gei e Marco Martini.
Trascorso qualche anno, e per più di un trentennio, il rugby XIII sostanzialmente sparì dal panorama sportivo italiano. Furono proprio due rugbisti australiani di ascendenze italiane, Mick Pezzano e John Benigni, a cercare di ridar vita al rugby XIII in Italia negli anni novanta: i loro sforzi furono premiati quando, nel 1995, la nazionale italiana fu invitata al torneo World Sevens per quelli che furono i suoi primi incontri ufficiali dopo il 1960.
Da allora, l'Italia di rugby XIII ha disputato vari tornei ufficiali e a inviti; la nazionale è formata essenzialmente da giocatori australiani del Nuovo Galles del Sud con ascendenze italiane.
Nel 2008 e nel 2009 la nazionale italiana di rugby XIII ha partecipato al RLEF European Shield vincendolo, dopo aver battuto e in entrambi i tornei.
Nel 2009 la nazionale italiana di rugby XIII ha partecipato pure alla Coppa d'Europa, subendo pesanti sconfitte nel girone di qualificazione a 3 contro e , ma vincendo la finale per il quinto posto contro la .
Nel 2010 la nazionale non ha partecipato a tornei ufficiali ma ha giocato 3 partite internazionali: 2 contro il Libano (una vittoria e una sconfitta), e ottenendo il 6 ottobre una notevole vittoria contro il per 13-6.
Il 2013 è stato l'anno del debutto dell'Italia nella Coppa del Mondo di rugby a 13. Dopo la promettente vittoria 32-16 contro il Galles e il pareggio 30-30 contro la Scozia, la sconfitta 16-0 contro le nell'ultima partita della fase a gironi è costata l'accesso ai quarti di finale.
Nell'ottobre 2016 la nazionale italiana si è apprestata a disputare il torneo europeo di qualificazione alla Coppa del Mondo di rugby a 13 2017, vedendo debuttare tra le sue file l'internazionale Mirco Bergamasco proveniente dal rugby a 15 (89 caps con il XV azzurro). L'Italia, inserita nel gruppo A, ottiene una vittoria contro la Serbia e una successiva sconfitta contro il Galles che l'ha relegata al secondo posto, costringendola a uno spareggio vinto nettamente contro la .
Il 10 giugno 2017 a Manta (CN), casa del Saluzzo North West Roosters, gli azzurri stabilscono il loro nuovo record di punteggio nell'amichevole casalinga contro la , conclusa 94-4. Alla Coppa del Mondo in Australia nel 2017, l'Italia viene sorteggiata in un girone a tre insieme a e ; gli azzurri perdono la partita intergruppo contro l' 36-12, nel secondo turno sconfiggono nettamente gli Stati Uniti 46-0 ma nell'ultima partita la capolista Figi si rivela troppo forte relegando l'Italia al secondo posto impedendole l'accesso ai quarti di finale.
Palmarès European Shield: 2 2008, 2009
Note
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