Fu re di Sicilia, dal 1468 al 1516 come Ferdinando II; re consorte di Castiglia dal 1474 al 1504 come Ferdinando V; re d'Aragona, Valencia, Sardegna, Maiorca e titolare di Corsica, conte di Barcellona e delle contee catalane dal 1479 al 1516 come Ferdinando II; re di Napoli come Ferdinando III dal 1504 al 1516; reggente di Castiglia dal 1507 al 1516 e re dell'Alta Navarra dal 1512 al 1516.

Biografia Infanzia Figlio secondogenito (ma unico maschio) del principe di Castiglia e León e d'Aragona, re di Navarra e futuro re della corona d'Aragona e di Sicilia, Giovanni II, e della sua seconda moglie, Giovanna Enríquez. Dal lato materno, Ferdinando aveva parziali ascendenze ebraiche. Ferdinando era fratellastro dei re e regine di Navarra, Carlo IV (Solo de jure), Bianca (Solo de jure) ed Eleonora e cugino di Maria Enriquez de Luna, moglie di Giovanni Borgia, II Duca di Gandia.

Al momento della sua nascita, la madre, che si trovava in Navarra, si trasferì oltre il confine, per farlo nascere in Aragona. In quello stesso anno (1452), suo padre vinceva la battaglia di Aibar contro il figlio (fratellastro di Ferdinando) Carlo di Viana, al quale aveva usurpato il trono di Navarra, obbligandolo ad andare in esilio a Napoli, dallo zio e fratello di Giovanni, il re della corona d'Aragona e di Napoli Alfonso V. Morto Alfonso V, nel 1458, Giovanni divenne Giovanni II, re della corona d'Aragona, mentre Carlo, riappacificato col padre, rientrò in Navarra, dove, appena rientrato (1459), intavolò trattative per unirsi in matrimonio con la sorellastra del re di Castiglia Enrico l'Impotente, Isabella di Castiglia; ma Giovanni e soprattutto la matrigna, Giovanna Enríquez, si opposero, perché nelle loro intenzioni Isabella avrebbe dovuto sposare il loro figlio Ferdinando, di sette anni.

Carlo, nel 1460, fu arrestato e tenuto in prigione finché le Corts catalane si riunirono il 25 febbraio del 1461 e decretarono che Giovanni dovesse liberare il figlio, cosa che egli fece immediatamente, ed inoltre gli imposero il concordato di Vilafranca, del 21 giugno 1461, in cui Carlo risultava essere il re legittimo di Navarra, luogotenente della Catalogna ed erede della corona d'Aragona. Carlo, però, il 23 settembre di quello stesso anno, morì, circa tre mesi dopo avere ottenuto ciò che gli spettava. La sua morte fu attribuita alla regina Giovanna, che lo avrebbe fatto avvelenare per agevolare suo figlio, Ferdinando, che immediatamente fu nominato luogotenente della Catalogna ed erede della corona d'Aragona.

Giovinezza e guerra civile catalana

Ferdinando e la madre, la regina Giovanna, che si trovavano in Catalogna quando le cortes catalane dichiararono che il re e la regina non dovevano entrare in Catalogna senza il permesso delle Corts stesse, si rifugiarono nel castello di Gerona. All'inizio del 1462 i realisti catalani si raccolsero in armi e il re Giovanni chiese, col trattato di Bayonne del maggio 1462, al re di Francia Luigi XI l'aiuto dell'esercito francese (in cambio delle contee del Rossiglione e della Cerdagna), mentre le Corts catalane o Generalitat (Diputació del General) organizzavano un esercito, che si diresse su Girona, dove si trovava la regina Giovanna. Quest'ultima, assediata nella città, la difese molto coraggiosamente assieme ai suoi sostenitori, tanto da permettere l'intervento del re Giovanni, che col suo esercito obbligò i catalani a togliere l'assedio.

Mentre il re Giovanni organizzava il suo esercito composto da aragonesi, catalani e francesi, per schiacciare la rivolta, la Generalitat (le Corts catalane) emanò un decreto che dichiarava sia Giovanni che la regina nemici della Catalogna. Nel frattempo, per sostituire Giovanni, cercava un sovrano a cui offrire la corona del regno di Aragona, tra i discendenti degli aspiranti alla corona, vacante alla morte del re Martino I di Aragona, nel 1410. La questione fu decisa da un arbitrato, che portò al compromesso di Caspe, del 1412. La Generalitat offrì il trono prima (1462) al re di Castiglia, Enrico IV, poi (1463) al conestabile del Portogallo, Pietro, ed infine (1466) al conte di Provenza, Renato d'Angiò, e la guerra si protrasse per dieci anni sino al 1472.

Re di Sicilia Nel 1468 il padre nominò Ferdinando re del regno di Sicilia, che fu incoronato il 10 luglio a SaragozzaSimona Giurato, La Sicilia di Ferdinando il cattolico, Rubbettino, pagina 15.

Nel 1469 fu coronato il sogno della madre Giovanna, deceduta un anno prima, combinando il matrimonio di Ferdinando II di Aragona con Isabella la Cattolica, sorellastra del re di Castiglia e León Enrico IV. Il 19 ottobre del 1469, a Valladolid, Ferdinando sposò la cugina Isabella, infanta di Castiglia e figlia del re di Castiglia e León Giovanni II (figlio del re di Castiglia e León Enrico III e di Caterina di Lancaster) e di Isabella del Portogallo, figlia del contestabile del Portogallo, Giovanni d'Aviz e di Isabella di Braganza, figlia del primo duca di Braganza Alfonso I.

Guerra civile castigliana

Il matrimonio fra Ferdinando e Isabella non fu approvato da Enrico IV, che ritrattò la designazione ad erede del trono di Castiglia della propria sorellastra IsabellaIsabella aveva accettato la clausola che avrebbe sposato il re del Portogallo, Alfonso V. e giurò pubblicamente, assieme alla moglie, che Giovanna la Beltraneja era sua figlia legittima e la proclamò erede al trono, con la "cerimonia de la Val de Lozoya", un prato vicino a Buitrago. Alla morte del fratellastro Enrico IV nel 1474 Isabella il 13 dicembre fu proclamata regina di Castiglia e Ferdinando divenne re consorte col nome di Ferdinando V di Castiglia, mentre la Beltraneja, che ugualmente reclamava la corona di Castiglia, era stata promessa ad Alfonso V del Portogallo.

Immediatamente il re del Portogallo, Alfonso V, dichiarato re di Castiglia e León dai partigiani della moglie, nonostante Isabella fosse già stata incoronata regina col marito Ferdinando, invase la Castiglia (estate del 1475), per difendere i diritti di sua moglie; lo scontro decisivo avvenne nei pressi di Toro, la città in cui si era insediata e dove teneva la corte Giovanna la Beltraneja; il 1º marzo 1476, nella battaglia di Toro, Ferdinando, comandante dell'esercito castigliano, mise in fuga Alfonso che, vedendo che i suoi sostenitori in Castiglia diminuivano, si ritirò in Portogallo con la moglie, che era scortata dal figliastro, Giovanni, erede al trono del Portogallo.

La pace fu siglata ad Alcáçovas (Viana do Alentejo), il 4 settembre del 1479, dal figlio Giovanni, in quanto Alfonso V si era da tempo ritirato nel convento di Varatojo a Torres Vedras; il trattato venne controfirmato dai Re Cattolici a Toledo nel marzo del 1480. Con esso il sovrano del Portogallo Alfonso V e la moglie Giovanna rinunciavano ad ogni pretesa sul regno di Castiglia e sulle isole Baleari e sulle isole Canarie mentre i regni di Castiglia e Aragona rinunciavano a Madera, alle Azzorre e alle isole di Capo Verde ed inoltre lasciavano al Portogallo tutte le terre a sud del Capo Bojador.

Governo di Castiglia e d'Aragona e conquista di Granada

Alla morte del padre, il 20 gennaio 1479, Ferdinando oltre che re di Sicilia era divenuto re di Aragona (Ferdinando II) e, nello stesso anno, fu decretata l'unione de facto della Castiglia con la Corona d'Aragona, ma mentre in Aragona Ferdinando governava da solo, in Castiglia, per il contratto di matrimonio (capitulaciones), ad Isabella era riservata l'amministrazione mentre la giustizia era amministrata congiuntamenteSe i Re Cattolici si trovavano in luoghi diversi ognuno di loro aveva il diritto di amministrare la giustizia separatamente; se si trovavano entrambi nello stesso posto, le ordinanze reali venivano firmate da entrambi; le monete recavano insieme le due effigi e i sigilli reali portavano le armi delle due casate; infine Ferdinando, chiamato anche Ferdinando V di Castiglia, si occupava della politica estera. Raramente Ferdinando rientrò in Aragona; di fatto svolse tutte le sue attività in Castiglia.

A partire dal 1481 Ferdinando si occupò della conquista del regno dei Nasridi del Sultanato di Granada, dove mise in mostra le sue doti diplomatiche e le sue attitudini militari, già dimostrate nella guerra civile castigliana. La cosiddetta guerra di Granada fu caratterizzata da molteplici assedi ed ebbe successo anche per le riforme che Ferdinando apportò al suo esercito, le varie città di Ronda, Loja, Malaga, Baza caddero una dopo l'altra e terminò nel 1492, con la capitolazione dell'ultimo ridotto musulmano della penisola iberica, la città di Granada, il 2 gennaio 1492. Sullo slancio della vittoria, Ferdinando conquistò in seguito anche Melilla e le Canarie. Dopo la caduta di Granada, papa Innocenzo VIII (1484-1492) conferì ad Isabella ed al marito Ferdinando il titolo di "Maestà cattolica". Da allora, Ferdinando e Isabella furono chiamati "los Reyes Católicos". In cambio, Isabella fece omaggio al successore d'Innocenzo, lo spagnolo Alessandro VI Borgia (1492-1503), del primo oro arrivato dalle Americhe, del quale fu rivestito il soffitto della Basilica di Santa Maria Maggiore.

Ferdinando introdusse l'Inquisizione in Castiglia nel 1480Una bolla che autorizzava la nomina di inquisitori nei domini spagnoli fu promulgata da papa Sisto IV, nel 1478. e quattro anni dopo anche in AragonaAnche se in Aragona vigeva dal 1249, ma non era più praticata.. Inoltre Ferdinando introdusse il principio della conformità religiosa, per cui furono decretate (decreto di Granada del 31 marzo 1492) l'espulsioneA seguito dell'espulsione degli ebrei castigliani, il re del Portogallo, Giovanni II permise a circa 90.000 di loro di entrare in Portogallo e, dietro il pagamento di una tassa di otto cruzados pro capite, permise loro un soggiorno di otto mesi. di tutti gli ebrei che non accettavano di convertirsi al cristianesimo o salvo battesimo (salvo bautismo) e la conversione forzosa degli abitanti del regno di Granada, nel 1503, ai quali però la regina, Isabella, aveva garantito il diritto alla libertà religiosa al momento della capitolazione del regno di Granada.

La conquista di Granada riuscì ad eliminare le contestazioni interne e fece guadagnare prestigio ai regni di Castiglia e Aragona agli occhi degli altri regni cristiani. In quegli stessi anni, Ferdinando, centralizzò l'amministrazione dello stato, diminuendo il potere delle Cortes, che nel periodo, dal 1488 al 1497, furono convocate una sola volta.

Disputa col Portogallo

Cristoforo Colombo aveva sottoposto il suo piano di circumnavigare la terra, per arrivare in India, al re del Portogallo, Giovanni II, ma quest'ultimo non aveva buoni motivi per ritenere che il progetto da lui seguito di doppiare l'Africa avrebbe portato a risultati sicuri, per cui le Americhe furono scoperte per conto dei Re Cattolici di Castiglia e Aragona. Ma al ritorno di Colombo dopo il primo viaggio, Giovanni II ebbe il sospetto che, secondo il trattato di Toledo del 1480Tutte le terre a sud del Capo Bojador appartenevano al Portogallo, la scoperta fosse avvenuta nella zona di influenza del Portogallo, che intendeva inviare nelle terre scoperte delle caravelle.