La figura di Coriolano Biacchi, assente dal novero dei musicisti italiani, è rimasta pressoché sconosciuta per una serie di vicende personali e professionali che ne hanno impedito la conoscenza fino ad oggi.

La formazione musicale e le opere giovanili

Figlio del tenore Lorenzo Biacchi, Coriolano nasce a Milano il 28 maggio 1834. Dopo una prima formazione musicale a Cesena, dove il padre era attivo presso il Teatro Bonci, completa e perfeziona i suoi studi al Conservatorio di Firenze, dove si diploma in violino sotto la guida dei maestri Ignazio Colson (violino), Fabio Favilli (violino) e Ferdinando Giorgetti (perfezionamento di violino), e in direzione d’orchestra e composizione con Teodulo Mabellini e Luigi Picchianti, probabilmente nel 1859.ACMU (Archivio Cappella Musicale Urbino), Carte Rigi Luperti 1859-1885, certificato di idoneità alla direzione d’orchestra firmato dal compositore Teodulo Mabellini, 25 agosto 1860; certificato di idoneità alla direzione d’orchestra redatto da Ignazio Colson dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, 25 agosto 1860; certificato di idoneità alla direzione d’orchestra compilato dal Prof. Luigi Picchianti, professore di contrappunto, presso l’Accademia delle Belle Arti di Firenze, 14 marzo 1861. A questo periodo (1854-1859) risalgono le prime composizioni per violino e altro strumento o voce solista, duetti, studi per violino, e altre pagine brevi,Per il catalogo integrale delle opere e delle carte conservate presso l’Archivio della Cappella Musicale di Urbino, si fa rinvio a Luigi Moranti, La Cappella Musicale del SS. Sacramento nella Metropolitana di Urbino. Inventario (1499-1964), Accademia Raffaello, Collana di Studi e Testi, n. 15, AGE, Urbino, 1993; pp. 207-212, 219, 225, 228, 230, 237. nonché opuscoli didattici e un breve trattatello scritto a penna intitolato Piccolo Istradamento all’Armonia di C. Biacchi, scritti nel 1859, che sembrano subito rivelare una personalità estrosa, e allo stesso tempo metodica, come suggerirebbero le precise annotazioni quali data e luogo di stesura e altre indicazioni apposte alle partiture manoscritte. I rapporti con il Conservatorio di Firenze sono continui, se nel 1859 il Biacchi ventiquattrenne è ancora legato ai suoi maestri, in particolare a Ignazio Colson, come egli stesso scrive nel frontespizio delle Due fughe in una sola, la cui revisione e supervisione è controfirmata dal Colson.

A Firenze il giovane maestro acquista grande stima sia durante il periodo della formazione sia con le sue prime prestazioni, di cui si elogiano le doti artistiche e musicali di direttore d’orchestra «nella qual branca fù riconosciuto abilissimo», oltre che come ottimo maestro di violino e concertista, parole queste espresse dal maestro di perfezionamento.

Tra il 1861 e il 1863 riceve apprezzamenti e lodi scritti da personalità quali il compositore Teodulo Mabellini, il Cav. Pietro Zampieri di Faenza, il compositore Giovanni Pacini, il Presidente della Accademia dei Risoluti, proprietaria del R. Teatro Alfieri di Firenze, Giovanni Cino Mossi, in cui si elogia il musicista quale “Capo d’Orchestra” in due stagioni liriche consecutive (primavera 1860 e 1861), sotto la cui egida si sono esibiti cantanti celebri, tra cui Alessandro Bottero.

La documentazione proveniente da diverse città fa pensare che il musicista non avesse fin dal 1861 un impiego stabile. È certo comunque che tra il 1860 e il 1863 si dedica intensamente alla composizione di opere per orchestra: Sinfonia, 1860; Tantum ergo, gennaio 1861; Sinfonia, gennaio 1861; Waltz, per quartetto d’archi, 1861; Sinfonia n. 24, 1862; Sinfonia per il Teatro Comunale [di Cesena], 1862; Sinfonia per orchestra, 1863; Sinfonia n. 26, 1864. Contemporaneamente mantiene i contatti con varie istituzioni musicali, sicuramente con il Comune di Cesena, sua amata patria adottiva, dove dirige l’orchestra del Teatro Comunale Bonci in occasione del carnevale 1862-63, in cui vengono eseguite la Norma di Bellini e il Poliuto di Donizetti, per le quali ottiene il plauso degli orchestrali, che gli dedicano un elogio in versi.

Il periodo urbinate

Il 15 febbraio 1863 il Comune di Urbino gli propone l’incarico triennale di primo violino e direttore d’orchestra e il compito di riattivare la musica strumentale nella Cappella Musicale del SS.mo Sacramento. Il maestro accetta la proposta, forse perché ha già incontrato a Urbino la donna che sarà sua moglie, la nobile Giuliana Fiocchi Nicolai (1848-1943), che sposerà il 9 novembre 1867 e dalla quale avrà due figli: Lorenzo (1868-1915) e Marta (1869-1933).

Nel 1864 è tentato di lasciare Urbino per le migliori condizioni economiche che gli offriva la città di Cesena, ed è possibile che, pur non rinunciando a Urbino, il giovane maestro sia riuscito a barcamenarsi agevolmente tra i due incarichi, o che si sia impegnato a Cesena rinunciando all’offerta del Comune di Urbino per il 1864.

Fatto sta che nel 1865 gli viene riconfermato il posto di primo violino e direttore d’orchestra della Cappella Musicale urbinate, in luogo del defunto Secondo Ripini, con l’aumento del contributo, ma con clausole assai vincolanti che impongono il completo assoggettamento al maestro di Cappella e il divieto di «assentarsi dalla Città senza ottenere i consueti permessi, godrà però una stagione libera a sua scelta coll’annuenza delle competenti autorità».

Negli anni che seguono fino al 1871, il compositore attraversa un periodo sereno, ottiene ovunque elogi e apprezzamenti appassionati quale direttore d’orchestra e professore di violino e scrive altre opere strumentali.

Nel carnevale 1865-1866 dirige al Teatro Sanzio Lucrezia Borgia di Donizetti e Un ballo in maschera di Verdi, con il soprano Teresa Alvisi.

Il 17 ottobre 1868 vengono eseguiti la sua Sinfonia a piena orchestra e il Coro patriottico di Agostino Mercuri, su testo di Vincenzo Romani, composizioni dirette presumibilmente dirette dallo stesso Biacchi.

Nella primavera del 1866, 1867 e 1868 è a Chieti, dove è direttore delle stagioni liriche: riscuote grande plauso, tanto che il Comune della città abruzzese avanza la proposta di assumere l’incarico di Direttore dell’Orchestra del Teatro, impegno che non viene accettato.

A Urbino le gratificazioni professionali si susseguono l’una dopo l’altra: il 7 novembre del 1867 è nominato «Maestro Direttore della Società Filarmonica di Urbino».

Nel 1868 Biacchi collabora frequentemente con il compositore Agostino Mercuri (Sant’Angelo in Vado 1839 – Perugia 1892), insieme al quale dà frequenti concerti, soprattutto in occasioni solenni: la commemorazione della morte di Gioacchino Rossini (13 novembre 1868), promossa dall’Accademia Raffaello di Urbino, di cui è socio dal 1870, e inaugurata da Nicolò Tommaseo; i concerti vocali e strumentali programmati per le annuali celebrazioni di Raffaello (28 marzo – 6 aprile); la cerimonia di apertura per il 350º anno della morte di Raffaello nella sala del trono del Palazzo Ducale con un Inno a Raffaello, scritto dal conte Pompeo Gherardi e musicato da Agostino Mercuri, e la Sinfonia in Si bemolle OP. 25, sinfonia «molto lodata», scritti per l’occasione; l’esecuzione in duomo della la Gran Messa funebre per i morti di Castelfidardo, composta da Luigi Vecchiotti per i caduti della storica battaglia, sotto la direzione del Mercuri, con Biacchi primo violino, e dal maestro di cappella di Loreto Roberto Amadei.

Contemporaneamente Biacchi continua a comporre e dirige l’orchestra nelle stagioni liriche del Teatro Raffaello Sanzio per opere in prevalenza di Rossini, Bellini, Donizetti, Verdi, promosse dalla Società Teatrale, riscuotendo apprezzamenti lusinghieri.

A questo punto la buona stella del maestro si spegne improvvisamente e i rapporti con la città si fanno molto tesi in seguito a vicende spiacevoli da addebitare prevalentemente alla negligenza della amministrazione della Cappella Musicale e soprattutto al diverso orientamento della classe politica urbinate, in cui stanno prendendo progressivamente campo le ideologie repubblicane e socialiste, fortemente anticlericali, avversarie dei partiti monarchici e della destra liberale, a cui il Biacchi era legato, in virtù del matrimonio con la nobile consorte.

Nell’estate del 1871, da un giorno all’altro, il maestro è fatto vittima di accuse di inefficienza e di non rispettare lo statuto della Cappella Musicale, seguite da ingiuste calunnie dirette alla persona. La finalità di queste azioni da parte del Comune era di sostituire il maestro con uno della stessa fazione politica, e viene prescelto il giovane musicista Diomede Lamonaca. Questi tuttavia, probabilmente molto disgustato in quanto usato contro il collega, rinuncia all’incarico il 28 aprile 1872. Vista la situazione, il Biacchi, benché formalmente in carica per altri tredici mesi, decide di dimettersi.

Il periodo di Casale Monferrato (1872-1890)

Dell’attività svolta negli anni di Casale Monferrato abbiamo la sola documentazione del carteggio Rigi Luperti, comprendente alcune lettere di Lauro Rossi, varie partiture manoscritte, sulle quali sono annotati luogo e data di composizione e revisione, e una locandina teatrale, sufficienti a testimoniare non solo la assidua presenza del maestro nella cittadina piemontese, ma anche la composizione di musiche da eseguire a Urbino.

Alla fine del 1872 Biacchi riceve una lettera dal Comune di Casale Monferrato, datata 12 dicembre, con la quale è nominato da una apposita «Commissione per la Scuola di Musica» a «primo Violino, Direttore d’orchestra e Maestro della scuola d’arco collo stipendio annuo di £ 1500 e gli altri emolumenti d’uso». Viene quindi invitato a recarsi a Casale per dirigere un’opera, che andrà in scena tredici giorni dopo.

Questa improvvisa chiamata, e solo pochi giorni prima di dirigere l’orchestra in teatro, fa intendere che il maestro, sentita l’ostilità intorno a sé a Urbino, avesse preso accordi già da qualche tempo con la cittadina piemontese, dove avrà una più che soddisfacente carriera, soprattutto come direttore d’orchestra nel Teatro Comunale, allora il più importante della regione dopo il Regio di Torino. A Casale il musicista sembra trovare un ambiente propizio e si dedica anche alla composizione di varie importanti opere strumentali, e non solo per il teatro, le chiese e i committenti locali, ma anche per Urbino, dove, oltre agli affetti famigliari, trova ancora consensi dagli appassionati e nell’ambito dell’Accademia Raffaello, per la quale scriverà altre importanti pagine, per eseguire le quali viene più volte richiamato a Urbino, con ogni probabilità dal suocero Giuseppe Fiocchi Nicolai, accademico, eletto presidente nel 1878.

Tra il 1873 e il 1885 compone musiche sacre (Laudate a solo Tenore con Coro, riduzione a Organo, 1883; Laudamus e Gratias per baritono in S. Domenico di Casale Monferrato, 1884), da camera (Adagio, e Variazioni per Contrabasso, giugno 1873; Fuga a 4 del Maestro Biacchi, per contrabbasso, due violini, e viola, marzo 1879), per pianoforte (Mazurka L’Appassionata, 1875; L’Abbandonata Mazurka, Giuseppina Mazurka, Spunta il sole Polka, 1876; Introduzione e Polka, Festa d’Imeneo, Misteri del Cuore Mazurka, 1881, per orchestra (sinfonie per le celebrazioni di Raffaello). Tutti i manoscritti sono stati riportati dal maestro all’Archivio della Cappella Musicale urbinate.

Nella stagione autunnale 1884 del Teatro Comunale di Casale dirige il Guglielmo Tell di Rossini per l’impresa Bruni & C.

Un momento molto importante e per il maestro e per la storia musicale delle Marche è la collaborazione con il noto compositore maceratese Lauro Rossi, il quale, con una breve lettera spedita da Napoli, elogia il Biacchi, chiamandolo collega, per le sue qualità artistiche e per aver diretto, nel 1877, a Casale Monferrato, la sua opera La Contessa di Mons, composta nel 1874, ed gli offre la sua collaborazione per altre eventuali occasioni.