Marianna Ucrìa è un film del 1997, diretto da Roberto Faenza, tratto dal romanzo La lunga vita di Marianna Ucrìa (1990) di Dacia Maraini.
Trama Nel 1743, a Palermo, il duca Signoretto porta invano la nipote ancora bambina, Marianna Ucria, che essendo muta comunica tramite una lavagnetta, ad assistere a un'impiccagione, sperando che l'esecuzione possa restituirle la parola. In seguito la madre della ragazza, Maria, costringe la figlia a sposare l'anziano zio Pietro, fratello di Maria e cugino del defunto marito, con il quale nei successivi quattro anni Marianna mette al mondo tre figlie femmine e infine l'agognato figlio maschio.
In seguito il precettore dei figli, Grass, le insegna la lingua dei segni, la introduce a un nuovo ideale filosofico, l'illuminismo, ma soprattutto le instilla l'autostima e la voglia di indipendenza dal marito. Il rapporto fra Marianna e Grass, però, è ostacolato dal fratello minore della ragazza, un sacerdote, che convince il cognato ad allontanare il precettore dal palazzo.
Marianna, però, ormai è risoluta. Essendo stata iniziata alla modernità da Grass, la donna si rifiuta di concedersi ancora al marito. L'uomo addolorato uccide con le proprie mani la capretta Sisina che tanto amava e muore subito dopo. Rimasta vedova, Marianna si riappropria della sua esistenza, con un atteggiamento nuovo che comprende anche una relazione con Saro, fratello della serva Fila, ma soprattutto nella ricerca delle ragioni del suo mutismo, che risiedono in un segreto che la famiglia le ha sempre taciuto: la violenza sessuale subita proprio ad opera di Pietro quand'era una bambina.
Produzione Dopo aver dichiarato il proprio apprezzamento per il film, la scrittrice Dacia Maraini ha raccontato in un'intervista che il ruolo del Duca Signoretto doveva essere assegnato a Marcello Mastroianni che però, essendo già in cattive condizioni di salute prima dell'inizio delle riprese, non ottenne l’assicurazione necessaria per prendere parte alla pellicolaAldo Cazzullo e Roberta Scorranese, Dacia Maraini: «Quando conobbi Moravia lui con me non ci provò. Per scrivere mi vesto con cura: la letteratura esige rispetto», Corriere della Sera, 30 ottobre 2024..
Critica Il film è stato accolto con favore dalla critica per la cura dei costumi, degli esterni e degli interni, ma anche per la fotografia e la recitazione. Tuttavia, la critica ha sottolineato il libero adattamento del film rispetto al romanzo.
Premi e riconoscimenti 1997 - David di Donatello Miglior fotografia a Tonino Delli Colli Miglior scenografia a Danilo Donati Migliori costumi a Danilo Donati Nomination Miglior film Nomination Miglior regista a Roberto Faenza Nomination Migliore attrice non protagonista a Eva Grieco Nomination Miglior montaggio a Roberto Perpignani 1998 - Nastro d'argento Migliore fotografia a Tonino Delli Colli Migliore scenografia a Danilo Donati Miglior costumi a Danilo Donati Nomination Migliore attrice non protagonista a Eva Grieco Nomination Migliore attore non protagonista a Roberto Herlitzka 1998 - Globo d'oro Miglior sceneggiatura a Roberto Faenza Nomination Miglior film a Roberto Faenza, Francesco Marcucci e Sandro Petraglia Nomination Miglior fotografia a Tonino Delli Colli 1997 - Grolla d'oro Miglior fotografia a Tonino Delli Colli Miglior colonna sonora a Franco Piersanti 1997 - Festival cinematografico internazionale di Mosca Nomination Gran Premio a Roberto Faenza
Note
Collegamenti esterni
Categoria:Film drammatici Categoria:Film basati su romanzi di autori italiani Categoria:Film sulla sordità Categoria:Film diretti da Roberto Faenza Categoria:Film girati a Siracusa Categoria:Film ambientati a Palermo Categoria:Film ambientati nel Regno di Sicilia Categoria:Film ambientati nel XVIII secolo Categoria:Film con composizioni originali di Ennio Morricone Categoria:Film basati su opere di Dacia Maraini