Fu il capo dell'OZNA e stretto collaboratore di Josip Broz Tito, fu anche vicepresidente della Jugoslavia dal 1963 al 1966.

Biografia Di famiglia serbo-ortodossa, fu assieme a Tito, Đilas, e Kardelj uno dei quattro uomini più potenti di tutta la Jugoslavia dell'immediato dopoguerra. Divenne un personaggio di spicco della politica jugoslava quando Tito, il 7 marzo 1945, inaugurò un governo di unità nazionale, al cui vertice sedevano i suoi stretti collaboratori.

A Ranković spettò il ruolo di capo dei Servizi segreti jugoslavi (Odeljenje za zaštitu naroda, OZNA). In particolare Ranković si curò di eliminare meticolosamente gli oppositori politici, nei quali rientravano anche parte del clero cattolico e ortodosso, oltre a chiunque fosse portatore (o presunto tale) di idee nazionali anti-jugoslave; Nell'estate del 1948 si ruppero i rapporti tra l'URSS e la Jugoslavia, con l'espulsione della Jugoslavia dal Cominform. Si trattò della prima crisi interna del Blocco sovietico; Ranković ricoprì in questa fase una parte di sostegno alla causa titina.

Nel dibattito politico interno della Jugoslavia, Ranković sostenne, (accanto a un nazionalismo panserbo; fonte che risultò non concreta proprio per la posizione che egli occupava, per la relazione che ebbe con Tito e per la ideologia federalista fondata sulle basi della Jugoslavia del dopo guerra), la tesi di un socialismo centralizzato, contrario al modello dell'autogestione integrale spinto da Edvard Kardelj. Nel 1956 scoppiò lo scandalo Đilas, che diede il via a un periodo di riforma ed epurazione dei quadri dirigenti del Partito. Nel 1966 Ranković, fino ad allora capo onnipotente dell'UDBA, fu allontanato dal suo incarico, accusato di abuso di potere e di aver ordito un complotto. Tuttavia non fu intentato nessun processo ai suoi danni. All'allontanamento di Ranković seguì una riforma dell'UDBA (polizia segreta) e del KOS (servizi segreti militari).

Giudizi Dopo la sua morte nel 1983 la figura di Ranković fu letta da diverse prospettive. Il nazionalismo serbo degli anni novanta .

Da parte croata invece Ranković .

Note

Bibliografia Sekulić Zoran, Pad i cutnja Aleksandra Rankovića (“La caduta e il silenzio di Aleksandar Ranković”), Belgrado, Dositej, 1979.

Voci correlate AVNOJ OZNA

Altri progetti

Collegamenti esterni

Categoria:Nati a Belgrado Categoria:Jugoslavi della seconda guerra mondiale Categoria:Generali jugoslavi