Un concept album è un album discografico in cui tutte le canzoni contribuiscono a dare un significato nel loro insieme,.. spesso ruotando attorno a un unico tema oppure sviluppando complessivamente una storia che può essere strumentale, compositiva o lirica.. A volte questo termine si riferisce ad album considerati di "eccezionale uniformità" oppure a un LP con un esplicito motivo musicale o lirico,. ma i criteri per definire cosa sia esattamente un "concept album" sono molto variabili, e spesso non trovano un consenso comune.
Questa formula è piuttosto diffusa soprattutto nell'art rock e in particolare è diventato uno dei tratti distintivi del rock progressivo, ma la si ritrova anche in numerosi altri generi, inclusi jazz, pop, heavy metal e hip hop.
Definizione Se con il termine "concetto" (dal latino Conceptus, p.p. di Concepire: idea determinata di una cosa)Etimologia di Concetto su Treccani: si intende in genere idea, pensiero o nozioni astratte, la definizione di concept album non trova una definizione univoca e condivisa. Secondo Alessio Brunialti, in un articolo sul concept album apparso sul Mucchio Extra, se negli Stati Uniti le origini di questa tipologia compositiva va ricercata nei cicli di canzoni del XIX secolo, in Europa si può far riferimento ad origini molto più antiche, che vanno dalle canzoni di Omero riportate nellIliade e nellOdissea, o in Palestina ai salmi dedicati a Javeh del futuro re David, per poi arrivare alla tradizione operistica dei grandi compositori della musica colta, la cui riproduzione discografica divenne poi il «grande problema degli industriali della musica quando nacquero i primi supporti fonografici». Un'altra definizione estesa di "concept album" è quella che includerebbe potenzialmente tutto quello che assomiglia a colonne sonore, compilazioni, cast recordings, greatest hits, album tributo, album natalizi ed album live.
La definizione più comune si riferisce ad un ampio approccio del classico album rock basato su un progetto che spesso si risolve attorno ad un tema specifico o ad una collezione di materiale selezionato. All Music scrive: «un concept album può essere una raccolta di canzoni di un singolo cantautore o di un tema particolare - questi sono i concept LP più diffusi negli anni '50... la frase concept album è inestricabilmente legata ai tardi '60, quando i rock & rollers iniziarono ad ampliare i limiti delle loro forme artistiche». L'autore Jim Cullen lo descrive come «una raccolta di canzoni distinte ma tematicamente unificate il cui insieme è maggiore della somma delle sue parti [...] spesso erroneamente assunto ad essere un prodotto dell'epoca rock». L'autore Roy Shuker definisce il concept album e l'opera rock come album che sono «unificati da un tema, che può essere strumentale, compositivo, narrativo, o lirico. ( [...] ) In questa forma, l'album può diventare da una raccolta di canzoni eterogenee ad un lavoro narrativo con un tema unico, in cui le singole canzoni si susseguono l'una all'altra».
Storia 1940-1960: Le origini ed i primi esempi di concept album
Rick Wakeman, tastierista degli Yes, considera Dust Bowl Ballads, esordio di Woody Guthrie (1940) il primo concept album della storia. L'independent invece lo considera "forse" uno dei primi concept album, composto esclusivamente da canzoni semi-autobiografiche sulle difficoltà dei lavoratori migranti americani negli anni 1930, mentre il Mucchio Extra lo considera «il primo esempio di antologia tematica».
Il formato LP fu poi introdotto nei tardi anni 1940 con i compositori dello space age pop che proposero la formula del concept album utilizzando tematiche come la vita selvaggia, oppure dischi fatti per essere suonati durante la cena o nei momenti di relax, o ancora dischi astratti ed incentrati sulle emozioni. Questa tendenza fu poi favorita con l'invenzione, negli anni 1950, della copertina a libro, che permetteva di dare spazio alle note per spiegare il concept dell'album.McKnight-Trontz 1999, pag. 10.
Anche Frank Sinatra pubblicò una serie di album con brani legati per tematiche, come In the Wee Small Hours (1955) and Frank Sinatra Sings for Only the Lonely (1958) ed anche lui viene accreditato tra gli inventori del concept album a partire da The Voice of Frank Sinatra (1946), assieme al lavoro, per certi aspetti equivalente, di Bing Crosby. Il biografo Will Friedwald sostiene che «Sinatra metteva in sequenza le canzoni in modo che le liriche creassero un flusso traccia dopo traccia, offrendo l'impressione di una narrazione, come nel musical o nell'opera. Fu il primo cantante di popular music ad apportare una consapevole attitudine artistica nella registrazione». Nel rock'n'roll degli anni 1950 la pratica dell'organizzazione di album attorno a tematiche specifiche venne a cadere anche a causa del dominio del formato 7", che permetteva la distribuzione di singoli brani tramite il Jukebox. Nonostante questo pochi artisti come Johnny Cash fecero eccezione, e quando si trovavano ad affrontare il formato LP preferirono organizzarlo attorno a temi specifici. Secondo molti, il primo concept album in assoluto è il fantascientifico I Hear a New World, ideato dal produttore britannico Joe Meek e presentato come una «fantasia musicale da un altro spazio», inciso nel 1959 ma mai pubblicato integralmente prima del 1991.
Secondo Carys Wyn Jones i Beach Boys con Pet Sounds (maggio 1966), i Beatles con Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band (marzo 1967) sono alternativamente citati dalla critica come il "primo concept album" della storia, generalmente per la loro uniformità, piuttosto che per il tema lirico o il motivo musicale. Altri ancora vedono in Blonde on Blonde (marzo 1966) di Bob Dylan ed in Freak Out! (giugno 1966) dei the Mothers of Invention i primi concept album della storia. Nonostante la diatriba su questo primato, l'album che più di tutti contribuì a diffondere l'idea di concept album nella musica popolare fu senza dubbio Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band dei Beatles (1967). Per questo album, infatti, i membri del gruppo decisero di assumere delle personalità fittizie ("immedesimandosi", appunto, con la "Banda dei Cuori Solitari del Sergente Pepper"); tuttavia, a parte un riferimento a Ringo Starr col nome "Billy Shears" nella title track, i testi delle canzoni non sono esplicitamente basati su questa "finzione" e appaiono sostanzialmente slegati e indipendenti l'uno dall'altro. A questo vi furono poi la risposta dei Rolling Stones con Their Satanic Majesties Request (1967) e soprattutto dei Pretty Things con S.F. Sorrow (1968), che fu l'album per il quale la stampa inglese coniò per la prima volta il termine Rock Opera, prima ancora di Tommy (1969) degli Who che, per molti, ne rappresentò l'apice.
Altri dischi che vengono acclamati come il primo concept album furono poi alcuni dischi di country music americana dei primi anni 1960, che però vennero del tutto ignorati dalla critica e riconosciuti come concept album solo una decina di anni più tardi. Il The 100 Greatest Bands of All Time (2015) di David V. Moskowitz si sostiene che tra i pionieri di questo genere vi furono i the Ventures. Il giornalista di Ultimate Guitar Matt Springer tra i primi esempi riporta Little Deuce Coupe (1963) dei Beach Boys, mentre Brian Boyd del The Irish Times cita Face to Face (ottobre 1966) dei The Kinks come primo concept album. Sicuramente fu in questo periodo che per molte band sorse l'esigenza di dare una struttura più solida alle pubblicazioni su long playing.
I concept album nell'art rock
Molti gruppi di rock psichedelico, rock progressivo e art rock ripresero e svilupparono l'idea del concept album negli anni settanta, al punto che, per alcuni, "concept album" è grosso modo un sinonimo di "album progressivo". In questi casi, l'adozione di un tema unificante non è quasi mai da interpretarsi come fatto accessorio, bensì è legato alla ricerca di una struttura musicale che sfugga al modello "tradizionale" di canzone, interpretato come riduttivo, a favore di soluzioni che si richiamano, in alcuni casi in forma esplicita, alla forma musicale della sinfonia o della musica operistica. Non a caso, gli stessi gruppi che realizzarono concept album negli anni settanta spesso incidevano brani lunghi e complessi, che (nell'epoca del vinile) addirittura arrivavano a occupare un intero lato (circa 20 minuti di musica ininterrotta) o, in alcuni casi, entrambi i lati, con l'unica soluzione di discontinuità imposta dal mezzo fisico.
Coerentemente con quanto detto sopra, nei concept album di gruppi progressive o art rock l'uniformità del tema centrale è associata anche a elementi strutturali della musica, quali l'uso di temi musicali che si ripetono, eventualmente con variazioni, all'interno dell'opera. Già Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band utilizza una reprise finale del brano di apertura che, insieme alla grafica e alle caratteristiche della confezione, è decisiva per creare l'atmosfera concettuale del disco (la banda si presenta all'inizio dell'album, saluta il pubblico alla fine).
Molti dei concept album più celebri di tutti i tempi furono pubblicati da gruppi progressive o di generi rock contigui; si possono citare per esempio i Pink Floyd (The Dark Side of the Moon, Wish You Were Here, Animals, The Wall, The Final Cut), Kate Bush (Hounds of Love, The Dreaming, Aerial), Elton John (Tumbleweed Connection, Goodbye Yellow Brick Road, Captain Fantastic and the Brown Dirt Cowboy), David Bowie (The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars) i Genesis (The Lamb Lies Down on Broadway), Queen (Queen II) gli Yes (Tales from Topographic Oceans), i Gentle Giant (Three Friends), gli Emerson, Lake & Palmer (Pictures at an Exhibition), i Jethro Tull (A Passion Play, Thick as a Brick, Aqualung e Too Old to Rock 'n' Roll: Too Young to Die!), l'Alan Parsons Project (Tales of Mystery and Imagination - Edgar Allan Poe, I Robot, Pyramid, Eve, The Turn of a Friendly Card) e i Tears for Fears (The Hurting, Songs from the Big Chair), per elencare solo alcuni tra gli esempi più noti. Il neoprogressive e i generi derivati, come il progressive metal, hanno ripreso lo stilema del "concept" dai loro modelli: si possono citare per esempio i Marillion con Misplaced Childhood e Clutching at Straws, i Queensrÿche di Operation: Mindcrime o i Dream Theater di Metropolis Pt. 2: Scenes from a Memory.
Nell'heavy metal si possono citare gli Iron Maiden con l'album Seventh Son of a Seventh Son e gli W.A.S.P. con l'album The Crimson Idol. Molto presente quest'usanza anche nel Djent, da citare Juggernaut: Alpha e Juggernaut: Omega,creati dagli stessi creatori del Djent,i Periphery
Un'estensione dell'idea di concept album è l'idea di una serie di album che sono legati a un insieme di temi correlati; i primi quattro album dei King Crimson (un altro gruppo rock progressivo classico) sono legati ai quattro elementi del pensiero alchemico occidentale (aria, acqua, fuoco e terra). Questa idea è stata in qualche modo ripresa anche dagli italiani Litfiba, che ripercorrono gli elementi nei loro album El Diablo (fuoco), Terremoto (terra), Mondi sommersi (acqua) e Spirito (aria).
Concept album italiani
Il primo concept album della storia della musica italiana è Diario di una sedicenne, inciso da Donatella Moretti nel 1963 (scritto interamente da Loredana Ognibene), che racconta la vita e gli amori di una ragazza adolescente.
Di due anni successivo è Vi parlo dell'America di Giovanna Marini, pubblicato nel 1966; dello stesso anno Le canzoni del West di Bobby Solo, pubblicato qualche mese dopo.
Vi è poi Senza orario senza bandiera dei New Trolls (1968), con i testi di Fabrizio De André, pubblicato a ottobre 1968 e seguito, il mese dopo, da Tutti morimmo a stento di Fabrizio De André (da alcuni testi citato come primo, con un evidente errore di cronologia), pubblicato a novembre 1968.